[it, es, fr, en] Per Sara e Sandro, più forti della morte [in continuo aggiornamento]È con grande dolore che abbiamo appreso della morte di Sara e Sandro, nostri
amici e compagni di idee e di lotta. Mentre li piangiamo, raccogliamo in questa
pagina tutti i vari testi, versi, manifesti, parole di affetto e dolore che
stanno arrivando in questi giorni e ore. Ciao Sandro. Ciao Sara.
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[21.03.2026]
Già pubblicato
in https://circoloculturaleanarchicofiaschi.noblogs.org/2026/03/21/piu-forti-della-morte/
Più forti della morte
C’è un’enorme differenza fra la violenza degli oppressi e quella degli
oppressori:
la prima segue un’etica, la seconda nessuna.
(Sara Ardizzone)
La nostra capacità di dire e comunicare non consente di avventurarsi sui
sentieri inesplorati della responsabilità per i rischi assunti in prima persona.
Ogni discorso in questa direzione resta inevitabilmente provvisorio,
insufficiente. Ricercare concretamente la libertà – nella sua forma autentica e
integrale, non nelle contraffazioni elargite e imposte dallo Stato – significa
entrare nella dimensione del rischio connaturato alla ricerca stessa. In questo
luogo le nostre scelte, spesse volte selvagge e solitarie, marcano il solco di
una strada senza ritorno. La libertà è una qualità che si sperimenta mettendosi
a rischio.
Lo diciamo senza alcuna indulgenza nella retorica: i due anarchici rinvenuti
morti dopo il crollo di un casolare a Roma, Sara Ardizzone e Alessandro
Mercogliano, sono dei nostri compagni fraterni, che siamo fieri di avere per
compagni. I pennivendoli prezzolati, dalla cui carta straccia abbiamo appreso il
fatto, scrivono a più riprese dello scoppio di un ordigno. Le preoccupate prese
di distanza, volte sempre a garantire un’incolumità vergognosa, non ci
appartengono. Siamo abituati a non credere a una parola di quanto viene
proferito dalla macchina della propaganda, ma qualora ci fosse un barlume di
verità circa le informazioni “trapelate” non possiamo non soffermarci sul fatto
fondamentale: Sara e Sandro sono morti in azione, sono morti combattendo. La
guerra sociale non è una recita, uno stile di vita o una sottocultura. È
anzitutto una guerra. Sara e Sandro sono un esempio luminoso dell’inestricabile
connubio tra pensiero e azione che ispira l’anarchismo, dei rivoluzionari fino
all’ultimo istante della loro vita, e nella morte.
Sara e Sandro sono e saranno per sempre un pezzo del nostro cuore, un cuore che
non può che rifiutarsi di provvedere a scrivere un necrologio.
Le odierne farneticazioni dei signori dell’inquisizione e della repressione
vanno a braccetto con quelle dei padroni della guerra e dello sfruttamento. Gli
stragisti, i massacratori, i produttori di morte gridano allo scandalo per le
bombe degli anarchici.
Con Sara e Sandro abbiamo condiviso l’inestinguibile passione per il pensiero e
l’azione anarchici. Con loro alcuni di noi hanno vissuto, condividendo
l’intensità febbrile di momenti che nessun orologio potrà mai scandire. Con
loro, quando siamo stati inquisiti dalla macchina della repressione di Stato,
abbiamo mantenuto la nostra dignità e consolidato la tenacia delle nostre
scelte. Ne siamo certi: quelle nostre giornate infinite non diverranno mai un
ricordo sbiadito. Momenti che non si basavano sulle chiacchiere ideologiche, ma
sulla convinzione dei nostri percorsi, sui sentimenti, sulla fiducia reciproca,
sulla gioia della vita. Tutti noi che li abbiamo conosciuti profondamente
sappiamo che non esisteranno mai delle parole adeguate a descriverne la
modestia, la dolcezza, la dignità.
Ecco perché la volontà rivoluzionaria di Sara e Sandro ha la forza di andare
oltre il tempo, vincendo la sofferenza e il dolore. La loro passione per la vita
sarà più forte della morte. La loro integrità sarà sempre un monito contro ogni
oppressore.
