Tag - militare

Il silenzio che ci rende complici
Oggi, 13 aprile, scade il termine utile per impedire il rinnovo automatico del Memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele, firmato nel 2003. Se non sarà presentata una formale disdetta – come è ormai certo –, l’accordo si rinnoverà automaticamente per altri cinque anni, senza voto del Parlamento, senza dibattito pubblico e senza alcuna assunzione trasparente di responsabilità politica. Non stiamo parlando di un dettaglio amministrativo. Stiamo parlando di un accordo che, da oltre vent’anni, lega l’Italia a una cooperazione militare strutturata con Israele: programmi congiunti, scambio di tecnologie, integrazione tra apparati della difesa e industria bellica. Non è un meccanismo neutro, non è un protocollo tecnico, ma una scelta politica precisa, reiterata nel tempo. Ed è proprio qui il punto. Questo accordo non è diventato oggi improvvisamente insostenibile. Non lo è mai stato. È stato costruito e mantenuto dentro una logica che ha sempre rimosso la questione fondamentale: l’occupazione dei territori palestinesi, le violazioni sistematiche del diritto internazionale, un conflitto gestito per decenni attraverso la forza. Per anni si è fatto finta che la cooperazione militare potesse essere separata da tutto questo, come se le armi e le tecnologie fossero strumenti neutri. Non lo sono mai state. Oggi però la situazione è ancora più grave, in quanto nessuno può essere inconsapevole di ciò che sta accadendo in Palestina. La guerra in corso a Gaza ha prodotto una devastazione umana e materiale senza precedenti recenti. A gennaio 2026 si contavano oltre 70 mila vittime, in larghissima parte civili, con un numero enorme di bambini uccisi o feriti. Interi quartieri rasi al suolo, infrastrutture civili distrutte, una popolazione privata di acqua, cure ed elettricità. Non è più possibile nascondersi dietro formule diplomatiche: siamo davanti a una catastrofe umanitaria che sempre più osservatori internazionali definiscono, senza mezzi termini, un genocidio. Se questo accordo è sempre stato moralmente e politicamente indifendibile, oggi lo è ancora di più, alla luce di ciò che sta accadendo. Continuare a mantenerlo significa accettare che anche l’Italia resti dentro una filiera militare che contribuisce, direttamente o indirettamente, a questa distruzione. Non esistono più alibi, non esistono più zone grigie. Il meccanismo del rinnovo automatico rende tutto questo ancora più grave. Il cosiddetto silenzio-assenso non è una procedura neutra, ma uno strumento politico che consente di evitare il confronto e di sottrarre una scelta pesante al Parlamento e all’opinione pubblica. È una forma di deresponsabilizzazione consapevole. Si decide di non decidere e, così facendo, si permette che tutto continui esattamente come prima. Qui non siamo davanti a un vuoto. Siamo davanti a una scelta politica precisa, anche quando si presenta come inerzia. C’è poi un punto che per noi è decisivo: la Costituzione. L’articolo 11 afferma che l’Italia ripudia la guerra. Non dice che la limita, non dice che la regola, ma che la ripudia. Questo significa che non può esistere una politica estera che, nei fatti, contribuisce a sostenere apparati militari impegnati in operazioni di guerra di questa natura. Se quel principio ha ancora un valore, deve valere adesso. Altrimenti è solo una formula svuotata. Il Governo guidato da Giorgia Meloni porta una responsabilità piena. Se il Memorandum si rinnoverà automaticamente non sarà un incidente, non sarà un automatismo inevitabile, ma una scelta precisa. Una scelta di continuità, una scelta di allineamento, una scelta di complicità, anche quando questa non viene dichiarata. E allora le parole devono essere chiare. Non siamo di fronte a una questione tecnica, ma a una questione politica e morale di prima grandezza. Non si può invocare la pace nei comunicati ufficiali e poi mantenere in piedi accordi che rafforzano la cooperazione militare con un Paese impegnato in operazioni di questa portata. Non si può richiamare il diritto internazionale e poi aggirarlo nei fatti. Da parte nostra non c’è ambiguità: questo accordo va cancellato, non semplicemente ridiscusso. Va interrotto perché è sbagliato nelle sue basi e perché oggi produce effetti ancora più gravi. E va aperta una discussione pubblica vera su tutto il sistema di cooperazione militare, sulle relazioni industriali nel settore della difesa e sul ruolo che l’Italia vuole giocare in uno scenario internazionale segnato da guerra e riarmo. Il 13 aprile non è una scadenza formale. È uno spartiacque politico. Segna la linea tra chi sceglie di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e chi preferisce nascondersi dietro il silenzio. Ma il silenzio, oggi, non è neutralità. È complicità. Giovanni Barbera
April 13, 2026
Pressenza
Il Fatto Quotidiano: Giorno del Ricordo, Rampelli firma interrogazione parlamentare su 41 istituti: questa pressione sulla scuola va respinta
DI MARINA BOSCAINO SUIL FATTO QUOTIDIANO DEL 26 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Marina Boscaino, pubblicato su Il Fatto Quotidiano il 26 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Perché gli attacchi unilaterali alla sovranità di altri paesi, con il loro carico raccapricciante di morti civili, non vengono posti sotto osservazione? Perché, inoltre, reprimere l’attività dell’Osservatorio contro la militarizzazione, o ignorare i Comitati contro l’Autonomia Differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti, che proprio sulla dignità della persona fondano la propria attività? Perché, infine, non si riserva altrettanta attenzione da parte del Governo alle donne e agli uomini che sono morti affinché altri donne e uomini redigessero la Carta nella quale campeggia questo principio? La memoria non è double face: costruzione versus disciplinamento collettivi.…continua a leggere su www.ilfattoquotidiano.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Faro di Roma: L’insensatezza dell’istituzione degli eserciti: l’addestramento militare prepara a vedere l’altro come una minaccia da eliminare
DI LAURA TUSSI SU FARO DI ROMA DEL 28 MARZO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi, pubblicato su Faro di Roma il 28 marzo 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa. «Come sottolinea l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, la logica militare non è difensiva ma strutturalmente offensiva: ogni esercito si prepara al peggio, accumula armi, perfeziona strategie di annientamento. Anche quando si parla di “difesa”, il linguaggio resta quello della distruzione. La sicurezza diventa quindi un paradosso: si cerca pace attraverso la preparazione alla guerra, denuncia Michele Lucivero, docente di Filosofia e Storia, noto per il suo impegno come responsabile dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell’Università, la cui attività si concentra sulla critica alla crescente presenza di militari, armi e propaganda bellica all’interno delle istituzioni scolastiche italiane…continua a leggere su www.farodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Dossier su Aviazione civile e militare. Aggiornamento di marzo 2026
CONTINUITÀ STRUTTURALE, STABILITÀ DEL LAVORO E SOSTENIBILITÀ NEL LUNGO PERIODO PUBBLICHIAMO IN PDF IL DOSSIER REDATTO DAL GRUPPO DI TECNICI E INGEGNERI DEL SETTORE AERONAUTICO, CHE OFFRE UN’ANALISI COMPARATIVA, BASATA SU DATI STORICI, EVIDENZE INDUSTRIALI E FONTI ISTITUZIONALI, TRA IL SETTORE DELL’AVIAZIONE CIVILE E IL COMPARTO MILITARE, CON L’OBIETTIVO DI VALUTARE QUALE MODELLO SIA IN GRADO DI GARANTIRE NEL LUNGO PERIODO MAGGIORE STABILITÀ INDUSTRIALE, OCCUPAZIONALE E TERRITORIALE. L’analisi adotta una prospettiva strutturale e multidimensionale — industriale, occupazionale, finanziaria, tecnologica e sociale — al fine di supportare un confronto informato tra istituzioni, imprese e parti sociali. Il confronto non è impostato su basi ideologiche, ma su evidenze oggettive e verificabili, con particolare attenzione agli effetti di lungo periodo delle scelte di politica industriale. SINTESI DEL DOSSIER 1. AVIAZIONE CIVILE: CRESCITA STRUTTURALE E STABILITÀ * Il traffico aereo civile cresce in modo continuo da oltre 50 anni, sostenuto da fattori strutturali (mobilità globale, integrazione economica, turismo, rinnovo flotte). * La pandemia è considerata uno shock eccezionale e temporaneo, seguito da un rapido ritorno al trend storico. * La domanda di nuovi aeromobili e il mercato MRO (manutenzione) garantiscono continuità produttiva pluridecennale. * Il settore civile consente pianificazione industriale stabile, backlog pluriennali e investimenti di lungo periodo. 2. COMPARTO MILITARE: CICLICITÀ E DIPENDENZA GEOPOLITICA * La domanda militare è intrinsecamente ciclica, legata a conflitti, tensioni internazionali e decisioni di spesa pubblica. * I programmi sono limitati nel tempo, soggetti a revisioni o cancellazioni. * L’aumento della spesa militare non genera automaticamente più occupazione, perché i sistemi militari hanno volumi ridotti e alta intensità tecnologica. * Il modello è meno prevedibile e più esposto a rischi politici e di bilancio. 