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MORTI SUL LAVORO, “UNA GUERRA NON DICHIARATA DELL’ORGANIZZAZIONE CAPITALISTICA DEL LAVORO”
Continua anche oggi, mercoledì 2 settembre, la strage quotidiana causata dal lavoro e dallo sfruttamento capitalistico. Tra le vittime anche chi, per questioni anagrafiche, dovrebbe potersi dedicare ad altro. È il caso dell’operaio di 79 anni morto in queste ore dopo che lo scorso 19 agosto era caduto da un ponteggio a Porto Cesareo, in provincia di Lecce. Sempre oggi un operaio di 30 anni è morto in un’azienda agricola a Ciminna, provincia di Palermo. Il lavoratore, Camara Dramane, originario del Gambia, era a bordo di un mezzo che si è ribaltato provocandogli una ferita al collo che non gli ha lasciato scampo. In Emilia, invece, un giardiniere di 75 anni è rimasto ferito a Medicina, provincia di Bologna, colpito dal coperchio di un escavatore mentre effettuava delle potature. È ricorverato in condizioni gravi. Infine tre lavoratori feriti, ieri sera, in un incidente avvenuto all’interno di uno stabilimento di A2a a Crotone. Si tratta di un dipendente diretto di A2a e due operatori di una società esterna che erano impegnati in attività di manutenzione ordinaria dell’impianto. Il commento di Vito Totire, medico del lavoro e portavoce della rete nazionale “Lavoro sicuro”, che hai nostri microfoni ha parlato di “una guerra non dichiarata e unilaterale di un’organizzazione capitalistica del lavoro che mira esclusivamente al profitto a tutti i costi. Se ne esce non solamente con la cultura della prevenzione”. È necessario aumentare le capacità d’intervento degli enti ispettivi ma spetta anche ai lavoratori “mettere in campo le proprie capacità di auto difesa”. Ascolta o scarica
September 2, 2026
Radio Onda d`Urto
SCIACALLI A MARCINELLE!
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO QUESTO PUNGENTE ARTICOLO DEL  “comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio” DOVE IN FONDO ALL’ARTICOLO CHIEDE AI SINDACATI DI BASE DI METTERE AL PRIMO POSTO LA SICUREZZA , IL SI COBAS NON SOLO CONDIVIDE L’APPELLO, MA RIVENDICA   SUL TEMA DELLA SICUREZZA ANCHE INIZIATIVE SINDACALI FATTE DA ASSEMBLEE DIRETTE CON I LAVORATORI NEI LUOGHI DI LAVORO E  DI SCIOPERO COME RISPOSTA ULTERIORE . PROPRIO IN QUESTI GIORNI, DI FERIE AGOSTANE, SUL PROBLEMA CALDO ESTREMO, DOVUTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO (ALTRA FACCIA DEL CAPITALISMO CHE TUTTO DIVORA IN NOME DEL PROFITTO), STIAMO CHIAMANDO  I LAVORATORI A PRENDERSI DIRETTAMENTE CON LA LOTTA LE NS PROPOSTE(10 MINUTI DI PAUSA  OGNI ORA DI LAVORO, DRIVER USCIRE UN’ORA PRIMA PAGATA, AREE RINFRESCATE, ACQUA FRESCA E  BIBITE CON IL MAGNESIO E POTASSIO),  DOVE  TUTTE LE AZIENDE FANNO ORECCHIE DA MERCANTE DOVE I LAVORATORI SONO DEBOLI. PURTROPPO PUR ESSENDOCI REGOLE REGIONALI E STATALI( FRA L’ALTRO MOLTO DEBOLI) I PADRONI NON LE RISPETTANO, ANZI SE NE FOTTONO ALTAMENTE,  TOCCA A NOI PRENDERCELE DIRETTAMENTE PER DIFENDERE LA NS SALUTE E LA NS VITA. BUONA LETTURA E SOPRATTUTTO LOTTA DURA SENZA PAURA. SI COBAS NAZIONALE Durante la commemorazione della strage di Marcinelle, alcuni aderenti al sindacato belga FGTB voltano le spalle a Ignazio La Russa: grande scandalo!!! Landini coda di paglia si affanna a dichiarare “Non siamo stati noi”, mentre il segretario regionale del sindacato belga dice con grande dignità: “Tutti i compagni della FGTB si sono girati perché siamo contro la presenza dei partiti fascisti”. . L’8 agosto 1956 a Marcinelle