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L’uso militare dell’intelligenza artificiale deve fermarsi
RETE ITALIANA PACE DISARMO FIRMA L’APPELLO INTERNAZIONALE Oltre 220 tra organizzazioni della società civile (tra cui Access Now, Amnesty International, Stop Killer Robots e la Rete Italiana Pace Disarmo) e singoli esperti hanno lanciato un appello congiunto contro la militarizzazione dell’intelligenza artificiale (IA) e per il suo immediato blocco nelle “catene di uccisione” (kill chain) militari. La guerra accelerata dall’Intelligenza Artificiale sta infatti diventando uno strumento per “validare” l’uccisione di esseri umani a una velocità e su una scala senza precedenti. Aziende e governi devono cessare la fornitura e l’uso di tecnologie che compromettono il rispetto del diritto internazionale nei conflitti armati. La Rete Italiana Pace Disarmo ha aderito convintamente a questa presa di posizione collettiva visto il suo ruolo di partner della campagna internazionale Stop Killer Robots, di cui segue le attività in Italia, impegnandosi da anni contro i sistemi d’arma autonomi e contro la delega a sistemi algoritmici delle decisioni di vita e di morte. L’appello denuncia una corsa incontrollata a militarizzare l’Intelligenza Artificiale, al di fuori di ogni regolamentazione e di ogni reale assunzione di responsabilità: una corsa al ribasso negli standard delle attività militari che minaccia la pace e la sicurezza globali. Da Gaza al Libano fino all’Iran, la realtà concreta della violenza scatenata attraverso “kill chain” guidate dall’IA smentisce ogni pretesa che questi sistemi possano essere impiegati in modo responsabile e coerente con il diritto internazionale. L’uso di strumenti di IA per generare e selezionare gli obiettivi (sia di luoghi/edifici che sopratutto umani) sta spingendo gli attori militari verso una forma di guerra che mina principi fondamentali del diritto umanitario, come distinzione, proporzionalità e precauzione. I firmatari del “Joint Statement on AI in warfare” chiedono alle aziende tecnologiche di non stipulare né dare esecuzione a contratti con agenzie militari o gruppi armati responsabili di possibili violazioni del diritto internazionale, e di astenersi dal fornire o esportare sistemi di Intelligenza Artificiale di supporto alle decisioni per le “kill chain militari” e l’individuazione di obiettivi per attacchi finché non saranno garantiti reale responsabilità, controllo umano significativo, supervisione e trasparenza. Agli Stati viene chiesto di interrompere l’uso di strumenti di IA, compresi i grandi modelli linguistici, nella conduzione del targeting militare e di assicurare trasparenza sull’uso che ne viene fatto nelle ostilità. Non è troppo tardi per cambiare rotta, ma la comunità internazionale deve agire con rapidità e determinazione perché la tecnologia sia al servizio delle persone, non della loro distruzione. La Rete Italiana Pace Disarmo sottolinea come la questione riguardi direttamente anche l’Italia e l’Europa, chiamate a una posizione chiara sulla regolamentazione dei sistemi d’arma autonomi e sull’impiego militare dell’Intelligenza Artificiale, in coerenza con i principi costituzionali e gli impegni internazionali. DICHIARAZIONE CONGIUNTA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA GUERRA (qui la versione internazionale con fonti di riferimento e lista aderenti)   Noi, organizzazioni e individui firmatari, siamo profondamente allarmati dalla rapida militarizzazione delle tecnologie di intelligenza artificiale (IA). I sistemi di IA integrati nelle “catene di uccisione” (kill chain) militari stanno accelerando la velocità e la portata degli attacchi militari in un modo che crea nuovi e rilevanti rischi per la responsabilità nei conflitti e che rischia di agevolare violazioni del diritto penale internazionale, dei diritti umani e del diritto umanitario. Chiediamo pertanto alle aziende tecnologiche e agli Stati di interrompere la fornitura di sistemi di IA destinati all’uso nella kill chain militare e di adottare ogni misura per garantire che gli altri sistemi di IA che forniscono non causino né contribuiscano a violazioni del diritto internazionale umanitario (DIU) e del diritto internazionale