3. OCCUPAZIONE: STABILITÀ VS VOLATILITÀ * L’aviazione civile genera occupazione stabile, qualificata e diffusa lungo tutta la filiera (diretta, indiretta e indotta). * Il militare produce occupazione più concentrata e discontinua, legata ai cicli dei programmi. * Nel civile prevalgono contratti stabili e competenze trasferibili; nel militare sono più frequenti rapporti temporanei e competenze poco riutilizzabili. 4. FILIERA E TERRITORI * Il civile si basa su una supply chain ampia e multilivello, con un ruolo centrale delle PMI e forte radicamento territoriale. * Il militare tende a filiere ristrette e verticalizzate, con minore coinvolgimento delle PMI. * Una militarizzazione della filiera rischia di indebolire il tessuto produttivo locale e ridurre l’occupazione diffusa. 5. RICONVERSIONE CIVILE–MILITARE: LIMITI STRUTTURALI * Le produzioni civili operano su scale industriali molto superiori (decine di aerei al mese) rispetto al militare (decine all’anno). * Gli impianti civili risultano sovradimensionati per i volumi militari. * La riconversione non è “automatica” e comporta rischi di: * sotto‑utilizzo degli impianti * riduzione dell’occupazione * perdita di competenze * ricorso prolungato ad ammortizzatori sociali 6. ASPETTI FINANZIARI ED ESG * Il civile è sostenuto da ricavi diversificati, globali e prevedibili ed è più coerente con i criteri ESG. * Il militare è fortemente dipendente dalla spesa pubblica, più esposto a rischi geopolitici e a criticità ambientali e reputazionali. * Una crescente dipendenza dal militare aumenta il rischio sistemico per l’economia. 7. CASO EUROPEO E ITALIANO * In Europa, negli ultimi decenni, l’occupazione civile è cresciuta, mentre quella militare è diminuita. * Il successo di Airbus dimostra il ruolo centrale del civile come driver industriale e occupazionale. * In Italia, la specializzazione nelle aerostrutture civili rende strategico preservare e rafforzare il comparto civile. * Cessioni e ridimensionamenti di attività civili (es. Piaggio Aerospace, aerostrutture Leonardo) rappresentano rischi concreti di perdita di competenze e lavoro. 8. CONCLUSIONE * L’aviazione civile è il pilastro più solido per sviluppo industriale stabile, lavoro qualificato e sostenibilità di lungo periodo. * Il comparto militare, pur rilevante in ambiti specifici, non offre le stesse garanzie di continuità e prevedibilità. * Una strategia industriale orientata al rafforzamento del civile è fondamentale per occupazione stabile, resilienza dei territori e sviluppo sostenibile. Scarica qui il Dossier in PDF. DOSSIER Aviazione civile e militare – analisi comparativa (vers. Marzo 2026)Download
Come è passata tramite la AI la strategia sbagliata degli USA
E’ ormai consolidato il fatto che la AI è la principale arma di guerra di ogni esercito, specie in scenari adattivi complessi come quelli attuali e a maggior ragione  per gli Stati Uniti. Eppure la simulazione AI della crisi di Hormuz, che sta strangolando gli Usa, pare non essere stata […] L'articolo Come è passata tramite la AI la strategia sbagliata degli USA su Contropiano.
March 18, 2026
Contropiano
#lascuolavaallaguerra #Venezia - Università degli Studi - venerdì 27 febbraio, ore 17 - Contro la #militarizzazione e la leva #militare - Incontro con Antonio Mazzeo
February 24, 2026
Antonio Mazzeo
#warinukraine Sorgerà in #Bulgaria la prima base #militare italiana in Est Europa di Antonio Mazzeo Il 29 gennaio il Parlamento bulgaro ha ratificato l’accordo sottoscritto dal governo di Sofia e da quello italiano per la realizzazione e l’uso congiunto di una grande infrastruttura bellica nei pressi del villaggio di Yambole, Kabile, nel sud-est del paese.https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/02/sorgera-in-bulgaria-la-prima-base.html
February 11, 2026
Antonio Mazzeo
Roberto Cingolani e le STEM in Italia tra tecnologia civile e militare
