Da Cagliari un nuovo no alla guerra
Convocata dal Comitato di solidarietà per la Palestina, si è svolta venerdì 20
marzo a Cagliari una manifestazione per dire NO alla partecipazione dell’Italia
alla guerra scatenata da Israele e USA in medio oriente, in aperta violazione
del diritto internazionale e a spregio dei diritti umani.
Una guerra che sta già seminando, oltre ai morti e al disastro ecologico, anche
altre gravi conseguenze: il rincaro dei carburanti incide negativamente sulla
distribuzione delle merci e chi ne paga le conseguenze è il consumatore, che
vede i prezzi salire. Per i manifestanti c’è un altro NO importante da
sottolineare: quello alla politica di riarmo europea. L’economia armata non può
che portare ad un impoverimento economico, alimentare, ma anche ad una
regressione culturale, con l’avanzata del militarismo nelle scuole e nelle
università e con le proposte di ripristino del servizio di leva obbligatorio (su
questo punto si può seguire la campagna del Movimento Nonviolento.
https://www.movimentononviolento.it/campagne/obiezione-alla-guerra).
Un NO alla repressione del dissenso, che un po’ in tutta Italia si sta
scatenando. In Sardegna in particolare, dove semplici “deviazioni dal percorso”
di cortei legalmente autorizzati, come quelli in sostegno alla Palestina dello
scorso inizio autunno, vengono considerati grave reato per l’ordine pubblico.
Alcune centinaia di manifestanti hanno percorso le vie del centro, scandendo
slogan in solidarietà con le popolazioni colpite, contro l’imperialismo
statunitense e la politica guerrafondaia e genocida di Israele. Oltre a numerose
bandiere palestinesi, sventolavano anche alcune bandiere iraniane, in
solidarietà non con il governo di quel paese, che pure è stato proditoriamente
attaccato, ma col suo popolo, sottoposto ad un’ulteriore violenza.
Il corteo è poi confluito in quella che, all’anagrafe municipale, è denominata
piazza Yenne, ma che ormai da quasi cinque mesi è stata ribattezzata piazza
dell’indignazione. Là dove ogni sera dalle sei e mezza alle otto, si ritrova il
presidio giornaliero in solidarietà con la Palestina e contro il genocidio e le
guerre.
Dopo gli interventi finali, l’assembramento si è sciolto, dandosi appuntamento
però per domenica o lunedì, per un altro NO.
Carlo Bellisai