Non ci rassegniamo agli incendi e allo scempio della Sicilia
La Sicilia brucia ancora (non è ancora del tutto domato l’incendio di stanotte
attorno a Polizzi Generosa sulle Madonie, ndR).
E questa volta non possiamo più parlare di emergenza imprevedibile: siamo di
fronte alle conseguenze di anni di mancata prevenzione e di abbandono del
territorio.
In queste ore vaste aree della Sicilia sono devastate dagli incendi. La
provincia di Palermo è tra le più colpite, ma il fenomeno interessa l’intera
Isola.
Il bilancio è drammatico: persone, abitazioni, aziende agricole, attività
economiche, boschi, animali e interi ecosistemi sono stati colpiti da una
devastazione che in molti casi sarà irreversibile.
Eppure lo avevamo previsto.
Lo avevamo denunciato.
Lo avevamo detto pubblicamente e lo avevamo gridato durante la manifestazione
organizzata a Palermo alla fine di luglio: senza una politica seria e
strutturale di prevenzione, senza il presidio del territorio e senza interventi
adeguati, la Sicilia sarebbe andata incontro a una nuova catastrofe.
E così è stato.
La prevenzione non può essere invocata quando il fuoco è già divampato.
La Sicilia vive da anni una condizione di crescente fragilità: territori
agricoli abbandonati, aree rurali sempre meno presidiate, patrimonio forestale e
vegetale non adeguatamente tutelato, mancanza di una strategia organica di
forestazione e di cura del territorio, insufficiente vigilanza e una gestione
troppo spesso concentrata sull’emergenza invece che sulla prevenzione.
Tutto questo avviene mentre la crisi climatica rende gli incendi sempre più
devastanti e le condizioni di caldo e siccità sempre più estreme.
Non è più accettabile governare questa situazione contando ogni estate gli
ettari bruciati e i danni prodotti.
Chiediamo pertanto che vengano accertate fino in fondo le responsabilità
politiche e amministrative relative alla prevenzione degli incendi e alla tutela
del territorio siciliano.
La devastazione di queste settimane certifica il fallimento delle politiche di
tutela ambientale fin qui adottate dal Governo regionale guidato dal presidente
Renato Schifani.
Non chiediamo soltanto parole, promesse o dichiarazioni di solidarietà.
Chiediamo atti concreti, immediati e verificabili.
CHIEDIAMO UN PIANO STRAORDINARIO PER LA SICILIA
Chiediamo alla Regione Siciliana di mettere in campo un piano organico e
pluriennale che parta dalla conoscenza reale del territorio e dalla sua
protezione.
1)CATASTO DELLE AREE PERCORSE DAL FUOCO
Aggiornamento immediato e pubblicazione della mappatura di tutti i terreni
percorsi dagli incendi, attraverso il Catasto delle aree percorse dal fuoco,
affinché siano conosciute con precisione le superfici colpite e possano essere
applicati tutti i vincoli e le tutele previsti dalla legge.
2)PROTEZIONE IMMEDIATA DI PARCHI E RISERVE
Protezione straordinaria di tutti i Parchi, le Riserve e le aree naturali
protette della Sicilia, attraverso un sistema permanente di prevenzione,
sorveglianza e presidio del territorio.
I nostri Parchi non possono essere lasciati alla mercé del fuoco.
3)MAPPATURA DI TUTTI I TERRENI PUBBLICI E PRIVATI
Una mappatura completa dei terreni pubblici e privati, con particolare
attenzione alle aree agricole e forestali abbandonate, per individuare le zone a
maggiore rischio e programmare interventi di prevenzione, manutenzione e
presidio.
La conoscenza del territorio è il primo strumento di prevenzione.
4)UN PROGRAMMA PLURIENNALE DI RICOSTITUZIONE DELLE AREE BOSCHIVE
Chiediamo l’avvio immediato di un programma pluriennale di ricostituzione delle
aree boschive percorse dal fuoco, a partire da quelle bruciate negli ultimi
cinque anni, con una programmazione almeno quinquennale.
Non una semplice sostituzione degli alberi perduti, ma un vero piano di
ricostituzione degli ecosistemi, fondato sulle caratteristiche dei singoli
territori, sulla biodiversità e sull’utilizzo di specie autoctone.
La riforestazione deve cominciare quando l’emergenza è finita, non quando ci
siamo già dimenticati dell’incendio.
5) STOP AGLI ABBATTIMENTI INDISCRIMINATI
Chiediamo una moratoria sugli abbattimenti degli alberi, nelle aree urbane,
rurali e naturali, fino alla definizione di un piano regionale straordinario di
tutela del patrimonio arboreo.
Gli abbattimenti eventualmente necessari per comprovate ragioni di sicurezza o
fitosanitarie dovranno essere preventivamente motivati e sottoposti a una
verifica tecnica indipendente, evitando che l’emergenza climatica e ambientale
diventi un alibi per la distruzione del patrimonio arboreo.
6) CHIEDIAMO l’immediata costituzione di un tavolo tecnico con tutte le
associazioni e comitati DI CITTADINI operosi che seguono la Sicilia e il suo
ambiente.
BASTA CON LA MAFIA DEL FUOCO
Esprimiamo la nostra più profonda riconoscenza ai Vigili del Fuoco, agli
operatori forestali, ai piloti di elicotteri e canadair e ai volontari della
Protezione Civile, che in queste ore stanno affrontando condizioni estreme e
rischiano la propria vita per difendere le persone e il territorio.
A loro va tutta la nostra gratitudine.
Ma chi combatte il fuoco non può essere chiamato a coprire le responsabilità di
chi avrebbe dovuto prevenirlo.
Allo stesso tempo chiediamo alle autorità competenti di fare piena luce sulle
cause degli incendi e sugli interessi che possono alimentare la macchina
criminale del fuoco.
Occorre individuare chi appicca gli incendi, chi li favorisce e chi
eventualmente trae profitto dalla distruzione del territorio.
Non ci pieghiamo alla logica di chi pensa di poter lucrare sulla devastazione di
boschi, aziende agricole, abitazioni, animali e interi territori.
La Sicilia non può continuare a bruciare e poi limitarsi a contare i danni.
Non possiamo accettare che ogni estate si ripeta lo stesso copione: il fuoco,
l’emergenza, la conta degli ettari distrutti, le dichiarazioni di cordoglio e
poi, con l’arrivo dell’inverno, il ritorno all’immobilismo.
La prevenzione si fa quando non ci sono fiamme.
La tutela del territorio si costruisce tutto l’anno.
La ricostruzione deve cominciare adesso.
Noi non ci rassegniamo.
BASTA CON LA POLITICA DELL’EMERGENZA.
BASTA CON L’ABBANDONO DEL TERRITORIO.
BASTA CON LA MAFIA DEL FUOCO.
LA SICILIA VA DIFESA PRIMA CHE BRUCI.
■OSSERVATORIO PERMANENTE SUI DISASTRI AMBIENTALI
■ISOLA FENICE ETS
■FLAI CGIL SICILIA
Cittadinanza Attiva in Difesa degli Alberi (PA)
Redazione Sicilia