#Genova Sampierdarena - Oggi lunedì 19 gennaio ore 18,30 - Assemblea pubblica
sulla logistica di #guerra e sul progetto ferroviario #militare di
#Sampierdarena.
Interverranno: Alessandro (Ferrovieri contro la guerra); Antonio Mazzeo
(antimilitarista)
Tag - militare
#Genova Sampierdarena - lunedì 19 gennaio ore 18,30 - Assemblea pubblica sulla
logistica di #guerra e sul progetto ferroviario #militare di #Sampierdarena.
Interverranno: Alessandro (Ferrovieri contro la guerra); Antonio Mazzeo
(antimilitarista)
Borioni: «La difesa della Groenlandia è rendere un attacco USA politicamente infame»
Le minacce sempre più impellenti dell'amministrazione Trump stanno preparando il
terreno per una escalation militare, mentre popolazione inuit e Danimarca
riaffermano la loro opposizione. Ne abbiamo parlato con Paolo Borioni,
professore de La Sapienza ed esperto in studi artici
L'articolo Borioni: «La difesa della Groenlandia è rendere un attacco USA
politicamente infame» proviene da DINAMOpress.
La strategia della rapina
L’appetito vien mangiando. Se qualcuno aveva frainteso la nuova “Strategia di
sicurezza” statunitense interpretandola come un “delirio” ora dovrà convincersi
che si tratta effettivamente di una svolta strategica, per quanto “piena di
furore e nulla”. Il presidente Nicolàs Maduro non era ancora arrivato a New york
dopo il rapimento che […]
L'articolo La strategia della rapina su Contropiano.
Alla faccia di Giulio #Regeni, si rafforza la collaborazione #militare Italia –
#Egitto
di Antonio Mazzeo
Nonostante gli screzi e le tensioni (più formali che sostanziali) dovute
all’irrisolto caso di Giulio Regeni, la collaborazione militare tra Italia ed
Egitto prosegue e si rafforza imperterrita.
https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2025/12/alla-faccia-di-giulio-regeni-si.html
Anche gli studenti italiani si mobilitano contro la leva militare
In sincronia con i loro colleghi tedeschi, anche gli studenti italiani hanno
lanciato una settimana di agitazione nazionale permanente nelle scuole contro la
proposta del Ministro della Difesa Crosetto di un ritorno anche nel nostro paese
alla leva militare. “Noi non ci arruoliamo, non saremo carne da cannone per
l’Occidente” […]
L'articolo Anche gli studenti italiani si mobilitano contro la leva militare su
Contropiano.
#nowar - #Nato. L’ammiraglio salpa per la guerra
L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, capo del Comitato #Militare della Nato lo ha
detto senza mezzi termini: «Dovremmo essere più proattivi e aggressivi. Un
attacco preventivo potrebbe essere considerato un’azione difensiva, ma
attenzione: è lontano dal nostro abituale modo di pensare e comportarci».
Lo scontro diretto tra Russia e Nato è sempre più
vicinohttps://radioblackout.org/2025/11/nato-lammiraglio-salpa-per-la-guerra
#Armi e appalti: l’Italia mantiene aperto il canale con l’industria #militare
#israeliana #carabinieri #polizia
di Antonio Mazzeo
Nonostante la campagna di sterminio contro la popolazione palestinese della
Striscia di Gaza, Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato continuano ad
equipaggiare i propri reparti di pronto intervento rifornendosi presso le più
importanti aziende israeliane.
https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2025/11/armi-e-appalti-litalia-mantiene-aperto.html
#giulioregeni Alla faccia di Giulio #Regeni, si rafforza la collaborazione
#militare Italia – #Egitto
L'omicidio del ricercatore non ha mai frenato i rapporti tra i due Paesi, specie
nel campo industriale bellico-militare. Business is business
Nonostante gli screzi e le tensioni (più formali che sostanziali) dovute
all’irrisolto caso di Giulio Regeni, la collaborazione militare tra Italia ed
Egitto prosegue e si rafforza imperterrita. .
https://www.africa-express.info/2025/11/28/alla-faccia-di-giulio-regeni-si-rafforza-la-collaborazione-militare-italia-egitto/
Leva militare: anche l’Italia, dopo la Germania e la Francia, corre verso riarmo e guerra
Tre sono le notizie di cronaca degne di attenzione: la prima riguarda il grande
riarmo tedesco; la seconda il ritorno alla leva obbligatoria o volontaria in
Germania (clicca qui), Francia (clicca qui) e Polonia (clicca qui) e Danimarca
(clicca qui); la terza, l’annuncio del ministro Guido Crosetto di ripristinare
nel nostro Paese il servizio militare (clicca qui per la notizia).
Era l’estate del 2023 quando alcuni alti ufficiali dell’esercito tedesco
iniziarono a discutere non solo del progetto di riarmo, ma anche di come attuare
l’Operazione Piano Germania, il progetto tedesco per costruire un grande
esercito capace di affrontare una guerra contro la Russia. Sempre negli ultimi
giorni, il Parlamento ha approvato il programma europeo per l’industria della
difesa (EDIP) con ben 457 voti favorevoli, 148 voti contrari e 33 astensioni per
rafforzare la base tecnologica e industriale della difesa in Europa e a
potenziarne le capacità di difesa.
