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Cancer Establishment, tra iatrogenesi e medicalizzazione della società ai tempi della Covid-19
L’emergenza Covid-19 in Italia ha avuto un grande impatto sui tumori. Gli screening oncologici durante la pandemia Covid-19 hanno subito una brusca frenata. A certificarlo, mettendo nero su bianco i dati del 2020, è stato l’Osservatorio Nazionale Screening. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Screening, nel 2020 oltre 4 milioni di inviti e 2,5 milioni di esami sono venuti meno rispetto al 2019. Tutto ciò si è tradotto in 5 mesi di ritardo per lo screening per il tumore del collo dell’utero, in 4 mesi e mezzo per lo screening per il tumore della mammella e 5 mesi e mezzo per lo screening colorettale. Tradotto in numeri assoluti l’Osservatorio aveva aggiornato le stime delle lesioni che potrebbero subire un ritardo diagnostico e che su tutto il 2020 risultano essere pari a oltre 3.300 carcinomi mammari, 2.700 lesioni cervicali CIN2+, quasi 1.300 carcinomi colon-rettali e oltre 7.400 adenomi avanzati in meno rispetto al 2019. Risultato: più neoplasie che verranno scoperte in fase avanzata. La mancanza di screening ha impedito la prevenzione a molti casi di tumore, che ben presto si è tramutato in un caso di iatrogenesi clinica, come lo avrebbe definito il grande sociologo Ivan Illich: il danno che la medicina provoca a individui e società attraverso mancanze mediche e procedure rischiose. In concomitanza a questo fenomeno, ad alimentare quello che il grande ecologista Edward Goldsmith definiva “cancer establishment”, è stato anche l’impiego di trattamenti sanitari non trasparenti o comunque non sperimentati come si sarebbe dovuto. A livello globale, nel 2022, sono stati diagnosticati circa 20 milioni di nuovi casi di tumore e si sono verificati quasi 10 milioni di decessi. Secondo le stime pubblicate nel 2022 dall’Oms in occasione del World Cancer Day, il cancro è responsabile di quasi 1 morte su 6 nel mondo, e il numero di nuove diagnosi è in continuo aumento e destinato a passare da 14 a 21 milioni l’anno da qui al 2030. L’OMS sottolinea che il cancro è la seconda causa di morte a livello mondiale e che nel 2050 si prevede un aumento del 77% delle nuove diagnosi a livello globale, raggiungendo i 35 milioni di casi all’anno. https://www.fanpage.it/innovazione/scienze/quali-sono-i-tumori-piu-frequenti-nei-giovani-i-dati-delloms/ Un aumento di tumori dal 2021 è stato segnalato in varie parti del mondo, compresa l’Italia, e la ragione è stata attribuita alle cause più disparate. Un articolo a cura di Patrizia Gentilini, oncologa ed ematologa del Comitato Scientifico della Fondazione Allineare Sanità e Salute, affronta un tema delicato e complesso, che non si può più ignorare, cioè un possibile ruolo causale dei preparati mRNA anti-COVID-19 nell’insorgenza ex-novo di tumori anche molto aggressivi, o nella ripresa di tumori in precedenza guariti o comunque ben controllati. Secondo gli oncologi della Fondazione Allineare Sanità e Salute, vi sono ormai buoni motivi per considerare un possibile ruolo causale anche dei vaccini a mRNA, ampiamente usati nella recente sindemia, che potrebbero esercitare un’azione cancerogena con varie modalità. Vi è infatti una vasta letteratura esistente di Case Report e di possibili meccanismi eziopatogenetici, con particolare riguardo alle profonde alterazioni del sistema immunitario indotte da questi “vaccini” e ormai ampiamente conosciute a livello internazionale. ARTICOLO – Vaccini mRNA antiCOVID-19 e rischio cancerogeno: un inquietante sospetto (28 marzo 2024) https://www.assis.it/tutti-vorremmo-dimenticare-ma-i-dati-ci-costringono-a-ricordare-laumento-dei-tumori-giovanili/ Una ricerca in pre-print[1] che prende in esame i dati ufficiali dell’Office of National Statistics (ONS) del Regno Unito riporta un incremento preoccupante di decessi per cancro nell’età 15-44 nel corso del 2021 e del 2022 rispetto ai 10 anni