dei diritti umani (DIDU). Questo include l’uso di sistemi di IA di supporto alle decisioni, compresi i sistemi di generazione degli obiettivi, la sorveglianza biometrica da remoto e i modelli di IA multimodali, inclusi i grandi modelli linguistici (LLM). La guerra accelerata dall’IA sta rapidamente diventando un mezzo per “timbrare” l’uccisione di massa a grande velocità e su larga scala, e attualmente nessuna correzione tecnica o procedurale può prevenire efficacemente le conseguenze letali e devastanti che derivano dalle sfide fondamentali che essa pone al diritto internazionale. Tutte le aziende, comprese quelle che stipulano contratti con agenzie militari governative lungo l’intera catena di fornitura dell’IA — dalla concessione in licenza e dall’addestramento dei modelli “di frontiera” fino alla fornitura di funzioni di elaborazione e archiviazione dei dati — devono adottare ogni misura possibile per garantire che i loro prodotti e servizi non causino, contribuiscano o siano direttamente collegati ad abusi dei diritti umani e a crimini internazionali. Nei conflitti armati, questa responsabilità si estende al rispetto del diritto internazionale umanitario e penale, dato l’accresciuto rischio di agevolare gravi abusi dei diritti umani in tali contesti. Laddove le aziende non siano in grado di prevenire o mitigare in modo concreto tali rischi, non devono stipulare né dare esecuzione a contratti di questo tipo. I sistemi di archiviazione e analisi dei dati abilitati dall’IA usati nella kill chain — tra cui il grande modello linguistico Claude di Anthropic e il Maven Smart System — secondo un’inchiesta della NBC starebbero giocando un ruolo nel supportare gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran. OpenAI ha recentemente accettato di fornire servizi di IA al Dipartimento della Difesa statunitense; Google ha stipulato contratti con il Dipartimento, come Anthropic, per “sviluppare prototipi di capacità di IA di frontiera per affrontare sfide critiche di sicurezza nazionale negli ambiti bellico e operativo”; Microsoft, Google e Amazon forniscono da anni servizi di archiviazione, elaborazione dati e altre infrastrutture ai programmi bellici del Dipartimento. Secondo notizie di stampa e dichiarazioni ufficiali del Dipartimento della Difesa, la rapida generazione di obiettivi tramite strumenti di IA ha consentito un aumento della velocità, della portata, dell’intensità e della forza distruttiva degli attacchi statunitensi contro l’Iran. Nelle prime 48 ore di attacchi, Israele e gli Stati Uniti avrebbero colpito quasi 2.000 obiettivi in Iran. Sebbene molto resti poco chiaro sul ruolo preciso svolto dai sistemi di IA in questi attacchi, le incursioni hanno avuto un impatto devastante sui civili e sulle infrastrutture civili. L’adozione di sistemi di targeting basati sull’IA in questa campagna segue l’esempio dell’uso, da parte del governo israeliano, di strumenti di analisi dei dati e machine learning alimentati dalla sorveglianza di massa nei suoi attacchi genocidi contro Gaza. Diluendo la responsabilità umana nelle decisioni di vita e di morte, l’uso da parte di Israele di sistemi come Lavender, Gospel e Where’s Daddy può contribuire a occultare crimini internazionali dietro un’apparenza di presunta oggettività algoritmica, offuscando al tempo stesso le responsabilità. Non è la prima volta che vediamo la Palestina usata come laboratorio per metodi di guerra sperimentali e disumanizzanti, anche attraverso partnership tecnologiche aziendali con le agenzie militari israeliane. Microsoft, Google, Palantir e altre aziende tecnologiche potrebbero aver contribuito o consentito l’accesso del governo israeliano a sistemi di archiviazione, elaborazione e analisi di dati di massa che stanno favorendo la distruzione e il genocidio in corso a Gaza, che finora ha causato l’uccisione di almeno 72.000 palestinesi. Studiosi e professionisti del diritto, esperti tecnici, lavoratori del settore tecnologico, relatori speciali dell’ONU e giornalisti investigativi mettono in guardia da tempo contro lo sviluppo e l’impiego dell’IA in guerra, dato l’accresciuto rischio di crimini internazionali. Nonostante le affermazioni dei suoi sostenitori secondo cui gli strumenti