EDIP è quanto auspicato da Enrico Letta e Mario Draghi che si muovevano
nell’ottica di costruire un grande complesso industrial militare comunitario. Il
programma EDIP prevede stanziamenti per 1,5 miliardi di euro con 300 milioni
destinati al sostegno dell’Ucraina senza dimenticare la possibilità di
utilizzare i fondi non spesi per altri progetti sempre militari. Una volta
votati gli atti e i regolamenti
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-10-2025-0084-AM-002-002_IT.pdf
si passa alla fase operativa.
Ed è bene notare che i contrari sono i parlamentari della sinistra radicale e
comunista (ma non tutta) e i patrioti, tra i quali la Lega schierati su
posizioni apertamente di destra e conservatrici. Al contrario tra le forze
politiche più coese a favore del riarmo troviamo i socialisti, inclusi gli
europarlamentari del Partito democratico.
Ma torniamo al corposo progetto del Riarmo tedesco oggetto di una inchiesta
svelata nei minimi dettagli da un quotidiano finanziario americano per costruire
“una mentalità da Guerra Fredda“, non prima di rendere pubblica una notizia non
suffragata da fatti ossia il piano della Russia di attaccare la NATO nel 2029.
Siamo avanti nei preparativi per allestire intanto una grande Germania bellica,
il colosso della Difesa tedesca Rheinmetall ha allestito un campo notturno per
500 soldati, con tanto di dormitori, servizi, tende, cucina da campo,
sorveglianza tra droni e guardie armate, una esercitazione vera e propria per
saggiare le capacità dell’esercito renano superando le difficoltà derivanti da
anni nei quali l’orizzonte bellico non rientrava tra le priorità del paese. Un
esperimento utile anche a fini mediatici. In Germania come in altri paesi UE è
in corso una discussione sulle norme legislative, l’obiettivo è andare in deroga
alle stesse per tutto ciò che riguarderà il Riarmo, la costruzione di nuove
basi, la logistica a uso militare per predisporre gare di appalto in fretta e
furia. Ma lo sforzo principale è costruire la cultura indispensabile a questo
Riarmo, una sorta di riprogrammazione della mentalità indispensabile per
favorire la guerra, il cambio di mentalità per prepararsi alla ineluttabilità
dei conflitti armati.
Tra i piani tedeschi ritroviamo gli interventi infrastrutturali, la riparazione
e manutenzione delle reti stradali, dei ponti e in generale delle
infrastrutture, lavori di ammodernamento che richiederanno milioni di euro.
E veniamo all’ultima notizia, all’idea di ripristinare nel nostro Paese il
servizio militare, progetto che accomuna l’Italia a Germania e Francia. Le
dichiarazioni del Ministro Guido Crosetto portano alla luce i reali intenti del
Governo Meloni, quando ammette che “va fatta una riflessione sul numero delle
forze armate, sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni
di crisi”.
Crosetto ha raggiunto il primo obiettivo, cioè quello di sdoganare un argomento
fino ad oggi tabù. Nei prossimi mesi vedranno se ripristinare la leva su base
volontaria e non obbligatoria, nel frattempo la Francia parla di 10 mesi di leva
e la Germania sta lavorando a un progetto ambizioso per potenziare l’esercito.
Si va quindi a passi celeri verso un grande piano di Riarmo che necessita anche
di truppe più numerose. Ogni paese dovrà discutere nelle sedi Parlamentari delle
proposte riorganizzative con aumento dei militari attivi. Se fino ad oggi la
ipotesi accreditata era quella della riserva sul modello Israeliano, è entrata
in gioco anche una seconda ipotesi quella di aumentare gli organici delle forze
armate ricorrendo anche alla leva obbligatoria in caso di necessità.
Staremo a vedere i contenuti del disegno di legge che Crosetto presenterà al
Parlamento per la riorganizzazione della difesa, ma il modello di difesa nato
dall’esercito professionale al posto di quello di leva oggi non risulta adeguato
ai nuovi scenari.
Questi fatti ci riportano a quanto avviene in Russia e Ucraina: Crosetto ha
almeno il coraggio di svelare quello che pensano tutti gli altri ministri della
difesa UE ossia che parte del Riarmo è anche l’aumento del numero delle forze
armate, l’approvazione di nuove regole e una cultura diffusa favorevole alla
guerra per “costruire uno strumento di difesa per il futuro”.
E così i piani di guerra, la leva, il riarmo, gli enormi aumenti delle spese
militari, se un tempo erano argomenti tabù, oggi vanno invece annoverati tra le
le priorità assolute per la classe politica europea, che crede senza titubanza
alcuna nel valore salvifico del Riarmo e della cultura militarista per sottrarsi
alla decadenza della sua economia e della stessa civiltà che per definirsi tale
deve assumere sembianze militari.
Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università