Tag - Casa delle Donne di Viareggio

Palestina: donne che resistono, portatrici di umanità
Questo il titolo dell’incontro di ieri 18 marzo alla Casa delle Donne di Viareggio con Maria Di Pietro di Assopace Palestina: è quanto mai necessario tenere viva l’attenzione ora che di Palestina non si parla quasi più e farlo in chiave femminista. Perché sono le donne l’ossatura che tiene in piedi la vita di ogni giorno. Maria ci parla in modo intenso e appassionato delle sue esperienze mostrando video di alta poesia e dolore, la testimonianza di una giovanissima obiettrice di coscienza israeliana, (anche nel male di Israele ci sono tanti semi di bene), la quotidianità delle maestre gazawi che persistono nel loro compito in mezzo alla distruzione. Come possiamo aiutare? Le donne palestinesi dicono: racconta quello che hai visto. In uno scenario di morte loro hanno la caparbietà di continuare a dare vita, anche se i soldati si accaniscono particolarmente sulle donne incinte. Più che di resistenza si parla di resilienza: una flessibilità dinamica, l’ostinazione a organizzare la vita come cura nella comunità dove la solidarietà è spontanea e continua ed è di esempio concreto ai bambini. Abbiamo tanto da imparare da queste sorelle, per riprodurre in noi queste stesse dinamiche, nella cura delle relazioni e anche delle nostre emozioni, perché solo così possiamo “tessere il futuro” insieme. La speranza, in certe condizioni, appare utopistica, ma – così ci saluta Luisa Morgantini in un videomessaggio – è semplicemente un obbligo.   Redazione Toscana
March 19, 2026
Pressenza
Donne in Nero, protesta e solidarietà
Credo che prima o poi tutti si siano imbattuti in un presidio di Donne in Nero. Nel mondo se ne contano molti gruppi, si stima più di 10mila donne. Ma chi sono, quando sono nate? Ebbene, il primo gruppo fu costituito da 9 donne israeliane a Gerusalemme nel 1988, ai tempi della prima Intifada. Loro non erano sioniste, anzi, protestavano contro l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele. Volevano sostenere in modo pacifico la lotta palestinese, perciò cominciarono a stare in piedi nelle vie cittadine con cartelli neri a forma di mano che chiedevano la fine dell’occupazione. In silenzio e vestite di nero, a lutto, in modo semplice e visibile. Presto furono affiancate da donne arabe e si diffusero anche altrove, con gruppi autonomi senza gerarchie. Attraverso una visione femminista utilizzarono i loro corpi anche per stabilire un legame simbolico tra l’occupazione dei territori palestinesi e l’occupazione  maschile del corpo della donna non consenziente: brutalità violenta militare e patriarcato. Anche oggi in Israele si tengono regolarmente veglie in quattro località. Nel nostro piccolo anche a Viareggio una dozzina di donne in nero si trovano ogni giovedì (giorno di mercato). Il loro striscione “storico” porta una frase lapidaria e definitiva di Lidia Menapace: fuori la guerra dalla storia. A questo si aggiungono svariati cartelli con slogan pacifisti. Oggi il tema particolare era il sostegno alle donne kurde del Rojava, un prezioso esperimento di democrazia partecipata a guida femminile che rischia di essere distrutto dalle forze siriane. La Casa delle Donne di Viareggio ha un rapporto privilegiato con queste comunità. A loro va tutta la nostra solidarietà. Redazione Toscana
January 29, 2026
Pressenza