precedenti. Dallo studio risulta che nella fascia di età 15-44 anni il tasso di mortalità dal 2010 al 2019 mostrava una lieve ma costante riduzione: da 15 casi annui su 100.000 soggetti a circa 12,8 casi/anno, con una diminuzione del 14,7%, e anche nel 2020 perdura lo stesso andamento. Viceversa nel 2021 e 2022 si registra una netta inversione di tendenza e nel giro di questi 2 anni si raggiungono e superano i tassi del 2010, tanto che l’incidenza nel 2022 è pari a 17,5 su 100.000 con un incremento pari all’11,7% rispetto al 2010. Un’ulteriore elaborazione dei dati ONS[2] ha permesso di valutare, sempre fra i 15 e i 44 anni, le forme tumorali per le quali vi è stato il maggiore eccesso di mortalità nel corso del 2021 e 2022 rispetto ai 10 anni precedenti. Emerge che gli eccessi sono crescenti dal 2021 al 2022, anno in cui al primo posto come eccesso di morte per cancro risulta il melanoma, con un eccesso di mortalità rispetto ai 10 anni precedenti del 74%, seguito dal cancro al colon con un eccesso del 49,7%, dal cancro alla mammella con un eccesso del 27,8 e dai tumori cerebrali con un eccesso del 25,3%. Anche in Svizzera, in base ai dati di Helsana[3], principale assicurazione privata del paese, l’economista Kostantin Beck dell’Università di Lucerna ha denunciato un aumento del 65% di persone che hanno richiesto farmaci antitumorali nel 2021-2022 rispetto a 8 anni precedenti, passando da una media di 92.447 soggetti/anno a 153.092. Ute Kruger, patologa svedese esperta di tumori mammari, nell’agosto 2022 ha coniato il termine “Turbo Cancer” (“turbo-cancro”)[4] per indicare tumori molto aggressivi, di grandi dimensioni, spesso in giovane età, comparsi entro pochi mesi dalla vaccinazione, che sempre più frequentemente osservava, ma anche recidive di tumori già trattati con successo o in remissione da anni. Inizialmente la Kruger ne aveva attribuito la causa a ritardi diagnostici per il lockdown, ma trascorso quel periodo, la situazione non si era modificata. Nel novembre 2022 Angus Dalgleish Direttore del Dipartimento di Oncologia della St George’s University di Londra ha scritto una lettera aperta al British Medical Journal riportando una analoga esperienza e denunciando l’inconsueta ripresa di tumori o la comparsa ex novo a seguito della vaccinazione a mRNA scrivendo: “Come oncologo praticante sto vedendo persone con malattia stabile progredire rapidamente dopo essere state costrette ad avere un richiamo, di solito per poter viaggiare. Anche all’interno dei miei contatti personali sto vedendo malattie insorte sulle cellule B dopo i richiami. …uno sviluppa la leucemia, due colleghi di lavoro Linfoma non-Hodgkin e un vecchio amico che si è sentito come se avesse avuto Long Covid da quando ha ricevuto il suo richiamo e  cui, dopo aver avuto un forte dolore osseo, sono state diagnosticate come affetto da metastasi multiple da una rara malattia delle cellule B. Sono abbastanza esperto da sapere che questi non sono gli aneddoti casuali che molti suggeriscono, soprattutto perché lo stesso modello si sta vedendo in Germania, Australia e Stati Uniti…” [5] Più recentemente la Dott.ssa Janci Lindsay davanti al Senato U.S.A.[6] ha affermato che nel materiale genetico dei vaccini a mRNA si sono trovate sequenze contaminanti derivanti dal processo di produzione, quali DNA del virus SV40. Si tratta di un virus delle scimmie appartenente alla famiglia Poliomavirus, che ha un importante ruolo oncogenico in quanto agisce inattivando il gene oncosoppressore p53. La proteina p53 svolge un ruolo fondamentale nel garantire l’integrità del genoma, in quanto rileva la presenza di DNA danneggiato e arresta le cellule nella fase G1 del ciclo cellulare, permettendo che si attuino i processi di riparazione prima che il DNA alterato si replichi e sia trasmesso alle cellule figlie. Phillip Buckhaults, Direttore del Cancer Genetics, il 19 settembre 2023 ha testimoniato davanti alla Commissione per gli Affari Medici del Senato degli