Tag - sovranismo

Ultradestre con benedizione atlantica
di MARCO BASCETTA. Gli Stati Uniti hanno sempre diffidato dell’Unione europea non di rado ostacolandola, e Donald Trump non ha mai fatto mistero del suo particolare disprezzo. Ma ora tutto questo è nero su bianco nel documento National Security Strategy. Che espone una linea di condotta ben precisa e priva di tatto. Le avvisaglie non erano mancate: il fastidio per le posizioni di Bruxelles sull’aggressione russa all’Ucraina, la guerriglia dei dazi contrastata dall’Unione con una sconcertante e perdente timidezza, le simpatie per le formazioni dell’estrema destra già anticipare da Elon Musk e Vance. Il messaggio è inequivoco: l’Europa deve seguire ed emulare sul piano ideologico, economico, geopolitico la dottrina Maga, ma pagando di tasca propria senza più contare sui soldi e sulle armi americane. Semmai contribuendo ai profitti dell’industria estrattiva e bellica statunitense. Ma perché questo disegno possa svilupparsi senza intralcio è necessario che il processo di integrazione dell’Europa non solo si arresti ma regredisca. Che le ultime protezioni contro lo strapotere dei capitali cadano, che le tutele dei più deboli, specialmente se migranti, vengano rimosse, che le più brutali posizioni dell’estrema destra e i suoi “valori” gerarchici e disciplinari siano definitivamente sdoganati. Questo indecente catalogo di prescrizioni ha in Europa dei precisi interlocutori politici: i partiti della destra nazionalista che in quasi tutti i paesi del Vecchio continente hanno acquisito ormai abbastanza forza da incalzare i governi o condizionare pesantemente il quadro politico. Le relazioni privilegiate di Washington si sono così spostate dal centro liberale a quella destra radicale che durante la Guerra fredda veniva buona soprattutto per le più sporche operazioni anticomuniste. La parola d’ordine della “remigrazione”, ossia la deportazione in massa di migranti, rifugiati e residenti di origine straniera, bandiera dei peggiori neofascismi europei e contro la quale milioni di persone erano scese in piazza in Germania, è per filo e per segno la stessa politica che Trump applica ai migranti e ai rifugiati negli Stati uniti. E che vorrebbe vedere prender piede anche in Europa ad opera di governi sovranisti, autoritari, xenofobi e accomunati dalla strenua difesa della “civiltà europea”, messa infine al riparo da qualunque ricostruzione critica della sua storia. Più che altro, dal punto di vista della Casa Bianca si tratta di un feticcio che vieta all’Europa di cercare nel mondo interlocuzioni e relazioni diverse da quella con un’America sempre più arcigna e ricattatoria. Ci sarebbe stato da aspettarsi uno scatto d’orgoglio da parte dell’Unione europea trattata da vassallo in maniera così sprezzante e invasiva. Tuttavia, fino ad oggi i governi europei non hanno fatto altro che ribadire l’incrollabile amicizia con gli Stati Uniti e chiunque li governi e lodare il genio geopolitico di Donald Trump, anche quando assumeva posizioni lontanissime se non ostili a quelle europee. Oggi gli Stati Uniti non sono alleati dell’Europa ma delle destre antieuropeiste che mirano a ridisegnare in chiave nazionalista e autoritaria lo spazio politico europeo. Lo storico filoatlantismo liberale ne risulta spiazzato. Ma le indicazioni espresse dalla dottrina Maga potrebbero anche suggerire alle forze centriste di andare incontro a diffuse tentazioni che circolano nelle loro file, rompere i tabù e formare maggioranze insieme alle destre populiste e xenofobe, questa volta con la benedizione di Washington. Il pericolo è molto concreto e le forze europeiste dovrebbero reagire tempestivamente a un attacco a tutto campo e senza precedenti. questo testo è stato pubblicato sul manifesto del 6 dicembre 2025 L'articolo Ultradestre con benedizione atlantica proviene da EuroNomade.
Sui muri della vergogna
Sui muri della vergogna globalizzata s’infrangono i diritti e i doveri e nella Gaza rasa al suolo le bombe intelligenti non fanno sconti e cadono sulle file lunghe per l’acqua e sulle chiese per le ragioni in-comprese di uno Stato-padrone. Sui muri della vergogna globalizzata c’è la cieca ostinazione della miseria umana che accetta le suppliche scon-giurate e mormorate dai mal-viventi contro il grande predicatore capo della pace americana e della guerra giusta… im-parziale. Sui muri della vergogna globalizzata serpeggia il regime del sovranismo assoluto che sorveglia e punisce il dissenso degli studenti con le neo-riforme gentiliane de-cadute nell’istruzione e nel merito e la gente comune rimane stordita e attende speranzosa l’alba della vita. Sui muri della vergogna globalizzata regna il silenzio di origine borghese e le lotte di classe non riescono a squarciare il terrore iperbolico di una pace mortale dove gli oppressi sperano di essere salvati con i cuori tra-piantati nelle macerie.   Pino Dicevi
Nel silenzio rumoroso degli umani c’è l’audace coraggio dei rifugiati che subiscono gli aiuti dei Paesi sicuri con lavori su-dati per un tozzo di pane dove affiora l’inferno e si piange per la sete di pace ragionata e giustiziata. Nel silenzio rumoroso degli umani c’è lo smarrimento dei popoli tesi e pro-tesi al massimo con la gente che resiste e vive lacerata dai consumi di massa e de-caduta nel baratro delle astensioni e nell’indice dei diritti proibiti. Nel silenzio rumoroso degli umani ci sono le Forze Nuove dei sovranisti che in-seguono i morti senza pietà e le idee pre-scelte dai non violenti si cristallizzano nel fare glaciale che accetta le sonore sconfitte e l’ira funesta che non perdona. Nel silenzio rumoroso degli umani ci sono le voci spente dei colloqui di pace che fanno fatica ad elaborare i lutti in attesa di una ri-conciliazione laica purificata dalla razza padrona e dal suicidio di due stati dove il sole tramonta e muore ad oriente. Pino Dicevi
Lettera aperta della cittadinanza contro il raduno nazionale degli alpini a Biella
PUBBLICHIAMO VOLENTIERI LA LETTERA APERTA GIUNTA ALLA NOSTRA MAIL OSSERVATORIONOMILI@GMAIL.COM CHE UN GRUPPO DI PERSONE, TRA CUI IL COLLETTIVO FEMMINISTA “LE PAROLE FUXIA”, HA SCRITTO IN OCCASIONE DEL RADUNO NAZIONALE DEGLI ALPINI A BIELLA QUESTO FINE SETTIMANA. L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ CONDIVIDE PIENAMENTE LA PREOCCUPAZIONE DEI GENITORI E INVITA AD USARE LE MOZIONI DEL VADEMECUM PER OPPORSI ALLA MILITARIZZAZIONE. Siamo genitori di persone che frequentano istituti medi, scuole primarie e scuole dell’infanzia nel territorio biellese. Abbiamo deciso di scrivere questa lettera aperta a seguito di ciò che sta capitando nelle scuole biellesi in vista dell’Adunata Nazionale degli Alpini che si svolgerà a Biella il 9-10-11 maggio. Tenuto conto che è diritto di ciascuno sentire o meno affinità con questa manifestazione, riteniamo che sia invece molto grave che la propaganda militarista e nazionalista sia entrata così facilmente nelle scuole. Alcuni Alpini hanno potuto parlare nelle aule, narrando in mondo soggettivo (e a volte antistorico) alcune vicende della storia del nostro Paese, proponendo canti bellici, illustrazioni di divise fatte colorare nelle scuole dell’infanzia, mitizzando gesta e azioni, contribuendo a rafforzare il clima sovranista e nazionalista che pare essere l’unico possibile nel nostro Paese. Tutto questo è stato fatto senza consultare i genitori, cosa che ci appare ancora più grave dato che per poter portare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole (cosa che ci parrebbe tanto più utile e necessaria), è invece richiesto il consenso genitoriale. Questo sta accadendo negli stessi giorni in cui la Giunta comunale di Biella blocca la mozione per togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini per darla invece a Giacomo Matteotti e Iside Viana; sono anche gli stessi giorni in cui sono appena stati celebrati il 25 aprile, Giorno della Liberazione e il Primo maggio, festa dei lavoratori: due festività che rischiano di passare in secondo piano, perché non vengono quasi studiate o approfondite, tanto che i ragazzi non sanno perché stanno a casa da scuola in quei giorni, ma sono ben consapevoli, ormai, del fatto che gli Alpini hanno fatto “tante cose buone”. Non ci piace questa deriva sovranista, non ci piace la militarizzazione di chi frequenta la scuola, non ci piace e non siamo d’accordo con questa narrazione distorta della Storia, tenuto anche conto del clima europeo in cui si parla di guerra, riarmo, kit di sopravvivenza, nemici alle porte. Desideriamo una scuola che parla e lavora per la Pace, che insegna il senso critico e la ricerca della verità, che ha come obiettivo la formazione di persone libere e pensanti, cittadine di un mondo multiculturale, globalizzato e diversificato. Una scuola che insegni la convivenza tra le differenze, una scuola non classista, non elitaria, non militarizzata.