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RAZZISMO E FASCISMO SOTTO I CIELI D’IRLANDA!
QUANTO STA SUCCEDENDO IN IRLANDA(E INGHILTERRA) E’ IL PRELUDIO A UNA GENERALE GUERRA TRA POVERI DOVE I PARTITI FASCISTI E RAZZISTI FOMENTANO LO SCONTRO SIA CONTRO IL NEMICO “IMMIGRATO” VISTO  COME VALVOLA DI SFOGO PER I LAVORATORI POVERI E LE MASSE IMPOVERITE DALLA CRISI DEL CAPITALISMO, SIA PER AVERE VOTI ALLE ELEZIONI POLITICHE. QUESTO AVVENIMENTO DEV’ESSERE UN TERMOMETRO PER IL SI COBAS NELL’ANDARE A STRUTTURARE UNA ORGANIZZAZIONE CHE SIA IN GRADO DI DARE UNA PROSPETTIVA ANCHE POLITICA  ALLA NS CLASSE DI RIFERIMENTO  CHE SONO I PROLETARI VISTO CHE ABBIAMO AL NS INTERNO 33 NAZIONALITA’. NOI RAPPRESENTIAMO  GIA’  IL MONDO INTERO COME CLASSE LAVORATRICE E LA NS UNITA'(CONTRO IL RAZZISMO E IL NAZIONALISMO) L’ABBIAMO COSTRUITA CON LE LOTTE DAVANTI AI CANCELLI. DOBBIAMO ESSERE PUNTO DI RIFERIMENTO AVANZATO PER ALTRI MILIONI DI PROLETARI . VIVA L’UNITA’ INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI UNICO ANTIDOTO CONTRO SIONISMO, RAZZISMO E FASCISMO. IN UNA PAROLA CONTRO IL SISTEMA CAAPITALISTICO, SI COBAS NAZIONALE   L'articolo RAZZISMO E FASCISMO SOTTO I CIELI D’IRLANDA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
PER ADIL SENZA PERDERE LA NOSTRA TENEREZZA!
POSTIAMO CON PIACERE  UN COMUNICATO DEL CENTRO SOCIALE VITTORIA IN RICORDO DI ADIL BELAKHDIM ,COORDINATORE DEL SI COBAS NOVARA, UCCISO DA UN CAMIONISTA IN NOME DEL PROFITTO. LO COMMEMORIAMO COME SI COBAS,IL GIORNO 20 GIUGNO 2026 DALLE ORE 9.30 COME DESCRITTO NEL VOLANTINO PRESENTE NEL SITO, INVITANDO TUTTE LE FORZE SINDACALI E SOCIALI ALLA PARTECIPAZIONE DAVANTI ALLA LIDL DI BIANDRATE. RINGRAZIAMO I COMPAGNI DEL VITTORIA CHE SEMPRE SONO STATI VICINI AL SI COBAS NELLE LOTTE DAVANTI AI CANCELLI COME  NELLE PIAZZE. LO COMMEMORIAMO, NON COME UN RITUALE ANNUALE MA PER RICORDARE  A TUTTA LA CLASSE LAVORATRICE  CHE A 5 ANNI DAL SUO ASSASSINIO I DIRITTI E LE CONQUISTE DEI PROLETARI  SONO MESSI FORTEMENTE IN DISCUSSIONE DAI PADRONI, MA  CHE IL SI COBAS  C’E’ E RESISTE CONTRO TUTTI I NEMICI  ESTERNI E INTERNI. CON ADIL IN OGNI LOTTA, INSIEME AL COMPAGNO GNAPPO, PER LA LIBERAZIONE DAL CAPITALISMO. SI COBAS NAZIONALE Compagno Adil sei caduto vittima di una guerra di classe. Non sei il primo e non sarai purtroppo l’ultimo, lo sappiamo. Ma mentre il nostro cuore è lacerato e piange la nostra mente è ben lucida e conosce bene gli assassini, la barbarie del modo di produzione basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la violenza della prevaricazione di pochi sulla vita di un intero pianeta. Ma a questo sistema noi opponiamo i tuoi e i nostri valori. Il valore della solidarietà e dell’uguaglianza sociale, del sacrificio individuale in nome di una collettività, dell’eliminazione di ogni discriminazione di genere e colore della pelle. Dell’abbattimento definitivo di una società basata sullo sfruttamento e sulla divisione in classi. Per chi ha questi valori la vita di un compagno ha un valore immenso ed è ancora incredibile pensare che il gesto criminale di un bastardo ti abbia potuto togliere la vita, ti abbia tolto ai tuoi compagni e alle tue compagne, ti abbia tolto a tua moglie e ai tuoi figli. Chiediamo ora a tutte e tutti di scegliere da che parte stare e gli assassini non si potranno nascondere perché il tuo nome sarà in ogni lotta. A noi resta il tuo esempio e il monito ai padroni che non ci potranno mai cambiare e che saremo sempre più duri senza mai perdere la tenerezza e la capacità di piangere per un nostro compagno assassinato insieme alla capacità di essere sempre più lucidi nel nostro odio di classe. I compagni e le compagne del Csa vittoria L'articolo PER ADIL SENZA PERDERE LA NOSTRA TENEREZZA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Commemorazione compagno Adil Belakhdim
