Tag - remigrazione

La realtà che Vannacci, Cazzullo e i ‘rossobruni’ non raccontano
Dal blocco navale, ai centri di detenzione, alla remigrazione degli stranieri, la propaganda anti-immigrati si fa sempre più aggressiva. Le destre estreme vengono premiate e creano egemonia: anche i partiti moderati le inseguono e i governi le assecondano. In questo difficile scenario, c’è un intellettuale che sostiene una tesi controcorrente. […] L'articolo La realtà che Vannacci, Cazzullo e i ‘rossobruni’ non raccontano su Contropiano.
July 5, 2026
Contropiano
L’ipocrisia dell’Unione europea a proposito di Afghanistan
Mentre continua a proclamarsi campione dei diritti umani, l’Unione europea ha compiuto uno dei passi più controversi degli ultimi anni: accogliere una delegazione talebana nel cuore dell’Europa per discutere di rimpatri, migrazione e cooperazione consolare. Una scelta che rischia di trasformare la Realpolitik europea in una resa alle richieste del regime. Il 23 giugno una delegazione di cinque rappresentanti talebani, guidata dal portavoce del ministero degli Esteri Abdul Qahar Balkhi, è stata ricevuta a Bruxelles per colloqui definiti ufficialmente “tecnici”. Secondo la Commissione europea, l’obiettivo era discutere il rimpatrio dei cittadini afghani privi del diritto di soggiorno nell’UE. La versione dei Talebani, però, parla di ripristino dei servizi consolari, misure di fiducia reciproca e nuove forme di cooperazione. Non semplici procedure amministrative, dunque, ma un dialogo con un’evidente dimensione politica. Ed è proprio qui che emerge la contraddizione europea. Per anni Bruxelles ha sostenuto che qualsiasi forma di normalizzazione con il regime sarebbe stata subordinata al rispetto dei diritti umani, alla tutela delle donne e alla formazione di un governo inclusivo. Nessuna di queste condizioni è stata soddisfatta. Dal ritorno al potere nell’agosto 2021 i Talebani hanno progressivamente cancellato i diritti delle donne, instaurando un sistema che la stessa Unione europea definisce ormai apertamente un apartheid di genere. Eppure oggi sceglie di aprire un canale di interlocuzione con quel medesimo regime. La parlamentare europea Hannah Neumann è stata tra le voci più critiche: non esistono colloqui “tecnici” con i Talebani. Ogni invito, ogni visto, ogni incontro ufficiale costituisce un segnale politico. E il segnale inviato è che il regime può accedere alle istituzioni europee senza aver modificato di una virgola le proprie politiche repressive. Per Kabul l’obiettivo non è soltanto ottenere accordi amministrativi, ma conquistare legittimità internazionale. Dopo quasi cinque anni di isolamento, essere ricevuti a Bruxelles rappresenta un risultato politico e propagandistico di enorme valore. Le organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato questo rischio. Amnesty International ha definito “sconsiderata” la prospettiva di costruire accordi sui rimpatri con un regime responsabile di violazioni sistematiche dei diritti fondamentali. Anche un gruppo di eurodeputati, ex parlamentari afghani e attivisti ha ricordato che i Talebani non hanno rispettato nessuno dei criteri fissati dall’UE per avviare relazioni ufficiali, avvertendo che la cooperazione sui rimpatri potrebbe trasformarsi in uno scambio tra concessioni diplomatiche e controllo dei flussi migratori. La questione appare ancora più problematica se si considera che le Nazioni Unite continuano a documentare arresti arbitrari, torture, sparizioni forzate e persecuzioni in Afghanistan. Il relatore speciale dell’ONU Richard Bennett ha ricordato che il principio di non-respingimento vieta il trasferimento di persone verso Paesi nei quali esiste un rischio concreto di persecuzione o tortura e che nessuna garanzia offerta dalle autorità talebane può essere considerata sufficiente. Eppure, mentre l’ONU ribadisce questi principi, l’Unione europea ha approvato un nuovo regolamento che rende più rapide e uniformi le procedure di rimpatrio dei migranti irregolari. Come può Bruxelles sostenere che l’Afghanistan sia troppo pericoloso per riconoscere il governo talebano, ma abbastanza sicuro da rimpatriarvi migliaia di persone? Dietro questa contraddizione pesa la crescente pressione politica interna sul tema dell’immigrazione. Per aumentare i rimpatri