La Marcia dei Bruchi 2025 si conclude a Bologna
Il 16 aprile scorso si è conclusa a Bologna la 4a edizione della Marcia dei
Bruchi, ideata dall’attivista italo-congolese John Mpaliza e che quest’anno ha
attraversato la regione Emilia Romagna.
“Insieme cammineremo come bruchi, ci trasformeremo in farfalle e in questo modo
trasformeremo le guerre in pace”: con questo messaggio Mpaliza ha inaugurato la
marcia itinerante, giovedì 6 marzo a Piacenza, la città di partenza.
Le edizioni precedenti hanno attraversato le regioni del Trentino-Alto Adige,
della Puglia e del Piemonte.
“Tutti sono chiamati a fare la propria parte”, sostiene Mpaliza. “Si continua a
dire che la pace è un ideale impossibile da raggiungere, però se non ci proviamo
tanto vale non fare nulla per cambiare le cose. Noi pensiamo invece sia
fondamentale ascoltare la voce dei nostri figli e di tutte le nuove generazioni:
cittadini di domani ma soprattutto cittadini di oggi.”
La Marcia dei Bruchi fu “battezzata” con questo nome grazie alla fantasia di un
bambino di 9 anni, Giacomo, che durante l’incontro di preparazione alla 1a
edizione della Marcia, così si espresse: “Saremo in tantissimi, cammineremo
insieme, come bruchi, ci trasformeremo in farfalle e così speriamo di
trasformare anche il mondo.” Ottimista, sognatore e concreto: una lezione di
vita per noi adulti.
La prima edizione della Marcia dei Bruchi si organizzò in Trentino-Alto Adige
nel 2022 con un’ampia partecipazione: circa 12.000 persone di cui 9.000 erano
giovani e student*. Questa importante iniziativa cominciò a prendere forma nel
2020 durante gli incontri di sensibilizzazione su temi cruciali e attuali
(cambiamenti climatici, diritti umani, consumo critico e sostenibile) presso
l’Istituto Tecnico Economico “Falcone e Borsellino” e il Liceo “Dante Alighieri”
di Bressanone.
L’idea all’origine della prima edizione era semplice: coinvolgere le scuole
primarie (soprattutto quarte e quinte) e secondarie di primo e secondo grado a
preparare insieme agli/alle insegnanti lavori di gruppo su argomenti che sono
inestricabilmente legati alla nostra sopravvivenza su questa terra. Meglio, alla
nostra vita su questo pianeta. Quindi gli argomenti elaborati sono sempre stati
i seguenti: la giustizia climatica e i cambiamenti climatici, i diritti umani,
la pace e ogni altro argomento che ruoti intorno al benessere di questo mondo.
Le classi possono dar via libera a tutta la loro immaginazione giovanile, sempre
ricca di spunti e di idee su cui riflettere. Messaggi, riflessioni e perché no?
anche slogan – intelligenti – da diffondere nel proprio territorio e nella
propria città. Nella giornata conclusiva della Marcia i lavori preparati vengono
esposti e discussi insieme.
Un aspetto importante, tra altri, da sottolineare è insistere a
responsabilizzare i giovani sul fatto che il nostro stile di vita condiziona
anche le altre vite.
“Quanto avviene a migliaia di chilometri merita la nostra attenzione, perché in
un modo o nell’altro ha un impatto sulla nostra vita. Nello stesso modo, le
nostre azioni hanno ripercussioni sulle vite degli altri, anche a migliaia di
chilometri” (…) “E per garantire loro un futuro migliore è importante
sensibilizzarli (…) su quanto il benessere di un mondo, quello sviluppato e
arricchito, spesso e volentieri dipenda da violazioni dei diritti umani in un
altro “mondo”, quello impoverito”.
Tra le tante guerre attuali quella che affligge la Repubblica Democratica del
Congo è iniziata nel 1996 ed è tuttora in corso. Ha prodotto oltre 7 milioni di
profughi interni e 10 milioni di morti. La ricchezza di questo Paese (80% di
risorse mondiali di coltan, minerale indispensabile per i cellulari, 70% di
cobalto, litio, necessario per le batterie delle auto elettriche e uranio, oro,
platino, petrolio) è la causa delle costanti violenze a danno della popolazione
locale. Tanto per rimanere nella recente attualità, l’occupazione di Goma,
nell’est del Paese, zona di ricchezze minerarie, ce lo conferma ancora una
volta. “Il Congo è un Paese ricco da morire”, come Mpaliza ripete spesso.
https://www.marciadeibruchi.org/
Redazione Italia