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MIGRANTI: PER IL TRIBUNALE DI TRAPANI LA DETENZIONE E IL BLOCCO DELLA MARE JONIO DEL 2023 È ILLEGITTIMO
Continua a perdere pezzi, smontato nelle aule di tribunale, uno dei decreti del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello contro le ong che soccorrono le persone migranti nel Mediterraneo. L’ultima decisione arriva dal Tribunale di Trapani, che ha dichiarato illegittimo il fermo della nave Mare Jonio, della ONG Mediterranea Saving Humans, disposto nell’ottobre 2023. I giudici hanno annullato le sanzioni e condannato il Viminale al pagamento delle spese legali, riconoscendo la correttezza dell’intervento di soccorso. La decisione riconosce la correttezza dell’intervento di soccorso: 69 persone, tra cui donne, bambini e un neonato, salvate da un gommone in grave pericolo. “Hanno torto lorto anche nei tribunali e questo dovrebbero portare alle dimissioni di Piantedosi. Non per il gossip o per quel sottobosco dei palazzi romani che ricorda la ‘suburra’, ma perché le sue politiche sono illegali. Il suo è un fallimento” commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Luca Casarini di Mediterranea Saving Human. Ascolta o scarica. Di seguito il comunicato diffuso dall’ong: “Il Tribunale di Trapani ha pronunciato sentenza per il caso del soccorso effettuato dalla nave Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans il 16 ottobre del 2023: sono state definitivamente annullate le sanzioni – fermo amministrativo della nave per venti giorni e multa di oltre 3.000 euro – con cui il governo aveva colpito Mediterranea sulla base del Decreto Legge Piantedosi, e il Ministero dell’Interno è stato anche condannato al pagamento delle spese legali. In quella occasione, grazie alla segnalazione ricevuta dall’aereo civile di osservazione SeaBird 2 di Sea-Watch, eravamo intervenuti su un gommone in pericolo in zona SAR sotto controllo della Libia, che si trovava con “motore in avaria, i tubolari già parzialmente sgonfi e danneggiati, con una grave situazione di sovraffollamento a bordo (con donne e bambini tutti privi di dispositivi individuali di salvataggio) e con una persona già finita in acqua e a rischio annegamento”: con l’immediato intervento del nostro Rescue Team, riuscivamo a soccorrere a bordo della Mare Jonio tutte le 69 persone naufraghe, in gran parte famiglie provenienti da Sudan e Sud Sudan con diverse donne e bambini, tra cui un neonato, sbarcate il giorno successivo a Trapani. Si è trattato del primo caso di applicazione del DL Piantedosi alla Mare Jonio, con la motivazione che la nave di Mediterranea non si era sottoposta al “coordinamento delle Autorità Libiche” e non aveva chiesto agli stessi libici “l’assegnazione del porto di sbarco.” Motivazioni che sono state considerate ora dal Tribunale di Trapani del tutto illegittime, dal momento che la Mare Jonio aveva immediatamente comunicato a tutte le autorità la disponibilità della nostra nave a intervenire in soccorso di questa imbarcazione e che – come si legge nella sentenza – “viene espressamente e chiaramente escluso che la Libia, paese che non ha mai ratificato la Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, soddisfi i criteri per essere designata come luogo sicuro ai fini dello sbarco a seguito di soccorso in mare, alla luce della volatile situazione di sicurezza in generale e dei particolari rischi per la protezione dei cittadini stranieri (compresa la detenzione arbitraria e illegale in condizioni inadeguate