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I conti dei super-miliardari italiani e la patrimoniale
Ventisei miliardi impronunciabili La CGIL chiede l’1,3 per cento ai cinquecentomila italiani che possiedono più di due milioni di euro. Il governo risponde che con la destra non se ne parlerà mai. Ma la patrimoniale, in Italia, esiste già: la pagano quelli che hanno una casa, un’automobile e un conto […] L'articolo I conti dei super-miliardari italiani e la patrimoniale su Contropiano.
August 30, 2026
Contropiano
Chi è Brad Parscale, il fabbricatore di bot & troll fascisti e filo-israeliani
Il tentato femminicidio da parte di Fernando Cerimedo in Bolivia (1) ha messo in luce il livello di articolazione dell’internazionale di estrema destra in America Latina e, ancora una volta, la sua complicità con il potere, la violenza e la corruzione. Che sia in Argentina, Cile, Brasile o Honduras, un […] L'articolo Chi è Brad Parscale, il fabbricatore di bot & troll fascisti e filo-israeliani su Contropiano.
August 27, 2026
Contropiano
Facciamo un po’ di chiarezza sul woke
Negli ultimi giorni il quotidiano La Repubblica ha lanciato un articolato dibattito sul woke, che ha raccolto un significativo interesse. Poiché i contributi online sono accessibili ai soli abbonati, non è facile farsene un’idea per la maggioranza delle persone. Proviamo a portarne allo scoperto le questioni principali. La discussione ha […] L'articolo Facciamo un po’ di chiarezza sul woke su Contropiano.
August 27, 2026
Contropiano
Lo schifo dell’”Onda di Rabbia” in America Latina
Ad agosto, il miliardario di destra Abelardo de la Espriella ha assunto la presidenza della Colombia, promettendo di portare avanti un programma di estrema destra, nonostante avesse vinto con meno di un punto percentuale sul candidato di sinistra Iván Cepeda. È tipico dell’estrema destra di un tipo particolare assumere qualsiasi […] L'articolo Lo schifo dell’”Onda di Rabbia” in America Latina su Contropiano.
August 20, 2026
Contropiano
La reale natura finanziaria e capitalista della “remigrazione”
Ricevo da un nostro compagno questa riflessione, approfondita e documentata, sulla reale natura finanziaria e capitalistica, del progetto di “Remigrazione” sbandierato falsamente a destra, e non solo purtroppo, come una risposta politica spontanea ad una difficoltà sociale propria dei paesi ad economia liberista. Si capisce bene da questa riflessione perché […] L'articolo La reale natura finanziaria e capitalista della “remigrazione” su Contropiano.
August 9, 2026
Contropiano
Voltare le spalle agli sciacalli
-------------------------------------------------------------------------------- Foto di FGTB Charleroi & Sud-Hainaut  -------------------------------------------------------------------------------- Vincent Pestiau, segretario regionale del sindacato belga Fgtb di Charleroi ha rivendicato l’azione compiuta da un gruppo di lavoratori belgi in occasione della presenza di un fascista di nome Ignazio La Russa. “Tutti i compagni dell’Fgtb si sono girati, perché noi siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi Fratelli d’Italia è un partito di estrema destra. Noi siamo contro la presenza di tutti i partiti fascisti. La loro presenza non è bella, soprattutto in un luogo molto importante per l’immigrazione italiana”, ha detto il compagno Pestiau. Se mi fossi trovato al Bois du Cazier, dove si commemorava l’eccidio di settanta anni fa, avrei voltato le spalle a quell’individuo la cui sola presenza è un insulto alla memoria dei minatori di allora e un insulto al sacrificio di migliaia di lavoratori migranti che ogni giorno, in Italia, rischiano la loro vita per salari di merda. Come disertore (Disertate è il titolo di uno degli ultimi libri di Bifo, “Il disertore” è anche il nome della sua newsletter