di IA renderebbero la guerra più efficace, precisa o “umana”, gli impieghi reali indicano che l’IA sta in realtà agevolando metodi di guerra più violenti, disumanizzanti e distruttivi. In particolare, siamo profondamente preoccupati dal fatto che l’uso degli LLM per la generazione e la definizione delle priorità degli obiettivi stia spingendo gli attori militari verso una forma di guerra in cui i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario — tra cui i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione — non sono, e probabilmente non possono essere, sufficientemente rispettati, data l’enorme velocità e portata di tali tecnologie, oltre alla natura inaffidabile, distorta e spesso illegalmente ottenuta dei dati di input. Affermiamo inoltre che queste dinamiche rischiano di agevolare abusi dei diritti umani, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Inoltre, l’opacità che accompagna l’uso di questi strumenti minaccia alla radice la possibilità di attribuire responsabilità morali o legali nei casi in cui vengano commessi errori. Come la stessa Anthropic ha dichiarato, “…oggi i sistemi di IA di frontiera semplicemente non sono abbastanza affidabili da alimentare armi pienamente autonome. Non forniremo consapevolmente un prodotto che metta a rischio i combattenti e i civili americani”. Gli attori che scelgono di impiegare sistemi di IA usati per commettere crimini internazionali devono essere ritenuti penalmente responsabili. Le nostre preoccupazioni non si limitano agli errori che possono derivare dal malfunzionamento di tali sistemi, ma riguardano il modo in cui questi sistemi trasformano alla radice le operazioni militari. Respingiamo pertanto la premessa secondo cui, allo stato attuale, correzioni tecniche o funzionali — che si tratti di un presunto “uomo nel circuito” (human in the loop) o di supposte barriere di sicurezza “cablate” nei modelli di IA — possano prevenire le conseguenze letali e devastanti delle kill chain accelerate dall’IA. Tali proposte permettono la normalizzazione e la proliferazione dell’integrazione dell’IA nel processo decisionale militare, a danno delle comunità e delle popolazioni vulnerabili. Allo stato attuale, un controllo umano significativo, una reale assunzione di responsabilità, la supervisione e la trasparenza di queste tecnologie non sono possibili nella loro forma odierna. Anche quando i sistemi di IA usati per l’acquisizione degli obiettivi non prendono la decisione finale di uccidere, rischiano di diventare meccanismi di mera ratifica per l’uccisione su larga scala, perché fanno leva su false nozioni di oggettività e possono spostare altrove la responsabilità e la dovuta diligenza, finendo per accelerare e snellire l’uccisione di massa. Sovrapporre a questi sistemi tecniche ancora più “prive di attrito” di sorveglianza, acquisizione degli obiettivi e operazioni di comando — ad esempio sotto forma di grandi modelli di IA come gli LLM — automatizza la disumanizzazione, riducendo le questioni di vita e di morte a un semplice prompt di chat. La decisione di uccidere un altro essere umano porta con sé un grave peso morale e giuridico e non deve mai essere ridotta al puro accettare o rifiutare le raccomandazioni di sistemi di IA. Quando gli eserciti si affidano all’IA per accelerare l’identificazione degli obiettivi con una velocità e una routinizzazione tali che qualsiasi revisione umana rischia di diventare una mera ratifica priva di controllo umano significativo, l’uccisione di massa può seguirne e spesso ne seguirà, in diretta violazione del principio di precauzione del DIU. Le aziende hanno la responsabilità di rispettare i diritti umani e di astenersi dal causare o contribuire ad abusi e ad altre violazioni del diritto internazionale, compreso il fornire sostegno materiale o finanziario a Stati coinvolti in crimini internazionali. Come stabilito dai Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, le aziende che adottano tali comportamenti devono cessare immediatamente il loro contributo al danno. Anche quando un’azienda non causa né contribuisce al danno, ma è semplicemente collegata a esso, ci si attende che usi la propria capacità di influenza per cercare di porre fine a tali