“Terza guerra del Golfo”: fino a quando?
A Gaza non c’è una tregua. Molti media glissano.
Mentre proseguono i bombardamenti aerei, d’artiglieria e con droni, che
continuano a mietere vittime, in ambito umanitario, l’Agenzia delle Nazioni
Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) ha
confermato che gli abitanti della Striscia di Gaza continuano a vivere in
condizioni estremamente difficili, a causa delle restrizioni all’ingresso degli
aiuti umanitari.
L’agenzia ha rilevato che l’esercito di occupazione ha chiuso tutti i valichi di
frontiera con la Striscia di Gaza dal 28 febbraio, suscitando serie
preoccupazioni in merito alla sicurezza alimentare e alla carenza di carburante,
beni necessari per la prosecuzione delle operazioni umanitarie.
Ha inoltre aggiunto che, sebbene il valico di Kerem Salem sia stato parzialmente
riaperto, i restanti valichi rimangono chiusi, limitando gravemente la consegna
di beni di prima necessità alla popolazione.
Stamattina, molte tende degli sfollati sono state divelte da raffiche di vento
forte. Dopo le piogge delle scorse settimane, un altro flagello sta rendendo la
vita dei Gazawi un inferno.
In Cisgiordania intanto le forze di occupazione israeliane e i coloni continuano
ad uccidere civili, contadini e pastori intenti a pascolare le loro greggi,
continuano ad abbattere case, continuano a lanciare granate stordenti contro i
residenti.
L’aggressione di Stati Uniti e Israele contro l’Iran entra nel suo quindicesimo
giorno. Si innalza l’escalation e si registrano intensi attacchi da tutte le tre
parti.
Sul fronte libanese, Israele intensifica i bombardamenti contro città e paesi, e
Hezbollah risponde lanciando razzi contro gli insediamenti israeliani vicino al
confine con il Libano.
I bombardamenti israeliani sono all’opera 24 ore al giorno ed hanno toccato sia
Beirut sia la regione meridionale sia la valle della Bekaa. Attacchi con droni
hanno preso di mira palazzi in zone centrali del paese.
Il Ministero della Salute libanese ha annunciato stamattina che dodici membri
del personale medico sono stati uccisi in un raid israeliano che ha preso di
mira un centro sanitario nella città di Burj Qalawiya, nel sud del Libano. Il
ministero ha spiegato che questo attacco è il secondo in poche ore contro il
settore sanitario nel Libano meridionale, dopo un altro contro un ambulatorio di
pronto soccorso, nella città di Al-Sawana, che ha provocato la morte di due
infermieri.
Anche i caschi blu non si salvano dalla furia israeliana. Alcuni proiettili
lanciati dall’esercito invasore sono caduti all’interno del quartier generale
del battaglione nepalese delle forze UNIFIL nella città di Mays al-Jabal.
Un attacco all’ambasciata statunitense a Baghdad, in Iraq, ha distrutto il
sistema di difesa aerea al suo interno. Un gruppo armato iracheno ha annunciato
di aver condotto, nelle ultime 24 ore, otto operazioni di attacco mirate contro
basi militari statunitensi all’interno dell’Iraq.
Due navi petroliere in un porto iracheno sono state attaccate con droni
marittimi (barche telecomandate), che hanno causato un vasto incendio in una e
fatto inclinare l’altra. I marinai sono stati costretti ad abbandonare le navi.
Sono ancora in corso le operazioni di salvataggio e di spegnimento, per impedire
il riversamento del carico di nafta in mare.
Cinque aerei cisterna dell’aeronautica militare statunitense sono stati
danneggiati in un attacco iraniano contro la base aerea principe Sultan in
Arabia Saudita. Il Ministero della Difesa saudita ha annunciato
l’intercettazione e la distruzione di un drone nella regione di Al-Jawf.
Attacchi con missili e droni iraniani sono stati registrati anche a Doha e
Dubai. Ad Oman, sono stati uccise due persone a causa di un missile lanciato
dall’Iran.
ANBAMED