Tag - CLAP

Vertenza sindacale, precarie e precari stabilizzati al Teatro di Roma!
Anche quando sembra impossibile, solo la lotta paga! Dopo anni di battaglia, finalmente per le precarie e i precari del Teatro di Roma è in arrivo la giusta stabilizzazione. La lotta non si ferma qui, ancora c’è tanto da fare, nel frattempo ci godiamo questo splendido regalo di Natale. Di seguito il comunicato completo_ Alcuni anni fa abbiamo iniziato una battaglia dentro il Teatro di Roma, una battaglia che rivendicava un principio tanto semplice quanto incredibilmente mai sollevato: il diritto di lavoratrici e lavoratori ad avere un impiego stabile. Contratti precari reiterati per decenni con la scusa della “stagionalità” tipica del lavoro culturale, salari da fame, nessun diritto e massima ricattabilità: questo era il Teatro di Roma. A questa visione abbiamo opposto un’idea diversa: il lavoro culturale non può essere un’equazione a somma zero, nella quale il sacrificio e la passione debbano dare come risultato sfruttamento e salari indegni, soprattutto nell’impresa a sovvenzione pubblica. Il lavoro culturale non è un corollario sacrificabile sull’altare delle scintillanti “vetrine” usa e getta, la qualità degli spettacoli e di quanto viene prodotto non può che andare a braccetto con la qualità dei diritti, dei salari e con la stabilità occupazionale. Abbiamo immaginato un teatro che tutelasse la comunità di lavoratrici e lavoratori, consapevole della funzione fondamentale che deve svolgere per la sua città e per i suoi abitanti. Un teatro che non affami chi soddisfa la voglia di cultura e desiderio che e attraversa la nostra metropoli. Troppi “NO” abbiamo ascoltato in questi anni, da chi sostiene che la precarietà sia elemento strutturale del lavoro culturale: sindacati e direttori, commissari e assessori. NO utili a mantenere vivo il ricatto della precarietà, dello sfruttamento, dell’utilizzo del lavoro come motore del potere personalistico e di categoria, no pronunciati anche da chi, nei prossimi giorni, fingerà di festeggiare le stabilizzazioni e cercherà di prendersene il merito. A tutti loro diciamo che quello che conta è quell’idea di teatro pubblico sulla quale continueremo a sfidarli, senza sosta, e che le risposte ironiche e sprezzanti che hanno dato negli anni alle nostre rivendicazioni hanno sempre nascosto una gigantesca paura: la paura che il castello fatto di sfruttamento e precarietà su cui si reggeva l’istituzione culturale di questa città crollasse, insieme ai loro privilegi. Testardi abbiamo continuato a ribadire i nostri SI: si al lavoro stabile, si ad un salario dignitoso, si ai diritti a prescindere dalla tessera sindacale. Attorno a questi si abbiamo incontrato compagni di viaggio preziosi, che hanno creato le condizioni perché tutto questo fosse possibile, che a più riprese abbiamo ringraziato e ringraziamo ancora: l’assemblea “Vogliamo tutt’altro”, le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo che dal primo giorno sono stati protagonisti insieme a noi di questa battaglia, l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e i consiglieri regionali e comunali che ci hanno affiancato e hanno saputo scegliere da che parte stare, senza dubbi o tentennamenti. Abbiamo pagato un prezzo fatto di riduzioni dell’orario di lavoro, clima ostile, ostracismo nei confronti della nostra O.S. da parte di piccoli e grandi potentati, equilibrismi impossibili, ma alla fine abbiamo vinto, a testa alta senza dover rendere conto a re e regine. Dal 30 Dicembre decine di lavoratori e lavoratrici precarie del Teatro di Roma vedranno trasformati i propri contratti a tempo indeterminato. Avevamo ragione noi! Ora, ottenuta la più importante stabilizzazione nel teatro pubblico italiano, continueremo a lavorare per la democrazia sindacale, la fine delle assunzioni tramite chiamate diretta, il rinnovo del CCNL con adeguamenti al costo della vita, giusto salario e riconoscimento professionale per lavoratrici e lavoratori dei teatri pubblici di periferia, la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro e soprattutto per la fine delle rendite di posizione e potere che hanno fatto credere negli anni che il Teatro fosse proprietà di qualcuno. Ora siamo più liberi, consapevoli di aver portato a conclusione una battaglia importante senza compromessi sulla dignità di lavoratori e lavoratrici. Ma la vera partita inizia adesso, e la possiamo giocare solo insieme. Con coraggio, a testa alta e senza dover ringraziare nessuno. > PERCHÉ UN TORTO FATTO A UN* È UN TORTO FATTO A TUTT*. > > > PERCHÉ SE TI INSEGNANO A NON SPLENDERE TU, INVECE, SPLENDI   Redazione Italia
CLAP and GO! 2025 | Festival del lavoro vivo, VIII edizione – 3 ottobre 2025
CLAP and GO! 2025 | Festival del lavoro vivo, VIII edizione Dal 3 al 5 ottobre torna il Festival delle CLAP – Camere del Lavoro Autonomo e Precario: tre giorni di incontri, dibattiti, musica, cibo, convivialità presso Casale Garibaldi, Acrobax ed Esc Atelier Autogestito. Venerdì 3 ottobre – Casale Garibaldi H 18:00 – Dibattito “Le ragioni della convergenza: lotte e sciopero nella Capitale del lavoro culturale precario.” Con Vogliamo tutt’altro, Assemblee Precarie delle università di Roma, Coordinamento precari AFAM, Cobas lavoro privato Durante e dopo il dibattito, ricco aperitivo a cura della cucina di Casale Garibaldi. L'articolo CLAP and GO! 2025 | Festival del lavoro vivo, VIII edizione – 3 ottobre 2025 proviene da Casale Garibaldi.