nei centri di detenzione gestiti dallo Stato e le segnalazioni di gravi violazioni e abusi contro richiedenti asilo, rifugiati e migranti da parte, tra gli altri, di milizie, trafficanti e contrabbandieri.)” Illegittima è stata quindi la richiesta da parte delle Autorità italiane di riferirsi e sottomettersi al coordinamento delle cosiddette “autorità competenti libiche”, mentre del tutto legittimo è stato “l’operato del comandante della Mare Jonio, non ricorrendo un arbitrario rifiuto di osservare le indicazioni date dall’autorità di bandiera, quanto piuttosto un motivato discostamento dalle stesse in ragione della corretta esclusione della possibilità di poter richiedere alle autorità libiche la indicazione del porto ove far sbarcare i naufraghi per le ragioni sopra espresse.” Non si contano più le sentenze pronunciate dai Tribunali della Repubblica Italiana con cui viene puntualmente smontato l’impiego del Decreto Legge Piantedosi per colpire, intralciare e impedire l’attività di soccorso delle navi civili. Nei confronti della nostra Mare Jonio questo è accaduto per tre volte (due procedimenti sono ancora aperti e andranno a sentenza entro quest’anno) costringendo la nave a fermarsi per mesi, sottraendola agli interventi di salvataggio in mare e costringendoci a sostenere costi molti gravosi per il suo mantenimento. Questo impiego illegittimo e strumentale del DL Piantedosi è tanto più grave di fronte alla situazione in Nord Africa e nel mar Mediterraneo Centrale: detenzioni arbitrarie, deportazioni, violenze e torture in Libia e Tunisia e, solo dall’inizio di quest’anno, più di 1.600 donne, uomini e bambini hanno perso la vita nel Mediterraneo. Il fallimento delle politiche governative purtroppo, costa la vita a migliaia di persone: i naufragi si susseguono in mare, mentre il Ministro ridacchia sbandierando il “successo” della diminuzione degli sbarchi; donne, uomini e bambini muoiono di ipotermia, di freddo, abbandonati alla deriva per giorni. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite certifica la natura criminale delle cosiddette “istituzioni libiche”, della cosiddetta “guardia costiera libica”, con i quali i nostri servizi segreti ( AISE) “intrattengono ottimi rapporti di collaborazione” ( cit. Prefetto Caravelli in audizione al Copasir). Sul vergognoso caso Almasri l’Italia viene deferita per aver fatto fuggire un pericoloso ricercato per crimini contro l’umanità. Sempre l’Onu indaga sulla violazione dell’embargo sulle armi alle milizie libiche da parte del governo italiano, che addestra e rifornisce i clan locali. La moralità e l’etica di un ministro della Repubblica non vanno misurate con le gesta da “Suburra” dei palazzi romani di cui ogni giorno abbiamo evidenza. Ma sulla sofferenza e sulla morte, sulle ingiustizie e sulla illegittimità ed illegalità dei suoi atti.  Dopo questa ennesima prova rappresentata dalla sentenza sul fermo illegittimo ed illegale di Mare Jonio, andremo avanti ancora più convinti nel soccorso civile in mare: con la barca Safira già in missione a Lampedusa, e con nave Mediterranea che sta rendendo più efficienti ospedale di bordo e mezzi di intervento rapido, e che presto tornerà in mare. Invitiamo tutti coloro che praticano solidarietà, soccorso, cura, protezione verso i più fragili, in terra e in mare, a continuare e a disobbedire alle leggi ingiuste messe in atto da politiche disumane. Un giorno questi potenti risponderanno anche nei tribunali per i loro crimini. Davanti alla Storia lo stanno già facendo.”
