NON SI SGOMBERA UN’IDEA – SOLIDARIETA’ A LOA ACROBAX
“CI DICONO CHE ABBIAMO MOLTO DA PERDERE
NOI RISPONDIAMO CHE ABBIAMO ANCORA TANTO DA REALIZZARE!”
Acrobax è sotto attacco!
Ci racconta i dettagli Cristiana, a nome dello storico centro sociale romano.
https://radio.sonarproject.net/media/podcast/2526/acrobax.mp3
C’è una cosa che la storia dei movimenti a Roma insegna da decenni:
gli spazi possono essere chiusi, ma ciò che li ha generati continua a vivere
nelle relazioni, nelle pratiche e nelle comunità che li hanno attraversati.
Chi ha vissuto questa città lo sa bene.
Anche noi di Radiosonar lo abbiamo imparato negli anni del csoa Sans Papiers, lo
abbiamo difeso nelle lotte per SCuP, lo abbiamo visto rinascere ogni volta che
il Cinema Palazzo ha dimostrato cosa significa restituire un luogo alla vita
collettiva invece che alla speculazione.
Attraversare questi ed altri spazi oggi chiusi, come il Leoncavallo,
L’Askatasuna e gli altri spazi sgomberati da questo scellerato governo è una
ferita che non si può rimarginare, è un destino comune che va cambiato, è una
lotta collettiva che non smetteremo mai di sostenere!
Ogni volta la stessa storia: provano a cancellare un’esperienza e si ritrovano
davanti qualcosa di più grande.
Una rete di persone, di culture, di solidarietà che non si lascia archiviare con
un’ordinanza o con l’arrivo della celere e delle ruspe.
È dentro questa storia che si inserisce Acrobax.
Uno spazio che negli anni ha restituito all’ex cinodromo un significato
completamente diverso da quello dell’abbandono. Un luogo dove si sono incontrate
pratiche sociali, sport popolari, iniziative culturali, mutualismo e
aggregazione giovanile. Un punto di riferimento per molte persone che in quella
parte della città hanno trovato possibilità, relazioni e strumenti per
immaginare altro.
Quando si attaccano esperienze come Acrobax, non si colpisce soltanto un
indirizzo o un edificio. Si prova a ridurre gli spazi di autonomia, di
partecipazione e di produzione culturale indipendente che tengono viva questa
città.
Roma, però, ha una memoria lunga.
Ed è proprio da questa memoria che nasce la volontà di ritrovarsi e discutere
insieme di quello che sta accadendo.
Mercoledì 25 marzo alle ore 18.30 ad Acrobax si terrà un’assemblea pubblica
aperta alla città.
Un momento di confronto sulle politiche di sgombero che negli ultimi anni hanno
colpito diversi spazi sociali, ma soprattutto un’occasione per ragionare su come
difendere e moltiplicare le esperienze di autogestione.
Domenica 29 marzo lo spazio tornerà ad aprirsi alla città con una giornata di
iniziative dentro e fuori l’ex cinodromo “Acrobax città aperta”. Un modo
semplice e diretto per ribadire che questi luoghi esistono perché vengono
attraversati, vissuti e costruiti collettivamente.
Gli spazi sociali non sono solo edifici.
Sono relazioni, pratiche, comunità.
E quando queste comunità esistono davvero, diventano molto più difficili da
cancellare di quanto qualcuno immagini.
Come direbbe Obi-Wan Kenobi:
“È un campo di energia creato da tutte le cose viventi. Ci circonda e ci
penetra. Tiene unita la galassia.”
Anche le idee funzionano così.
> “Non si sgombera un’idea” dicevamo qualche anno fa. E, a distanza di più di 5
> anni, lo confermiamo convintamente perché avevamo e abbiamo chiara
> l’indicazione degli zapatisti: Niente per noi, tutto per tutti!
>
> Acrobax
Quando queste idee sono condivise da molte persone, non c’è sgombero che possa
fermarle.
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