21 marzo 2026
Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza
Qui in pdf: piu forti della morte
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[es] Más fuertes que la muerte
Hay una enorme diferencia entre la violencia de los oprimidos y la de los
opresores: la primera sigue a una etica, la segunda a ninguna.
(Sara Ardizzone)
Nuestra capacidad para decir y comunicar no permite adentrarse en los caminos
inexplorados de la responsabilidad por los riesgos asumidos en primera persona.
Todo discurso hacia esta dirección se queda necesariamente temporal, inadecuado.
Buscar concretamente la libertad – en su forma auténtica e integral, y no en las
falsificaciones otorgadas e impuestas por el Estado – significa entrar en la
dimensión del peligro, inherente a la busqueda en si misma. En este lugar,
nuestras decisiones, a menudo salvajes y solitarias, marcan la huella de un
camino sin vuelta atrás. La libertad es una condición que se experimenta
poniéndose en juego.
Lo decimos sin ninguna complacencia de retórica: los dos anarquistas hallados
muertos después del colapso da una casa rural en Roma, Sara Ardizzone y
Alessandro Mercogliano, son nuestros compañeros fraternos, y estamos orgullosos
de ello. Los periodistas, plumíferos a sueldo, de los que hemos aprendido los
hechos, a través de su papel de desecho, hablan repetidamente de la detonación
de un artefacto. Las tomas de distancia preocupadas, que siempre apuntan a
asegurarse una vergonzosa protección, no nos pertenecen. Estamos acostumbrados a
no creernos ni una palabra de las que salen de la máquina de la propaganda, pero
si hubiera un atisbo de verdad en las informaciones “filtradas”, no podemos no
detenernos en un hecho fundamental: Sara y Sandro han muerto en la acción, han
muerto peleando. La guerra social no es un teatrín, un estilo de vida ni una
subcultura. Antes de todo, es una guerra. Sara y Sandro son un ejemplo luminoso
del inseparable matrimonio entre idea y acción, que inspira al anarquismo, unos
revolucionarios hasta el último instante de sus vidas, y en sus muertes.
Sara y Sandro son, y siempre serán, un pedazo de nuestro corazón, un corazón que
no puede hacer otra cosa que rechazar la escritura de un obituario.
Los desvaríos de hoy de los señores de la inquisición y de la represión van de
la mano con los desvaríos de los amos de la guerra y de la explotación. Los
asesinos, los autores de las masacres, los fabricantes de muerte, gritan al
escándalo por las bombas de los anarquistas.
Con Sara y Sandro hemos compartido la inagotable pasión por la idea y por la
acción anarquistas. Algunos de nosotros hemos vivido con ellos, compartiendo la
intensidad febril de unos momentos que ningún reloj podrá nunca marcar. Juntos
con ellos, cuando la máquina de la represión del Estado nos ha investigado,
hemos conservado nuestra dignidad y fortalecido la tenacidad de nuestras
elecciones. Estamos seguros: esas nuestras jornadas interminables nunca se
volverán una memoria descolorida. Momentos que no se apoyaban en chácharas
ideológicas, si no en el convencimiento de nuestros caminos, en los
sentimientos, en la mutua confianza, en la alegría de la vida. Todos nosotros
que los hemos conocido profundamente, sabemos que nunca exisitirán palabras
adecuadas para describir su humildad, su cariño, su dignidad.
Aquí es el por qué la voluntad revolucionaria de Sara y de Sandro tiene la
fuerza para ir más allá del tiempo, venciendo el sufrimiento y el dolor. Su
pasión por la vida será mas fuerte que la muerte. Su honradez siempre será un
recordatorio para todos los opresores.
21 marzo 2026
Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza
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[fr] Plus forts que la mort
Il y a une énorme différence entre la violence des opprimés et celle des
oppresseurs: la première suit une éthique, tandis que la deuxième n’en suit
aucune.
(Sara Ardizzone)
Notre capacité à dire et à communiquer ne permet pas de s’aventurer sur les
chemins inexplorés de la responsabilité des risques pris personnellement. Tous
les discours dans ce sens restent forcément temporaires, insuffisants.