A prenderla sul ridere potremmo dire che, almeno in questo momento, in Italia fanno più danni i Cingolani che i cingolati. La faccenda, tuttavia, è molto più seria. Come riporta Roberto Ciccarelli su Il manifesto del 3 febbraio, l’amministratore delegato di Leonardo SpA, Roberto Cingolani, è intervenuto a Roma a supporto della settimana dedicata alla materie “STEM” (l’acronimo che unisce le parole inglesi che indicano le scienze, la tecnologia, l’ingegneria, la matematica), parlando al PratiBus District davanti a una platea composta di studenti e studentesse dei licei Newton, Galilei, Matteucci e De Mérode. Il tema trattato dal AD è stato la necessità del riarmo. “La pace non è gratuita, – ha detto ai ragazzi  e alle ragazze – va difesa e per farlo è necessario investire in un sistema che incuta timore a chi ci aggredisce”. Dato che l’essere umano, secondo lui, è un “predatore” e sta “in cima alla catena alimentare” ne consegue, come logica conseguenza, che davanti al “cattivo, che c’è sempre” (perché, discorso implicito, i buoni ovviamente siamo noi) “bisogna esser pronti a sparare”. Però tranquilli: è garantita la parità di genere. Spalleggiato dalla ministra della famiglia, natalità e pari opportunità Eugenia Roccella, che ha manifestato l’auspicio che le ragazze siano maggiormente incoraggiate a studiare le STEM, Cingolani ha precisato che la sua azienda è molto interessate ad avere gruppi misti, in modo da poter meglio analizzare problemi tecnici complessi. Una delle attività di Leonardo, infatti, è il programma “A scuola di STEM”, con programmi su robotica e sicurezza. E, come precisa giustamente Ciccarelli nel suo articolo, “la distinzione tra civile e militare risulta essere formale: la tecnologia di un satellite è indistinguibile da quella di un missile balistico”. I poveri Galileo Galilei, Isaac Newton, Carlo Matteucci (il fisico che definì le leggi dell’elettrolisi, ma che fu anche una figura importante del Risorgimento) forse qualche obiezione la porrebbero e, forse, l’unico che apprezzerebbe scelte e dichiarazioni del genere sarebbe quel Francesco Saverio de Mérode che fu ministro delle armi dello Stato Pontificio e acerrimo nemico di ogni movimento liberale. Ma, aldilà delle considerazioni storiche o filosofiche, Cingolani si è in tutta evidenza fatto forza con i numeri: “Negli ultimi tre anni abbiamo assunto quasi ventimila persone, oggi siamo quasi 63.000 e nei prossimi tre che assumeremo altre diciassettemila”, prospettando all’uditorio un futuro di magnifiche sorti e progressive nel campo dell’industria degli armamenti. Tutto dev’esser stato comunque molto affascinante. Uno spazio espositivo nuovo di zecca. Un intervento “motivazionale” di Alberto Angela (“Siate curiosi, coltivate una passione che vi riempie la vita e siate protagonisti del vostro futuro”, che, per quanto mi riguarda, vale dal punto di vista motivazionale quanto “Non uscite nelle ore più calde, bevete molto e mangiate frutta e verdura fresca”…). Tra gli intervenuti anche Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi e Isabella Rauti, sottosegretaria alla Difesa. Non sentite anche voi un po’ di minaccioso sferragliamento?… Carlo Ridolfi -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#war Sorgerà in #Bulgaria la prima base #militare italiana in Est Europa di Antonio Mazzeo Il 29 gennaio il Parlamento bulgaro ha ratificato l’accordo sottoscritto dal governo di Sofia e da quello italiano per la realizzazione e l’uso congiunto di una grande infrastruttura bellica nei pressi del villaggio di Yambol, Kabile, nel sud-est del paese. https://pagineesteri.it/2026/02/02/medioriente/sorgera-in-bulgaria-la-prima-base-militare-italiana-in-est-europa/
February 3, 2026
Antonio Mazzeo
ROMA: I COLLETTIVI DENUNCIANO LE MISURE REPRESSIVE DEL LICEO RIGHI CHE OSPITA LA NEGAZIONISTA NOEMI DI SEGNI
Noemi Di Segni, presidente dell’UCEI – l’Unione delle comunità ebraiche italiane, fervente sionista, militare dell’esercito israeliano prima di trasferirsi in Italia e tutt’oggi negazionista del genocidio a Gaza, è stata contestata ieri dalla comunità studentesca del liceo Righi di Roma. Per tenere una conferenza senza alcun contraddittorio, la Di Segni è stata scortata da 17 digossini fin dentro la scuola. Lo stesso liceo aveva cancellato un incontro previsto con lo storico israeliano antisionista Ilan Pappé. Per ospitare Di Segni però, il dirigente scolastico del Righi si è preoccupato di far imbiancare un murale che riproduceva una bandiera palestinese, eseguito durante le attività didattiche di un progetto di Disegno e storia dell’arte. Il dirigente ha anche fatto rimuovere una mostra fotografica degli studenti e delle studentesse sul genocidio in Palestina, posizionate nello stesso piano del murale e della conferenza. I collettivi studenteschi rilanciano con un’assemblea che si terrà mercoledì 28 gennaio, ore 17 nella piazzetta di via Puglie, sotto la scuola. Ci racconta quanto accaduto nel liceo Righi, Valerio studente del collettivo Ludus. Ascolta o scarica
January 27, 2026
Radio Onda d`Urto