A distanza di 5 anni dalla morte del nostro compagno Adil, come ogni anno, anche quest’anno commemoreremo la sua morte davanti ai cancelli della Lidl, dove venne ucciso. La commemorazione si terrà dalle 09:30 alle 13:00   L'articolo Commemorazione compagno Adil Belakhdim proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
STRAGE DI BRACCIANTI NEL COSENTINO: È IL PREZZO DI SANGUE DELLO SFRUTTAMENTO PADRONALE!
Quanto successo ad Amendolara, nel Cosentino, dove quattro giovani braccianti agricoli sono stati uccisi  bruciandoli vivi all’interno di un mezzo, non  ci  sorprende, caso mai evidenzia in modo sempre più esponenziale, come caporalato, lavoro nero e ricatti occupazionali continuino a rappresentare una grave violazione dei diritti dei lavoratori, in particolare di quelli immigrati. I racconti dei testimoni e le immagini raccapriccianti evidenziano che  questi lavoratori avevano osato  ribellarsi perchè  volevano  un contratto regolare per vivere con dignità. La risposta dei caporali è stata una esecuzione sommaria. Il S.I. Cobas, da anni combatte il caporalato e lo sfruttamento conseguente e  come organizzazione sindacale, non ci stancheremo  mai di lottare contro queste situazioni drammatiche, affermando sin  d’ora  che respingiamo ogni tentativo mediatico e istituzionale di chiudere la vicenda come una semplice guerra tra lavoratori. Questo orribile assassinio è il prodotto diretto e inevitabile di un intero sistema economico basato sull’iper-sfruttamento e sulla totale riduzione in schiavitù della manodopera migrante. Ci troviamo di fronte a più  elementi che nella nostra storia abbiamo più volte incontrato:  I caporali sono il braccio armato di padroni senza scrupoli, padroni per i quali i profitti si fanno sulla pelle e sulla vita dei lavoratori aggravato  da leggi razziste utili a tenere i lavoratori immigrati sotto il ricatto del permesso di soggiorno. La grande distribuzione poi impone prezzi sempre più bassi e i produttori aumentano lo sfruttamento e negano ogni diritto contrattuale e salariale La nostra risposta non sarà certo il silenzio ,o una solidarietà  pelosa e ipocrita ,non cercheremo soluzioni nelle vuote parole delle istituzioni  e dei politici che piangono lacrime di coccodrillo mentre foraggiano  i CPR e spingono per la remigrazione per poter prendere quattro voti. L’ unica via, come sempre,  è solo quella della lotta di tutti i lavoratori e le lavoratrici che acquisiscono la coscienza di  organizzarsi uniti nel sindacato  nella prospettiva di far fuori questo sistema economico-sociale  vera causa di tutti i mali sociali  che colpiscono l’unica classe produttiva: I PROLETARI. S.I. COBAS NAZIONALE L'articolo STRAGE DI BRACCIANTI NEL COSENTINO: È IL PREZZO DI SANGUE DELLO SFRUTTAMENTO PADRONALE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
IL 29 MAGGIO 2026 : SCIOPERO GENERALE DI TUTTE LE CATEGORIE.
