Democrazia in tempo di guerra: l’Italia ai tempi della censura, della responsabilità e del riarmo
“Occorre silenziare i dissenzienti, far tacere il pensiero critico, annullare il
dissenso ancor prima che venga espresso, impedire che il dibattito politico
venga connotato dalla conoscenza storica, che rende più difficile la costruzione
della menzogna”
Con queste parole il Professor Angelo d’Orsi fa una fotografia della democrazia
nel nostro Paese, con la propaganda di guerra e la militarizzazione in ogni
ambito della società, con la scuola e l’università che diventano sempre più
terreno dove fare propaganda militare per inculcare nei giovani e futuri
cittadini la figura del “soldato”, in divisa o in borghese, che esegue senza
obiettare gli ordini dell’Autorità. Il tutto in contrasto con gli articoli 11
(“L’Italia ripudia la guerra”) e 21 (“Tutti hanno diritto di manifestare
liberamente il proprio pensiero”) della nostra Costituzione.
Le decisioni politiche orientate al riarmo e alla guerra hanno ricadute negative
non solo sulle condizioni economiche dei cittadini, con il carovita, i salari
fermi, i tagli ai servizi sociali, ma anche sulla nostra democrazia con la
concentrazione del potere nelle mani di un’esigua minoranza senza contrappesi e
organi di controllo, con la riduzione dei diritti e degli spazi politici e
sociali.
Per invertire la tendenza prima che si arrivi al punto di non ritorno è
necessario mobilitarsi partendo dalla presa di coscienza della condizione in cui
viviamo.
Per questo ci troviamo al Salone Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano
(C.so di Porta Vittoria 43) venerdì 13 marzo alle ore 20:30 dove interverranno
di presenza Angelo d’Orsi ed Elena Basile e da remoto Alessandro Di Battista e
Moni Ovadia.
Per info e contatti:
coordinamentoperlapacemilano@gmail.com
https://linktr.ee/coordinamentopacemilano
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Cristina Mirra