morirono 262 minatori provenienti da 26 paesi, 136 erano italiani. Tra il 1946 e il 1956 più di 140mila lavoratori italiani lasciarono il loro paese per andare a lavorare nelle miniere di carbone belghe. Era il prezzo di un accordo tra Italia e Belgio che prevedeva un enorme baratto: l’Italia (governo De Gasperi, DC) doveva inviare in Belgio 2mila uomini a settimana e, in cambio, Bruxelles si impegnava a fornire a Roma 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore. I MORTI DI MARCINELLE ERANO TUTTI MIGRANTI, LAVORATORI CHE AVEVANO LASCIATO IL LORO PAESE DISPOSTI A LAVORARE IN CONDIZIONI SPAVENTOSE, COSTRETTI DALLA POVERTÀ ALL’EMIGRAZIONE PER DARE UNA VITA E UN FUTURO DIGNITOSO ALLE LORO FAMIGLIE: . NON VI DICE NULLA??? AH…. AL PROCESSO TUTTI ASSOLTI . Ad agosto 2026 in Italia le vittime del profitto sui posti di lavoro – cantieri, fabbriche, campi.. – sono 743; una media di 3,2 (sic!) al giorno. Tra il 6 e il 7 agosto ne sono morte 7. Il 32% di esse sono di nazionalità “straniera” ma per noi sono fratelli di classe, che lavorano al nostro fianco e cadono vittime, come noi, dello sfruttamento capitalistico dei “nostri” italianissimi” padroni…. Sciacalli che si nutrono di carne umana… . Il governo Meloni va a “commemorare” i morti italiani facendosi rappresentare da un fascista dichiarato, quel La Russa che tiene il busto di Mussolini in casa, mentre si appresta a varare un nuovo decreto legge che esime da responsabilità il datore di lavoro, sempre che abbia rispettato le regole dettate da … Confindustria! . Ma le colpe sono bipartisan, cambiano i governi ma l’attacco ai lavoratori – qualunque sia la loro nazionalità perchè per i padroni siamo tutti carne da macello – resta: 2011, governo Monti, legge Fornero che allunga l’età pensionabile senza alcuna distinzione tra chi svolge lavori impiegatizi e chi svolge un lavoro pericoloso; 2015, governo Renzi (PD), Jobs Act: dall’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; l’aumento dei morti sul lavoro è stato del 43% da quell’anno. 2023, legge Salvini sugli appalti a cascata; aumento del 15% dei morti soprattutto in edilizia e negli appalti pubblici. I sindacati venduti (CGIL/CISL/UIL) – nella difesa del “miglior mondo possibile” secondo loro, il capitalismo – la piantino di chiedere, ad ogni morto sul lavoro, più “formazione”. Tra i morti ci sono lavoratori “esperti” di 40, 50, 60 anni e più. I sindacati di base mettano al primo posto – sì …prima anche del salario – la sicurezza: i morti di profitto sono la faccia più feroce, ma più vera, del capitalismo che ormai ha gettato ogni maschera. I lavoratori si organizzino perché a condizioni di morte non si lavori. Sappiamo quanto è difficile, ma è l’unica strada per fermare questo fiume in piena di sangue. Le “commemorazioni”, la “memoria” ecc. se non servono all’oggi e al domani sono perfettamente inutili, sono parole retoriche e vuote che servono solo a farci dimenticare la realtà del nostro presente: qui e oggi. Da Marcinelle non è cambiato nulla: povertà, emigrazione, sfruttamento e impunità dei padroni sono sempre qui, oggi come allora. Il capitalismo, il vero cancro dell’umanità intera, è fame, miseria, morte e guerra e va rovesciato se vogliamo un futuro e una vita degna di essere vissuta. Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.G., 10.8.2026 L'articolo SCIACALLI A MARCINELLE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
“LA NOSTRA DIGNITÀ SI CHIAMA WORKING CLASS: MA QUANTE VITTIME DA VENDICARE!”
