Processo naufragio Cutro: la Capitaneria negò ai carabinieri l’acquisizione diretta delle conversazioni
Il Comando generale delle Capitanerie di Porto non ha permesso ai carabinieri di
Crotone l’acquisizione diretta delle conversazioni intercorse nella notte tra il
25 e il 26 febbraio 2023, quando sulla spiaggia di Steccato di Cutro naufragò il
caicco Summer Love, causando la morte di 94 persone. Il dato è emerso nel corso
della sesta udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi alla barca.
Sul banco degli imputati figurano quattro militari della Guardia di Finanza e
due della Capitaneria di porto accusati di naufragio e omicidio colposo. Un dato
fatto emergere dai difensori di due degli ufficiali della Guardia di finanza.
Processo naufragio Cutro, testimoniano i carabinieri
A dichiararlo, rispondendo alle domande dei legali, sono stati alcuni
Carabinieri del Comando provinciale di Crotone che hanno svolto l’attività
d’indagine su delega della Procura della Repubblica. In particolare, gli
avvocati Tiziano Saporito (difensore di Antonino Lopresti, ufficiale in comando
tattico della Guardia di Finanza) e Liborio Cataliotti (difensore di Alberto
Lippolis, all’epoca comandante del ROAN di Vibo Valentia) hanno chiesto
chiarimenti ai militari dell’Arma — che hanno eseguito l’accesso alla centrale
dell’IMRCC (Italian Maritime Rescue Coordination Center) di Roma — sulle
modalità di ottenimento dei dati.
Motivi di sicurezza, l’Imrcc riversò dati su un dvd
“Per motivi di sicurezza non è stato consentito al consulente della Procura di
acquisirle direttamente e ci hanno consegnato un DVD sul quale sono stati
registrati i dati delle comunicazioni avvenute tra il 24 e il 27 febbraio 2023”,
ha spiegato il maresciallo maggiore Salvatore Talerico del Nucleo Investigativo
dei carabinieri di Crotone.
Alla domanda su chi avesse posto il diniego all’accesso diretto, il luogotenente
Cosimo Minosa ha risposto: “Siamo stati ricevuti dal capitano Gianluca
D’Agostino (all’epoca dei fatti capo dell’Imrcc) che ci ha illustrato il
problema della sicurezza. Il Comando centrale della Capitaneria di Porto non ha
consentito di inserire i nostri supporti informatici nei loro apparati, ma ha
riversato i dati su un DVD vergine per evitare di ‘contagiare’ i sistemi con
possibili spyware o malware. Accanto all’operatore che estraeva i dati richiesti
c’erano il consulente della Procura, l’ingegnere Fausto Colosimo e noi”.
Parti di audio mancanti
Nel corso del controesame dei testimoni è emersa anche una discrepanza tra gli
audio delle conversazioni estrapolate al Comando generale delle Capitanerie di
Porto e quelli del V MRSC di Reggio Calabria. In pratica, nel file prelevato a
Roma non si sente una parte di conversazione che invece è presente negli audio
di Reggio Calabria, relativa allo scambio tra le sale operative del Comando
regionale della Guardia Costiera e il ROAN della Finanza di Vibo. La frase
pronunciata dall’operatore del V MRSC di Reggio Calabria, mancante nell’audio
proveniente da Roma, è: “Al momento… noi… unità da far uscire… non”.
Opposizione difese ad acquisire trasmissioni tv
In apertura di udienza l’avvocato Alice Massara, difensore di Nicolino Vardaro
(all’epoca comandante del Gruppo Aeronavale della Finanza di Taranto), si è
opposta all’acquisizione nel fascicolo del dibattimento di alcune immagini del
caicco Summer Love recuperate dai carabinieri da internet e di una puntata fatte
dalla trasmissione il Cavallo e la Torre sul livello politico. Il pm Matteo
Staccini si è opposto evidenziando che si trattava di acquisizioni fatte da
fonti aperte. Il presidente del collegio penale, Alfonso Scibona, ha spiegato
che “sono argomenti che entrano nel fascicolo a prescindere”.
I fruscii sull’audio delle conversazioni della Gdf
L’avvocato Marilena Bonfiglio, che difende Francesca Perfido, ufficiale della
Guardia Costiera in servizio la notte del naufragio presso l’IMRCC, ha chiesto
se fosse vero che in alcuni audio prelevati presso il Gran di Taranto della
Guardia di Finanza c’erano dei fruscii: “Quando abbiamo aperto le conversazioni
– ha detto il maresciallo maggiore Talerico – c’erano dei fruscii, ma non
abbiamo fatto accertamenti tecnici si questo: dovete chiedere al consulente”.
Fissate le prossime udienze: cambia il calendario
Il collegio penale ha modificato il calendario delle udienze annullando quella
del 31 marzo per l’impedimento di alcuni avvocati degli imputati. Il nuovo
calendario prevede udienze fissate al 24 marzo ore 14.30 con le testimonianze
tre le altre dei consulenti della Procura che hanno estratto gli audio (Colosimo
ed Indaimo); il 7 aprile alle 14.30 l’udienza sarà dedicata all’esame del
consulente tecnico della Procura, ammiraglio Maurizio Carannante; altra udienza
il 17 aprile, alle ore 9, per sentire il tecnico del radar della società
Almaviva, i pescatori che erano sulla spiaggia la mattina del 26 febbraio 2023,
il medico legale Massimo Rizzo; infine il 28 aprile alle ore 9 previsto il
controesame di Carannante.
Redazione Italia