Tag - abbattimento degli alberi

Extinction Rebellion tappezza di manifesti la sede Conad di Bologna: “Boicottiamo chi distrugge il Bosco Ospizio”
Extinction Rebellion ha tappezzato di manifesti la sede Conad di Bologna in segno di protesta contro l’abbattimento del Bosco Ospizio di Reggio Emilia per far posto a un supermercato. Il movimento invita al boicottaggio della catena: “In piena crisi climatica, quest’opera è un ecocidio. Boicottiamo Conad, tutte insieme.” Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre Extinction Rebellion ha coperto di manifesti la sede nazionale di Conad, a Bologna, per protestare contro l’avvio dei lavori che porteranno alla distruzione del Bosco Ospizio di Reggio Emilia. I manifesti invitano infatti a boicottare la catena di supermercati, che ha chiuso la porta a ogni tentativo di mediazione sul futuro del cantiere. Al posto del Bosco Ospizio, un’area verde spontanea di circa 45.000 metri quadrati cresciuta sul terreno di un’ex casa di riposo per anziani dismessa e demolita circa vent’anni fa, Conad Centro Nord intende costruire un nuovo superstore. L’azione del movimento vuole esprimere piena solidarietà all’Assemblea del Bosco Ospizio, il comitato cittadino che dal 3 agosto presidia l’area in modo permanente. Mercoledì 30 settembre, alle prime luci dell’alba, ruspe e operai sono entrati nel bosco scortati da una cinquantina di agenti tra Polizia di Stato, anche in assetto antisommossa, Polizia locale e Carabinieri e hanno avviato il taglio degli alberi: tutto questo a una sola settimana dall’udienza al Consiglio di Stato sul ricorso presentato per fermare i lavori. “Ancora una volta, come già accaduto più volte a Bologna, un ingente dispiegamento di forze dell’ordine viene messo al servizio della distruzione di un bosco urbano, con la connivenza dell’amministrazione comunale, per passare sopra la volontà espressa della cittadinanza” commenta Extinction Rebellion. “E tutto questo avviene dopo l’estate più torrida di sempre.” L’estate 2026 è stata infatti la più calda in Italia mai registrata. In Emilia-Romagna Arpae ha contato cinque ondate di calore, temperature massime mai così alte dal 1961 e un record di 32 giorni torridi oltre i 35 gradi. La comunità scientifica indica proprio nelle aree verdi uno dei principali presidi di adattamento al collasso climatico per le città e diversi ricercatori delle università di Modena e Reggio Emilia, Bologna e Parma si sono espressi contro l’abbattimento, ricordando che giovani piantumazioni non possono sostituire alberi adulti. “Alcune nostre compagne di Reggio Emilia sono entrate nell’area per resistere pacificamente e cercare un dialogo con la direzione dei lavori, ma sono state fermate e portate in questura” prosegue Extinction Rebellion. “Conad dice ‘Persone oltre le cose’, ma a Reggio Emilia ha messo il profitto davanti alle persone e agli alberi. In piena crisi climatica, abbattere un polmone verde di questa portata è un crimine: per questo chiediamo a tutte e tutti di smettere di fare la spesa da Conad.” Contatto: politicoxrbologna@protonmail.com Fonti: Il Resto del Carlino, https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/il-caso-del-bosco-ospizio-077e4ab3 Arpae, https://www.arpae.it/it/notizie/estate-2026-temperature-eccezionali-e-precipitazioni-nella-norma Ansa, https://www.ansa.it/ansa2030/notizie/infrastrutture_citta/2026/09/04/caldo-come-nel-2003-estate-2026-tra-le-piu-calde-dal_541af053-8ab1-4e03-b96a-b5b0b6618eb5.html Il Fatto Quotidiano, https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/15/bosco-ospizio-conad-querela-attivisti-notizie/8479789/ Extinction Rebellion
October 1, 2026
Pressenza
Gli Aironi e il Bosco nell’Ex Eridania di Forlì: La Regione Emilia Romagna li tutela?