Stati Uniti, affermando che il vaccino anti-Covid di Pfizer, oltre a contenere mRNA, è contaminato con DNA plasmidico, dotato di potenziale rischio oncogeno, sostenendo che questo sia il vettore utilizzato per la trascrizione dell’mRNA, e dichiarando categoricamente: “So che è vero perché l’ho sequenziato io”[7]. Siamo di fronte non solo ad un grande caso di iatrogenesi clinica, ma anche ad altri casi di iatrogenesi. Secondo il sociologo Ivan Illich, la iatrogenesi è il danno che la medicina provoca a individui e società, attraverso tre forme principali: clinica (errori medici e procedure rischiose), sociale (de-politicizzazione dei problemi e dipendenza dalle cure) e culturale (indebolimento della capacità umana di soffrire, sopportare e affrontare la morte). Illich critica la medicalizzazione della vita quotidiana e sostiene che la “nemesi medica” (la minaccia alla salute causata dall’eccessivo sviluppo del sistema sanitario) si manifesta sia nell’assalto alla salute che nella perdita delle capacità umane. Stando a quello che nuovi studi sostengono siamo di fronte a tutte e tre le forme di iatrogenesi. Le ipotesi sono molte e la comunità medico-scientifico è al centro di un grande dibattito sull’argomento, ma se l’insorgenza di nuove forme di tumori (es: turbo-cancro) nei più giovani può essere correlata con la somministrazione di massa di vaccini sperimentali, quali erano i vaccini anti-Covid, oggi più che mai dobbiamo armarci dei principi di dubbio e precauzione, oltre che pretendere – in quanto ormai cittadini-consumatori – che i trattamenti sanitari proposti non siano obbligatori e siano in linea con sperimentazioni serie ed accertate in modo tale da rispecchiare sereni e trasparenti standard nel rapporto rischi-benefici.   [1] Carlos Alegria, Yuri Nunes UK – Death and Disability Trends for Malignant Neoplasms, Ages 15-44 y. February 2024 (2) (PDF) UK – https://www.researchgate.net/publication/378068419_UK_-_ [2] https://phinancetechnologies.com/HumanityProjects/UK%20Cause%20of%20death%20Project%20-%20Malignant%20Neoplasm%20Deaths%2015-44%20-%20Individual%20Causes.htm [3] https://newsacademy.it/scienze-e-salute/2023/12/08/svizzera-aumento-esplosivo-dei-casi-di-cancro-il-governo-nasconde-i-dati/ [4] Covid Vaccination and Turbo-Cancer. “Multiple Tumors in Multiple Organs”. Dr. Ute Kruger https://www.globalresearch.ca/turbo-cancer-we-have-problem/5789172 [5] https://dailysceptic.org/2022/11/26/as-an-oncologist-i-am-seeing-people-with-stable-cancer-rapidly-progress-after-being-forced-to-have-a-booster/ [6] https://www.youtube.com/watch?v=mjQQ7kkj3Bs [7] https://www.youtube.com/watch?v=IEWHhrHiiTY Lorenzo Poli
August 25, 2025
Pressenza
Giappone, studio PrePrints: “Vaccini anti-Covid possono causare turbo-cancro”
In questi giorni Frank Bergman – giornalista statunitense che oltre ad occuparsi di cronaca, conduce interviste con esperti e ricercatori e investiga su personaggi e organizzazioni influenti in ambito socio-politico – ha pubblicato un importante articolo ripreso in seguito anche da ComeDonChisciotte in cui viene data notizia di un importante nuovo studio condotto da eminenti scienziati giapponesi che ha scoperto come i vaccini anti-Covid a mRNA possano causare una diffusione più rapida e aggressiva dei tumori, riducendo drasticamente il tasso di sopravvivenza dei pazienti. Lo studio conferma che le iniezioni di mRNA causano il “turbo-cancro”, un fenomeno che i funzionari sanitari, i media delle grandi aziende e i discutibili “fact checker” hanno a lungo cercato di etichettare come “teoria del complotto” o “disinformazione”. I ricercatori che hanno condotto lo studio hanno esaminato i risultati dei pazienti oncologici negli ospedali giapponesi, confrontando i risultati dei pazienti non vaccinati con quelli che avevano ricevuto una dose di vaccino Covid. Lo studio ha rilevato che i pazienti vaccinati avevano prognosi molto peggiori, con un aumento della gravità e dell’accelerazione della diffusione