Partecipanti alla carovana arrestati dopo la protesta al confine turco-siriano
Ieri, la “Carovana per la difesa dell’umanità” ha rilasciato nella città di
Pirsus/Suruç, al confine turco-siriano, una dichiarazione di solidarietà con la
popolazione della città assediata di Kobanê, Siria. In essa ha criticato la
comunità internazionale per il suo sostegno al governo islamista di transizione
di Damasco e ha chiesto aiuti immediati per la popolazione del nord-est Siria,
nota anche come Rojava.
Dopo aver partecipato a una grande manifestazione a Pirsus e aver rilasciato la
sua dichiarazione alla stampa, la carovana è stata arrestata dalla polizia turca
in prima serata. In totale sono stati arrestati 29 partecipanti di diverse
nazionalità europee, tra cui Irlanda, Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e
Danimarca. Tra loro ci sono giornalisti, agricoltori, artigiani, membri di una
rete europea contro il femminicidio e rappresentanti del gemellaggio tra le
città di Göttingen e Tirbespiyê (Siria).
Verso le 19:00 ora locale, la polizia ha fermato la carovana nei pressi della
città di Pirsus/Suruç. Al momento non è disponibile alcuna dichiarazione
ufficiale sul motivo dell’arresto. I membri della carovana sono stati
trasportati in autobus della polizia nella città di Riha/Urfa. Da lì, secondo le
informazioni raccolte sul posto, saranno trasferiti a Istanbul per essere
espulsi dalla Turchia.
“Questo è l’ultimo video girato dall’auto della polizia che ci porta al centro
di detenzione per immigrati. Invitiamo tutti a scendere in strada per porre fine
all’assedio della città di Kobanê e ai massacri. Vogliamo che tutti vedano il
coinvolgimento della Turchia in questa guerra contro la popolazione curda. Che
tutti alzino la voce per il Rojava”, dice la partecipante Anna Ellenberger alla
telecamera negli ultimi minuti prima dell’arresto.
Già il 29 gennaio un gruppo di 19 persone della carovana è stato arrestato dalla
polizia turca vicino alla città di Mêrdîn/Mardin, e deportato in Germania il 30
gennaio. I partecipanti muovono gravi accuse alla polizia turca. Parlano di
violenze e torture subite durante la detenzione in attesa di espulsione.
Dall’Italia l’europarlamentare Ilaria Salis e il deputato di Alleanza Verdi
Sinistra Marco Grimaldi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta
sottolineando il valore della solidarietà per il Rojava e il coinvolgimento
della Turchia nell’assedio di Kobanê.
“Chiediamo alle autorità italiane ed europee di intervenire e di prendere
posizione di fronte a questo ennesimo episodio di repressione arbitraria. Il
governo di Erdogan, alla luce del suo sostegno ad Al-Jolani/Al-Sharaa in
funzione anti-curda, tenta di spezzare la solidarietà internazionalista verso
l’esperienza del confederalismo democratico in Rojava. Proprio per questo è
nostro dovere rafforzarla e sostenerla. I continui attacchi, la catastrofica
situazione umanitaria e gli sfollamenti forzati della popolazione civile,
perpetrati dall’esercito siriano con il sostegno di quello turco, stanno
destabilizzando sempre più l’intera regione. Si apre così un grave problema di
sicurezza non solo per le popolazioni locali, ma anche per l’Europa, alimentando
le condizioni per una possibile rinascita dell’ISIS,” hanno scritto sul social
media X.
Le repressioni contro gli attivisti per la pace non sono un caso isolato in
Turchia. Nelle ultime settimane, centinaia di persone sono state arrestate in
Turchia durante le manifestazioni di solidarietà con la popolazione della Siria
del nord-est. Solo sabato 24 gennaio 2026, secondo i dati dell’Associazione dei
giornalisti liberi (ÖHD) di Istanbul, 95 persone sono state arrestate durante
una manifestazione contro l’assedio di Kobanê. Tra loro anche il presidente
locale del partito DEM/Partito dell’Uguaglianza e della Democrazia dei Popoli,
Çınar Altan.
Redazione Italia