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Aeroporto Ridolfi: mancano garanzie sulla sicurezza e sulla salute
In questi giorni la Giunta dell'Emilia Romagna ha dato il via al "Progetto di legge sugli scali per sostenere attrattività, intermodalità e sviluppo sostenibile", che prevede l'abolizione della council tax e il finanziamento pubblico di 2 milioni di euro annui per i 3 scali di Rimini, Forli e Parma. L'obiettivo è rendere più competitivi e attrattivi per le compagnie low cost gli scali minori. Si ipotizza il raggiungimento di 20 milioni di passeggeri annui a livello regionale :  quasi 8 milioni in più degli attuali, da distribuire prevalentemente negli scali minori considerata la non lontana saturazione del Marconi. Per il Ridolfi si prospetta quindi uno sviluppo esponenziale dei volumi di traffico e questo in una situazione in cui l'applicazione delle normative vigenti a tutela della salute e sicurezza delle popolazioni impattate risulta, tuttora, molto carente e lacunosa. Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste e il Comitato Sorvolati fanno presente che le misure per la valutazione e il contenimento dell'inquinamento acustico prodotto dai velivoli, regolamentate da quasi 30 anni (D.M. 31/10/1997) e mai rese operative dal Ridolfi, che sono compito della Commissione aeroportuale (Enac atp 3/07/ 2007), non sono ancora state avviate. La Commissione si è costituita e riunita per la prima ed unica volta nel giugno 2025. Essa deve provvedere alla zonizzazione acustica del territorio circostante impattato, individuando zone di rispetto con livelli massimi di emissione rumore sostenibili e stabilire monitoraggi e procedure anti rumore. In assenza della zonizzazione tutti gli interventi di monitoraggio, mitigazione, risanamento, compensazione previsti a tutela della salute pubblica sono attualmente inesistenti. Si rileva il ritardo nella presentazione e approvazione delle mappe di vincolo che definiscono le limitazioni agli ostacoli che possono costituire potenziali pericoli per il velivolo e i suoi passeggeri, in ottemperanza agli articoli 707/708 del Codice della Navigazione. C'è inoltre un aspetto estremamente importante da considerare che riguarda la tutela della sicurezza e incolumità delle persone dal rischio di incidenti (Safety). Il prospettato forte aumento del traffico aereo dell'aeroporto Ridolfi rende ineludibile, oltre che urgente, affrontare la situazione maggiormente critica da questo punto di vista che riguarda le scuole del Polo Aeronautico Spaziale. Il fatto che le scuole siano state regolarmemte autorizzate a livello edilizio, non risolve il problema della sicurezza di chi le frequenta, tant'è che se non fossero state edificate o programmate prima del PRA (2012), ma successivamente, avrebbero incontrato il divieto di costruzione per il rischio derivante dalla vicinanza alla pista di volo (zona C del PRA). L' altissima concentrazione di istituti scolastici, classificati dal CdN come "siti sensibili",  e l'altissimo carico antropico e indice di affollamento, esigono una tutela particolare ed impongono la messa in campo di tutte le misure utili alla riduzione del rischio e alla mitigazione del danno. Per valutare il rischio corso individualmente da quanti frequentano le scuole (studenti, docenti, ricercatori, personale, ecc.) ed attivare misure di riduzione di esso, è necessario che Comune e/o Regione richiedano ad Enac l'elaborazione delle Curve di Isorischio ( CdN art .715 regolamento 2025. art 3, comma 6), cosa che le Associazioni sollecitiano venga fatta in tempi brevi. Per mitigare le conseguenze di un eventuale incidente dovrebbe essere adeguatamente operativo il Piano di Emergenza Esterno coordinato dalla Prefettura in collaborazione con le varie strutture di emergenza tra cui la Protezione Civile, la quale non ci risulta abbia inserito l'Aeroporto Ridolfi nell'elenco delle infrastrutture da considerare a rischio, nonostante la delibera del Consiglio Comunale sul Piano di Rischio Aeroportuale risalga al 2012. Infine l'aeroporto Ridolfi è l'unico aeroporto regionale sprovvisto di un piano di sviluppo, masterplan, in obbligo al gestore FA airport in base al CdN. Quello presentato nel 2023 non è stato recepito da Enac, quindi non ha avviato la procedura di compatibilità ambientale né quella di conformità urbanistica. A fronte delle misure e tutele, da anni previste e regolamentate, in particolare   dalle normative ENAC ed EASA, quelle citate sono