Piacenza, 3 agosto 2026 Comunicato stampa: Ora basta:  la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici vale più dei vostri profitti. Ieri, per l’ennesima volta, un lavoratore è uscito di casa e non è più tornato. Un ragazzo di 19 anni, residente nel Piacentino, durante il suo turno di lavoro svolto nei campi di Stagno Lombardo, sotto il sole e con le temperature inaccettabili di questi giorni, si è accasciato davanti ai suoi colleghi e non ha più ripreso conoscenza. Questa ennesima morte non è una fatalità, non è un tragico incidente isolato. È il risultato di un sistema produttivo che continua a mettere il profitto davanti alla vita delle persone, che considera la salute e la sicurezza dei lavoratori un costo da abbattere. In Italia si continua a morire di lavoro con una frequenza inaccettabile. Ogni giorno lavoratrici e lavoratori perdono la vita nei campi, nei magazzini della logistica, nelle fabbriche, nei cantieri… Dietro ognuno di loro ci sono famiglie e comunità distrutte. Ci sono operai, braccianti, facchini, giovani precari e lavoratori migranti, cioè coloro che producono la ricchezza di questo Paese ma che troppo spesso subiscono sfruttamento, salari da fame, ricatti occupazionali e condizioni di lavoro sempre più pesanti. Nei campi come nei magazzini della logistica, nelle fabbriche come nei cantieri, il meccanismo è sempre lo stesso: aumentare la produttività, abbassare i costi, intensificare i ritmi di lavoro, anche le temperature estreme e le ondate di calore sempre più frequenti non possono essere trattate come eventi eccezionali. Chi lavora sotto il sole, nei piazzali, nei capannoni o nei cantieri non può essere lasciato solo davanti a condizioni che mettono a rischio la salute e la vita. La tutela dei lavoratori deve venire prima dei tempi di consegna, degli obiettivi aziendali e degli interessi economici. Il S.I. Cobas continuerà a organizzarsi insieme alle lavoratrici e ai lavoratori per rompere il ricatto secondo cui per avere un salario bisogna accettare sfruttamento e insicurezza. Continueremo a lottare per salari dignitosi, per la riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro, per il diritto alla salute, per la libertà di organizzazione sindacale e per condizioni di lavoro realmente umane. Dire soltanto “basta morti sul lavoro” non è più sufficiente. Serve mettere in discussione un modello economico fondato sulla competizione esasperata, sulla precarietà e sulla massimizzazione dei profitti, modello che considera inevitabilmente sacrificabile la vita di chi lavora, di chi suda. Organizzarsi, scioperare non sono soltanto strumenti sindacali: sono pratiche necessarie per difendere il diritto collettivo a una vita dignitosa. Coordinamento Provinciale S.I. Cobas Piacenza Coordinamento Nazionale S.I. Cobas L'articolo “LA NOSTRA DIGNITÀ SI CHIAMA WORKING CLASS: MA QUANTE VITTIME DA VENDICARE!” proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
L’informazione voodoo, che dà la parola ai morti
L’attendibilità dell’informazione “professionale” è pari a quella dell’ufficio stampa della Gestapo o del Mossad. La prova? La dà il Corriere, in un campo peraltro poco invaso dall’obbligo di rispettare gli ordini di scuderia dell’Occidente collettivo: il calcio. Per dare il bentornato a Mancini alla guida della nazionale, il quotidiano di […] L'articolo L’informazione voodoo, che dà la parola ai morti su Contropiano.