violazioni. Una volta stipulati contratti militari, le aziende possono avere un controllo limitato su come i loro prodotti e servizi vengano utilizzati, come dimostrato dal braccio di ferro tra Anthropic e il governo statunitense, oltre che dalle notizie di Google e Amazon che avrebbero sospeso l’applicabilità dei propri termini di servizio nei contratti con il governo israeliano. Ancora di recente, il 27 aprile 2026, più di 560 dipendenti di Google hanno firmato una lettera aperta all’amministratore delegato della società, sollecitandola a rifiutare l’uso della propria tecnologia di IA da parte del governo statunitense in operazioni militari classificate. Le aziende tecnologiche e i loro dirigenti dovrebbero prendere sul serio la propria potenziale responsabilità nei casi in cui le loro tecnologie giochino un ruolo in violazioni del diritto internazionale, prima di stipulare questi lucrosi contratti di difesa, e astenersi dal farlo laddove non siano in grado di compiere tale valutazione. Oltre a ciò, devono anche comprendere il ruolo che hanno nel ridisegnare l’architettura normativa dell’uso dell’IA nei conflitti. Noi, organizzazioni e individui firmatari, chiediamo: Alle aziende tecnologiche di: * astenersi dallo stipulare o dare esecuzione a contratti con agenzie militari o gruppi armati che commettono possibili violazioni del diritto internazionale, comprese violazioni dei diritti umani e crimini atroci; * astenersi dal vendere, trasferire, fornire assistenza o esportare sistemi di IA di supporto alle decisioni destinati alle kill chain militari e al targeting di esseri umani, compresi i sistemi di generazione degli obiettivi e la sorveglianza biometrica da remoto; * astenersi dal vendere o esportare sistemi di IA di supporto alle decisioni per scopi non letali, compresi i modelli di IA multimodali come gli LLM, destinati all’uso nei processi decisionali militari, finché non saranno possibili una reale assunzione di responsabilità, un controllo umano significativo, supervisione e trasparenza in linea con i principi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Agli Stati di: * interrompere l’uso di strumenti di IA, compresi i grandi modelli linguistici, nella conduzione del targeting militare, e garantire il rispetto dei principi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani; * garantire trasparenza su come l’IA viene attualmente utilizzata nella condotta delle ostilità. Rete Italiana Pace e Disarmo
June 15, 2026
Pressenza
#lascuolavaallaguerra Visite scolastiche alla base aeronavale di #Sigonella: avanti con l’ #educazione #militare di Antonio Mazzeo La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola. https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/06/visite-scolastiche-alla-base-aeronavale.html
June 11, 2026
Antonio Mazzeo
Lavialibera: “Che barba, che naja! Appunti per una scuola disarmata e disarmante”
DI FRANCESCO ROSSI SU LAVIALIBERA DELL’8 MAGGIO 2026 Segnaliamo un interessante articolo della rivista Lavialibera in cui si riassumono, fra altro, anche i punti salienti della militarizzazione della scuola in Italia dal 2014 ad oggi. Lavialibera è una rivista fondata nel 2019 come continuazione e crescita dell’esperienza trentennale del mensile Narcomafie, fondato nel 1993 dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. Ha come direttore editoriale Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’associazione Libera, e come direttrice responsabile Elena Ciccarello, giornalista e docente all’Università del Piemonte orientale (dove insegna il corso di Sociologia della devianza). Leggiamo dalla loro pagina: > > «Il mondo è cambiato e sentiamo la necessità di parlare di mafie e > > criminalità organizzata in modo diverso: un fenomeno in continua evoluzione > > non può essere analizzato con strumenti vecchi o secondo un’unica > > prospettiva. Non possiamo ignorare le diverse e nuove minacce alla > > democrazia e i grandi rischi del pianeta.» E così si arriva all’articolo di Francesco Rossi sulla militarizzazione delle scuole in Italia: > «Negli ultimi 15 anni, la presenza delle forze armate a scuola si è fatta > sempre più ampia e strutturata. Eppure, ciò di cui ci sarebbe bisogno è > un’educazione disarmata