alcune tra le condizioni con cui lo scalo di Forlì si approccia ad essere integrato dalla Regione Emilia Romagna nel "sistema" aeroportuale. Ma, secondo le Associazioni scriventi, sistema dovrebbe essere condivisione di regole e garanzie di base omogenee tra tutti i soggetti coinvolti. Forlì risulta essere in forte ritardo sull'applicazione delle regole anche rispetto agli altri territori regionali, aspetto questo che evidentemente non è stato considerato di ostacolo nell'erogazione di finanziamenti pubblici. Non è chiaro come gli Enti competenti, a partire dalla Regione ER, intendano procedere per creare un sistema sostenibile integrato dato che nel progetto di legge le fuggevoli parole "sostenibile" e "ambiente" rimangono vuote di contenuto e ancor più di programmi operativi. Il TAAF e Sorvolati concludono: è necessario e urgente che i cittadini siano messi nella condizione di poter esercitare i diritti loro riconosciuti dalle leggi, possibilmente in tempi che prevedano la medesima solerzia messa in campo per affrontare l'aspetto economico e logistico. Solo con la piena applicazione delle normative previste a garanzia del diritto alla salute e alla sicurezza individuale e collettiva si può parlare di sviluppo  sostenibile. Tavolo Associazioni Ambientaliste di Forlì Redazione Romagna
March 14, 2026
Pressenza
Forlì: poesia, musica e diritti umani con Amnesty International
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, Giornata Mondiale della Poesia e Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il gruppo locale di Amnesty International propone a Forlì una serata dedicata all’incontro tra arte e diritti umani. L’appuntamento è sabato 21 marzo al Centro Pace “Annalena Tonelli”, dove alle ore 20.00 la serata si aprirà con un Open mic di poesia, uno spazio inclusivo in cui chiunque può leggere testi propri o di altri autori: poesie inedite, componimenti amati o brevi prose. Il microfono aperto letterario incoraggia la libera espressione e la partecipazione collettiva, trasformando la lettura dei versi in un momento collettivo di ascolto e condivisione. Alle ore 21.00 la serata proseguirà con “Accordi e disaccordi – Musiche e voci del Sud America”, con Filippo Fucili e Valentina Fabbri. Il duo propone brani della tradizione popolare del Cono Sud, le sue radici afrodiscendenti e indigene, accanto a canzoni d’autore nate nei movimenti di resistenza civile, con incursioni jazz e atmosfere che spaziano tra bossa nova, folklore e ballate. Un caleidoscopio di ritmi, stili e suoni intrisi di tematiche sociali, amore e poesia: donne, terra e comunità. Voci represse o dimenticate, percepite come “stonate” o “desafinados” prendono forma nella musica, offrendo nuovi sguardi sull’America Latina, un continente segnato da secoli di colonizzazione, dittature e repressioni che in molte forme continuano ancora oggi. Da sempre attenti all’arte come strumento di sensibilizzazione sociale e tutela ambientale, i musicisti hanno partecipato nel 2024 a “Musica&Parole a Riceci”, evento per la tutela e la valorizzazione della valle del Foglia (Petriano, PU) e hanno curato gli interventi musicali nel convegno “Nel cuore dell’umano: affrontare i conflitti”, promosso a Fano dall’Associazione Itinerari e Incontri, dedicato alla riflessione su guerra, violenza e convivenza nelle società contemporanee. L’iniziativa segna il ritorno delle attività pubbliche di Amnesty a Forlì dopo una breve pausa, proponendo un momento di incontro aperto e partecipativo, in cui arte, musica e poesia si intrecciano ai diritti umani. Durante la serata sarà presente anche un punto ristoro. L’invito è aperto a tutte e tutti: portare una poesia, ascoltare musica o semplicemente partecipare. L’arte è un catalizzatore per il cambiamento culturale: questa serata offre l’opportunità di vivere l’esperienza artistica come strumento di riflessione e consapevolezza, andando oltre il semplice intrattenimento e contribuendo alla tutela dei diritti umani attraverso la cultura, le emozioni e la partecipazione collettiva. Sabato 21 marzo 2026 Centro Pace “Annalena Tonelli” via Publio Fausto Andrelini, 59 – Forlì (FC) Ore 20.00 – Poetry open mic Ore 21.00 – Accordi e disaccordi – Musiche e voci del Sud America Contatti Amnesty International Forlì: 338 946 7605 e-mail: gr225@amnesty.it Facebook: Amnesty International – Forlì Redazione Romagna
March 10, 2026
Pressenza
Gli Aironi e il Bosco nell’Ex Eridania di Forlì: La Regione Emilia Romagna li tutela?