lL  29 Maggio  SI COBAS chiama i lavoratori e lavoratrici allo sciopero generale! CONTRO ECONOMIA E DISCIPLINAMENTO DI GUERRA! CONTRO L’IMPERIALISMO BORGHESE! PER LA DIFESA DEI SALARI E STIPENDI. Dai luoghi di lavoro continuiamo a sviluppare in profondità conflitto! A fianco del popolo palestinese e dei popoli in rivolta contro l’imperialismo globale! Rilanciamo la lotta di classe, unica arma necessaria per rispondere alla condizione di classe e alla repressione padronale!! Avanti Si cobas! Tocca uno, tocca tuttə!! SI COBAS NAZIONALE L'articolo IL 29 MAGGIO 2026 : SCIOPERO GENERALE DI TUTTE LE CATEGORIE. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Manifestazione 1^ maggio 2026
IL PRIMO MAGGIO SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA SU QUESTI OBBIETTIVI PER PREPARARE L’INIZIATIVA NAZIONALE DEL 16 MAGGIO A MILANO E LO SCIOPERO GENERALE DEL 29 MAGGIO 2026: 👉 contro ogni restrizione della libertà di sciopero e contro la legge 146/1990, che con la scusa dei servizi pubblici essenziali ingabbia in numerosi settori l’efficacia dello sciopero, unica arma per difendere le nostre condizioni di vita e di lavoro 👉 contro i decreti sicurezza del governo Meloni e contro l’economia di guerra che già oggi per centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici vuol dire salari più bassi, orari più lunghi, ritmi più alti e un clima generale più oppressivo e repressivo nei luoghi di lavoro 👉 contro le guerre imperialiste, che estendono sempre di più la loro portata e violenza: dall’aggressione all’Iran e alle popolazioni di tutto il Medio Oriente, a partire dal genocidio palestinese, alla continuazione della guerra in Ucraina, passando per le aggressioni al Venezuela, la lacerazione del Sudan e innumerevoli altri conflitti che ci trascinano lentamente verso una deriva di guerra globale 👉 contro la precarietà sempre più diffusa, di cui sono protagoniste le agenzie interinali e il sistema degli appalti e subappalti, l’abbattimento dei servizi pubblici di cui usufruiscono per primi lavoratori e lavoratrici in favore delle spese militari, il ricatto dei salari da fame e della disoccupazione senza garanzia salariale 👉 per forti aumenti di salario che recuperino le mensilità perse con il carovita e la riduzione di orario di lavoro a parità di salario per contrastare i licenziamenti dovuti agli aumenti di produttività Il 1 maggio è una giornata di lotta internazionale, uniamoci per migliorare le nostre condizioni! SI COBAS NAZIONALE L'articolo Manifestazione 1^ maggio 2026 proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Pressenza: EireneFest, incontro nazionale “Educazione e Libri per la pace e la nonviolenza”
di Francesca De Vito pubblicato su Pressenza del 12 aprile 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Francesca De Vito, pubblicato su Pressenza il 12 aprile 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in occasione della presentazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra all’Eirenefest di Roma. SCUOLA E PACE. UNA SCUOLA SOTTO PRESSIONE: TRA MILITARIZZAZIONE E RISCRITTURA DELLA STORIA «L’intervento di Michele Lucivero, filosofo, docente e ricercatore italiano specializzato in etica e antropologia, si colloca dentro un lavoro di analisi e denuncia portato avanti negli ultimi anni dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, di cui è cofondatore. […] Al centro dell’intervento, una critica netta alla trasformazione silenziosa che attraversa la scuola italiana e alla crescente presenza dei militari nei percorsi educativi: dai protocolli del Ministero d’Istruzione e Merito con il Ministero della Difesa ai progetti nelle classi e nei PCTO. Non semplici collaborazioni, ma un cambiamento culturale che rischia di normalizzare la guerra, presentandola in chiave educativa e “valoriale”. Per Lucivero, la sfida è rimettere al centro una scuola che formi alla pace, anche recuperando, in chiave attuale, l’idea di “pace perpetua” di Immanuel Kant del 1975. L’idea kantiana di una federazione di Stati universale e la progressiva scomparsa degli eserciti permanenti appare oggi lontana, ma resta un riferimento politico e pedagogico. D’altronde in Italia esistevano eserciti regionali