e disarmante. Per fortuna, ci sono comunità educanti > che provano ad andare in questa direzione. Come a Colleferro, città fondata > sulla guerra, la cui storia è puntellata dall’attivismo intergenerazionale di > una collettività che lotta per il disarmo e l’ambiente. […] > > Mentre il ricordo della leva obbligatoria, sospesa dal 1° gennaio 2005, si è > fatto sempre più lontano e sbiadito, le forze armate e la cultura della difesa > (o sarebbe meglio dire “della guerra”?) hanno (ri)conquistato spazio e > visibilità nelle classi di ogni ordine e grado, sia attraverso attività > interne (conferenze, lezioni) che esterne (visite a caserme e basi militari, > PCTO). Di seguito, una breve cronistoria che certifica l’escalation…» …continua a leggere su Lavialibera. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#lascuolavaallaguerra Visite scolastiche alla base aeronavale di #Sigonella: avanti con l’ #educazione #militare di Antonio Mazzeo La stazione aeronavale di Sigonella, in Sicilia, avamposto per le operazioni USA e NATO negli scacchieri di guerra in Ucraina, Africa e nel Golfo Persico, continua ad essere l’ambita meta per le gite fuori porta degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionale dell’Isola.https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/08/visite-scolastiche-base-aeronavale-sigonella-educazione-militare/
June 8, 2026
Antonio Mazzeo
Faro di Roma: 2 giugno. Come cristiani e come cittadini della Repubblica nata dalla Resistenza diciamo no al militarismo e quindi alla parata ai Fori Imperiali
DI LAURA TUSSI E SALVATORE IZZO SU FARO DI ROMA DEL 1° GIUGNO 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Laura Tussi e Salvatore Izzo, pubblicato su Faro di Roma il 1° giugno 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo. «In questa prospettiva si colloca anche l’impegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, animato dal sociologo e docente Antonio Mazzeo e sostenuto da numerosi insegnanti, ricercatori e attivisti, tra cui il professor Lucivero. L’Osservatorio denuncia la crescente presenza delle forze armate negli istituti scolastici e accademici attraverso protocolli d’intesa, attività promozionali, percorsi di orientamento e collaborazioni che, secondo i promotori, rischiano di normalizzare la cultura militare all’interno di luoghi che dovrebbero invece essere dedicati alla formazione critica e alla costruzione della cittadinanza democratica…continua a leggere su www.farodiroma.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Leonardo prosegue la penetrazione nella scuola pubblica con Mondadori, Rizzoli e Deascuola
Mesi orsono scrivevamo, fortemente preoccupati, a proposito di un’iniziativa organizzata da Leonardo – la nota azienda produttrice di armi – per gli studenti del Liceo Scientifico Newton, dell’I.T.I.S. G. Galilei, del Liceo Digitale Matteucci e dell’Istituto De Merode di Roma. La giornata aveva visto la partecipazione del Ministro Roccella, di Isabella Rauti (Sottosegretario alla Difesa), dell’On. Schifone, dell’AD di Leonardo Cingolani (ora, ex-AD) e del famoso divulgatore scientifico Alberto Angela ed era orientata a far comprendere ai giovani astanti l’importanza dello studio delle materie STEM a scuola.1 A nostro avviso, però, si trattava di una passerella volta a far introiettare nelle giovani menti lì presenti la possibilità e il “valore” di una carriera interna al settore industrial-militare: un’operazione di restyling, attraverso cui Leonardo tentava di “normalizzare” e magnificare il ruolo dell’industria bellica nella società, nel tentativo di farla apparire come volano di occupazione – e di un’occupazione di qualità e ben remunerata. Ebbene, apprendiamo con sconcerto che Leonardo ETS (Ente del Terzo Settore), assieme a HUB Scuola, la piattaforma per la didattica delle case editrici del Gruppo Mondadori, Mondadori Education, Rizzoli Education e D Scuola hanno siglato l’avvio di una collaborazione stabile nell’intento – a loro dire – «di stimolare negli studenti curiosità e sviluppare competenze fondamentali per affrontare le sfide del futuro».2 Il progetto comprenderà due serie di trenta video-lezioni online ciascuna, dedicate a tutti gli ordini di scuola (dalla