Tag - kuwait

IRAN-USA: PROSEGUONO GLI ATTACCHI RECIPROCI, “AVREMO UN’ALTERNANZA TRA AZIONI BELLICHE E COLLOQUI”
Seconda notte di bombardamenti statunitensi contro l’Iran. Almeno 90 i raid ordinati da Trump: per la prima volta dal cessate il fuoco di tre settimane fa sono state attaccate anche infrastrutture civili iraniane; distrutti 2 ponti ferroviari, banchine e aeroporti. Proiettili di artiglieria statunitensi hanno anche colpito un ospedale a Chahbahar. Gli attacchi Usa, in due giorni, hanno causato la morte di almeno 14 persone e il ferimento di altre 78. Teheran segnala esplosioni in diverse città iraniane lungo la costa meridionale, tra cui Bushehr, Chabahar, Bandar Abbas e Sirik. L’Iran risponde con droni su basi militari statunitensi nel Golfo, in Bahrein, Kuwait e Qatar. Una situazione che potrebbe durare a lungo dato “che il memorandum firmato, che doveva trasformarti a metà agosto in accordo, non ha le basi perché le richieste iraniane e statunitensi non coincidono”. Lo ha sottolineato ai nostri microfoni il giornalista Ahmad Rafat, aggiungendo che nel prossimo periodo “si alterneranno azioni belliche e colloqui”. Nell’intervista realizzata con Ahmad Rafat, giornalista di origini iraniane, si sottolinea anche il lento ma progressivo passaggio da “un regime religioso, a regime militare”. Ascolta o scarica
July 9, 2026
Radio Onda d`Urto
IRAN: ANCORA BOMBE USA SUL PAESE. IL PUNTO CON FARIAN SABAHI
Gli Usa attaccano l’Iran. Il Pentagono parla di 80 raid, in particolare nei dintorni di Hormuz, oltre a basi militari e impianti petrolieri nel sud, in “risposta alle azioni di Teheran contro le navi in transito nello Stretto”, citando 3 imbarcazioni colpite negli ultimi giorni. Dopo il primo round di attacchi della notte, in mattinata si segnalano altri attacchi nel sudovest, in Khuzestan, sono state colpite in mattinata dagli Usa: sono Hamidieh e i due porti di Mahshahr ed Imam. Droni in azione pure nel Bushehr, compresa una base militare a Dashti e una a Chaghadak. “Per me la tregua potrebbe essere finita”, dice da Ankara – sede del vertice Nato che si chiude oggi – Trump commentando l’attacco, per poi aggiungersi, con la solita modalità da spaccone: “L’Iran è malato e bugiardo. Se i negoziatori vogliono continuare a parlare lo facciano… ma a me loro non piacciono, sono un cancro”. Dietro gli attacchi, i più estesi dalla firma del fragile accordo, c’è però tanto altro oltre a Hormuz, a partire dalle differenze abissali che permangono al tavolo negoziale. Una stagnazione che Trump ha provato a spezzare – ancora una volta – con le bombe, fatte cadere copiose sull’Iran, non casualmente nelle ore in cui si avvia l’iter di tumulazione della guida suprema Khamenei, ammazzato da Tel Aviv e Washington a febbraio, all’inizio di un’aggressione militare mai davvero chiusa. Dal canto proprio l’Iran annuncia la morte di un proprio militare della Marina e parla di “palese violazione del memorandum di intesa”. Raid di risposta contro le basi Usa in Bahrain e Kuwait. Per il capo negoziatore Ghalibaf, “l’era del bullismo e dell’estorsione è finita. Non ci pieghiamo di fronte a gravi violazione degli accordi, compresa la reintroduzione delle sanzioni sul petrolio” disposta da Trump. Risultato immediato: schizza in alto la speculazione, con petrolio e gas al +6%. L’intervista a Farian Sabahi, docente di Storia contemporanea all’Università dell’Insubria, Visiting Senior Fellow presso il Dipartimento di Storia della London School of Economics e autrice di numerosi volumi dedicati all’Iran, alla sua storia e alla sua politica. Ascolta o scarica
July 8, 2026
Radio Onda d`Urto
IRAN: ANCORA ATTACCHI USA-ISRAELE. “STANNO DISTRUGGENDO TUTTO QUANTO UTILE ALLA VITA DELLE PERSONE”
Continuano senza sosta i bombardamenti israelo-Usa contro l’Iran. A Teheran ci sono stati i primi blackout elettrici. Colpita pure l’Università Imam Hossein, nel centro della capitale. In poco più di un mese di attacchi sono oltre 2000 le vittime civili accertate nel Paese, 10 volte tanto i feriti, 3 milioni le persone sfollate. L’Iran risponde sia con la repressione interna – impiccati almeno 2 giovani, ritenuti membri dei Mujaheddin del Popolo – mentre  all’estero si segnalano missili e droni lanciati su diversi paesi del Golfo e su Israele; qui è stata colpita e danneggiata una raffineria, al porto di Haifa. Forti esplosioni pure nel Kurdistan iracheno e nella capitale Bagdhad, lungo e oltre il confine con la Siria e in altre zone verso il Golfo. Qui un morto e ingenti danni materiali per l’attacco contro un impianto di desalinizzazione in Kuwait, su cui però l’Iran nega la proprie responsabilità, scaricandole invece su Israele, contro cui nelle ultime ore anche gli Houthi yemeniti hanno iniziato a scagliare alcuni droni e missili, minacciando di chiudere anche il Mar Rosso e a Suez. La guerra quindi rischia di espandersi ancora di più, con il Pentagono che prepara l’invasione via terra delle isole dello stretto di Hormuz, come Kharg, snodo petrolifero cruciale. “Decide Trump”, spiegano fonti della Casa Bianca.  Il piano diplomatico, invece, langue. Trump al riguardo continua a lanciare messaggi poco…lucidi: l’ultima di oggi vede il tycoon parlare da un lato di “grandi progressi” nei negoziati, “diretti e indiretti”, pur ribadendo di “essere pronto a distruggere Kharg e forse pure altre isole” dell’Iran. Sulla situazione interna al Paese, che da inizio aggressione ha chiuso completamente l’accesso a internet rendendo difficile avere informazioni. Gli aggiornamenti sull’Iran con Behrooz Sarabi, compagno iraniano del Collettivo Together For Iran Milano. Ascolta o scarica
March 30, 2026
Radio Onda d`Urto