July 30, 2026
Contropiano
La mefitica palude del calcio
Guardiola già lo sapeva e come tutti gli stranieri di rango si è tenuto lontano dalla nostra palude. Malagò non è in controllo: ha dovuto tenersi lo stesso staff esecutivo precedente e non è riuscito per ora a imporre Mancini. Maldini è un viziato arrogante: non si muove neppure da […] L'articolo La mefitica palude del calcio su Contropiano.
July 28, 2026
Contropiano
BRT Sedriano, Venerdì 24 agosto, si è discusso di Prevenzione e Sicurezza sul lavoro!
IL SI COBAS E LA RETE NAZIONALE LAVORO SICURO STANNO ORGANIZZANDO ASSEMBLEE RETRIBUITE SUI LUOGHI DI LAVORO AL FINE DI RENDERE EDOTTI I LAVORATORI SUL TEMA DELLA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO. STIAMO PARTENDO DALLA FILIERA BRT PER ESTENDERE LE ASSEMBLEE IN TUTTI I SETTORI. LA SICUREZZA SUL LAVORO E’ PARTE INTEGRANTE DELLE RIVENDICAZIONI SINDACALI PER POTER ARRIVARE IL GIORNO PRIMA E NON IL GIORNO DOPO. A PARTIRE DALLE MISURE PER IL CALDO DI QUESTO PERIODO PARTICOLARE DELL’ANNO CHE VEDE DEI MUTAMENTI CLIMATICI DEFINITI DAGLI ESPERTI STRUTTURALI, NEL SENSO CHE LA CANICOLA FA ORMAI PARTE DI QUESTA  MUTAZIONE, CHE INCIDE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DI CHI LAVORA COSTRETTO A SOPPORTARE TEMPERATURE ESTREME.  LE NS RIVENDICAZIONI IMMEDIATE,VISTO CHE I PADRONI NON HANNO INTENZIONE, AL SOLO FINE DI RISPARMIARE SOLDI, DI METTERE IN ATTO LE MISURE STRUTTURALI PER CREARE UN AMBIENTE DI LAVORO ADATTO ALLA STAGIONE, SONO LE SEGUENTI: 1- 10 MINUTI DI PAUSA OGNI ORA,2- FORNIRE ACQUA FRESCA GRATIS AI LAVORATORI, 3- MODIFCA ORARIO DI LAVORO, INTRODURRE STRUMENTI PER AREARE  L’AMBIENTE,4-COSTRUIRE DEI LUNC-BOX RINFRESCATI DOVE I LAVORATORI POSSONO RIPOSARE I DIECI MINUTI. ANCHE QUESTE RIVENDICAZIONI IMMEDIATE VANNO CONQUISTATE CON LA LOTTA DEI LAVORATORI VISTO CHE LE AZIENDE NON SONO INTERESSATE A METTERLE IN ATTO. BUONA LETTURA. S.I. COBAS NAZIONALE. -Resoconto- Venerdì 24 agosto nel magazzino BRT di Sedriano si è tenuta un’assemblea sui temi della prevenzione e della Sicurezza. L’incontro era stato preceduto e preparato con i delegati per meglio focalizzare le situazioni più rischiose che si debbono affrontare. Da subito era emerso un dato preoccupante che merita di essere indagato e studiate le cause. Altissimo è il numero di lavoratori con limitazioni e prescrizioni. Cause, quindi, da individuare ed arginare per tempo. Altrimenti tutto passa in cavalleria e le “colpe” restano a carico dei singoli lavoratori e di conseguenza viene sottostimato il ruolo dell’ organizzative del lavoro teso solo a velocizzare i processi. Uno dei problemi organizzativi da correggere riguarda la gestione dei pacchi di grandi dimensioni a cui non si abbinano sollevatori adeguati e ovviamente rimane un problema sempre ricorrente, e cioè, il peso di pacchi sopra la misura standard concordata. Questa questione per essere affrontata correttamente comporta una revisione/aggiornamento del DVR. Per tutte queste procedure costrittivie ad essere sollecitate oltremodo sono, le strutture osseo articolari. Accanto a questo nei mesi della canicola occorre che il medico aziendale svolga un ruolo attivo di sorveglianza per consigliare un impiego protetto ai lavoratori tcon patologie. Sempre a carico del medico aziendale ricade l’obbligo di legge ( art. 35 del Decreto 81/2008) di presentare i dati sanitari di ogni singolo lavoratore in forma anonima. Queste schede sanitarie vanno richieste