primaria alla scuola secondaria di secondo grado) e tenute da attori, giornalisti ed esperti scientifici di Leonardo. Si tratta di un progetto che trova adeguata “copertura” istituzionale, essendo ricompresa nell’ambito delle iniziative prefigurate dalla legislazione italiana3 e dal PNRR;4 pertanto riteniamo di fondamentale importanza proseguire nel monitoraggio di quella che, a tutti gli effetti, non si configura come un’idea estemporanea e destinata a esaurirsi nel corso del prossimo anno scolastico, bensì come un primo passo per la penetrazione del complesso industrial-militare nell’istruzione pubblica. Ci attendiamo altresì la configurazione di nuovi percorsi di “eccellenza”, di stampo marcatamente meritocratico, che vadano in direzione di una sempre maggior differenziazione dell’offerta didattica di tutti gli ordini di scuola, al fine di creare poli didattici speciali per gli studenti più performanti – sul modello delle Università statunitensi – in cui le aziende, e in particolare quelle belliche, abbiano un ruolo centrale nella formazione dei ragazzi. L’ Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università si unisce alla denuncia di Scuola per la Palestina. Come lamentava Mario Draghi nel proprio, famigerato Rapporto, infatti, a differenza che nell’Unione Europea, negli USA «le risorse finanziarie sono altamente concentrate in alcune Università di ricerca di alto livello, che hanno la chiara missione di rimanere all’avanguardia nelle classifiche mondiali, con conseguente produzione di ricerca di grande impatto».5 Non vorremmo che i piani del Legislatore, già di per sé deprecabili e irrispettosi della grande tradizione umanistica dell’istruzione europea, fossero principalmente orientati al «rimanere all’avanguardia» della ricerca militare. Emiliano Gentili e Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Note 1. Science, Technology, Engineering and Mathematics ︎ 2. Gruppo Mondadori, Comunicato stampa: HUB Scuola e Fondazione Leonardo ETS insieme per diffondere la cultura STEM nelle scuole italiane, 6 Ottobre 2025, https://www.gruppomondadori.it/media/news-comunicati-stampa-e-social/2025/hub-scuola-e-fondazione-leonardo-ets-insieme-per-diffondere-la-cultura-stem-nelle-scuole-italiane. ︎ 3. Cfr. L. 197/2022, art. 1, cc. 552 e 553. ︎ 4. Missione 4, Componente 1, Investimento 3.1. Ma anche gli Investimenti numeri 1.4, 1.5 e 2.1. ︎ 5. M. Draghi, The future of European competitiveness, Part B: In-depth analysis and recommendations, pp. 247-248. ︎ -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: MAKE A ONE-TIME DONATION Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Donate -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A MONTHLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate monthly -------------------------------------------------------------------------------- MAKE A YEARLY DONATION Your contribution is appreciated. Donate yearly
Accordo tra Rheinmetall e Deutsche Telekom per uno “scudo di difesa” militare
Rheinmetall e Deutsche Telekom si uniscono per costruire uno “scudo di difesa” contro i droni e gli atti di sabotaggio, dicendo di farlo per salvaguardare le infrastrutture nazionali da probabili attacchi provenienti dalla Russia. Il Paese con cui la Germania intratteneva da decenni rapporti commerciali stretti, comprando petrolio e gas a prezzi contenuti, diventa in un batter d’occhio la nazione nemica dalla quale guardarsi e difendersi e anche per questo decine di notizie debitamente pettinate mettono in allarme l’opinione pubblica tedesca da pericoli oggettivi provenienti dall’Est – a cui magari imputare le non brillanti performances della economia renana. Le due aziende non sono nuove a progetti di tipo militare: fin dal 2017 la Telekom tedesca protegge infrastrutture critiche da droni non autorizzati, essendo dotata delle infrastrutture necessarie per la loro intercettazione, mentre, ad esempio, Rheinmetall lavora a un progetto simile per il Porto di Amburgo dal dicembre 2025. Del resto anche la notizia dell’accordo tra Rheinmetall e Deutsche Telekom non è nuova ma risale all’autunno scorso, come si evince direttamente dal sito della multinazionale di armi.