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MORTI SUL LAVORO, “UNA GUERRA NON DICHIARATA DELL’ORGANIZZAZIONE CAPITALISTICA DEL LAVORO”
Continua anche oggi, mercoledì 2 settembre, la strage quotidiana causata dal lavoro e dallo sfruttamento capitalistico. Tra le vittime anche chi, per questioni anagrafiche, dovrebbe potersi dedicare ad altro. È il caso dell’operaio di 79 anni morto in queste ore dopo che lo scorso 19 agosto era caduto da un ponteggio a Porto Cesareo, in provincia di Lecce. Sempre oggi un operaio di 30 anni è morto in un’azienda agricola a Ciminna, provincia di Palermo. Il lavoratore, Camara Dramane, originario del Gambia, era a bordo di un mezzo che si è ribaltato provocandogli una ferita al collo che non gli ha lasciato scampo. In Emilia, invece, un giardiniere di 75 anni è rimasto ferito a Medicina, provincia di Bologna, colpito dal coperchio di un escavatore mentre effettuava delle potature. È ricorverato in condizioni gravi. Infine tre lavoratori feriti, ieri sera, in un incidente avvenuto all’interno di uno stabilimento di A2a a Crotone. Si tratta di un dipendente diretto di A2a e due operatori di una società esterna che erano impegnati in attività di manutenzione ordinaria dell’impianto. Il commento di Vito Totire, medico del lavoro e portavoce della rete nazionale “Lavoro sicuro”, che hai nostri microfoni ha parlato di “una guerra non dichiarata e unilaterale di un’organizzazione capitalistica del lavoro che mira esclusivamente al profitto a tutti i costi. Se ne esce non solamente con la cultura della prevenzione”. È necessario aumentare le capacità d’intervento degli enti ispettivi ma spetta anche ai lavoratori “mettere in campo le proprie capacità di auto difesa”. Ascolta o scarica
September 2, 2026
Radio Onda d`Urto
UNIONE EUROPEA ALL’ATTACCO DEL DIRITTO DI ASILO, CRESCONO I PAESI TERZI E DI ORIGINE “SICURI”
Via libera dal Parlamento Europeo di Strasburgo alla doppia riforma che restringe il diritto di asilo cambiando le regole sui paesi terzi e di origine considerati sicuri. Vengono considerati sicuri per i propri cittadini: Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia.  Per entrare in vigore le nuove norme dovranno essere approvate dal Consiglio Europeo, presumibilmente nel mese di giugno. Sono stati 408 i voti a favore (184 contrari e 60 astenuti) per quanto concerne il Regolamento che istituisce una lista di Paesi terzi sicuri a livello europeo. Il Parlamento ha anche votato con 396 voti a favore (226 contrari e 30 astenuti) la più controversa revisione di concetto di Paese d’origine sicuro. Secondo The Left, il gruppo della sinistra all’Eurocamera, con il voto di oggi il Parlamento Europeo mette “un altro chiodo sulla bara del diritto di asilo sul territorio dell’Unione Europea” e procede con politiche razziste e autoritarie che “mettono consapevolmente a rischio vite umane”. Il voto di oggi, continua The Left, rappresenta “un nuovo segno della fusione tra destra ed estrema destra, complice la passività dei socialisti”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto l’analisi dell’avvocato Fulvio Vassallo Paleologo, dell’Associazione Diritti e Frontiere, già docente di diritto d’asilo all’Università di Palermo. Ascolta o scarica
February 10, 2026
Radio Onda d`Urto