April 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Emigrare, immigrare: diverse facce
Tre articoli da Osservatorio sull’accoglienza diffusa di migranti e rifugiati, l’editoriale di Alberto Guariso sul quadrimestrale “Diritto, Immigrazione e Cittadinanza” ed Emanuele Bonini sui rimpatri Maria Giuliana Lo Piccolo – La costruzione politico-giuridica dello scafista Memoria Mediterranea – La strage di gennaio Mauro Armanino – Il treno Diritto, immigrazione e cittadinanza – editoriale di Alberto Guariso  Emanuele Bonini sul regolamento
Referendum, Giustizia, processo a Mediterranea
Riflessioni post referendum di Casarini sul processo a Mediterranea Saving Humans Il prossimo 12 maggio ci sarà, a Ragusa, la seconda udienza del processo a Mediterranea Saving Humans per i fatti dell’11 settembre 2020, quando l’equipaggio della ONG intervenne in soccorso di 27 persone, precariamente salvate dall’equipaggio della petroliera danese Maersk Etienne, ma ovviamente sistemate in condizioni invivibili da oltre
RAVENNA: PERQUISITI SEI MEDICI CHE AVEVANO RIFIUTATO DI MANDARE I MIGRANTI AL CPR
La Procura di Ravenna ha posto sotto indagine sei medici per non aver accordato il trasferimento in un CPR di alcuni cittadini privi di regolare titolo di soggiorno. I medici sostenevano che le persone senza documenti non sarebbero stati idonei dal punto di vista sanitario, al trattenimento nei CPR. Nel quadro delle indagini, il reparto malattie infettive della città è stato sottoposto ad una lunga perquisizione, iniziata all’alba tra i reparti con i degenti, durante la giornata del 12 febbraio. I sei medici, ai quali sono stati sequestrati i dispositivi per le comunicazioni personali, si sono inoltre ritrovati esposti alla gogna mediatica e politica della destra cittadina. In risposta, ha preso posizione anche l’Ordine e la Federazione nazionale dei medici che in una nota parla di “attacco all’autonomia dei medici”. Sul caso si è esposta l’associazione Faenza Multietnica, di cui fa parte anche Ilaria Mohamud Giama, ai microfoni di Radio Onda d’Urto, con la quale abbiamo ricostruito la vicenda. Ascolta o scarica A Ravenna, davanti all’ospedale colpito dall’inchiesta, si è svolto un flash mob nel primo pomeriggio di lunedì 16 febbraio. Ci racconta come è andata Marco Palagano della funzione pubblica CGIL di Ravenna. Ascolta o scarica Le considerazioni politiche di Vanessa Guidi medica di bordo per Mediterranea Saving Humans. Ascolta o scarica Riportiamo il Comunicato stampa dell’associazione Faenza Multietnica. Negli ultimi giorni Ravenna è diventata un laboratorio inquietante di politiche repressive, discorsi razzisti normalizzati e criminalizzazione della solidarietà. Una sequenza di eventi che non può essere letta come una somma di episodi isolati, ma come il segno di una trasformazione profonda del clima politico e culturale nel nostro Paese. Nei giorni scorsi, il reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna è stato oggetto di perquisizioni nell’ambito di un’indagine su certificazioni mediche rilasciate per impedire il rimpatrio forzato nei CPR. Almeno sei medici risultano indagati, con sequestri di dispositivi e comunicazioni personali. Si tratta di un fatto gravissimo: colpire chi esercita il proprio dovere professionale di tutela della salute significa mandare un messaggio intimidatorio a tutto il personale sanitario, scoraggiando la difesa dei diritti fondamentali delle persone più vulnerabili. La cura viene trattata come sospetta, la solidarietà come reato. In parallelo, è previsto un nuovo sbarco a Ravenna nel fine settimana, con la nave dell’ONG Solidaire attesa tra sabato notte e domenica mattina con circa 120 persone soccorse in mare. Ancora una volta, Ravenna viene designata come porto remoto, lontano dalle rotte di salvataggio, trasformando il Mediterraneo in una zona di selezione politica delle vite degne e indegne di essere salvate. Ma mentre le persone