Esiste un posto magico a Forlì, un bosco nato spontaneamente nell’area dello zuccherificio Ex Eridania dopo la sua dismissione nel 1979. 17 ettari di area rinaturalizzata, di cui l’area di servizio a margine delle vie Monte S. Michele e Gorizia, della superfice di circa 3 ettari, che da oltre un decennio è stata scelta dagli Ardeidi come sito di nidificazione grazie al grande sviluppo della vegetazione arborea ed alla assenza di interventi antropici. Un insediamento riproduttivo scientificamente definito “garzaia”, in cui nidificano collettivamente diverse specie di aironi con abitudini coloniali , ossia costruiscono nidi molto vicini tra loro per garantirsi una migliore difesa dai predatori. Un ambiente unico visto che sorge in zona urbana ed in quanto costituito da essenze arboree di formazione spontanea e sviluppo ragguardevole: un habitat ricco di biodiversità ed attrattivo per uccelli, insetti e fauna minore. Tanto che lo stesso Comune di Forlì, quando nel 2022 acquistò il sito, dichiarò pubblicamente di voler trasformare l’area dismessa in un polmone verde cittadino. Gli Ardeidi sono una specie di avifauna tutelata dalla Direttiva UCCELLI 2009/147/CE All. I (massima protezione), e tutta l’area ha una copertura forestale di estensione tale da rientrare nella definizione di bosco ai sensi della norma forestale D.Lgs. 34/2018. Per tali ragioni è dal 2024 che il Tavolo delle associazioni ambientaliste chiede al Comune di creare un’area di riequilibrio ecologico supportato dal parere positivo dell’Ente parchi e biodiversità Romagna, senza avere però nessuna risposta. Anzi, la risposta è stata, a dicembre 2025, la Delibera di Giunta n.503/2025 con cui il Comune ha approvato l’ “APPALTO SERVIZI DI BONIFICA DELL’AREA EX ERIDANIA E GESTIONE GARZAIA IN VIA MONTE SAN MICHELE” esplicitamente finalizzato alla eliminazione della GARZAIA visto che prevede: il “diradamento della garzaia: effettuare il diradamento basso della zona interessata dalla garzaia, con abbattimento delle alberature spontanee e potature di esbosco”; “raccogliere e selezionare le carcasse ed i nidi abbandonati”; “eseguire interventi di sanificazione, disinfezione, disinfestazione ed igienizzazione nelle zone sottostanti alle garzaie”; “fornire ed installare dissuasori, al fine di prevenire la formazione di una nuova garzaia”. Appalto già in corso d’opera, con ruspe e mezzi meccanici che stanno abbattendo gli alberi della GARZAIA. Tutte attività in barba alle tutele comunitarie previste dalla Direttiva Uccelli, dalla Direttiva Habitat che vieta qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata di esemplari specie tutelate nell’ambiente naturale, di perturbare deliberatamente tali specie, segnatamente durante il periodo di riproduzione, di allevamento, di ibernazione e di migrazione; di distruggere o raccogliere deliberatamente le uova nell’ambiente naturale; di deterioramento o distruzione dei siti di riproduzione o delle aree di riposo. In barba alla Legge 157/1992 secondo cui la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, per cui la gestione ed il monitoraggio non competono al Comune, tantomeno l’utilizzo di dissuasori per i quali non vi è alcun piano regionale che lo preveda sugli Ardeidi. L’abbattimento degli alberi e la trinciatura dei residui sono anche una minaccia alla flora e alle alberature di pregio, una minaccia e disturbo alla fauna minore tutelata dalla Legge Regionale 15/2006 ed alle altre specie di uccelli che popolano l’habitat rinaturalizzato. Inoltre l’uso di sostanze chimiche per la disinfezione e sanificazione su terreno boschivo a permeabilità profonda mette a rischio l’integrità del suolo e tutta la catena alimentare dell’ecosistema. Sul proprio sito web istituzionale, La Regione Emilia Romagna scrive che “è impegnata a riconoscere e tutelare specie e habitat nel loro contesto naturale, in particolare nei territori che manifestano i caratteri di maggiore naturalità … Gli habitat, oltre a possedere un loro valore intrinseco in quanto vi corrispondono comunità biotiche spesso rare e peculiari, rappresentano il quadro ambientale necessario per assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle condizioni di vita delle singole specie animali e vegetali” (cfr.). Eppure nella GARZAIA di Forlì il cantiere procede all’abbattimento degli alberi, sui quali si avvistano chiaramente gli Aironi ed i loro nidi; i Carabinieri Forestali di Forlì sono stati informati già ad inizio febbraio scorso, perchè non intervengono? Ed allora la Lega Abolizione Caccia Emilia Romagna ha chiesto all’Assessora regionale alla Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della Biodiversità, Gessica Allegni,  di conoscere quali siano i provvedimenti adottati dalla Regione a tutela e per la conservazione degli Ardeidi, della fauna selvatica e dell’intero Habitat nel sito Ex Eridania di Forlì, patrimonio pubblico di valore ambientale inestimabile. Servono fatti, non parole. L.A.C. Bologna Redazione Romagna
March 9, 2026
Pressenza
Forlì, garzaia ex Eridania: una delibera smentisce l’assessore Petetta
L’assessore all’Ambiente Giuseppe Petetta accusa le associazioni ambientaliste di parlare a sproposito, però i documenti della sua stessa amministrazione confermano che l’obiettivo non è solo pulire il terreno dal guano, ma smantellare l’habitat della garzaia per allontanare e impedire il ritorno di specie protette. Sebbene l’intervento sia presentato come “manutenzione straordinaria del verde”, il computo metrico rivela la vera natura del cantiere. La Deliberazione 503/2025 e i relativi documenti tecnici (DUVRI e Computo Metrico) raccontano una realtà diversa. L’assessore parla di “operazioni di decespugliazione e sfalcio”, ma omette di citare quanto previsto dal capitolato e dal computo metrico a pagina 10 dove si parla esplicitamente di abbattimento di alberature spontanee, potature di esbosco e, dato più allarmante, di raccolta e cernita di nidi.   A pag. 26 si torna a parlare di: – “diradamento della garzaia: effettuare il diradamento basso della zona interessata dalla garzaia. con abbattimento delle alberature spontanee e potatura di esbosco. il materiale vegetale di risulta dovrà essere conferito a un centro di termovalorizzazione”. (Si fa presente che all’interno dell’area ex Eridania la vegetazione è tutta spontanea in quanto vi è stata la rinaturalizzazione della zona dopo oltre 50 anni di abbandono dai lavori dello zuccherificio) – “sanificazione e igiene: eseguire interventi di sanificazione. disinfezione, disinfestazione e igienizzazione nelle zone sottostanti alle garzaie”. ( Cioè si spargeranno veleni che inquineranno il terreno, faranno strage di piccoli animali, microfauna e microflora e modificheranno pesantemente l’ecosistema?) – “dissuasori: fornire e installare dissuasori. al fine di prevenire la formazione di una nuova garzaia con l’obiettivo dichiarato di prevenire la formazione di una nuova garzaia”. (Il punto più scottante dell’intera delibera dove si evince l’obiettivo dichiarato di prevenire la formazione di una nuova garzaia) Con questi strumenti si decreta di fatto l’allontanamento definitivo delle specie tutelate.   Altro aspetto riguarda chi sta operando sul campo. Ci chiediamo: quali competenze faunistiche hanno gli operai per distinguere nidi vuoti da quelli in costruzione?. Inoltre, nella Relazione Tecnica (pag. 39) vengono citati enti intervenuti (ASL e Arpae) che non hanno alcuna competenza sulla fauna selvatica. Ricordiamo che l’unico ente titolato a esprimersi e intervenire in materia di fauna selvatica è la Regione.  E comunque in piena estate l’ASL aveva dichiarato che non vi era un pericolo sanitario Mentre l’amministrazione parla di “bonifica”, la descrizione sintetica dell’appalto definisce l’opera come “manutenzione straordinaria del verde”.   Il sospetto è che si tratti di un appalto di manutenzione verde utilizzato per mascherare un intervento diretto sull’avifauna protetta, operazione che richiederebbe ben altre autorizzazioni e pareri scientifici.   