Esiste un posto magico a Forlì, un bosco nato spontaneamente nell’area dello zuccherificio Ex Eridania dopo la sua dismissione nel 1979. 17 ettari di area rinaturalizzata, di cui l’area di servizio a margine delle vie Monte S. Michele e Gorizia, della superfice di circa 3 ettari, che da oltre un decennio è stata scelta dagli Ardeidi come sito di nidificazione grazie al grande sviluppo della vegetazione arborea ed alla assenza di interventi antropici. Un insediamento riproduttivo scientificamente definito “garzaia”, in cui nidificano collettivamente diverse specie di aironi con abitudini coloniali , ossia costruiscono nidi molto vicini tra loro per garantirsi una migliore difesa dai predatori. Un ambiente unico visto che sorge in zona urbana ed in quanto costituito da essenze arboree di formazione spontanea e sviluppo ragguardevole: un habitat ricco di biodiversità ed attrattivo per uccelli, insetti e fauna minore. Tanto che lo stesso Comune di Forlì, quando nel 2022 acquistò il sito, dichiarò pubblicamente di voler trasformare l’area dismessa in un polmone verde cittadino. Gli Ardeidi sono una specie di avifauna tutelata dalla Direttiva UCCELLI 2009/147/CE All. I (massima protezione), e tutta l’area ha una copertura forestale di estensione tale da rientrare nella definizione di bosco ai sensi della norma forestale D.Lgs. 34/2018. Per tali ragioni è dal 2024 che il Tavolo delle associazioni ambientaliste chiede al Comune di creare un’area di riequilibrio ecologico supportato dal parere positivo dell’Ente parchi e biodiversità Romagna, senza avere però nessuna risposta. Anzi, la risposta è stata, a dicembre 2025, la Delibera di Giunta n.503/2025 con cui il Comune ha approvato l’ “APPALTO SERVIZI DI BONIFICA DELL’AREA EX ERIDANIA E GESTIONE GARZAIA IN VIA MONTE SAN MICHELE” esplicitamente finalizzato alla eliminazione della GARZAIA visto che prevede: il “diradamento della garzaia: effettuare il diradamento basso della zona interessata dalla garzaia, con abbattimento delle alberature spontanee e potature di esbosco”; “raccogliere e selezionare le carcasse ed i nidi abbandonati”; “eseguire interventi di sanificazione, disinfezione, disinfestazione ed igienizzazione nelle zone sottostanti alle garzaie”; “fornire ed installare dissuasori, al fine di prevenire la formazione di una nuova garzaia”. Appalto già in corso d’opera, con ruspe e mezzi meccanici che stanno abbattendo gli alberi della GARZAIA. Tutte attività in barba alle tutele comunitarie previste dalla Direttiva Uccelli, dalla Direttiva Habitat che vieta qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata di esemplari specie tutelate nell’ambiente naturale, di perturbare deliberatamente tali specie, segnatamente durante il periodo di riproduzione, di allevamento, di ibernazione e di migrazione; di distruggere o raccogliere deliberatamente le uova nell’ambiente naturale; di deterioramento o distruzione dei siti di riproduzione o delle aree di riposo. In barba alla Legge 157/1992 secondo cui la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, per cui la gestione ed il monitoraggio non competono al Comune, tantomeno l’utilizzo di dissuasori per i quali non vi è alcun piano regionale che lo preveda sugli Ardeidi. L’abbattimento degli alberi e la trinciatura dei residui sono anche una minaccia alla flora e alle alberature di pregio, una minaccia e disturbo alla fauna minore tutelata dalla Legge Regionale 15/2006 ed alle altre specie di uccelli che popolano l’habitat rinaturalizzato. Inoltre l’uso di sostanze chimiche per la disinfezione e sanificazione su terreno boschivo a permeabilità profonda mette a rischio l’integrità del suolo e tutta la catena alimentare dell’ecosistema. Sul proprio sito web istituzionale, La Regione Emilia Romagna scrive che “è impegnata a riconoscere e tutelare specie e habitat nel loro contesto naturale, in particolare nei territori che manifestano i caratteri di maggiore naturalità … Gli habitat, oltre a possedere un loro valore intrinseco in quanto vi corrispondono comunità biotiche spesso rare e peculiari, rappresentano il quadro ambientale necessario per assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle condizioni di vita delle singole specie animali e vegetali” (cfr.). Eppure nella GARZAIA di Forlì il cantiere procede all’abbattimento degli alberi, sui quali si avvistano chiaramente gli Aironi ed i loro nidi; i Carabinieri Forestali di Forlì sono stati informati già ad inizio febbraio scorso, perchè non intervengono? Ed allora la Lega Abolizione Caccia Emilia Romagna ha chiesto all’Assessora regionale alla Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della Biodiversità, Gessica Allegni,  di conoscere quali siano i provvedimenti adottati dalla Regione a tutela e per la conservazione degli Ardeidi, della fauna selvatica e dell’intero Habitat nel sito Ex Eridania di Forlì, patrimonio pubblico di valore ambientale inestimabile. Servono fatti, non parole. L.A.C. Bologna Redazione Romagna