Rinnovo contratto ‘Sviluppo Lavoro Italia’: si può fare!
Dalla stabilizzazione di oltre 600 precari, avvenuta nel 2021 e dopo 4 intensissimi anni di mobilitazioni, alla sottoscrizione del rinnovo del CCAL. A seguito dell’intesa sul pre-Accordo relativo alla parte economica, a febbraio, si è concluso ieri l’altro il negoziato con il rinnovo anche della parte normativa; rinnovo che avviene a 14 anni dall’ultimo. Per le Camere del Lavoro Autonomo e Precario un risultato di straordinaria importanza, sia per i contenuti più che avanzati del rinnovo (dal punto di vista economico e normativo) che per il processo di partecipazione e protagonismo democratico dei 13 mesi di negoziato. A seguire, il Comunicato stampa della RSA CLAP che presenta e dettaglia i tratti salienti dell’accordo_ Lunedì scorso [ndr] è stato sottoscritto il nuovo CCAL di Sviluppo Lavoro Italia. Ciò, a seguito della partecipata Assemblea Generale delle lavoratrici e dei lavoratori, indetta insieme alla FABI e che si è svolta lo scorso giovedì 19 giugno, durante la quale l’ipotesi di Accordo è stata approvata. Al termine di un’ampia e articolata discussione, infatti, le lavoratrici e i lavoratori di Sviluppo Lavoro Italia hanno confermato all’unanimità il proprio consenso, conferendoci il mandato a procedere con la firma. Ci teniamo a ribadire che questo passaggio rappresenta una svolta significativa, non solo per i risultati concreti ottenuti, ma anche per la storia delle relazioni industriali all’interno della nostra Agenzia. Si è infatti aperta e consolidata una nuova fase, resa possibile anche grazie al ruolo attivo del sindacalismo indipendente. A partire dalle stabilizzazioni di circa 600 lavoratori precari, avviate a settembre 2021, passando per l’Accordo sul Lavoro Agile dell’aprile 2023 e per il pre-Accordo sulla parte economica del CCAL siglato nel febbraio 2025, fino ad arrivare all’intesa odierna, le CLAP hanno saputo coniugare capacità di proposta, trasparenza nei processi decisionali e un forte radicamento tra le lavoratrici e i lavoratori, costruendo risultati tangibili attraverso la forza della partecipazione attiva. Riteniamo che l’importante risultato registrato con il rinnovo del contratto non sarebbe stato neppure ipotizzabile senza la lunga e inedita lotta, durata oltre 3 anni, che ha portato alla stabilizzazione di tutto il personale precario, modificando strutturalmente la composizione dei dipendenti e gli assetti interni all’Agenzia. Attraverso l’ottenimento del riconoscimento formale della rappresentanza sindacale delle CLAP alla fine del 2021, si è definitivamente avviata una nuova stagione di contrattazione. Il 12 febbraio è stato raggiunto il pre-accordo sulla parte economica, che, con la firma, di oggi è diventato parte integrante del nuovo contratto collettivo. Un risultato estremamente positivo se si tiene conto del contesto economico di profonda incertezza segnato dai preoccupanti venti di guerra e dalla lentezza con cui procedono i rinnovi contrattuali, con incrementi medi estremamente bassi. Secondo gli ultimi dati ISTAT sulle retribuzioni contrattuali (IV trimestre 2024), le variazioni tendenziali delle retribuzioni contrattuali orarie sono state in media, nel 2024, del +4% nel totale del settore privato, e +0,2% nell’insieme della pubblica amministrazione. Complessivamente le retribuzioni contrattuali per dipendente, sul totale dell’economia, sono aumentate del 3% appena nel 2024, mentre tra il 2021 e il 2024 sono cresciute del solo 1,9%.  