Inoltre l’assessore Petetta accusa le associazioni ambientaliste di non conoscere le vere ragioni degli interventi che verranno eseguiti. Il TAAF risponde che più volte sono state inviate lettere all’amministrazione con proposte e richiesta di confronto, ma sono rimaste senza risposta. L’assessore in un incontro con il TAAF, a fine estate, aveva tenuto a precisare che era escluso che la garzaia potesse provocare problemi sanitari alla salute. Il TAAF aveva approvato la pulizia del guano ma aveva richiesto che fossero contattati esperti di avifauna prima di intervenire e che fossero presenti durante le operazioni di pulizia. Invece Invece di questo non si è tenuto conto . La cittadinanza merita chiarezza: perché si sta procedendo con l’abbattimento di alberi e la rimozione di nidi in un’area così delicata senza il coinvolgimento degli enti competenti per la tutela faunistica e si sta distruggendo l’ecosistema di un’area ricca di biodiversità e che restituisce benefici ambientali. Durante l’alluvione del 2023/2024 quell’area ha fatto anche da cassa di colmata trattenendo acqua e tutelando in parte i cittadini.   Tavolo Associazioni Ambientaliste di Forlì Redazione Romagna
February 12, 2026
Pressenza
Le associazioni ambientaliste contro il taglio di alberi nella garzaia: “Salviamo il polmone verde”
Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì esprime forte preoccupazione e si oppone fermamente al progetto di taglio di alberi sotto i nidi degli aironi nella garzaia presente nell’area dell’Ex Eridania, nella porzione compresa fra via Monte san Michele e via Gorizia. La notizia, nonostante le ripetute richieste di confronto diretto con l’amministrazione comunale, appresa direttamente dagli uffici competenti dopo aver notato gli interventi di operai nell’area, rappresenta un grave rischio per la biodiversità urbana e i servizi ecosistemici di questo spazio vitale. Questa zona, come abbiamo evidenziato ripetutamente in numerosi articoli e comunicati, non è solo essenziale per la garzaia e la sua straordinaria biodiversità avi-faunistica con la presenza di aironi e di tante altre specie di uccelli, ma funge anche da polmone verde urbano con funzioni cruciali: contenimento delle acque piovane, mitigazione delle temperature estive, assorbimento di CO₂ e particolato fine, oltre alla produzione di ossigeno. Interventi come il taglio di alberi comprometterebbero irrimediabilmente questi benefici, aggravando i problemi climatici e ambientali in un contesto urbano già sotto pressione. “Le garzaie sono ecosistemi fragili e protetti, e questa area rappresenta un patrimonio insostituibile per la città – dichiara il TAAF. Chiediamo un immediato stop al progetto e un confronto pubblico per valutare alternative non invasive, come la gestione sostenibile del guano senza sacrificare il verde.” Invitiamo cittadini, istituzioni e media ad intervenire e a mobilitarsi per preservare questo spazio. L’ambiente non aspetta: agire ora significa investire nel futuro di Forlì. Tavolo Associazioni Ambientaliste di Forlì Redazione Romagna
February 12, 2026
Pressenza
Ex Eridania, un patrimonio naturale unico per Forlì
Il TAAF esprime forte preoccupazione per il progetto che prevede l’insediamento della nuova Questura nell’area dell’ex Eridania, uno degli ultimi e più preziosi polmoni verdi della città di Forlì. Quell’area, abbandonata da decenni alle logiche del cemento, si è trasformata spontaneamente in una vera oasi naturale urbana, svolgendo funzioni ambientali fondamentali per il benessere collettivo come ad esempio: – assorbimento delle polveri sottili e miglioramento della qualità dell’aria; – mitigazione delle temperature estreme e del microclima urbano; – tutela della biodiversità, oggi sempre più rara all’interno delle città e un drenaggio naturale delle acque e riduzione del rischio idrogeologico. Per quanto riguarda il primo punto sottolineiamo la forte incidenza di forme tumorali negli ambienti dove la quantità di polveri sottili supera i limiti accettabili dalla specie umana (vedi le numerosissime pubblicazioni scientifiche al riguardo); per la seconda funzione (sempre accertata dalla ricerca scientifica mondiale) si evidenzia che l’area boscata limita le temperature estreme riducendo drasticamente le malattie da eccesso di calore in particolare nelle persone anziane. Per la terza funzione è ben chiaro che non si