che poi sono scomparsi in favore di un esercito nazionale. L’ONU, in questa prospettiva, rappresenta un tentativo – incompleto – di realizzazione di quel progetto Kant.Una didattica per la pace passa necessariamente dalla demilitarizzazione del linguaggio e della narrazione storica, ridotta troppo spesso a una sequela di guerre. Rimettere al centro solidarietà, fratellanza, sorellanza significa anche interrogarsi sul senso stesso della “difesa della patria”, alla luce dell’articolo 11 della Costituzione per formare cittadine e cittadini capaci di immaginare e praticare la pace…continua a leggere su www.pressenza.it. Pubblicato anche su Agorasofia.com -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Torino, 17-18 aprile 2026, Convegno e Assemblea Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
IL TRAUMA DELLA GUERRA TRA STORIA, ECONOMIA, DIRITTO ED EDUCAZIONE DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE AD OGGI CONVEGNO NAZIONALE, TORINO 17 APRILE 2026 FABBRICA DELLE “E”- CORSO TRAPANI 91/B ASSEMBLEA NAZIONALE, TORINO 18 APRILE 2026  CASA DELLE DONNE, VIA VANCHIGLIA 3 (IN CENTRO VICINO A PIAZZA VITTORIO) ORE 9.00-18.00 Dopo l’esperienza positiva degli ultimi due anni (clicca qui per il 2024 e qui per il 2025), l’Associazione ” Scuola e Società“, (soggetto accreditato alla formazione Decreto MIUR 5.7.2013 Elenco Enti Accreditati/Qualificati 23.11.2016) ha organizzato, in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, a Torino per il 17 aprile 2026 un Convegno nazionale in presenza e online sul processo di militarizzazione dei luoghi della formazione e sul trauma rappresentato dalla guerra, nella quale ci troviamo sempre più coinvolti e coinvolte. Si cercherà, infatti, di analizzare da un punto di vista storico, economico, giuridico e pedagogico tutte le implicazioni negative che un orizzonte di guerra porta con sé, anche e soprattutto, in vista di una massiccia ripresa in tutta Europa della leva obbligatoria. Il corso, aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nell’ambito della Formazione docente; tutto il personale scolastico è esonerato per tutta la giornata dal servizio, ai sensi del CCNL vigente. Per iscrizione del personale a tempo indeterminato Codice SOFIA 104005 (clicca qui per aprire la piattaforma SOFIA, accedi con SPID e cerca il corso con il codice 104005). Al convegno si potrà partecipare anche da remoto su piattaforma ZOOM per chi è residente fuori dalla provincia di Torino. Per iscrizioni del personale a tempo determinato o in alternativa a SOFIA scrivere a: info.scuola.societa@gmail.com. Il link per il collegamento sarà inviato alle/agli iscritte/i alla mail comunicata all’atto dell’iscrizione. Prenotazioni fino ad esaurimento posti. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da tempo abbiamo attenzionato la questione del ritorno della leva in Europa e in Italia e pensiamo che la questione della militarizzazione delle scuole e delle università sia legata a doppio filo con l’obiettivo strategico dei guerrafondai europei: riportare i/le nostri/e giovani al servizio militare obbligatorio. Siamo di fronte ad un apparato estremamente compatto, intelligente, capace e proprio per questo le modalità con cui cercano di arrivare al loro obiettivo non sono né stupide né semplici; a questo proposito è estremamente istruttivo studiare ciò che si sta muovendo in Europa (dai paesi scandinavi a quelli baltici passando per Germania e Polonia) perché saranno queste le modalità che verranno messe in atto anche nel nostro Paese. Per questo ci mettiamo a disposizione per costruire momenti di incontro, formazione, scambio (preferibilmente in presenza) nelle vostre città in cui presentare ciò che sta succedendo in Europa perché altri Paesi sono il laboratorio di quanto accadrà anche da noi in merito alla leva che non sarà proposta né nei termini classici né come i guerrafondai nostrani la stanno presentando. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vuole contribuire alla circolazione delle analisi e delle informazioni e mettersi a disposizione delle organizzazioni studentesche e giovanili affinché esse stesse, nella loro autonomia, sviluppino percorsi di lotta su un tema che diventerà sempre più centrale nei prossimi mesi. PROGRAMMA 17 APRILE MATTINO (8:30-13:00) 8.