migranti continuano ad arrivare dopo viaggi segnati da violenze e torture, cresce anche un discorso pubblico che legittima l’idea che la loro presenza sia un problema da eliminare. Domani, infatti, a Faenza si è svolto sabato mattina il banchetto per la raccolta firme sulla “remigrazione”, un concetto promosso da ambienti dell’estrema destra europea che propone il rimpatrio forzato non solo delle persone senza documenti, ma anche di cittadini stranieri regolari e dei loro discendenti. Si tratta di un’idea che richiama direttamente politiche di esclusione etnica e deportazione, mascherate da proposta “democratica” e presentate nello spazio pubblico come una normale opzione politica. In questo clima, risultano particolarmente preoccupanti le dichiarazioni di Michele De Pascale che contribuiscono a normalizzare l’esistenza e il rafforzamento dei CPR, luoghi di detenzione amministrativa già denunciati da numerose organizzazioni per i diritti umani come spazi di violenza, opacità e sospensione dello stato di diritto. Parlare dei CPR come strumenti “necessari” significa accettare l’idea che alcune persone possano essere private della libertà senza aver commesso alcun reato, sulla base della sola origine nazionale. Quello che vediamo a Ravenna è una convergenza pericolosa: repressione contro chi cura, criminalizzazione di chi salva vite, normalizzazione della detenzione amministrativa e legittimazione pubblica di progetti politici apertamente razzisti. È un processo che sposta progressivamente il confine del dicibile e del possibile, rendendo accettabile ciò che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato inaccettabile in una società democratica. Come Faenza Multietnica denunciamo con forza questa deriva. La “remigrazione”, i CPR e la persecuzione della solidarietà non sono risposte a problemi reali, ma strumenti politici per costruire consenso attraverso la paura e la disumanizzazione. Difendere i diritti delle persone migranti significa difendere la democrazia stessa: quando si accetta che alcuni diritti siano sospesi per alcuni, si apre la strada alla loro erosione per tutti. Chiediamo la chiusura dei CPR, la fine della criminalizzazione dei medici, delle ONG e delle reti solidali, e il rifiuto netto di ogni progetto politico che promuova l’espulsione e la segregazione su base etnica. Ravenna e Faenza hanno una storia antifascista e solidale che non può essere cancellata da chi vorrebbe riportarci a politiche di esclusione e deportazione.
February 16, 2026
Radio Onda d`Urto
MIGRANTI: LA CLAVA DEL DL PIANTEDOSI ANCORA CONTRO MEDITERRANEA SAVING HUMANS. FERMO E MULTA PER LA NAVE “MEDITERRANEA”
Migranti. La nave Oyvon di Medici Senza Frontiere ha soccorso 27 migranti, tra cui 12 minori, di cui 9 non accompagnati. Sono tutti a Lampedusa ed erano partiti 2 giorni fa dalla Libia, con cui la Justice Fleet Alliance – l’unione di ong e realtà solidali con i migranti – ha annunciato una decisione storica: sospendere ogni comunicazione operativa, tanto con la sedicente Guardia costiera che con l’altrettanto sedicente “Centro di coordinamento marittimo”. A sostenere la rottura delle relazioni anche gli stessi migranti di Refugees in Libya. Dell’alleanza transazionale fa parte anche Mediterranea Saving Humans, nuovamente sotto attacco del Governo italiano: la nave Mediterranea è stata colpita da 60 giorni di fermo amministrativo e 10mila euro di multa in base al dl Piantedosi. È la seconda identica sanzione per le due missioni della nuova nave. Questa volta dopo il salvataggio a inizio novembre di 92 persone, nonostante “due Procure – Palermo Minori e Agrigento – avessero ordinato lo sbarco immediato a Porto Empedocle” e non quello imposto di Livorno, a 1.200 km di inutile navigazione. “Dal primo gennaio di quest’anno, nel Mediterraneo centrale hanno perso la vita oltre 1.500 persone. Mentre chi lascia morire – annuncia MSH – esseri umani può nascondersi dietro norme che tradiscono il diritto internazionale, chi salva una vita viene punito. Noi non obbediremo mai a ordini illegittimi che si pongono in contrasto con la giustizia e con l’umanità. Continueremo a fare ciò che è giusto: soccorrere vite, proteggere chi sopravvive, difendere i diritti umani in mare e in terra” Su Radio Onda d’Urto l’intervista ad Alessandro Metz, di Mediterranea Saving Humans. Ascolta o scarica