Rechercher concrètement la liberté – dans sa forme la plus authentique, et pas
dans les contrefaçons dispensées et imposées par l’État – cela signifie rentrer
dans la dimension du risque inhérent à la recherche elle-même. Dans ce lieu, nos
propres choix, parfois sauvages et solitaires, marquent la voie d’une route sans
retour. La liberté c’est une qualité dont on fait l’expérience que l’en se
mettant en jeu.
Là on le dit sans plonger absolument dans la rhétorique: les deux anarchistes
qui ont été retrouvés morts suite à l’effondrement d’un chalet à Rome, Sara
Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sont parmi nos compagnons fraternels, que
nous sommes fiers d’avoir comme compagnons. Les journaleux mercenaires, dont le
papier de rebut nous a fait apprendre la nouvelle, parlent à maintes reprises de
l’explosion d’un engin. Les inquiètes prises de distance, toujours utiles à
s’assurer une sécurité honteuse, ne nous appartiennent pas. On a l’habitude à ne
pas croire un mot de ces prononcés par la machine de propagande, mais au cas où
il y aurait un brin de vérité dans les informations divulguées, on ne peut pas
s’empecher de nous attarder sur un fait fondamental: Sara et Sandro sont morts
au combat, en luttant. La guerre social n’est pas une comédie, ni un train de
vie ni une sous-culture. C’est avant tout une guerre. Sara et Sandro sont un
exemple lumineux de l’indissociable combinaison entre pensée et action qui
inspire l’anarchisme, ils auront été des révolutionnaires jusqu’au dernier
instant de leur vies, et dans la mort.
Sara et Sandro sont et seront toujours un morceau de notre coeur, un coeur qui
ne peux pas faire autre chose que se refuser d’écrire une nécrologie.
Les divagations d’aujourd’hui des seigneurs de l’inquisition et de la répression
vont de pair avec celles des patrons de la guerre et de l’exploitation. Les
meurtriers, les massacreurs, les fabricants de mort, ils crient au scandale pour
les bombes des anarchistes.
Avec Sara et Sandro nous avons partagé l’inépuisable passion pour la pensée et
l’action anarchistes. Avec eux, certains d’entre nous ont vécu, en partageant
l’intensité fébrile des instants qu’aucune horologe ne pourra jamais marquer.
Avec eux, quand la machine de la repression de l’État a enquêté sur nous, nous
sommes resté dignes, et nous avons consolidé la ténacité de nos choix. On en est
sûr: ces journées là ne deviendront jamais un souvenir flou. Des instants qui ne
reposaient pas sur des bavardages idéologiques, mais sur la conviction de nos
chemins, sur la confiance mutuelle, sur la joie de la vie. Tous nous, qui les
avons connus profondément, on sait qu’il n’y aura jamais des mots appropriées
pour décrire leur humilité, leur douceur, leur dignité.
Voilà pourquoi la volonté révolutionnaire de Sara et de Sandro elle a la force
d’aller au-delà du temps, en surmontant la souffrance et la douleur. Leur
passion pour la vie sera plus forte que la mort. Leur intégrité sera toujours
une mise en garde pour tous les oppresseurs.
21 mars 2026
Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi” (Carrara)
Circolo Anarchico “La Faglia” (Foligno)
Danilo Cremonese e Valentina Speziale
Circolo Anarchico “G. Bertoli” (Assemini)
Nucleo Anarchico “É. Henry” (Cagliari)
Biblioteca Anarchica Sabot (Roma)
Natascia Savio
Luigi di Faenza
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[21.03.2026]
Per Sandrone e Sara
Apprendiamo con dolore della scomparsa, questa notte, di Sara e Sandrone.
Non sappiamo cosa sia successo realmente, né possiamo fidarci delle veline delle
questure. Quelle questure che parlano di “gruppo Cospito”, a cui rispondiamo con
le stesse parole di Sara nelle sue dichiarazioni a processo: “La responsabilità
individuale è un fondamento dell’anarchismo. Io non prendo ordini né li do: né
da nessuno né a nessuno. Agisco rispondendo solo alla mia coscienza che non ha
parametri d’interesse né di vantaggi e che rimane l’unica voce che io possa
ascoltare.”
Fatevene una ragione cari inquirenti, gli anarchici non hanno capi o generali!
