Le falsità di The Guardian sulle elezione presidenziali 2024 in Venezuela
Gli USA stanno esercitando un’enorme pressione su Cuba, Colombia, Brasile e
Messico per isolare il Venezuela. Ma i tre hanno recentemente rilasciato una
dichiarazione in cui chiedono che la sovranità venezuelana venga rispettata e
che si ponga fine agli “episodi violenti” (ad esempio le rivolte
dell’opposizione). Ai primi di gennaio 2026 la presidente eletta del Messico
Claudia Sheinbaum ha tenuto un discorso in cui ha condannato l’interventismo
straniero in Venezuela. Ma contro in Venezuela non c’è solo un tentativo di
aggressione militare, di guerra guerreggiata e di guerra diplomatica: è in corso
una guerra mediatica, ovvero un capolavoro di depistaggio, selezione delle
fonti, menzogne, omissione e informazioni fuorvianti.
Il suo obiettivo è un regime change guidato da organi di informazione
liberal-progressisti come The Guardian che fanno passare la propaganda per
reportage: qualcosa che è opinabile, come invece certezza e verità. E’ proprio
ciò che ha trasmesso l’articolo Evidence shows Venezuela’s election was stolen –
but will Maduro budge? pubblicato il 6 agosto 2024: il fulcro della propaganda
anti-chavista in Occidente sulle elezioni presidenziali del 28 giugno 2024 in
Venezuela che oggi viene riesumata contro il Presidente costituzionale Nicolas
Maduro, contro la Presidente vicaria Delcy Rodriguez e contro la Rivoluzione
Bolivariana. Andiamo dunque a vedere nei dettagli il contenuto dell’articolo che
fu tra i più importanti articoli che diede adito alla propaganda sulle presunte
“frodi elettorali” in Venezuela.
1. “Frode elettorale” di Maduro o tentato golpe elettorale della destra di
Machado?
Il presidente del Consiglio Nazionale Elettorale (CNE), il rettore Elvis
Amoroso, ha annunciato il 28 giugno 2024 la vittoria del candidato del Grande
Polo Patriottico, Nicolás Maduro Moros, alle elezioni presidenziali, rieletto
per il periodo 2025-2031, con 5.150.092 ovvero il 51,20%.
Il secondo posto è stato occupato dal candidato dell’opposizione di destra
filo-atlantista Edmundo González della Piattaforma Unitaria Democratica (PUD),
con 4.445.978 voti che rappresentano il 44,2% dei voti.
I candidati che si sono presentati alle elezioni erano 10 in rappresentanza
degli oltre venti partiti che hanno partecipato a quella tornata elettorale: 9
erano i candidati dell’opposizione che si sono presentati contro Maduro e tutti
hanno riconosciuto la vittoria di Maduro tranne il candidato della Machado,
Edmundo Gonzalez Urrutia. La leader dell’opposizione di destra, Maria Corina
Machado, aveva affermato che il nuovo presidente eletto del Venezuela era
l’ambasciatore Edmundo Gonzalez Urrutia, che secondo lei avrebbe “vinto con il
70%” dei voti. Un fake che ancora una volta sottolinea il carattere golpista
della destra venezuelana.
Molti giornalisti della stampa occidentale hanno parlato di “processo elettorale
farsa”, dando adito alle menzogne della destra e di Washington e facendo
affidamento sui dati forniti dall’opposizione, senza che a lei venisse chiesta
prove delle sue dichiarazioni.
Tre importanti inchieste hanno infatti rivelato che non solo non ci sono stati
brogli elettorali da parte chavista, ma anzi è stata la destra che ha presentato
verbali elettorali falsi con firme non autenticate. Si tratta di 9.468 fogli di
semplici “carte” (bollate come fogli di conteggio), prive della firma
dell’operatore della macchina, così come di quelle dei membri del seggio
elettorale e dei testimoni.
http://www.cubadebate.cu/especiales/2024/08/17/como-manipulo-las-actas-la-oposicion-en-venezuela-desvelamos-el-mecanismo-utilizado/
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-le_immagini_che_i_media_italiani_non_mostrano_le_prove_che_i_verbali_della_destra_venezuelana_sono_falsi/45289_56143/
https://www.cubainformacion.tv/especiales/20240730/110649/110649-venezuela-el-fraude-de-los-medios-golpistas-italiano-deutsch-francais-portugues-ellinika
Queste inchieste, nonostante la loro portata, sono state completamente ignorate
dai media occidentali. Nel frattempo The Guardian citava una “analisi” sulle
elezioni condotta dalla stessa opposizione, senza informare i lettori che
l’opposizione ha usato questo trucco in tutte le elezioni dal 2000 (tranne
quelle vinte del 2015), dove ha denunciato brogli e non ha mai presentato alcuna
prova credibile.
Tuttavia, attraverso un gioco di prestigio verbale, The Guardian ha presenta
Nicolas Maduro come un soggetto isolato, e la posizione estremista e
negazionista come dominante.
Quali sono le “evidenze” di frode elettorale presentate da The Guardian? Si
tratta di un giornalista di The Guardian, Tom Phillips, noto tra i
latinoamericani per essere il gringo più sprovveduto del continente. Ce lo
ricordiamo sprofondare nello sconcerto quando ha scoperto che Lula non aveva
appoggiato Juan Guaidó, perché pensava che condividessero la stessa ideologia.
Ha anche trascorso anni a promuovere Guaidó, ha ripetuto a pappagallo i punti di
vista della CIA per insabbiare il colpo di stato di estrema destra in Bolivia
nel 2019 e ha sostenuto la campagna di difesa legale contro Lula e Dilma in
Brasile.
2. La ONG venezuelana Transparencia Electoral viene presentata come un
“osservatore indipendente”, ma non lo è.
Il capo venezuelano di Transparencia Electoral, José Enrique Delgado (che siede
nel consiglio di amministrazione della società), è contemporaneamente
Coordinatore nazionale della comunicazione e dei media di Súmate. Súmate è la
falsa organizzazione di monitoraggio elettorale della leader dell’opposizione
Maria Corina Machado. Non solo, Súmate è finanziata dalla CIA attraverso la sua
organizzazione di ritaglio, la National Endowment for Democracy(NED).
Non dirlo ai lettori e presentarla semplicemente come un “osservatore
indipendente” è disinformazione e propaganda attiva e costituisce un crimine
contro il giornalismo.
3. I sondaggi d’opinione eterodiretti dalla NED
I sondaggi in Venezuela sono notoriamente inaffidabili. Alcune delle metodologie
di sondaggio più citate sono letteralmente sondaggi su Twitter. Molti
sondaggisti schierati con l’opposizione, come Súmate di Machado, sono finanziati
e sostenuti direttamente dalla CIA, tramite la NED, e sono quindi estremamente
discutibili. In effetti, questi sondaggisti finanziati dagli USA esistono per
presentare il governo come al collasso e l’opposizione come se godesse di un
ampio sostegno. Questo al fine di:
1. Creare fermento attorno al candidato sostenuto dagli Stati Uniti.
2. Fornire ai media occidentali sondaggi presumibilmente credibili da citare,
che dimostrino che il governo è sul punto di cadere, così quando vincerà le
elezioni potranno gridare alla frode.
Alcune di queste organizzazioni di sondaggi hanno avuto uno scarto fino a 60
punti nelle elezioni precedenti. Pensiamo solo a Meganalisis, una società di
sondaggi e ricerche di opinione venezuelana, che, durante le elezioni
presidenziali in Venezuela del 28 giugno 2024, le sue previsione fossero del
tutto opposte al risultato che poi è stato raggiunto: mentre il Grande Polo
Patriottico chavista con Nicolas Maduro vinceva con il 52% dei voti, il
loro Report di sondaggi del giugno 2024 affermava che le preferenze di voto dei
venezuelani (slide 7) fossero rivolte per il 68,4% al candidato della coalizione
di destra – ed ex-agente della CIA – Edmundo Gonzales Urrutia, mentre solo
l’11,3% per Nicolas Maduro. Meganalisis è la stessa società di sondaggi che
l’ANSA ha preso come riferimento – recentemente – per affermare che Machado
starebbe accrescendo i suoi consensi, mentre Rodriguez li starebbe perdendo
(dato smentito per altro da un sondaggio molto più importante fatto dalla
società Hinterlaces).
È come se un sondaggista americano prevedesse che il Partito Verde vinca in
tutti gli stati e continui ad essere citati come esperto credibile. Ci sono
stati molti sondaggi dal Venezuela che mostravano che Maduro avrebbe vinto
comodamente — o addirittura con una valanga di voti. Perché i media occidentali
non li citano mai? È ovvio: perché ciò andrebbe contro le loro narrazioni sul
regime change e quindi vengono ignorati. Per i media aziendali e l’impero
statunitense, alcune questioni sono troppo importanti per permettere alla verità
di intromettersi.
4. La Machado non poteva candidarsi perchè corrotta
Parlando della Machado, tutti sanno che Gonzalez è stata solo una sua
controfigura, dato che a lei era impedito di presentarsi alle elezioni per casi
giudiziari.
I media mainstream amano informare costantemente i lettori che le è stato
vietato di candidarsi, perché ciò alimenta la narrazione del “dittatore al
potere”, ma non hanno mai detto perchè le è stato vietato.