Un dato davvero sconfortante se si considera che, secondo i dati ILO, negli ultimi diciassette anni i salari reali italiani hanno accumulato la contrazione più elevata nell’ambito dell’economie avanzate del G20, con una perdita di 8,7 punti percentuali. Le principali novità della parte economica per il periodo 2024-2026, come è oramai noto per le lavoratrici e i lavoratori, hanno riguardato: a) un incremento del 13,42% della sola componente dei minimi tabellari; b) complessivamente gli istituti della retribuzione a regime risulteranno incrementati del 14,57% per il livello contrattuale intermedio. * Al netto di questi risultati sulla parte economica, è importante evidenziare alcuni ulteriori elementi di rilievo 1. l’introduzione di una clausola di garanzia dei salari reali; 2. la scelta di concentrare gli aumenti prevalentemente nei minimi tabellari e non solo sul welfare aziendale o sulle altre componenti accessorie della retribuzione; 3. la distribuzione immediata della maggiore quota degli aumenti. Per quanto riguarda, invece, le novità contenute nella parte normativa del CCAL si evidenziano soprattutto le innovazioni relative al sistema professionale e agli sviluppi di carriera, che superano il modello di inquadramento basato su una forma statica e prescrittiva delle mansioni. Ogni Categoria prevede declaratorie più nitide, dai confini più chiari, con l’introduzione di un glossario che ne specifica il contenuto: proposta che le CLAP hanno avanzato in coerenza con i migliori CCNL sottoscritti negli ultimi anni. In coerenza con la piattaforma delle CLAP, che aveva puntato sulla professionalizzazione dei dipendenti attraverso una dinamica di upgrading del personale, viene stabilito: 1. la società entro luglio 2025 comunicherà a ciascun dipendente la nuova Famiglia professionale ed entro il 30 settembre il nuovo profilo; 2. Una riclassificazione automatica del personale, che avrà anche l’effetto di un piano di adeguamento per il 54% del personale allo scopo di sanare le distorsioni accumulate negli ultimi anni; 3.  nel periodo settembre-dicembre 2025, l’azienda procederà all’ istruttoria per l’avvio di un piano di sviluppo basato su criteri chiari e valutazioni trasparenti, che avrà effetti dal mese di febbraio 2026. Accanto a questi aspetti, si sono registrati avanzamenti anche su altri temi: * maggiori forme di flessibilità di orario volte  garantire un migliore equilibrio tra la vita personale e quella professionale; * miglioramento degli istituti a supporto della tutela della genitorialità condivisa; * innalzamento delle tutele per l’inclusione socio-lavorativa e l’istituzione del Disability Manager; * pari opportunità, lotta alla discriminazione e alla violenza di genere; * incardinamento nel contratto del Lavoro Agile, anche in questo caso per garantire maggiore flessibilità nell’esercizio della prestazione. Siamo convinti che la contrattazione collettiva sia un terreno essenziale e insostituibile per l’affermazione e la sperimentazione dei diritti, la difesa delle tutele e la costruzione di spazi di democrazia reale nei luoghi di lavoro; ciò, è ancor più evidente nel difficile contesto economico e sociale segnato dal «regime di guerra globale». Considerando tutti questi elementi, riteniamo questo Accordo la migliore mediazione possibile oggi raggiungibile. Una mediazione che non esaurisce certamente tutte le nostre ambizioni, ma che costituisce una base solida per continuare a contrattare, a difendere, ad avanzare e lottare. L’Accordo che abbiamo sottoscritto oggi è l’ulteriore passo di un cammino che intendiamo continuare con determinazione, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, dentro Sviluppo Lavoro Italia. Non possiamo che concludere, ancora una volta, con uno speciale ringraziamento a tutte/i le lavoratrici e i lavoratori che ci hanno accompagnato in questo lungo percorso: con il sostegno, i consigli, le critiche costruttive, la partecipazione alle assemblee sindacali e alle iniziative di mobilitazione, tutte e tutti loro hanno reso possibile questo importante risultato. LEGGI INTEGRALMENTE LA NOTA SINDACALE CON GLI APPROFONDIMENTI NECESSARI SU CLAP   Redazione Italia
12 Maggio 2025, precariato universitario in sciopero col CLAP