su Substack, dove è apparso questo articolo, ndr) volto le spalle ai fascisti che oggi come nel 1956, sono al servizio degli sfruttatori e oggi come allora portano la responsabilità della sofferenza e della morte dei lavoratori migranti, che allora erano italiani, oggi sono africani, afghani o bengali. Nel 2025 in Italia sono morti sul lavoro 1093 persone, secondo i dati ufficiali elaborati dall’Inail. Quest’anno ne sono morti 482 fino al mese di giugno, ma negli ultimi due mesi di canicola infernale ogni giorno nei campi e nei cantieri muore qualche lavoratore: la maggior parte di loro sono stranieri. Come possiamo definire i fascisti che respingono gli stranieri, li costringono a traversare il mare in condizioni pericolose, e infine li mantengono in condizioni di clandestinità per sfruttare al massimo il loro lavoro, se non sciacalli? Questi sciacalli stanno oggi speculando su un episodio che, a Ceuta, è costato la vita a centocinquanta marocchini ed africani che cercavano di raggiungere la costa spagnola (leggi anche Capire Ceuta). Il regista di Ceuta si chiama Donald Trump Qui sotto un testo di Gustavo Zagrebelski pubblicato dal Manifesto qualche giorno fa. Cara Giorgia, a distanza di qualche settimana ti riscrivo mentre a Ceuta si contano i morti e tu, invece di piangerli, ci costruisci sopra un comizio. Quello che stai facendo ha un nome preciso, e non è “difesa dei confini”: si chiama sciacallaggio politico sulla pelle dei poveri. Menti sapendo di mentire. Hai annunciato la sospensione di Schengen con la Spagna come se le poche migliaia entrate a Ceuta stessero per bussare a Ventimiglia domani mattina. Sai benissimo che non è vero: Ceuta è un’enclave in territorio marocchino, chi arriva lì non entra in Europa continentale, viene identificato sul posto. I tuoi stessi funzionari del Viminale hanno ammesso che si tratta di controlli “a campione”. Tradotto: una misura simbolica, inefficace, che serve solo a te e al generale Vannacci che ti incalza da destra. Il prezzo lo pagano i turisti in coda ai porti, gli imprenditori e soprattutto la verità. Cara Giorgia, il vero regista di Ceuta si chiama Donald Trump. Il tuo ex amico che continui a difendere. Tu fai lo sciacallo contro Sánchez, ma il fiammifero l’ha strofinato l’inquilino della Casa Bianca. Te lo dico in breve: 1. Trump ha regalato a Rabat il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale — nel 2020, riaffermato nell’estate 2025 — blindando l’asse Washington–Rabat contro il diritto internazionale. 2. La visita di Sánchez ad Algeri ha fatto scattare la ritorsione: il Marocco ha aperto i rubinetti dei migranti verso Ceuta. Non lo dico io, lo scrivono i giornali che non appartengono ad Angelucci. 3. Il 29 giugno 2026 Trump ha sospeso per otto mesi i dazi sui fosfati marocchini. Il quadro che fingi di non vedere è questo: Trump premia il Marocco con fosfati, Sahara e basi militari. Il Marocco usa i migranti come arma di ricatto contro una Spagna “colpevole” di riavvicinarsi ad Algeri. Migliaia di giovani — molti minorenni — si buttano in acqua e diciannove muoiono annegati. E tu prendi quei corpi e li usi come sfondo per un post su X. Questo non è governare. Questo è sciacallaggio. Non è da statista — perché una statista non chiude Schengen per un teatrino interno mentre nel Mediterraneo si muore: chiama Bruxelles, convoca l’ambasciatore USA, chiede conto a Trump del ricatto marocchino, costruisce una politica migratoria europea. Non è da italiana — perché l’Italia è il Paese di Lampedusa, di don Puglisi, di don Milani, di don Bosco. Il Paese che ha inventato la parola “solidarietà” nella Costituzione. Non è da madre — perché quei ragazzi affogati a Tarajal sono figli di qualche madre. I miei figli, tua figlia, hanno avuto la fortuna di nascere in Italia. Loro no. È l’unica