Sandrone e Sara li abbiamo conosciuti nelle assemblee e nei campeggi, dove si
parlava di anarchia, solidarietà, carcere, del sistema di dominio che ci
circonda e di come fare a combatterlo.
Non ci interessa sapere nello specifico cosa sia successo in quel casolare dove
han trovato la morte. Sappiamo per certo che nel loro cuore c’era quell’idea di
libertà e anarchia che sentiamo anche noi, sappiamo per certo che in questo
mondo dove la guerra fa sempre più vittime innocenti, per agire contro di essa
serva anche la violenza rivoluzionaria.
Di fronte ad un presente inondato di bombardamenti su ospedali, scuole, mercati
e abitazioni civili, di guerre e genocidi in nome del denaro e del potere,
crediamo sia necessaria l’audace volontà di utilizzare ogni mezzo contro questo
sistema.
Ci affligge non poterli più incontrare nelle nostre strade, ma sappiamo che li
avremo sempre al nostro fianco, a prescindere da come ora lo stato li voglia
fare apparire.
Viva l’anarchia!
Viva la lotta!
Con Sara e Sandrone nel cuore!
Centro di documentazione anarchico l’Arrotino
Individualità anarchiche
Antiautoritari di Valtellina
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[22.03.2026]
Non basta una notte per farci sparire
Non basta una notte per farci sparire
Occhi celesti,
un oceano di rabbia.
Un corpo minuto che trasuda determinazione e forza.
Un vulcano in eruzione.
“Mi hai tirato una manganellata e non ho sentito niente!”
Una compagna gentile,
sempre attenta agli altri,
di una generosità rara
su questo pianeta.
… mille altre cose
che le mie parole
non possono descrivere.
Raccolta in posizione fetale
vivo questo grande dolore
… piangendo…
lo accolgo dentro di me.
Per superare questo lutto
e raccogliere
anche solo una briciola
del tuo immenso coraggio.
Mi piace ricordati così:
che esci di casa con Dina,
per raccogliere cicoria selvatica.
Perché la sera c’è una cena benefit
per i compagni.
Ciao Sara,
buon viaggio.
Il tuo cuore batte…
in tutte le nostre notti
di fuoco.
Sempre per l’Anarchia
(ricevuta via email)
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[23.03.2026]
Manifesto e parole dall’Europa del Nord:
“Amare. Essere amati.
Non dimenticare mai la propria insignificanza.
Non abituarsi mai alla violenza indicibile
e alla volgare disparità della vita che ci circonda.
Cercare la gioia nei luoghi più tristi,
inseguire la bellezza là dove si nasconde.
Non semplificare mai quello che è complicato
e non complicare quello che è semplice.
Rispettare la forza, mai il potere.
Soprattutto osservare.
Sforzarsi di capire.
Non distogliere mai lo sguardo.
E mai, mai dimenticare.”
Arundhati Roy
Il 20 marzo 2026 abbiamo ricevuto la terribile notizia che due compagni
anarchici, Sara e Sandrone, sono rimasti uccisi in un’esplosione vicino a Roma.
In questo momento di dolore pensiamo ai nostri compagni, a chi era loro vicino,
a chi li conosceva e mandiamo un abbraccio dal Nord.
Non ci sarà nessuna ricetta, nessuna soluzione, nessuna cura facile, e non ne
vogliamo.
Vogliamo che questo mondo smetta di girare e di pretendere che la sua miseria
chiamata normalità sia accettabile.
Così com’era inaccettabile per i nostri compagni vivere in pace con un mondo
pieno di guerre ed oppressione.
Le cicatrici che lascerà questo momento rimarranno.
Facciamo sì che i momenti di bellezza e di gioia che abbiamo condiviso fianco a
fianco nelle nostre lotte non siano dimenticati.
Cerchiamo di concepire la nostra esistenza in quanto anarchici come una forma di
vendetta sovversiva contro questo mondo.
Con tutto ciò di cui abbiamo bisogno per continuare ad attaccare ancora ed
ancora lungo il nostro viaggio: solidarietà, amore, mutuo aiuto e violenza
rivoluzionaria.
Per Sara e Sandrone
Per l’anarchia
Anarchic* dal Nord