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La (nostra) mappa in bella mostra, e buona esposizione con ‘Polvere di Guerra’
Nella collezione di infografiche che illustrano le iniziative locali installata nell’allestimento esposto per iniziativa promossa dal gruppo di praticanti la settimanale Mezz’ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale c’è anche il ‘quadro’ che descrive la numerosità delle attività continuativamente svolte in Italia da molti anni… alcune da tanti decenni. * CONSISTENZA DEL PACIFISMO IN ITALIA: MOSTRATA, E DIMOSTRATA, NELLA MAPPA ONLINE SU PRESSENZA * IL MOSAICO COMPOSTO DA NUMEROSE INIZIATIVE SVOLTE CONTINUATIVAMENTE La mostra esperienziale POLVERE DI GUERRA – DALLE MACERIE ALLA COSTRUZIONE DI PACE in esposizione nel Salone Tartara di Casale Monferrato dal 15 al 29 marzo 2026 è stata progettata e realizzata dalla CARITAS DIOCESIANA PIACENZA-BOBBIO insieme alle sedi AMNESTY INTERNATIONAL ed EMERGENCY di Piacenza in cooperazione con docenti e studenti del corso di grafica dell’ENDOFAP Don Orione e del Liceo Artistico Cassinari di Piacenza. Una peculiare rassegna di ambientazioni che simulano le situazioni vissute e affrontate da chi vive nelle città ridotte in macerie da conflitti bellici e bombardamenti. L’itinerario espolorativo nelle installazioni è come un viaggio nelle cui ‘tappe’ si percepiscono sensazioni ed emozioni analoghe a quelle realmente patite dalle persone che subiscono i micidiali effetti della guerra e, cercando vie di fuga dai pericoli che si affrontano nel percorso, ci si cimenta a mettersi in gioco e, scegliendo tra le alternative, a trovare la strada della pace. Così, andando alla ricerca della via della pace, i visitatori scopriranno che – come sintetizza il motto che indica il percorso ‘a senso unico’ per la soluzione dei conflitti sociali, economici, politici e ideologici che, altrimenti, deflagrano in ostilità, violenze, combattimenti armati e guerre e che in tutto il mese di dicembre del 2025 ha contrassegnato l’iniziativa settimanale e l’appuntamento natalizio del gruppo di Casale Monferrato – la pace è la via.         Maddalena Brunasti
March 13, 2026
Pressenza
Un presidio di speranza: il silenzio di Sartirana contro il fragore delle armi
Alle dieci del mattino di sabato 7 febbraio, la cornice consueta di Piazza della Repubblica a Sartirana, abitualmente animata dal sommesso chiacchiericcio del piccolo mercato settimanale, ha cambiato volto. In modo improvviso ma composto, lo spazio si è popolato di un cromatismo che parla di speranza: le bandiere della Pace hanno iniziato a sventolare accanto agli striscioni del Coordinamento Pace di Vigevano e Lomellina. Non era solo una manifestazione di colori, ma un gruppo di cartelli scritti a mano, messaggi che invocavano con forza la fine delle ostilità per quelle decine e decine di luoghi nel mondo dove oggi si combatte senza tregua. In un’epoca in cui la sofferenza globale appare sempre più insistente e il futuro sembra declinarsi solo attraverso un linguaggio armato tra nazioni, rendendo l’esistenza quotidiana sempre più precaria e pericolosa, la presenza di questo gruppo ha assunto un valore simbolico altissimo. Erano una dozzina, cittadini comuni, uomini, donne, giovani. Si ritrovano ogni sabato mattina con una costanza incredibile. Sono lì, piantati come radici nel cemento della piazza, con i loro cartelli e le loro bandiere, per offrire una testimonianza che è prima di tutto un desiderio profondo di umanità. La voce della testimonianza è un valore. L’iniziativa non è passata inosservata ai media locali. Giancarla e Luisa, pilastri di questa mobilitazione costante, sono state intervistate dalle telecamere di Tele Milano Pavia. Il servizio, curato dal giornalista Andrea è andato in onda la sera stessa, portando nelle case dei telespettatori il cuore della loro missione: certificare, attraverso la semplice presenza fisica, il bisogno assoluto di mettere fine alle guerre. Dalle loro parole è emersa la denuncia contro la distruzione di ingenti risorse ambientali e finanziarie, oggi sacrificate sull’altare del potere e della geopolitica, mentre dovrebbero essere destinate al bene comune. Il messaggio è stato cristallino: il diritto deve tornare a essere superiore alla forza. Non è una richiesta ingenua, ma una necessità politica e morale per la sopravvivenza stessa della civiltà. All’inizio della manifestazione piovigginava, un cielo plumbeo che sembrava riflettere la pesantezza dei conflitti mondiali. Tuttavia, quasi come un segnale di speranza, è poi apparso un piccolo sole a riscaldare la piazza. È stato in quel momento che è iniziata la “mezz’ora di silenzio”, il rito laico che caratterizza ogni loro sabato. Questo silenzio non è assenza di parole, ma un urlo muto che vuole parlare ai potenti della Terra. È una pausa sacra nel rumore della propaganda bellica per chiedere la possibilità di un nuovo mondo, un mondo dove la guerra non sia più un’opzione sul tavolo, ma esca definitivamente e per sempre dalla storia dell’uomo. Prima di venire via mi sono detto . Questa è la Lomellina migliore. Non ho dubbi. Sono stato felice di esserci stato anch’io.  Mi piacerebbe realizzare un incontro simile anche a Mortara in aprile. Chi ci sta?   Redazione Milano
February 8, 2026
Pressenza