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Milano, flash mob per la libertà di tutti i prigionieri politici palestinesi – VIDEO
Preparato a lungo, centinaia di nomi dei prigionieri politici palestinesi scritti su stoffe, si erano cercati tutti, ma nessuno li aveva. Prove, istruzioni, dettagli, tutti i compiti curati. Comunicazioni alla Questura, ricerca e attenzione per gli ultimi particolari. Si arriva al giorno fissato, venerdì 23 ottobre e piove. Le previsioni sono incertissime, l’appuntamento è alle 17.45 per iniziare puntualissimi alle 18, la luce naturale ci darà mezz’ora di tempo. Sappiamo che sabato, la piazza sarà inagibile e poi scatta l’ora legale. È l’ultima chance. Tutti sotto gli ombrelli ad aspettare. Alle 17.55 spiove e il cielo si apre. Subito a disporsi, ultime istruzioni per chi sa poco. Si parte. Volevamo essere in 100, siamo almeno 120. Quattro giovani svizzeri si avvicinano commossi ed emozionati, vogliono sapere, vogliono unirsi; anche loro a Berna fanno queste cose. 15 bandiere davanti, cartelli disegnati e stampati da Rita, che da mesi disegna le locandine che girano per tutta Italia; si ricordano i numeri pazzeschi (9/10mila prigionieri nelle carceri israeliane), centinaia di donne e bambini, 4.000 desaparecidos, centinaia di morti sotto le torture. Un crimine nel crimine, il punto più basso di un sadismo volto a spezzare in tutti i modi l’esistenza di un popolo, colpendolo nei corpi e nelle anime, dolori che si propagano a familiari, amici, all’intera comunità. Luoghi infernali dove nessuno può entrare, dove siamo sicuri che la realtà superi l’immaginazione, dove chi esce è più morto che vivo. Traumi che non passeranno mai. Noi, qui. Che differenza fa che questi buchi neri siano dietro l’angolo o a qualche migliaio di chilometri di distanza? Stanno avvenendo ORA, questo è il punto, avvengono ogni ora, ogni giorno, nell’impunità totale. Sfilano in un lento cerchio i nomi, portati a testa bassa da uomini e donne in nero. Francesca Albanese nel suo report “Tortura e genocidio“, lo ha ben documentato. Nessuno, tanto meno i governi, può e potrà dire che non sapeva. E così in piazza Duomo, come si fa ogni giorno da quasi 500 giorni, si sfila in cerchio mentre musiche di dolore si susseguono. Poche le parole, in italiano e in inglese, per i tanti turisti che si aggirano, osservano, riprendono, emozionati anch’essi. Anche oggi nessun giornalista, ma ci siamo abituati, ci sorprendiamo quando avviene il contrario. Qualche giorno fa si aggiravano decine di giornalisti in cerca di possibili, ulteriori scontri o per documentare quanto fosse presidiata la piazza: non uno venne a chiederci chi fossimo, mentre in decine e decine, con moltissime bandiere e i nostri cartelli, occupavamo un quarto della piazza. E ieri si finisce, ormai al buio; si sono ricordati anche i nomi dei quattro prigionieri palestinesi nelle carceri italiane, arrestati, di fatto, per ordine di Israele. Alla fine, uno struggente canto palestinese, “Yamma mwel el hawa”, cantato da Silvia Zaru. Alle 19 si raccolgono con la massima cura le decine di strisce con i nomi dei prigionieri, come fossero loro con le loro membra stanche. Da ieri il gruppo di piazza Duomo è ancora più unito, ha fatto qualcosa di importante, la cui energia spera arrivi a superare il mare e i muri spessi di quelle carceri che devono aprirsi al più presto. Ne va della nostra, dell’intera umanità. Andrea De Lotto
October 24, 2026
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La società dei reclusi e i rivoltosi
di Mauro Armanino Sette cancelli imprigionano la società contemporanea: ferocia, mercificazione, militarismo, svuotamento della politica, sfruttamento del lavoro, isolamento e rassegnazione. La rivolta come possibilità di riconquistare la libertà. Ne …
October 10, 2026
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Václav Havel: commemorazione del 90° anniversario della sua nascita
Il 5 ottobre la Repubblica Ceca ha commemorato il 90° anniversario della nascita di Václav Havel, drammaturgo, saggista, dissidente e suo primo presidente. Havel è stato una delle figure di spicco del dissenso cecoslovacco e, dopo il novembre 1989, è diventato presidente della Cecoslovacchia e, successivamente, della Repubblica Ceca. In occasione di questo anniversario si sono tenuti eventi commemorativi e culturali. Havel ha ancora oggi i suoi critici, che sottolineano anche alcune delle sue decisioni politiche e dei suoi errori. Allo stesso tempo, però, rimane una figura ampiamente conosciuta e rispettata in tutto il mondo, associata alla lotta per la libertà, i diritti umani e la dignità. Per molte persone al di fuori della Repubblica Ceca, è stato e rimane anche un uomo che amava il proprio Paese e il suo popolo. La sua eredità suscita ancora oggi opinioni diverse, ma allo stesso tempo ricorda l’importanza della libertà, della responsabilità e della dignità umana. Una delle tante manifestazioni commemorative si è tenuta a Praga-Zbraslav, organizzata da un gruppo di cittadini del luogo. Foto: Mikuláš Vymětal, Praga-Zbraslav, 5. 10. 2026 Pressenza Praha
October 8, 2026
Pressenza
Verbi e declinazioni possibili
di Mauro Armanino Le parole che usiamo raccontano il mondo che stiamo costruendo. Tra armarsi, controllare, respingere e punire, Mauro Armanino riscopre un verbo semplice e radicale: scegliere da che …
September 28, 2026
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di Mauro Armanino Fragili come un soffio, continuiamo a costruire idoli: denaro, potere, guerra, tecnica e nazione. Una riflessione sulla crisi dell’Occidente e su chi ancora rifiuta di inginocchiarsi davanti …
September 12, 2026
Osservatorio Repressione
Remigrazione, deportazioni e razza negli Stati Uniti di Trump. L’incessante lotta del capitale contro la libertà – di Marco Antonio Pirrone
Invisibile e crudele, nel silenzio complice di buona parte della sinistra italiana e internazionale, la remigrazione[1] — termine proposto e rilanciato dai movimenti della destra internazionale ed europea[2], dalla più moderata a quella estrema di stampo neofascista e neonazista, ma che si sta diffondendo sempre di più anche nel linguaggio politico istituzionale — negli [...]
September 4, 2026
Effimera
ROARS: La libertà di espressione nella scuola del Merito: il caso del Liceo Vivona
DI REDAZIONE PUBBLICATO SU WWW.ROARS.IT IL 20 LUGLIO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo di Redazione, pubblicato su ROARS.it il 20 luglio 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione all’ispezione al Liceo Vivona di Roma. «Un professore di latino e greco di un liceo romano, il Vivona, scrive ai propri ex studenti un messaggio dopo la pubblicazione degli esiti degli esami di Stato. Una comunicazione privata tra un cittadino e altri cittadini, a rapporto docente-studenti ormai concluso. Nel testo il professore invita i ragazzi a non voltarsi dall’altra parte di fronte a ciò che accade da tre anni a Gaza, e a tenere ben chiare nella mente le responsabilità di chi detiene potere politico ed economico. […] Qui la segnalazione dell’Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università…continua a leggere su www.roars.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente