Torino, oltre mille senza dimora in una notte: quasi uno su tre dorme in strada
Una notte di gennaio, temperature basse e città quasi vuota. Sotto i portici e
nei pressi delle stazioni, qualcuno si prepara a dormire.
Nelle stesse ore, volontari e operatori coinvolti nel progetto Istat percorrono
la città per contarli, uno a uno. Il conteggio realizzato nell’ambito della
campagna Istat «Tutti Contano» restituisce una fotografia aggiornata del
fenomeno delle persone senza dimora.
A Torino sono 1.036. Di queste, 664 sono ospitate nelle strutture di
accoglienza, mentre 372 — circa il 36% — trascorrono la notte in strada o in
sistemazioni di fortuna. Il sistema cittadino dispone di 770 posti letto, un
numero inferiore rispetto al fabbisogno complessivo. Il rapporto tra capienza e
persone senza dimora si attesta al 74,3%, segnalando una disponibilità limitata
rispetto alla domanda. Il fenomeno si conferma prevalentemente maschile. Le
donne ospitate nelle strutture sono 117, pari al 17,6% del totale. Elevata anche
la presenza di cittadini stranieri, che rappresentano il 77,7% degli ospiti, una
quota tra le più alte nel confronto con le altre grandi città. Dal punto di
vista anagrafico, la maggioranza si colloca nella fascia tra i 31 e i 60 anni
(67,3%), mentre i giovani tra i 18 e i 30 anni sono il 17,5%.
Tra le persone rilevate in strada, Torino presenta una distribuzione equilibrata
tra chi dorme all’aperto e chi trova riparo in spazi urbani coperti. I portici e
i sottopassi rappresentano una delle principali soluzioni di fortuna, accanto a
strade e aree pubbliche prive di riparo. La presenza di persone senza dimora si
concentra soprattutto nelle aree centrali e più frequentate della città.
Una collocazione che rende il fenomeno visibile, ma non necessariamente
riconosciuto. Durante il conteggio, nella maggior parte dei casi le persone
erano già addormentate o non in grado di interagire, segno della difficoltà di
intercettarne pienamente le condizioni. Il dato torinese si inserisce in un
quadro nazionale che conta oltre 10mila persone senza dimora nelle principali
aree metropolitane. A Torino emerge una realtà strutturata ma sotto pressione:
un sistema di accoglienza diffuso, ma non sufficiente a coprire l’intero
fabbisogno né a intercettare pienamente le esigenze delle persone senza dimora.
Una quota significativa continua a vivere in strada. Il dato restituisce una
fotografia chiara. Ora la questione si sposta sul piano delle politiche e della
capacità di trasformare i dati in interventi efficaci.
Fabrizio Floris