[1] Tuttavia in questi giorni è stata ripresa dal documentato portale “Analisi difesa”[2] e la riteniamo meritevole della massima attenzione, poiché rappresenta un precedente che presto si presenterà anche in Italia (ricordiamoci di quando un paio di estati fa, proprio nel nostro Paese, i sistemi di arma israeliani sono stati utilizzati per prevenire registrazioni “pirata” di concerti rock). Da alcuni anni siamo davanti a un salto di qualità: tecnologie militari vengono presentate come indispensabili per la salvaguardia dell’economia e delle infrastrutture civili, dell’economia e dei posti di lavoro e, allo stesso tempo, tecnologie civili iniziano a servire direttamente e in maniera estesa il complesso militar-industriale. La vera notizia – e il motivo per cui abbiamo deciso di scriverci sopra –, difatti, è l’utilizzo della rete mobile per il sistema di controllo, ossia l’esistenza di una partnership strategica fra un’impresa civile e una specificamente militare, quale è per l’appunto Rheinmetall. Il fatto che aziende controllate dalle istituzioni (lo Stato tedesco detiene circa il 30% di Deutsche Telekom) siano parte attiva di progetti che un tempo afferivano al settore militare è un vero e proprio salto di qualità, che conferma come la tradizionale distinzione tra civile e militare sia ormai completamente saltata. Deutsche Telekom, difatti, lavora direttamente a un’operazione militare ricorrendo ai radiocomandi attraverso la radiofrequenza (RF), dal momento che i sensori RF saranno installati sulle torri della telefonia mobile. Uno dei primi risultati dell’economia di guerra, dunque, è che le infrastrutture civili vengano messe a disposizione dell’apparato bellico. In conclusione, l’evoluzione tecnologica è sempre più rapida e rende ininfluente ogni dubbio etico e morale sull’utilizzo delle innovazioni, che avanzando a una certa velocità impediscono anche al legislatore di riflettere a lungo sulle norme da applicare: l’Intelligenza Artificiale, difatti, riduce i tempi dei processi decisionali, ma ciò non equivale a una maggiore qualità delle scelte politiche, bensì alla prontezza operativa. E se il confine tra civile e militare è sempre più sottile diventa difficile cogliere la pericolosità di certi processi: la mancanza di chiarezza sull’utilizzo delle tecnologie dual-use (civili e militari allo stesso tempo) e sullo scopo reale della ricerca è un oggettivo ostacolo alla loro regolamentazione. La competizione sull’innovazione esistente fra i diversi Paesi, non per nulla, avviene all’insegna di chi applica le minori restrizioni legislative. A far quadrare il cerchio, come dicevamo, vi è la costante e reiterata motivazione della minaccia interna ed esterna, che impone segretezza, riservatezza delle informazioni, efficacia della azione preventiva e repressiva. Detto in altri termini: meno si sa e meglio è per la “nostra sicurezza” e perfino – a detta loro – per mantenere il nostro stile di vita. [1] Rheinmetall, Press Release: Rheinmetall and Telekom plan to develop a drone defence shield, 11th May 2026, https://www.rheinmetall.com/en/media/news-watch/news/2026/05/2026-05-11-rheinmetall-and-telekom-are-collaborating-on-drone-defence-in-the-civilian-sector. [2] Redazione Analisi Difesa, Rheinmetall e Deutsche Telekom svilupperanno uno scudo di difesa anti droni, 15 Maggio 2026, https://www.analisidifesa.it/2026/05/rheinmetall-e-deutsche-telekom-svilupperanno-uno-scudo-di-difesa-anti-droni/. Federico Giusti, Emiliano Gentili, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#lascuolavaallaguerra Addestramento #militare per studenti, protestano le mamme di #Modica #ragusa Nasce il “Movimento delle mamme di Modica” contro il coinvolgimento di 180 studenti del Ragusano in un corso di addestramento militare promosso dall’ #aeronautica La normalizzazione della guerra e’ in corso da anni e si materializza anche attraverso la costante e crescente militarizzazione della scuola e dell’ Universita’. https://www.freepressonline.it/2026/05/14/addestramento-militare-per-studenti-protestano-le-mamme-di-modica/
May 15, 2026
Antonio Mazzeo
Roma, il centro commerciale diventa centro di reclutamento militare