e costituiscono la base per modificare i processi lavorativi che possono generare patologie. Diversi lavoratori presenti hanno posto domande e messo in luce aspetti che solo chi li vive in prima persone può testimoniare. Nella prospettiva di affinare meglio la conoscenza dei problemi abbiamo distribuito un questionario da cui attingere insegnamenti per il futuro. Alro modulo consegnato serve a raccogliere dati e circostanze degli incidenti e dei “quasi incidenti” che dovranno confluire in un registro per un proficuo studio statistico atto a prevenire e scongiurare incidenti che altro non sono che mancanza di prevenzione. Questa è una procedura prevista per legge che dovrebbe essere svolta dal datore di lavoro. Così non è.             Arrivare il giorno prima per non dolersi poi è la ragione d’essere della Rete. Rete Nazionale Lavoro Sicuro LUGLIO 2026 L'articolo BRT Sedriano, Venerdì 24 agosto, si è discusso di Prevenzione e Sicurezza sul lavoro! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
E Guardiola disse “no”
Pep Guardiola ha detto no. Non farà il Commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, bisognevole di un Cristo capace di resuscitare i morti. I maligni dicono che il “no” sarebbe stato persino ben accolto in Federazione. Il problema, come diceva già prima Malagò, non stava nei soldi da dargli, […] L'articolo E Guardiola disse “no” su Contropiano.
July 24, 2026
Contropiano
Questo non è “ordine pubblico” è “sparare con gli occhi(e la coscienza) bendati/a
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI UNA RIFLESSIONE DEL DR VITO TOTIRE(PORTAVOCE ANCHE DELLA RETE LAVORO SICURO) CHE AFFRONTA L’UCCISIONE DI FAKIR ABDERRAHIM CON UN APPROFONDIMENTO  CHE INVITIAMO I LETTORI A LEGGERE PER UNA MAGGIORE CHIAREZZA CHE POSSA SERVIRE A FAR RIFLETTERE QUEI LAVORATORI CHE TUTTI I GIORNI LOTTANO SUI CANCELLI DELLE AZIENDE. S.I. COBAS NAZIONALE Abderrahim : una morte che si doveva evitare Ennesimo e grave lutto per la comunità Per un movimento contro l’uso/abuso della forza Ancora una volta una morte che si doveva evitare; le cronache riferiscono di un uomo di 42 anni in “stato di agitazione”; definizione un po’ generica visto che secondo studi scientifici attendibili superati i 26 gradi di temperatura ambientale le capacità cognitive di ognuno di noi vanno in crisi; comunque uno “stato di agitazione” evoca la necessità di un intervento sanitario e non di un intervento di “ordine pubblico”; già altri nei primi commenti a questo grave lutto hanno riferito che un intervento sanitario è gestito con tecniche a basso impatto sulla salute della persona o, meglio, se correttamente gestito si risolve a favore della salute della persona stessa ; esistono infatti linee guida regionali che indicano come intervenire senza danni per la persona in crisi e per gli stessi operatori; se l’approccio non è questo ma è quello della “forza” a prescindere dal livello esercitato e a prescindere dallo stato di salute psicofisica del soggetto (prima e durante l’intervento) la morte diventa un evento tutt’altro che imprevedibile. Al Pilastro, pur non essendo usata la pistola taser lo scenario è analogo a quello degli effetti degli impulsi elettrici ; livello di forza e metodi utilizzati non possono prescindere dalla condizione di vulnerabilità della persona sottoposta a “fermo”; certo esiste un livello di “forza” che può uccidere chiunque , anche il soggetto di cosiddetta “sana e robusta