tratta di un’area “vuota” o degradata, ma di un ecosistema vivo e funzionante e per questo riconosciuto anche dalla comunità scientifica. Studi naturalistici documentano infatti la presenza stabile di una garzaia urbana con nidificazione di tante specie fra le quali alcune protette dalle leggi come l’Airone cenerino, la Garzetta e l’Airone guardabuoi. Queste specie sono tutelate dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE, dalla Legge 157/1992 e dalla normativa ambientale nazionale ed europea, che vietano la distruzione dei siti di riproduzione e di sosta della fauna selvatica. Qualsiasi intervento che comporti la compromissione dell’habitat rappresenterebbe non solo un grave danno ambientale, ma anche una possibile violazione delle leggi vigenti (Direttiva Habitat (92/43/CEE), recepita dall’Italia nel 1997 (DPR 357/97). Inoltre, il 29 luglio 2024 l’Unione Europea ha approvato la Nature Restoration Law, una legge che segna un punto di svolta nel rapporto fra uomo e biodiversità per il ripristino degli ecosistemi. Oltre alle normative sopra citate, facciamo presente che la stessa Provincia di Forlì-Cesena e la Regione Emilia Romagna si sono già espresse favorevolmente in merito al mantenimento della garzaia, offrendo anche la loro collaborazione per eventuali progetti di mantenimento dell’ambiente che si è formato come in fondo stanno facendo le città più avanzate dell’Europa che investono nella rinaturalizzazione e nella tutela degli spazi verdi e non nella loro cancellazione. Il TAAF, con questo intervento, oltre ad aver presentato alla cittadinanza informazioni utilissime per il benessere collettivo regalate dall’area verde, chiede all’Amministrazione comunale di: * riconoscere formalmente il valore naturalistico di tutta l’area e di avviare le procedure per l’istituzione di un’area di riequilibrio ecologico nella porzione boschiva a nord ovest dell’ex Eridania; * fermare il progetto di intervento distruttivo della garzaia per il trasferimento di uffici del dipartimento di pubblica sicurezza; * avviare, in tempi brevi, un confronto pubblico e trasparente con i cittadini, le associazioni e i tecnici competenti perché è una scelta che riguarda il futuro di tutta la città più sana, resiliente e vivibile.   Tavolo Associazioni Ambientali Forlì Redazione Romagna
January 21, 2026
Pressenza
Cassa di solidarietà per i lavoratori Astercoop
Cassa di solidarietà per i lavoratori Astercoop: il lavoro non è merce sottocosto.  Da oltre tre anni lɜ lavoratorɜ di Astercoop – la cooperativa che gestisce il magazzino COOP di Pievesestina a Cesena – chiedono il miglioramento delle proprie condizioni di lavoro. Come spesso accade, dietro alla formula della cooperativa si nasconde lo sfruttamento legalizzato, con contratti collettivi che prevedono condizioni di favore a discapito dellɜ lavoratorɜ. Applicando la sezione speciale per la cooperazione prevista dal CCNL della logistica, Astercoop non riconosce ai propri lavoratori la maturazione dei permessi. Come se non bastasse, si è sempre rifiutata di corrispondere i primi tre giorni di malattia e applicare  la maggiorazione del 20% al lavoro svolto di sabato. Di fronte a tutto questo, lɜ lavoratorɜ non sono rimastɜ a guardare: hanno scioperato, picchettato, aperto vertenze. L’azienda ha risposto con un’escalation disciplinare che ha creato un clima intimidatorio: negli ultimi due anni dieci addettɜ sindacalizzatɜ sono statɜ licenziatɜ e decine di altre persone hanno ricevuto provvedimenti disciplinari di sospensione fino a più giornate di lavoro, con conseguenze pesanti su retribuzioni già troppo basse. Chiediamo a COOP Alleanza 3.0 di essere garante di condizioni uguali e dignitose in tutti i propri magazzini in Emilia Romagna. Stesso lavoro, stesse condizioni! Alla lotta sindacale sul campo si è unita da poco anche una battaglia legale, che vedrà Astercoop in tribunale per la prima udienza il 7 luglio 2026 a Forlì: chiediamo il riconoscimento dei permessi arretrati, dei giorni di malattia non pagati e delle maggiorazioni dei sabato mai riconosciute degli ultimi 5 anni. Ogni passo in questa lotta però ha un costo: scioperi, provvedimenti disciplinari e spese legali significano perdite economiche per lavoratorɜ già sottoposti a dinamiche di lavoro povero. Non siamo mai statɜ dispostɜ a fermarci, ma per continuare a lottare c’è bisogno della solidarietà di tuttɜ, per questo lanciamo una raccolta fondi per una cassa di solidarietà per lɜ lavoratorɜ di Astercoop:  perché nessunə dovrebbe essere punitə per aver difeso i propri diritti e perché il lavoro non può essere trattato come una merce sottocosto su cui applicare sconti e ribassi. Per queste ragioni abbiamo deciso di aprire una cassa di solidarietà a questo link: https://www.paypal.com/donate/?hosted_button_id=B8CPZUST7JA4G&fbclid= IwY2xjawPV-z5leHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeC Nr3Tz1z0VvDJe37KhIIyeFpItbjzSjDTBUuV7lvzimMuYD6TPVFLyHVQ7c_ aem_vc9W8buZ3M1llsq07IgYpw ADLCOBAS FORLÌ Redazione Romagna
January 16, 2026
Pressenza
29 novembre Giornata Internazionale della Solidarietà con il Popolo Palestinese, mobilitazione a Forlì
29 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO PALESTINESE, A FORLÌ CORTEO PER LA PALESTINA E CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA   Tra i mesi di settembre e ottobre abbiamo assistito in Italia a mobilitazioni che in molte città non avevano precedenti: solo a Forlì oltre 4000 persone erano in piazza il 3 ottobre, mentre la manifestazione del 4 ottobre a Roma ha visto partecipare tra uno e due milioni di persone. La solidarietà dimostrata in quel frangente non può e non deve cadere nel vuoto, dal momento che il progetto coloniale di Israele prosegue indisturbato: il genocidio a Gaza sta continuando con un accordo di cessate il fuoco che – nei fatti – non è mai davvero entrato in vigore, mentre in Cisgiordania aumentano le violenze dei coloni: a ottobre 2025 si è raggiunto il numero di attacchi più alto mai registrato dal 2006. Davanti a tutto ciò, non possiamo che prendere posizione in merito alla responsabilità collettiva dei paesi occidentali nei crimini perpetrati contro la popolazione palestinese. Le istituzioni internazionali mostrano una preoccupante debolezza nel far rispettare il diritto internazionale: mentre l’Unione Europea ha applicato sanzioni durissime in occasione dell’invasione Russa dell’Ucraina, non ha adottato misure analoghe nei confronti di Israele. Come documentato anche dalla Relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese, ci sono responsabilità internazionali collettive precise, a cominciare da quei Paesi che si rifiutano di riconoscere lo Stato di Palestina – come Germania e Italia – fino ad arrivare a quei governi che continuano a intrattenere rapporti economici e commerciali con Israele. Infatti, la pervasività di Israele si rende sempre più palese nell’economia e nella finanza dei paesi occidentali e, per quanto riguarda l’Italia, anche nelle imprese partecipate dello stato. Nei nostri territori sono tanti i temi che ci preoccupano: le armi che transitano per il porto di Ravenna; le aziende israeliane presenti alla fiera di Rimini; la collaborazione di Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine con l’Ufficio Scolastico Regionale; il progetto del cosiddetto “tecnopolo” di Forlì, guidato da Thales Alenia, joint venture tra Leonardo Spa e l’azienda francese produttrice di armi Thales; gli appalti a Teva nell’ambito farmaceutico, sociale e sanitario. Ciò che chiediamo è che le istituzioni ad ogni livello, in base alle proprie prerogative e titolarità, adottino sanzioni concrete nei confronti di Israele, misure mirate quali un embargo sulle armi, la sospensione delle relazioni commerciali privilegiate e il congelamento degli accordi di associazione. Infine, in questo contesto di crisi della diplomazia e del sistema internazionale, con il pretesto di una guerra imminente e con l’illusione che armarsi possa essere uno strumento di pace, la NATO impone ai paesi membri di portare entro 10 anni la spesa militare al 5% del PIL. Questa indicazione si traduce in Italia in un aumento delle spese per la difesa di oltre 22 miliardi nei prossimi tre anni e in una manovra di bilancio che, stando a quanto emerso