differenza. Una madre lo sa. Da cristiana non ne parliamo neanche. Noi che accogliamo sappiamo cosa vuol dire stare sulla frontiera vera. Non quella retorica dei tuoi tweet. Ti chiediamo una cosa sola: smettila. Smettila di mentire agli italiani sulle cause. Smettila di attaccare Sánchez per coprire Trump. Smettila di trasformare diciannove cadaveri in punti percentuali. E se non lo fai per statura politica, fallo almeno perché — come hai detto tu — sei una madre. E sei cristiana. La grande migrazione e la sconfitta dell’internazionalismo Mentre i razzisti usano la vita e la morte per le loro guerre ibride o meno, mentre il fascismo conquista il potere in tutto l’Occidente (con l’eccezione della Spagna) speculando sulla paura dell’onda migrante, da trent’anni ormai noi internazionalisti brancoliamo nel buio. Quando l’autonomia degli operai rendeva possibile la democrazia sociale, non abbiamo compiuto (e neppure pensato) la ricomposizione del lavoro migrante con la classe operaia. Siamo riusciti a svolgere soltanto, talvolta, una funzione di tipo assistenziale. Solo in alcuni casi (come quello delle lotte nel settore della logistica) i migranti si sono riconosciuti nelle lotte del movimento operaio. La migrazione non è un fenomeno recente. Negli anni Cinquanta e Sessanta l’industria europea aveva bisogno di forza lavoro: le fabbriche dell’auto inglesi importarono così lavoratori giamaicani, le fabbriche francesi assunsero lavoratori arabi, quelle tedesche chiamarono lavoratori turchi, e le fabbriche del nord italiano si riempirono di lavoratori calabresi. In molti casi quei migranti si integrarono a contatto coi loro compagni, e la solidarietà di classe spazzò via il razzismo: i calabresi furono avanguardia a Mirafiori, gli arabi del Mouvement des travailleurs arabes condussero le lotte alla Renault, e i giamaicani cambiarono per sempre la scena culturale e sociale della periferia londinese: la fusione di movimenti anti-colonialisti e movimento operaio trasformò la migrazione in un processo di trasformazione culturale. Ma nel nuovo secolo il rapporto tra migranti e metropoli capitalista si è rovesciato. Dopo gli anni Novanta, la globalizzazione del mercato del lavoro ha disintegrato la solidarietà di classe e usato i flussi migranti come fattore di precarizzazione, provocando reazioni razziste in vasti settori della popolazione. Non abbiamo saputo elaborare sul piano teorico la nuova gigantesca ondata di migrazione, né abbiamo saputo organizzarla sul piano sociale. Siamo stati capaci soltanto di una protesta etica e umanitaria contro la violenza razzista. È meglio che niente, ma non basta. L’effetto politico della nostra incapacità di elaborare la questione migrante la vediamo bene: disintegrazione della solidarietà sociale, conflitto razziale e fascismo, fine della democrazia. Fin dalla sua origine il pensiero marxista non comprese il senso della colonizzazione (Marx salutava la colonizzazione dell’India che avrebbe portato le ferrovie, l’industria e avrebbe creato la classe operaia). Nel secondo dopoguerra i partiti stalinisti sposarono gli interessi nazionali contro il processo di decolonizzazione, come accadde in Francia durante la guerra d’Algeria. Al tempo stesso i movimenti di liberazione dal colonialismo rimasero spesso intrappolati dal nazionalismo e dall’identitarismo razziale o religioso. Su questa sconnessione tra movimento operaio e movimento anti-coloniale si è fondata la controffensiva imperialista globale che ha mirato a rompere il fronte operaio grazie all’inserimento di settori di lavoro migrante, e che ha usato l’emarginazione e la clandestinizzazione per far lavorare i migranti a salari sempre più bassi. Il capitalismo europeo ha usato la migrazione per distruggere l’organizzazione operaia, e abbassare il salario, mentre