costituzione” il che non era, da quello che riferiscono i familiari, la condizione di Abderrahim; dunque la cosiddetta “asfissia posizionale” può essere letale per tutti ma per alcuni è più probabile che si verifichi pur nel momento del lutto e della disperazione dei familiari e di quanti conoscevano Abderrahim che peraltro è stato impegnato anche nel sindacato Si.Cobas uno dei sindacati di base più tenacemente impegnati nel contrastare il “lavoro schiavistico” OCCORRE RAGIONARE SUI FATTI CONCRETAMENTE ACCADUTI. Purtroppo la morte di Abderrahim NON E’ UN FULMINE A CIEL SERENO , E’ LA CONSEGUENZA DELLA VOLONTA’ POLITICA DI NON CONSIDERARE IN NESSUN MODO LA QUESTIONE DELL’USO DELLA FORZA UN USO DELLA FORZA CHE REIFICA IL FATTORE UMANO A FAVORE DELLA “PACE SOCIALE”-APPARENTE- A TUTTI I COSTI E’ COME PER GLI OMICIDI SUL LAVORO: IL PROFITTO COSTI QUEL CHE COSTI Bisogna che in memoria di Abderrahim FAKIR costruiamo un movimento che sia una barricata contro l’uso della forza, tema su cui le “istituzioni totali” repressive dello stato non hanno alcuna intenzione di ragionare e gli esempi sono stati troppo evidenti e frequenti anche se considerassimo solo Bologna; lo “stato” non ha accennato mai a nessuna considerazione autocritica, nessun “eccesso”, secondo le istituzioni, anche di fronte a situazioni eclatanti: • Nell’aprile 2024 le “forze dell’ordine” usano taser e peperoncino contro un attivista ecologista che si sta allontanando da un cantiere aperto per cementificare una area verde; in verità in giorni precedenti qualche rappresentante delle “forze dell’ordine” era intervenuto con arma da fuoco incastrata dietro la cintura…un messaggio molto chiaro…; dunque una “overdose” di uso della forza contro una lotta che si è dimostrata poi vincente e soprattutto giusta in quanto ha risparmiato alla città la devastazione di un parco ! • Nel 2024, il 31 dicembre, a Villa Verucchio (Rimini) un giovane è morto dopo essere stato colpito da numerosi colpi di pistola ; la Procura di Rimini non ha ritenuto di rilevare una sproporzione nell’uso della “forza”; un esponente di “destra” in maniera molto esplicita ha avallato le onorificenze concesse al carabiniere da Meloni e Crosetto, perché (ha detto l’esponente politico, con un lapsus molto significativo) “il carabiniere ha difeso degli italiani”; in quella circostanza abbiamo detto con chiarezza che il problema principale non era tanto o solo la condotta individuale del singolo carabiniere ma la assenza totale di attenzione da parte dell’Arma (come della polizia di stato) o per la esattezza la omissione della effettuazione di una preventiva valutazione del rischio e della proporzione tra mezzi e tecniche usate ed effetti materiali/psicologici accusati dalle vittime • Nel 2025 una persona forse in “stato di agitazione” in via Marconi viene investita da spray al peperoncino e accusa rilevanti effetti collaterali; un passante, buon samaritano, fornisce alle “forze dell’ordine” acqua da spargere sugli occhi e sul viso della persona colpita; le forze dell’ordine non avevano pensato neanche alla opportunità di mitigare l’impatto della capsaicina ? • Nel 2025 sia in occasione di una manifestazione contro il genocidio del popolo palestinese che in occasione della contestazione, al Pilastro, del progetto “museo dei bambini” le forze dell’ordine hanno lanciato candelotti cosiddetti lacrimogeni (ci sarebbe da discutere anche degli effetti non acuti e a breve, medio e