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti Introduce Natale Alfonso, Responsabile dell’Associazione Scuola e Società Coordina Roberta Leoni, Presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Presentazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra La diserzione nella Prima Guerra Mondiale Bruna Bianchi, Università Ca’ Foscari, Venezia Guerra alla guerra. La Resistenza internazionale ai fascismi Carlo Greppi, storico e scrittore Pausa caffè Il cronico trauma della guerra Maurizio Bonati, Già responsabile Dipartimento Salute Pubblica, Istituto Mario Negri, Milano Testimonianze da Gaza don Nandino Capovilla, Campagna Ponti e non muri, Pax Christi POMERIGGIO (14.30-18.00) Introduce e coordina Michele Lucivero Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Il ritorno della leva in Europa e in Italia Serena Tusini, Docente, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Economia di guerra e diritto alla pace Francesco Schettino, Università della Campania L. Vanvitelli Diritto internazionale e guerra Luigi Daniele, Università degli Studi del Molise Previsto intervento di rappresentanti di associazioni studentesche e dibattito PROGRAMMA 18 APRILE 2026 Assemblea Nazionale Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per il rinnovo delle cariche e bilancio del secondo anno associativo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Il rugby italiano scende in campo con l’Esercito. La contestazione alla partita della nazionale
Il 23 gennaio scorso la Federazione Italiana Rugby ha rinnovato per altri tre anni l’accordo di collaborazione con l’Esercito Italiano. A Roma, di fronte all’Olimpico la Rete Rugby Popolare esprime dissenso. Quella di sabato 7 marzo allo stadio Olimpico è … Leggi tutto L'articolo Il rugby italiano scende in campo con l’Esercito. La contestazione alla partita della nazionale sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Evento nazionale di orientamento di AssOrienta: corsa all’arruolamento nelle forze armate
Non si ferma la corsa ad accaparrarsi giovani da parte delle forze armate. Così come non si ferma la voglia di orientare le scelte degli studenti e delle studentesse fin dall’infanzia. Un connubio sapientemente sfruttato da AssOrienta, un’associazione professionale con sedi a Roma, Firenze e Torino, che si occupa di orientamento per carriere universitarie, ma, soprattutto, per carriere in divisa; all’interno di questo secondo ambito, infatti, propone orientamento per una vasta gamma di percorsi, dall’esercito italiano all’Arma dei Carabinieri, dalla Polizia Penitenziaria all’Aeronautica militare. L’associazione ha infatti organizzato per mercoledì 11 febbraio un evento gratuito di orientamento per la promozione delle carriere in divisa, con focus sulle Scuole Sottoufficiali, con esperti del settore (https://www.assorienta.it/sportello-genitori-orientamento-scolastico-assorienta/ ); la comunicazione è stata diffusa in molte scuole superiori. Alcune riflessioni si rendono necessarie. Prima di tutto, è bene sfatare il mito che questa corsa all’orientamento sia positiva per i ragazzi e le ragazze. Al di là del normale e fisiologico bisogno di informazione sulle varie possibilità di studio o percorso professionale post diploma (che uno studente al giorno d’oggi può serenamente acquisire con una miriade di modalità anche in modo autonomo, senza perdere ore di lezione o interi pomeriggi), questo bombardamento continuo di proposte orientative, spinto con forza dal MIM, serve principalmente (e quasi esclusivamente) ai vari enti – pubblici o privati – del mondo post diploma, che cercano di farsi pubblicità per accaparrarsi iscritti o futuri lavoratori. Questo vale purtroppo ormai anche per le Università, che dalle riforme degli ultimi decenni sono state rese sempre più bisognose di farsi concorrenza tra di loro (il numero di iscritti è cruciale nell’economia delle Università); ma vale soprattutto per le Forze Armate, che mai come ora hanno dimostrato di cercare giovani leve e che, rispetto alle Università offrono ben altro tipo di percorso di vita. La parola “leve”, tra