November 18, 2025
Radio Onda d`Urto
MIGRANTI: RIPARTE LA NAVE DI MEDITERRANEA PER SALVARE LE VITE NEL MEDITERRANEO
Di nuovo in mare: è salpata da Trapani la nave Mediterranea, di Mediterranea Saving Humans, per la sua seconda missione di salvataggio, a Sud dell’isola di Lampedusa.   “Ripartiamo in mare – dicono attiviste-i – grazie alla decisione del Tribunale di Trapani che ha sospeso la detenzione amministrativa della nave disposta ad agosto in applicazione del dl Piantedosi, riconoscendo la piena legittimità di rifiutare il porto lontano di Genova e fare rotta su Trapani”. Una decisione importante che legittima l’operato dell’organizzazione e che è necessaria: sono almeno 1400 le vittime nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno, ricorda Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
October 29, 2025
Radio Onda d`Urto
MIGRANTI: “MILITARI LIBICI COLLABORATORI DEL GOVERNO ITALIANO TRAFFICANO ESSERI UMANI”, LA DENUNCIA DI MEDITERRANEA
Mediterranea Saving Humans ha presentato un esposto alla Procura di Trapani e alla Corte Penale Internazionale, con allegate foto e video, per dimostrare il coinvolgimento nel traffico di esseri umani della milizia di Abdul Salam Al-Zoubi, sottosegretario alla Difesa nel governo di Dbeibah, appena ricevuto dal Ministro degli Interni italiano Piantedosi. Associazioni per i diritti umani e Nazioni Unite denunciano da anni che dietro il traffico di esseri umani in Libia ci siano le milizie legate al governo di Tripoli. Le stesse milizie che, nelle vesti della cosiddetta guardia costiera libica, l’Unione Europea e l’Italia addestrano e finanziano. Il commento di Luca Casarini dell’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans. Ascolta o scarica
September 16, 2025
Radio Onda d`Urto
MIGRANTI: DUE MESI DI FERMO E 10MILA EURO DI MULTA A MEDITERRANEA. MSH: “VENDETTA ABNORME E ILLEGITTIMA”
Due mesi di fermo amministrativo e 10,000 euro di multa. Questo quanto comminato a Mediterranea – la seconda nave di Mediterranea Saving Humans – dal Prefetto di Trapani, per conto del Ministero dell’Interno, in relazione all’operazione di salvataggio effettuata tra giovedì 21 e sabato 23 agosto. In quell’occassione, attiviste e attivisti dell’equipaggio avevano disobbedito alle autorità portuali italiane, che ancora una volta avevano indicato un porto – quello di Genova – distante diversi giorni di navigazione dalle acque in cui, due giorni prima, avevano tratto in salvo 10 persone migranti che erano state gettate in mare dai trafficanti della cosiddetta “guardia costiera libica”. Si tratta di uno dei più pesanti provvedimenti in applicazione del Decreto Legge Piantedosi nei confronti di una flotta civile di soccorso, ma per Mediterranea Saving Humans la lettura è chiara: è “una vendetta abnorme e illegittima” “Secondo il governo, – scrive l’ong nel comunicato diramato oggi, martedì 2 settembre – Mediterranea è colpevole di aver invece agito per garantire al più presto possibile le necessarie cure mediche e psicologiche a terra per queste 10 persone. Esseri umani, gettati con violenza in mare dai trafficanti e miliziani libici la notte di giovedì 21 agosto in acque internazionali al largo della Libia, persone da noi soccorse e sbarcate nel porto di Trapani nella serata di sabato 23. E dunque quale sarebbe il grave reato che abbiamo commesso? Abbiamo forse fatto del male a qualcuno, abbiamo distrutto qualcosa, abbiamo sparato addosso a qualcuno come fanno i “guardacoste” libici? Non eravamo in regola con qualche certificazione? Niente di tutto questo. La nostra colpa, la colpa di Mediterranea che oggi è agli arresti, è aver detto “SignorNO!” a un ordine assurdo e disumano, quello di raggiungere un porto inutilmente lontanissimo, mettendo al primo posto la salute e la salvaguardia delle persone, e rifiutando di giocare sulla loro pelle stupidi giochetti politici di bassa lega”. Ad analizzare i contorni della vicenda ai nostri microfoni, Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans Ascolta o scarica