del cancro con dosi ripetute. In particolare, hanno riscontrato un drastico peggioramento delle prognosi nei pazienti con cancro al pancreas (PC). Guidato dal Dr. Makoto Abue del Miyagi Cancer Center di Natori, il team di rinomati ricercatori ha pubblicato i risultati dello studio Repeated COVID-19 Vaccination as a Poor Prognostic Factor in Pancreatic Cancer: A Retrospective, Single-Center Cohort Study sulla rivista PrePrints. I ricercatori hanno condotto un’analisi retrospettiva su 272 pazienti affetti da cancro al pancreas (Coorte A). Un sottogruppo di 96 pazienti è stato sottoposto a test sierici IgG4 e immunoistochimica Foxp3. Una seconda coorte di 79 pazienti (coorte B) è stata utilizzata per valutare le risposte delle sottoclassi di IgG specifiche per lo spike. La regressione multivariata di Cox ha confermato che ≥3 vaccinazioni erano un fattore prognostico negativo indipendente (HR 4,08, p < 0,001), insieme a variabili note come lo stadio avanzato del tumore e l’assenza di intervento chirurgico. Livelli elevati di IgG4 erano significativamente associati sia alla frequenza delle vaccinazioni che a esiti negativi e correlati ai livelli di IgG4 specifici per spike (R² = 0,38). Lo studio ha anche osservato un aumento dell’infiltrazione di Treg (cellule Foxp3+) nei tumori di pazienti altamente vaccinati o con livelli elevati di IgG4. Lo studio ha valutato i risultati clinici e i marcatori immunitari in 272 pazienti diagnosticati tra il 2018 e il 2023, riferendo che i pazienti che hanno ricevuto tre o più dosi di vaccino a mRNA hanno mostrato una sopravvivenza globale significativamente più breve. Lo studio osserva inoltre che i risultati di sopravvivenza al cancro al pancreas sono peggiorati significativamente dopo il 2021, in coincidenza con l’introduzione del «richiamo» Covid (booster). Il periodo di sopravvivenza medio dopo una diagnosi di cancro al pancreas è sceso a 10,3 mesi tra i pazienti vaccinati rispetto ai 20,8 mesi dei non-vaccinati. La scoperta conferma che il tempo di sopravvivenza dei pazienti “vaccinati” è stato ridotto di oltre il 50%. Tra i «vaccinati», lo studio ha riscontrato livelli elevati di IgG4 sierico e un aumento dell’infiltrazione di cellule T regolatorie Foxp3-positive (Treg) nel tessuto tumorale. Questo profilo immunologico – secondo i ricercatori è indicativo di una soppressione dell’immunità antitumorale. Questo risultato rafforza il legame meccanicistico tra modulazione immunitaria e progressione del cancro. Alcuni dei migliori oncologi americani hanno soprannominato questo fenomeno “turbo cancro”. Lo studio solleva importanti preoccupazioni riguardo alla vaccinazione mRNA contro la Covid-19 e alla tolleranza immunitaria nei pazienti oncologici, chiedendo ora di ampliare la ricerca sugli effetti immunomodulatori a lungo termine dei vaccini a m-RNA nei pazienti oncologici. Il rinomato epidemiologo della McCullough Foundation Nicolas Hulscher – analizzando i risultati che mostrano il significativo divario di sopravvivenza tra i gruppi di dosaggio del vaccino, i risultati relativi alle IgG4 e alle Treg e l’uso di modelli multivariati e propensity score-matched – ha avvertito che lo studio ha confermato un “aumento del 300% del rischio di morte” per i pazienti oncologici vaccinati contro la Covid. Come riportato da Slay News, lo studio fa seguito a una recente ammissione della Food and Drug Administration (FDA) statunitense la quale ha dichiarato che i vaccini a mRNA anti-Covid sono contaminati da sostanze che hanno provocato un aumento globale dei tumori. Ulteriori info e dichiarazioni da parte di scienziati e oncologi sul tema in questi anni: > Eventi avversi da vaccino antiCOVID a rischio di grave sottostima > Moderna Admits Covid mRNA Shots Cause Cancer > Top Scientist Sounds Alarm as Traces of Covid ‘Vaccines’ Found in Cancer > Tumors > Top Oncologist Testifies on Explosion of ‘Turbo Cancer’ Among Covid-Vaxxed: > ‘Mass Murder’   Lorenzo Poli
April 29, 2025
Pressenza