dei richiedenti asilo respinti, i Talebani vengono progressivamente trasformati da paria internazionali a interlocutori necessari. Bruxelles continua a sostenere che questi contatti non equivalgano a un riconoscimento formale. Tecnicamente è vero. Politicamente molto meno. Nella diplomazia internazionale i simboli contano quanto gli atti ufficiali e ricevere rappresentanti di un regime accusato di repressione sistematica significa attribuirgli una legittimità che va oltre le formule giuridiche. Come ha affermato Richard Bennett, l’incontro di Bruxelles rappresenta “un insulto alle donne afghane”. Mentre milioni di donne e ragazze restano escluse dall’istruzione, dal lavoro e dalla vita pubblica, i loro oppressori vengono ricevuti nelle istituzioni europee come interlocutori. Più che un incontro tecnico, è il simbolo di una comunità internazionale che rischia di abituarsi all’apartheid di genere imposto dai Talebani e di considerarlo un fatto compiuto anziché una violazione da contrastare. CISDA - Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane
July 4, 2026
Pressenza
Remigrazione: la colossale truffa politica bipartisan
La “remigrazione” ha un grande vantaggio: sembra una parola seria, una proposta politica, una soluzione. In realtà funziona soprattutto perché permette di fare una cosa molto comoda: indicare un colpevole semplice per problemi che semplici non sono. Criminalità, degrado, disagio sociale, povertà, insicurezza, rabbia, paura. Tutto viene compresso dentro una […] L'articolo Remigrazione: la colossale truffa politica bipartisan su Contropiano.
July 3, 2026
Contropiano
Quante belle piazze!! Una riflessione sulle manifestazioni del 13 giugno
La giornata del 13 giugno ha visto diverse piazze di segno opposto attraversare le strade di Roma. Da un lato, l’appuntamento convocato dai razzisti del comitato Remigrazione e Riconquista, e la piazza degli ultraconservatori autoproclamati “Provita”. Dall’altro, due cortei uno partito da Colosseo, il secondo da Verano verso il Ministero […] L'articolo Quante belle piazze!! Una riflessione sulle manifestazioni del 13 giugno su Contropiano.
June 27, 2026
Contropiano
Bruxelles tratta coi talebani sui rimpatri. Kabul legittimata in nome della “remigrazione”
L’arrivo di una delegazione ufficiale formata da cinque funzionari talebani a Bruxelles ha scatenato un vero e proprio terremoto politico. E non poteva essere altrimenti, dato che la UE continua a proclamarsi l’ultimo baluardo della democrazia e dei diritti, umani e civili (quelli sociali mai, ci mancherebbe…), e poi legittima […] L'articolo Bruxelles tratta coi talebani sui rimpatri. Kabul legittimata in nome della “remigrazione” su Contropiano.
June 27, 2026
Contropiano
A Napoli una grande manifestazione di migranti, soggetto attivo di trasformazione
Circa 15 mila immigrati hanno attraversato il centro cittadino di Napoli fino alla sede della Prefettura a Piazza Plebiscito. Donne e uomini di decine di nazionalità diverse sono arrivati a Piazza Garibaldi dalle campagne del Vesuviano, dall’area Nord e dal giuglianese, oltre quelli dalla zona di Castelvolturno/Lago Patria. Tanti sono […] L'articolo A Napoli una grande manifestazione di migranti, soggetto attivo di trasformazione su Contropiano.
June 21, 2026
Contropiano
Vannacci, nemico delle donne, persone queer e immigrate. Respingiamolo!
Dal 2023 allo scorso fine settimana, quando ha presentato il suo nuovo partito “Futuro Nazionale”, il Generale Roberto Vannacci ha guadagnato sempre più visibilità. Tra le sue posizioni più dibattute sin dall’inizio della sua carriera politica che lo hanno portato al Parlamento Europeo, ci sono quelle sulle donne e le […] L'articolo Vannacci, nemico delle donne, persone queer e immigrate. Respingiamolo! su Contropiano.
June 20, 2026
Contropiano
Vannacci, il prodotto politico del capitale
Dietro la guerra ai migranti e la remigrazione si nasconde una vecchia funzione: dividere il lavoro salariato, alimentare la guerra tra poveri e proteggere chi concentra ricchezza e potere. Roberto Vannacci non è un incidente della politica italiana. Non è una parentesi folkloristica. Non è nemmeno soltanto l’ennesimo personaggio mediatico […] L'articolo Vannacci, il prodotto politico del capitale su Contropiano.
June 18, 2026
Contropiano