September 2, 2025
Radio Onda d`Urto
MIGRANTI: MEDITERRANEA IN “FERMO AMMINISTRATIVO”. MIGRANTI SBARCATI A TRAPANI, IL VIMINALE IMPONEVA LA BEN PIU’ LONTANA GENOVA
  Migranti. Stanno bene e sono a terra, in salvo, 10 migranti – compresi 3 minorenni non accompagnati – sbarcati dalla nave Mediterranea di Mediterranea Saving Humans al porto di Trapani, non tenendo conto quindi dell’imposizione intimata dal Viminale che aveva assegnato Genova – distante giorni e giorni di inutile navigazione – come porto sicuro, nonostante in mare vi fossero onde altre quasi 3 metri. Immediata la rappresaglia governativa; la nave Mediterranea di MSH è in fermo amministrativo. Non si conosce la durata esatta del fermo perché questa verrà decisa dal prefetto di Trapani. La nave è stata comunque già fermata con un provvedimento che porta la firme della polizia, della guardia di finanza e della guardia costiera. In una nota, Mediterranea Saving Humans spiega che “la nave Mediterranea ha attraccato al porto di Trapani, disobbedendo all’ordine del Viminale di dirigersi a Genova per  far sbarcare con urgenza le dieci persone che abbiamo soccorso. Ora sono al sicuro e potranno ricevere le cure mediche e psicologiche adeguate. Nonostante l’ordine del Viminale  che ci ha assegnato come porto di sbarco Genova, abbiamo deciso di attraccare a Trapani. Siamo consapevoli delle conseguenze che questa decisione può comportare in un contesto in cui le operazioni di soccorso vengono sanzionate e criminalizzate, mentre i trafficanti di esseri umani e le violazioni sistematiche dei diritti umani restano impunite. Tuttavia non possiamo accettare una visione del mondo in cui gli esseri umani sono trattati come merce. Resistere a questa deriva significa difendere la nostra stessa umanità. E noi, come sempre, abbiamo scelto di farlo”. Su Radio Onda d’Urto l’intervista a Beppe Caccia, capomissione di Mediterranea. Ascolta o scarica
August 25, 2025
Radio Onda d`Urto
CASO PARAGON: L’AZIENDA SMENTISCE ROMA E INTERROMPE I RAPPORTI CON IL GOVERNO ITALIANO
Paragon Solution, l’azienda israeliana coinvolta nell’affaire della sorveglianza ai danni di attivisti e giornalisti, ha annunciato di aver interrotto tutti i suoi contratti con il governo italiano. La decisione arriva dopo il rifiuto delle autorità italiane di collaborare con l’azienda per identificare chi abbia usato il software di spionaggio Graphite contro giornalisti e attivisti. In un comunicato stampa, Paragon Solution ha smentito la versione riportata dal COPASIR (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), secondo cui il governo italiano avrebbe sospeso i contratti con l’azienda israeliana in seguito allo scandalo. Secondo Paragon, invece, è stata l’azienda a rescindere i contratti con il governo italiano dopo il rifiuto di collaborare per identificare i responsabili dello spionaggio su giornalisti come Francesco Cancellato, direttore di Fanpage.it, e attivisti come Luca Casarini. L’azienda israeliana ha ribadito di essere disposta a collaborare con le autorità italiane per far luce sull’accaduto, ma il governo italiano ha declinato l’offerta, sollevando numerosi interrogativi sulla volontà di scoprire la verità. Il commento, ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Luca Casarini, capomissione e fondatore di Mediterranea Saving Human, nonchè una delle persone sorvegliate illegitimamente. Ascolta o scarica.
June 9, 2025
Radio Onda d`Urto