Chi ha paura della contestazione?Il caso Francesca Albanese
La portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani,
Marta Hurtado, ha dichiarato: “Esprimiamo profonda preoccupazione per
l’escalation di attacchi e critiche nei confronti dei nostri esperti
indipendenti, a seguito delle critiche dei governi europei rivolte all’esperta
delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi
occupati, Francesca Albanese.
Tali pratiche distolgono l’attenzione dalle gravi questioni relative ai diritti
umani. Prendere di mira gli esperti delle Nazioni Unite minaccia la loro
indipendenza e mina il loro ruolo nel documentare le violazioni e nel fornire
resoconti oggettivi alla comunità internazionale, sottolineando la necessità di
rispettare i loro mandati e di proteggerli dalle pressioni politiche”.
Questa presa di posizione dell’ONU non l’ha pubblicata nessun giornale in
Italia. C’è da preoccuparsi per lo stato di salute dell’Informazione nel nostro
Paese, dove su una fake news colossale si sono sperticati i maggiori
commentatori. Nessuno finora ha chiesto scusa.
Gran Bretagna
È uno schiaffo sonoro per l’esecutivo laburista del premier Keir Starmer:
Palestine Action ha vinto il ricorso contro la contestatissima messa al bando
del governo inglese, per la falsa accusa di “terrorismo” nei confronti
dell’organizzazione di solidarietà con il popolo palestinese e contro il
sostegno britannico al genocidio israeliano a Gaza.
Palestine Action è nota per azioni di disobbedienza civile, ma i suoi attivisti
non sono mai stati responsabili di attentati di sorta contro le persone. La
sentenza dell’Alta Corte frustra la criminalizzazione del dissenso del governo
britannico che – ricordiamolo – ha ridotto in carcere 3mila persone, alcune
delle quali hanno condotto uno sciopero della fame per oltre 50 giorni. Il
pronunciamento dell’Alta Corte è molto forte: “provvedimento illegale, e per
questo discriminatorio”.
Il gruppo di attivisti, la scorsa estate, aveva compiuto una serie di azioni
dimostrative contro l’indisturbata mattanza di palestinesi da parte
dell’esercito israeliano, due delle quali aventi come bersaglio la fabbrica
d’armi israeliana Elbit Systems e la base della Royal Air Force di Brize Norton.
In ambedue i casi le azioni si sono risolte con danneggiamenti di strumenti di
morte e l’immediato arresto degli attivisti.
La messa al bando resta tuttavia in essere e il governo ha già annunciato che
farà ricorso contro la sentenza.
Unione Africana
Il 39° vertice africano si tiene oggi e domani, ad Adis Abeba, per discutere di
sicurezza e questioni climatiche e per cercare di porre fine ai conflitti
interni che impediscono l’ascesa del continente, ricco di risorse ma impoverito
dalle guerre interne fomentate dagli ex colonialisti.
Prima dell’attuale vertice, il Comitato per la pace e la sicurezza dell’Unione
africana si è riunito e ha discusso i dossier del Sudan e della regione del
Sahel, in modo che i leader potessero avanzare proposte di soluzioni a queste
crisi, che non si potranno mai concludere con le armi, ma piuttosto con il
tavolo del dialogo fra tutte le parti.
ANBAMED