finora, non offre nessuna prospettiva per il miglioramento del welfare e delle condizioni salariali. Sono ancora una volta l3 cittadin3 a pagare le conseguenze della corsa agli armamenti e, mentre si tagliano i fondi per il sistema sanitario nazionale e si lasciano le persone sole davanti al continuo aumento del costo della vita, si continuano a proteggere gli interessi delle industrie belliche. Di fronte alle ambiguità della politica istituzionale, la società civile non può e non vuole restare a guardare: sentiamo il bisogno di fare sentire le nostre voci e opporci con forza a tutto questo, quindi abbiamo deciso di lanciare una mobilitazione per il 29 novembre, Giornata Internazionale della Solidarietà con il popolo palestinese. Il ritrovo è previsto alle ore 15:00 in piazzale Igino Lega, da cui partirà un corteo diretto verso il palazzo della Prefettura. Invitiamo tutte le persone a scendere con noi in piazza oppure a convergere su altri territori: ogni piazza per la Palestina, per il rispetto del diritto internazionale, contro l’economia di guerra, è una piazza che va presidiata. Occorre far sentire il nostro dissenso verso l’economia di guerra e la nostra solidarietà con il popolo palestinese: contro il genocidio e per l’autodeterminazione. A.N.P.I. Forlì-Cesena ADL Cobas Romagna Associazione Nazra Associazione Voce Donna Centro per la Pace Forlì CGIL Forlì Cesena Collettivo Studentesco per la Palestina Forlì Consulta Laica Forlivese #digiunogaza Forlì Docenti per Gaza – Romagna Emergency Forlì-Cesena Forlì Città Aperta Forum delle Donne – Forlì GPI – Giovani Palestinesi Italia La Materia dei Sogni Libera Forlì-Cesena Link Forlì Local March for Gaza Mani Rosse Antirazziste Parents for Future Forlì Rimini con Gaza Somaliyey Toosa ODV Tavolo Permanente delle Associazioni Contro la Violenza alle Donne Forlì UDI Forlì Aps Un Filo Rosso Redazione Romagna
November 26, 2025
Pressenza
TAAF celebra il 21 novembre la Giornata nazionale degli alberi
Il 21 novembre si celebra la Giornata nazionale degli alberi. Come di consueto è l’occasione per attività di sensibilizzazione e informazione sul grande valore degli alberi. Il WWF, assieme al Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì, alle Guardie Ecologiche Volontarie e al Quartiere Foro Boario e San Benedetto parteciperà all’evento, organizzato dal Comune di Forlì, che si svolgerà, a partire dalle ore 9,30, nell’area verde comunale di via Gianna Nardi Spada, nel quartiere Foro Boario. L’iniziativa vedrà la partecipazione attiva degli alunni della scuola Bersani, protagonisti di una giornata di educazione ambientale e piantumazione alberi, per sottolineare l’importanza e il valore degli alberi nella tutela dell’ambiente urbano e nel miglioramento della qualità della vita. Un momento di condivisione e impegno civico per rafforzare il legame tra comunità e natura, promuovendo valori di sostenibilità e rispetto per il territorio. Gli alunni della scuola Bersani parteciperanno attivamente alla messa a dimora di nuove alberature, contribuendo così alla riqualificazione e al miglioramento dell’ambiente urbano. L’obiettivo è quello di sensibilizzare fin da giovani alla tutela del patrimonio arboreo e all’importanza degli alberi per la salute e il benessere dei cittadini. Le Guardie Ecologiche Volontarie, assieme al TAAF, saranno presenti per fornire supporto tecnico e guidare i partecipanti nell’attività di piantumazione spiegando il ruolo fondamentale degli alberi nella mitigazione del clima, nella protezione della biodiversità e nel miglioramento della qualità dell’aria in città. Il Comune di Forlì confermando il proprio impegno nella promozione di iniziative di educazione ambientale (MAUSE) e con l’Unità manutenzione verde, si fa promotore di azioni concrete per la cura del verde pubblico, riconoscendo come gli spazi verdi urbani siano cruciali per il benessere dei cittadini. L’evento è aperto a tutta la cittadinanza, che è invitata a partecipare per sostenere un futuro più verde e responsabile. Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì WWF Forlì-Cesena Redazione Romagna
November 19, 2025
Pressenza