March 9, 2026
Pressenza
Le associazioni ambientaliste contro il taglio di alberi nella garzaia: “Salviamo il polmone verde”
Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste di Forlì esprime forte preoccupazione e si oppone fermamente al progetto di taglio di alberi sotto i nidi degli aironi nella garzaia presente nell’area dell’Ex Eridania, nella porzione compresa fra via Monte san Michele e via Gorizia. La notizia, nonostante le ripetute richieste di confronto diretto con l’amministrazione comunale, appresa direttamente dagli uffici competenti dopo aver notato gli interventi di operai nell’area, rappresenta un grave rischio per la biodiversità urbana e i servizi ecosistemici di questo spazio vitale. Questa zona, come abbiamo evidenziato ripetutamente in numerosi articoli e comunicati, non è solo essenziale per la garzaia e la sua straordinaria biodiversità avi-faunistica con la presenza di aironi e di tante altre specie di uccelli, ma funge anche da polmone verde urbano con funzioni cruciali: contenimento delle acque piovane, mitigazione delle temperature estive, assorbimento di CO₂ e particolato fine, oltre alla produzione di ossigeno. Interventi come il taglio di alberi comprometterebbero irrimediabilmente questi benefici, aggravando i problemi climatici e ambientali in un contesto urbano già sotto pressione. “Le garzaie sono ecosistemi fragili e protetti, e questa area rappresenta un patrimonio insostituibile per la città – dichiara il TAAF. Chiediamo un immediato stop al progetto e un confronto pubblico per valutare alternative non invasive, come la gestione sostenibile del guano senza sacrificare il verde.” Invitiamo cittadini, istituzioni e media ad intervenire e a mobilitarsi per preservare questo spazio. L’ambiente non aspetta: agire ora significa investire nel futuro di Forlì. Tavolo Associazioni Ambientaliste di Forlì Redazione Romagna
February 12, 2026
Pressenza
Ravenna, abbattimenti di alberi a carte coperte
Il gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna è stato informato qualche tempo fa da un piccolo gruppo di cittadini in merito al possibile abbattimento di un bellissimo albero pluridecennale presente in via Doberdo’ a Ravenna, di proprietà condominiale. I cittadini desideravano saperne di più, in quanto l’albero, un pino domestico dalla foltissima chioma, dal fusto di oltre due metri di circonferenza e dall’elevato valore ornamentale, appare in ottima salute. Erano stati segnalati alcuni problemi di interferenza di radici, e si chiedevano se la distruzione dell’albero, ovvero la perdita di servizi ecosistemici gratuiti per migliaia di euro e il depauperamento della proprietà immobiliare, fosse l’unica soluzione praticabile.  Prontamente sono stati richiesti gli atti all’ufficio del verde del Comune tramite Lista per Ravenna. Era il 27 novembre dello scorso anno. Ebbene, dopo quasi tre mesi, e dopo numerosi solleciti da parte del consigliere Ancisi, ad oggi nessuna informazione è stata fornita dagli uffici, che hanno finora omesso gli atti richiesti. Nel frattempo, i cittadini disperati segnalano che l’albero sarà in abbattimento venerdì 13 febbraio. Pare anche che la decisione non sia nemmeno stata posta ai voti nell’assemblea condominiale, nonostante, a quanto sembra, qualcuno non approvasse. Amministratori di condominio ed amministratori pubblici procedono uniti nel liberare la città dagli sgraditi ospiti, gli alberi sani, saltando tutti i doverosi passaggi, compreso quello della trasparenza nel fornire le informazioni richieste? Abbiamo inviato diffida all’abbattimento all’amministratore del condomino e promettiamo di andare a fondo sullo sconcertante episodio.   Il gruppo Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna Redazione Romagna
February 12, 2026
Pressenza