lungo termine); nel caso della Palestina una giovane manifestante ha perso un occhio; evento analogo a Torino dove un candelotto ha colpito un tifoso causandone il ricovero in rianimazione • Anche in questo caso CI SIAMO CHIESTI, MA LA DOMANDA E’ RETORICA: LE “FORZE DELL’ORDINE” SONO IN GRADO , O MEGLIO, HANNO INTENZIONE DI FARE UNA “VALUTAZIONE DEL RISCHIO”? magari REDIGERE UN DVR COME QUALUNQUE AZIENDA ITALIANA è OBBLIGATA A FARE ? vogliamo indulgere sulla retorica/luogo comune dell’errore umano del singolo poliziotto o una gestione seria della valutazione dell’impatto sanitario deve impedire a chiunque lanci di candelotti ad altezza d’uomo? Basterebbe prendere spunto anche dalle normative sulla prevenzione degli incidenti sul lavoro… Non rimuoviamo le difficoltà che abbiamo di fronte; la recente decisione del sindaco e del consiglio comunale di Milano (senza tacere del significativo e coraggiosi dissenso di numerosi consiglieri) di “sdoganare” la pistola taser e darla in dotazione ai vigili urbani chiarisce che a favore della descalation nell’uso e abuso della “forza”, che noi peroriamo, non abbiamo ostacoli solo da parte del ceto politico di centro destra; per tornare a Abderrahim: • Se una persona è in un cosiddetto “stato di agitazione” deve intervenire personale sanitario dotato di empatia e capacità di comunicazione che certamente, ad essere eufemisti, non sono peculiari delle “forze dell’ordine” • Il personale sanitario è più in grado della polizia, per formazione, cultura e prassi quotidiana, di percepire sintomi e soggettività della persona; la sorella di Abderrahim ha riferito di rilevanti problemi sanitari che lo rendevano vulnerabile sia rispetto alla capsaicina (peperoncino) che rispetto al rischio di “asfissia posizionale” che, bene inteso, rappresenta un rischio per chiunque ma ancora maggiore nel caso delle condizioni cliniche di Abderrahim • La sorella di Abderrahim ha dichiarato quindi due problematiche cliniche che controindicano assolutamente sia l’uso dello spray al peperoncino che l’utilizzo di metodi fisici ad elevata costrittività; nonostante questo “qualcuno” proverà ad insinuare la ipotesi di un evento morte “imprevedibile” ? • È possibile continuare manovre altamente costrittive nei confronti di una persona che urla “aiuto” e “basta” ? vogliamo davvero pensare che la percezione della soggettività debba o possa essere annullata in ossequio ad un astratto, e disumano, principio di “ordine pubblico”? dobbiamo dunque oggi, in memoria di Fakir cercare di costruire un movimento politico e culturale contro l’uso della forza che eviti però adesioni opportunistiche e di circostanza (ci riferiamo a quanto accaduto a Milano per la pistola taser) Un abbraccio sentito ai familiari, amici e compagni di Abdderrahim e al sindacato Si.Cobas di cui ha fatto parte e a tutti quelli che combattono contro schiavismo, razzismo e discriminazioni di ogni sorta. Purtroppo una nuova lapide insanguinata si aggiunge nella storia del Pilastro; ma con la sua storia di emarginazione di discriminazioni subite rimane un quartiere di uomini e donne che continueranno a lottare per la giustizia e per un modo migliore. Abderrahim sarà impossibile dimenticarti. Vito Totire, portavoce centro F.Lorusso via Polese 30 40122 Bologna Bologna, 20.7.2026 L'articolo Questo non è “ordine pubblico” è “sparare con gli occhi(e la coscienza) bendati/a proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA!