A partire dalla proposta delle Assemblee Precarie Universitarie, le CLAP, ADL Cobas e la Confederazione Cobas, hanno proclamato per il prossimo 12 maggio lo sciopero del personale precario della ricerca delle Università pubbliche. Giornata di sciopero proclamata anche dalla CGIL FLC, dall’USB, dalla CUB, da Usi. A Roma, la mattina presidi e comunicazione nei tre Atenei, il pomeriggio, ore 17, convergenza a Piazza Capranica_   Sarà una nuova, importante, giornata di lotta. Mentre il Governo, con un nuovo colpo di mano, tenta di imporre la riforma del preruolo. Dopo mesi di contestazioni, la Ministra Bernini aveva deciso di fare marcia indietro col DdL 1240. Proprio negli scorsi giorni, però, con un emendamento al DL 45, tra l’altro relativo alla Scuola, la maggioranza è ripartita all’attacco. Obiettivo? Cancellare, di fatto, il Contratto di Ricerca, rapporto di lavoro di tipo subordinato, seppur temporaneo, introdotto dalla Legge 79/2022, in sostituzione del parasubordinato (Co.co.co.) Assegno di Ricerca. Bene chiarire che restano i tagli, il vero problema. Senza risorse, infatti, il Contratto di Ricerca stenta a partire e i 37 milioni della Ministra sono una sonora presa in giro (3 Contratti di Ricerca per Ateneo/Ente). Come sono una presa in giro, anche fastidiosa, i 50 milioni per il “rientro dei cervelli” (vincitori di ERC che sono andati all’estero). Al pari dei 400 milioni per il FIS, rimane invariata la ratio: niente risorse per il reclutamento (posizioni tenure track o RTT), risorse premiali e competitive per ricercatori che si trasformano in fundraiser e, di fatto, smettono di studiare. Lo sciopero del 12 maggio riguarderà il personale precario: i 30 mila con RTD-A e Assegni di Ricerca in scadenza. Per fermare l’emendamento Occhiuto in Senato, ma soprattutto per chiedere risorse per il Fondo di Finanziamento Ordinario. In assenza di nuove risorse, infatti, almeno fino al 2027 il reclutamento rimarrà congelato e almeno 2/3 dei 30 mila precari finiranno per strada, con pochi spicci di Dis-coll e una vita incrinata. Ma si tratta di un primo e fondamentale momento di convergenza (delle OO.SS., ma anche delle forze politiche di opposizione e della loro iniziativa parlamentare) che dovrà tradursi, a ottobre, in un grande sciopero dell’intero comparto. Servono 10 miliardi in più, nei prossimi 5 anni, per stabilizzare il personale precario e allargare gli organici delle Università pubbliche italiane. Il colpo di mano che sta tentando la maggioranza, probabilmente in accordo con parte della CRUI, serve semplicemente a risolvere il problema della didattica: la scadenza di 7.500 RTD-A per un verso, la compressione del numero dei Docenti a contratto (che impattano negativamente sulla valutazione degli Atenei) per l’altro, daranno un colpo durissimo alla proposta didattica degli Atenei. Invece di reclutare, il Governo pensa bene di introdurre nuove figure precarie, l’incarico postdoc più nello specifico, per sopperire al problema. La didattica va pagata e contrattualizzata nel giusto modo: con RTT e Professori strutturati (Associati e Ordinari). Mentre Macron e Von der Leyen pensano alla fuga da Trump delle star delle discipline STEM, e Bernini in modo patetico replica che i suoi 50 milioni faranno la differenza, le lotte debbono occuparsi di sconfiggere la precarietà nelle Università italiane. Il riformatore più zelante arruolato dalla Ministra, Andrea Graziosi, sostiene che solo la giusta incertezza contrattuale può selezionare i ricercatori migliori. Noi proponiamo di mandare affanculo Andrea Graziosi e quelli come lui (i tanti che hanno usufruito dell’ope legis – passaggio alla docenza senza concorso – agli inizi della controrivoluzione italiana, gli anni Ottanta, e che adesso si dedicano con solerzia a uccidere una generazione) nelle piazze di tutta Italia, il prossimo 12 maggio. Sarà liberatorio, sarà solo l’inizio! SCARICA LA PROCLAMAZIONE DELLO SCIOPERO IN PDF  CLAP-CAMERA DEL LAVORO AUTONOMO E PRECARIO  Redazione Italia