l’altro, cade a pennello, in un momento storico in cui la corsa incontrollata al riarmo ha permesso – cosa impensabile solo qualche anno fa – che qualcuno ricominciasse a parlare di leva militare – prima “volontaria” (inquietante contraddizione in termini) poi chissà. Inoltre, il fatto che la scuola dia spazio alla formazione in ambito militare (come accennato sopra, la partecipazione dà diritto a un attestato FSL – Formazione scuola-lavoro, il vecchio PCTO) è in palese contraddizione con i valori e i principi che questa istituzione dovrebbe portare avanti. L’educazione volta alla crescita di un individuo nella scuola pubblica dovrebbe essere improntata alla gestione pacifica del conflitto, al rifiuto di logiche di sopraffazione, alla non violenza; e invece è proprio in quelle aule che dovrebbero promuovere un approccio di questo tipo che si fanno passare, sempre più spesso, inviti ad avvicinarsi alle forze armate. Il che vuol dire solo una cosa, per essere chiari: proporre agli/alle studenti di intraprendere un percorso che potrebbe portarli/e un giorno a imbracciare un’arma, magari a sparare contro un’altra persona, o, nel migliore dei casi, a lavorare per/con qualcun altro che lo faccia al posto loro. Accettando di fatto ufficialmente la logica della violenza (o quanto meno mettendo da parte il suo rifiuto) e, di conseguenza, della guerra. Proprio in questo senso riteniamo che vada letta la proposta di AssOrienta: sdoganare, attraverso l’orientamento, l’adesione a percorsi di ambito/stampo militarista, presentando la carriera militare come qualcosa di innocuo e appetibile. Un’altra riflessione si impone, e ci è particolarmente cara perché ci ricorda quanto le differenze sociali ed economiche giochino a favore del potere anche in questo caso. In un contesto in cui i giovani e le giovani sono costantemente bersagliati/e da informazioni terrificanti circa la carenza di posti di lavoro, la disoccupazione in crescita, la difficoltà di trovare un impiego dignitoso e avere un giorno una pensione, e di fronte alla prospettiva sempre più concreta di fare precariato per anni se non a vita, è chiaro che la proposta di un lavoro sicuro e stabile nelle Forze Armate ha grandissimo appeal. Carabinieri, Polizia, Esercito, Marina, ecc hanno gioco facile a proporsi nelle scuole perché sanno benissimo che vanno a pescare in un bacino di studenti frustrati e impauriti dal futuro pronti a tutto pur di non finire nel macero della gavetta infinita, che a casa hanno famiglie sconsolate, giustamente ansiose e spesso in condizioni di precarietà che non vedono l’ora di vedere i propri figli sistemati. La scuola dovrebbe essere un argine a tutto questo: alla facile pesca di forza lavoro nelle fasce deboli, al reclutamento che si fa forte della minaccia della disoccupazione. Invece di essere un ascensore sociale, in cui le fasce più fragili trovano possibilità uguali alle fasce più benestanti, questa situazione rischia di perpetuare una logica secondo la quale chi ha poco è costretto ad arruolarsi per campare. Infine, fa paura vedere come l’aumento capillare di questa propaganda vada di pari passo con le politiche di riarmo a livello mondiale e, per quel che ci riguarda più da vicino, prettamente europee. La scuola vuole far riflettere i/le giovani sui pericoli e sulla follia di questa frenesia del riarmo, con fiumi di soldi pubblici tolti ai servizi essenziali (sanità, sostegno al reddito, scuola pubblica – appunto) o ha intenzione di avallare questa dinamica che, come ci insegna la storia, ha un chiaro ed unico sbocco nelle pagine più buie dell’umanità? Per tutti questi motivi chiediamo alle scuole di non diffondere o pubblicizzare questo tipo di eventi, che smaccatamente propongono carriere nelle Forze Armate ai nostri studenti e alle nostre studentesse. Chiediamo a docenti, famiglie e studenti di non aderire e segnalarci eventuali altre iniziative di questo tipo. Facciamo argine contro il dilagare delle logiche di guerra nella nostra vita, a partire dalla scuola. Per un orientamento che sia davvero uno strumento di informazione e non un reclutamento indiscriminato nelle Forze Armate. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente