LAVORO: LICENZIATO DA TIM SIMONE VIVIOLI, SEGRETARIO NAZIONALE FLMU-CUB, “PER ATTIVITA’ SINDACALE”Simone Vivioli, segretario nazionale Flmu-Cub e storico delegato in Tim con più
di 30 anni di anzianità di servizio a Firenze, è stato licenziato dall’azienda
con la contestazione di aver inviato delle e-mail “per promuovere iniziative
legali di ex-dipendenti” e di aver così sottratto tempo all’attività lavorativa.
“Un dato che non ha bisogno di essere commentato – replica la Cub – visto che si
tratta di otto brevissime e-mail in tre mesi per un tempo stimato di circa uno,
due minuti a comunicazione, in totale 15 minuti circa in tre mesi. Tra l’altro
senza alcun danno alla produzione, in quanto non è stato effettivamente
sottratto tempo all’attività lavorativa”.
Il sindacato di base annuncia un immediato ricorso al giudice del lavoro: “Il
licenziamento è arrivato nonostante il regolamento aziendale della Tim preveda
`l’uso privato residuale´ della posta elettronica aziendale, e senza che la
stessa azienda abbia mai contestato o eccepito alcunché in merito all’attività
lavorativa svolta negli anni dal segretario nazionale della Federazione dei
metalmeccanici della Cub, nell’esercizio delle sue attività lavorative”.
Secondo la Confederazione Unitaria di Base si tratta di un attacco alla libertà
sindacale e di una ritorsione: “Si tratta di un licenziamento strumentale ad
impedire l’azione sindacale a tutela dei tanti lavoratori Tim e Fibercop che,
sempre più in questi mesi, si stanno attivando per recuperare diritti lesi e
quote consistenti di salario rivolgendosi al sindacato di base, colpendo uno dei
massimi esponenti della Cub in azienda”.
Ci racconta la vicenda lo stesso Simone Vivioli, segretario nazionale Flmu-Cub e
storico delegato in Tim Ascolta o scarica
Sulla questione è stata presentata una interrogazione urgente
all’amministrazione fiorentina dal consigliere comunale Dmitrji Palagi di
Sinistra progetto comune per via del rapporto continuativo che Palazzo Vecchio
ha con Tim e con FiberCop per i servizi Ict. Da non sottovalutare il fatto che
dal luglio 2024 la rete fissa italiana, infrastruttura pubblica costruita in
decenni di investimento collettivo, è controllata da KKR, fondo statunitense di
private equity con circa 400 miliardi di dollari di asset in gestione, che ha
acquisito FiberCop per 22 miliardi di euro. La ristrutturazione che ne consegue
prevede fino a 1.800 uscite in sospensione da FiberCop e 1.000 uscite volontarie
da Tim entro novembre 2026. E in Toscana la crisi è già reale: Telco,
appaltatrice con circa 400 addetti tra Campi Bisenzio, Siena, Arezzo e Grosseto
che lavorano per conto di FiberCop, è in cassa integrazione a zero ore dal 2025.
“Colpire il segretario nazionale di un sindacato di base in questa fase non è un
episodio isolato: è disciplinamento”. Così a Radio Onda d’Urto Dmitrji Palagi,
consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune a Firenze. Ascolta o scarica