Al centro commerciale Aura, in Viale Di Valle Aurelia a Roma, l’Esercito Italiano sta svolgendo una campagna di informazione per il reclutamento. Ha avuto inizio il 20 marzo finirà il 17 maggio, con un orario esteso dalle 10 alle 19. La presenza dei militari è all’insegna della discrezione: un solo gazebo al piano rialzato, una ragazza e quattro ragazzi di cui solo uno sembra sulla trentina (non so leggere i gradi sulle divise). Appena mi avvicino e, malgrado sia un sabato affollato sono l’unica a farlo, si alzano tutti in piedi sorridendo. Mi invento che sono la nonna di un ragazzo di 17 anni e chiedo a cosa si deve esattamente la loro presenza. La ragazza mi dice che stanno presentando la possibilità di arruolamento volontario e mi invita a far venire mio nipote così saranno più chiare e dirette le spiegazioni. Allora, chiedo se sanno qualcosa sulla leva e sugli elenchi in cui sarà iscritto mio nipote a cura dei servizi anagrafici. Leva? Il militare che sembra più anziano, mi dice che non sanno nulla perché la leva è stata abolita (io sussurro sospesa…ah sì vero sospesa) e, comunque, ogni anno i sindaci sono tenuti a mandare gli elenchi ai comandi militari. Insisto: «ma il Ministro della difesa Guido Crosetto sembra intenzionato a ripristinare la leva obbligatoria e la cosiddetta difesa totale in cui includere anche il servizio civile, tutta la cittadinanza come supporto in caso di conflitto». Mi guardano stupefatti: «Ma noi dipendiamo dai nostri comandi…non sappiamo nulla, forse lei si sbaglia o ha letto informazioni che noi non conosciamo». Ringrazio mentre la ragazza, visibilmente in imbarazzo, mi consegna il volantino con tutti i QRcode per mio nipote e due grandi poster, da mettere se vuole nella sua stanza (sic!). Proverò a tornarci domani, e la settimana prossima di pomeriggio, quando arrivano dalle vicine zone della periferia Nord folle di ragazzi. Valle Aurelia (dove vivo da 41 anni) è una periferia qualificata, dove l’aggettivo indica opere di risanamento delle vaste zone verdi che la circondano, l’attuale restauro di una fornace, della vecchia Casa del Popolo, la ristrutturazione completa dei cinque palazzoni in cui sono stati spostati, durante il mandato di Luigi Petroselli (1979/1981), gli abitanti del borghetto dei Fornaciari. Fin dalla Roma repubblicana qui si fabbricavano laterizi. Le ultime due fornaci sono state chiuse nel secondo dopoguerra, ma molte famiglie hanno continuato ostinatamente a vivere attorno alle vecchie fabbriche. Gli sgomberi non sono stati facili, malgrado le parole rassicuranti del Comune e del Municipio (allora Circoscrizione): la futura opera di recupero delle abitazioni, alcune molto belle (e della chiesetta), avrebbe permesso ai vecchi inquilini di tornarci. Oggi il Borghetto è stato trasformato in un elegante centro di B&B, la chiesa è stata riaperta, e nessuno è ritornato nelle abitazioni occupate da secoli. Valle Aurelia è anche un nodo ferroviario importante, Il Vaticano sta a venti minuti a piedi. Dall’approvazione dei decreti sicurezza, per eliminare alcuni punti di spaccio nei pressi della stazione della metropolitana e proteggere i pellegrini diretti a San Pietro, il prefetto ha emanato il provvedimento che qualifica come zona rossa l’intera area intorno al centro commerciale. La microcriminalità si è spostata verso Primavalle, dove del resto, spaccio, piccoli furti, risse fra giovani di diversa appartenenza etnica, scippi sono da sempre all’ordine del giorno. Insomma, un problema di decoro urbano e il circolo vizioso per cui la paura genera bisogno di sicurezza e l’eccesso di misure securitarie aumenta la paura…e così anche l’arruolamento nell’Esercito Italiano appare un modo efficace per dare sicurezza alla popolazione, che invece avrebbe bisogno di servizi. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
#lascuolavaallaguerra #Modica, il Movimento delle mamme contrario all’addestramento #militare nelle scuole Documento sul coinvolgimento di 180 alunni delle scuole superiori di Modica #Ragusa Vittoria e Comiso, in un corso di addestramento militare portato avanti dall’Aeronautica, in collaborazione con il comune di Ragusa e l’Ufficio scolastico territoriale.https://www.ildomanibleo.com/2026/05/14/modica-il-movimento-delle-mamme-contrario-alladdestramento-militare-nelle-scuole/
May 14, 2026
Antonio Mazzeo