Sébastien Perez / Tremate tremate, le streghe son tornate!
Venezia, 2064. Inizia qui la storia, in un futuro in cui dopo anni di tregua il
virus delle farfalle torna più aggressivo che mai. Mentre gruppi di streghe sono
a caccia degli ultimi superstiti con il loro esercito di ombre e allevano
neonati immuni per ricreare una nuova società più in sintonia con la natura,
Carolina ed Evan sperano di trovare l’antidoto che darebbe una seconda chance
all’umanità.
Una disturbante favola nera quella raccontata attraverso i testi di Sébastien
Perez e le magnifiche e ipnotiche illustrazioni di Marco Mazzoni, in cui gli
echi della pandemia del Covid risuonano forti nella mente del lettore, le
drammatiche conseguenze del cambiamento climatico e i danni del capitalismo
traspaiono tra le righe.
Carolina è una ragazzina che ha perso la madre e vive col padre in una piccola
colonia di superstiti ma la differenza tra lei ed Evan è che Carolina, grazie
alla madre di cui sa poco o nulla, è immune al virus e quando durante una
missione di ricerca il padre scompare, coglie l’occasione al volo e parte munita
di quell’ostinazione e forte senso di ribellione tipici della gioventù. Ma ciò
che ancora non sa è che quest’avventura la porterà ad affrontare i fantasmi del
passato e ad ottenere risposte a domande rimaste volutamente inascoltate nella
parte più recondita della memoria.
L’epilogo sconvolgente ribalterà le carte in tavola inchiodando il lettore alle
pagine cariche di suspense e terrore per le scene descritte, ma una volta chiuso
il volume resterà una domanda: da che parte stare? Perché se è vero che le
streghe non hanno una nomea piacevole e non tanto quello che stanno
architettando ma quanto come lo stanno attuando può essere moralmente
discutibile, in fondo il punto di partenza del virus non è colpa dell’uomo? E
ciò che hanno pianificato di ricostruire non è forse utopistico ma anche molto
attuale e condivisibile?
Carolina dal canto suo rappresenta un’anomalia. Immune tra i comuni mortali,
fragili e delicati, ripone molta speranza in un ritorno ad una vita normale ed è
quindi facile, troppo, empatizzare e tifare per lei che ha una via d’uscita
agevolata. Come sempre non è tutto solo nero o bianco ma nel mezzo ci sono molte
sfumature da considerare e da mettere sul piatto della bilancia.
Alcune pagine raccontano il mondo di prima, senza testo, solo con l’assoluta
potenza dei disegni, rigorosamente sui toni del grigio, in assenza di colore.
Raccontano anche dei non-morti, della loro animalità, del nonno di Carolina che
le ha insegnato l’amore per i libri, della nuova società che le streghe stanno
costruendo. Un albo che fa riflettere, dalla lettura scorrevole e godibile come
fosse un racconto dell’orrore, strutturato come fosse un corto indie e per
quanto possibile, valorizzato maggiormente dalle splendide illustrazioni, eteree
e leggere come nuvole ma dal significato pesante come un macigno.
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da Pulp Magazine.