i governi razzisti d’Europa intrappolavano la migrazione nella clandestinità e nello schiavismo, oppure nel respingimento: morti in mare, campi di concentramento. La gigantesca onda migrante ha cambiato la vita sociale e il panorama urbano, ma non siamo riusciti a integrarla nel fronte del lavoro. Non basta comprendere la genesi storica della migrazione, non basta sapere che il colonialismo ha impoverito i territori e costretto le popolazioni all’emigrazione. Né basta sapere che il cambio climatico ha peggiorato le condizioni di gran parte del sud del mondo, accentuando la pressione migratoria. Neppure basta affermare il dovere etico dell’accoglienza, né ripetere che nessun essere umano è illegale, e rivendicare il diritto degli umani a muoversi con la stessa libertà con cui si muovono i capitali. Né la comprensione storica né la reazione etica sono bastati a fare del lavoro migrante componente della composizione di classe operaia. Un processo di soggettivazione autonoma e solidale delle diverse componenti culturali religiose ed etniche del flusso migrante è stato quasi sempre impossibile: di conseguenza la migrazione ha avuto un effetto dirompente sulla solidarietà sociale, spingendo a destra gran parte dei lavoratori. La ragione principale della nostra sconfitta, la ragione principale del ritorno della barbarie razzista e fascista sta in questa nostra incapacità di integrare il lavoro migrante (non nell’Occidente multiculturale), ma nella composizione solidale del lavoro dipendente. Poteva andare altrimenti? Potrà andare altrimenti in futuro? Non ho risposta a questa domanda, ma occorre porsela, non solo per ragioni storiche. Dalla risposta a questa domanda dipende il futuro di tutto: della democrazia, della pace, della solidarietà sociale. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Voltare le spalle agli sciacalli proviene da Comune-info.
August 8, 2026
Comune-info
La critica della destra
Il libro di Celestini? Non l’abbiamo letto e non lo leggeremo, ma non ci piace… Annalisa Terranova ha scritto la critica più bella al mio libro. Una critica di destra pura. A volte i critici hanno poco tempo e tanto da leggere, perciò non leggono per intero un libro. Ma […] L'articolo La critica della destra su Contropiano.
August 4, 2026
Contropiano
Decreto “anti-maranza”: un testo culturale “oltre il moderno” – di Pietro Saitta
Probabilmente non vi è alcuna ragione per scrivere l’ennesimo articolo scandalizzato e critico sull’atrocità del decreto “anti-maranza”. Farlo sembrerebbe postulare l’esistenza di interlocutori e di razionalità classiche. Implicherebbe, cioè, l’illusione di muoversi entro spazi sociali in cui a contare sono la capacità di pressione dell’opinione pubblica, l’interesse per le argomentazioni razionali sui temi della [...]
August 1, 2026
Effimera
L’assassinio di Fakir: omicidio di Stato e “scudo penale”
L’assassinio di Abderrahim Fakir da parte di due agenti di polizia. durante un intervento nel quartiere del Pilastro, a Bologna domenica 19 luglio, è diventato un caso nazionale. Abbiamo per l’ennesima volta l’uccisione di un uomo da parte delle forze dell’ordine, il cui l’operato appare a prima vista assai discutibile, […] L'articolo L’assassinio di Fakir: omicidio di Stato e “scudo penale” su Contropiano.
July 24, 2026
Contropiano
Legittima difesa. Uccidiamo i parenti dei ladri fino alla quarta generazione
Avviso importante. Domani apre la prevendita per le visite in carcere a Mario Roggero, fate in fretta perché i biglietti finiscono subito: sono solo quarantamila posti. Le agevolazioni e le riduzioni le trovate sul sito di Salvini, che siccome funziona come i treni è un po’ lento, ma se vi […] L'articolo Legittima difesa. Uccidiamo i parenti dei ladri fino alla quarta generazione su Contropiano.
July 23, 2026
Contropiano