L’assassinio di Fakir Abderrahim da parte della polizia ha avuto un forte eco tra i lavoratori dei vari magazzini dell’interporto bolognese. Una massa umana si è addensata davanti all’entrata di questa area dimostrando cosi ai padroni e allo Stato che l’uccisione di un loro compagno non resterà impunità. I mandanti di quei poliziotti che hanno ucciso con una violenza repressiva disumana pagano cosi un prezzo altissimo. Migliaia di camion fermi altre miglia dirottati su Milano. Nelle due settimane precedenti 5 giornate di sciopero contro Sda, Brt e Gls avevano “dissanguato” la fonte dei profitti di quelle aziende e oggi hanno subito una batosta memorabile. Ogni uomo, proletario, ha ricordato ai padroni che la repressione non passerà senza conseguenza verso la loro sete di potere, hanno pagato( ancora poco) delle gesta degli sbirri assassini del compagno Fakir. Uno striscione con scritto ” Con te Fakir Abderrahim non hanno ucciso la nostra lotta.Tremate padroni noi continueremo a lottare” , significando cosi con 24 ore di sciopero che la memoria operaia è viva in onore di ogni sfruttato che il sistema capitalistico ogni giorno uccide per mano della polizia o nei luoghi di lavoro dove lo sfruttamento si realizza. Uno sciopero di questo genere dimostra che la classe esiste non solo per vivere del proprio salario ma che ciò non basta, aspira si ad avere il pane ma anche le rose. Una battaglia vinta in giornate di lutto per un loro compagno caduto per la repressione assassina degli uomini al servizio dello stato borghese. SI COBAS Nazionale L'articolo UN SCIOPERO OPERAIO HA BLOCCATO L’INTERO INTERPORTO DI BOLOGNA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Assassinio di Stato a Bologna
Compagni questo video, dimostra l’efferatezza della polizia italiana nei confronti di un operaio a Bologna. Come negli Stati Uniti gli sbirri, senza alcun pietà hanno ammazzato FAKIR ABDERRAHIM un nostro ex iscritto. Il SI cobas proclama subito uno stato di agitazione di 24 ore per tutta  la  Regione Emilia Romagna e  alle ore 22 bloccheremo con uno sciopero tutte le aziende dell’interporto di Bologna. Chiediamo a tutti i compagni anche degli altri luoghi di lavoro fuori di Bologna di partecipare, affinché sia piu ampia la denuncia contro l’uccisione di questo nostro compagno. IO SARÒ PRESENTE!!! Link video: https://youtu.be/DMe3VoStyN8?feature=shared Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni Palazzo Chigi Piazza Colonna, 370 – 00186 Roma    Prefettura di Bologna Ufficio Territoriale del Governo Via IV Novembre 24 Bologna Presidente della Commissione di Garanzia Legge 146/90 Paola Bellocchi Piazza del Gesù, 46 – 00186 Roma  segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.i t Oggetto. PROCLAMAZIONE SCIOPERO REGIONALE DELL’ EMILIA ROMAGNA PER TUTTO IL SETTORE PRIVATO DI 24 ORE . IL  sindacato intercategoriale Cobas proclama per il giorno 20 Luglio 2026 uno sciopero  regionale per tutto il settore privato della regione Emilia Romagna articolato sulle 24 ore PER L’UCCISIONE DI UN LAVORATORE DA PARTE DELLA POLIZIA. Lo sciopero sarà articolato dalle ore 22 del 20 Luglio 2026 alle ore 22 del giorno 21 Luglio del 2026. Distinti saluti. Sindacato Intercategoriale Cobas IL COORDINATORE NAZIONALE ALDO MILANI S.I.COBAS NAZIONALE L'articolo Assassinio di Stato a Bologna proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.