La Corte Suprema del Venezuela, il 26 gennaio 2024, ha confermato l’interdizione
a ricoprire cariche pubbliche per 15 anni per la Machado, confermando
l’ineleggibilità anche del supplente della Machado, il due volte candidato alle
presidenziali Henrique Capriles. La Corte Suprema ha ridichiarato che la Machado
è stata interdetta “per essere stata coinvolta… nel complotto di corruzione
orchestrato” dall’ex leader dell’opposizione Juan Guaido (fautore del tentato
golpe del 2019) legato alla compagnia energetica transnazionale ExxonMobil (1).
La Costituzione Bolivariana parla chiaro. All’articolo 130 si afferma: “I
venezuelani e le venezuelane hanno il dovere di onorare e difendere la patria, i
suoi simboli e valori culturali, di proteggere la sovranità, la nazionalità,
l’integrità territoriale, l’autodeterminazione e gli interessi della Nazione.”
All’articolo 152 si legge: “Le relazioni internazionali della Repubblica
rispondono ai fini dello Stato in funzione dell’esercizio della sovranità e
degli interessi del popolo; queste si reggono sui principi d’indipendenza,
uguaglianza tra gli Stati, libera determinazione e non intervento nei loro
affari interni, soluzione pacifica dei conflitti internazionali, cooperazione,
rispetto dei diritti umani e solidarietà tra i popoli nella lotta per la loro
emancipazione e benessere dell’umanità. La Repubblica mantiene la più ferma e
decisa difesa di questi principi e della pratica democratica in tutti gli
organismi ed istituzioni internazionali.”
Maria Corina Machado li ha violati tutti. Ha sostenuto il colpo di Stato del
2002 contro il comandante Hugo Chavez, predecessore di Maduro, e, per anni, ha
girato il mondo nel tentativo di organizzare un’invasione del Venezuela guidata
dagli Stati Uniti. Nel 2014 (La Salida) e nel 2017 (le guarimbas) ha guidato
ondate di violenza paramilitare d’estrema destra in tutto il Venezuela, che
hanno preso di mira scuole, ospedali, cliniche veterinarie, università, case
popolari, gli stessi militanti chiavisti, le femministe bolivariane e qualsiasi
altro simbolo della società collettivista che il socialismo bolivariano sta
cercando di costruire. La violenza politica dei gruppi paramilitari ha ucciso un
numero enorme di persone e ha causato miliardi di dollari di danni al Paese. Nel
2018 ha anche cercato di convincere Benjamin Netanyahu a dare il via libera
all’invasione israeliana del suo Paese.
In qualsiasi altro Paese al mondo, avrebbe trascorso il resto della sua vita in
prigione, se non fosse stata giustiziata (per esempio, negli USA). Ma in
Venezuela, la sua punizione principale è che non può ricoprire una carica per un
certo periodo di tempo.
5. Elezioni presidenziali in Venezuela vennero monitorate da 900 osservatori
internazionali e dall’ONU
Quando si parla delle presunte “frodi elettorali” in Venezuela, non si parla mai
delle delegazioni di osservatori internazionali che sono state presenti durante
le presidenziali del 2024. C’erano oltre 900 osservatori elettorali
internazionali da 107 paesi che hanno monitorato le elezioni, tra cui le Nazioni
Unite. Sono molto più di quelli presenti nelle elezioni della maggior parte dei
paesi. Infatti, i voti in Venezuela sono tra i più intensamente monitorati in
tutto il mondo. Per quale motivo un governo dovrebbe invitare degli osservatori
se sa che stanno cercando di indebolirlo e rovesciarlo per monitorare i
procedimenti? Per quale motivo un governo dovrebbe invitare degli osservatori se
ha manipolato le elezioni? Il governo bolivariano ha sempre dimostrato
trasparenza nei processi elettorali a partire dall’invito di delegazioni.
Il giornalista statunitense Alan McLeod aveva parlato con decine di osservatori
elettorali, sia ufficiali che non ufficiali (tra cui molti degli USA). E tutti
sembravano impressionati dal sistema elettorale automatizzato a riconteggio
manuale del Venezuela: un sistema che è stato definito dal Carter Centre come
uno dei migliori sistemi elettorali al mondo, oltre ad essere un efficacie
sistema anti-frode.
> Elezioni parlamentari in Venezuela con il nuovo sistema elettorale
> automatizzato più avanzato nel mondo
> Venezuela, CEELA: il sistema di voto elettronico con riconteggio manuale è la
> miglior garanzia di trasparenza
Forse The Guardian parla dell’Unione Europea, che non è stata invitata come
istituzione, nonostante molti osservatori internazionali presenti fossero
europei. Inoltre sono stati proprio gli osservatori internazionali a rilasciare
una dichiarazione in cui confermavano la vittoria di Maduro e il tentativo di
golpe da parte dell’estrema destra guidata da Machado e USA.
6. Nessuno si è scandalizzato per l’attacco al Consiglio Elettorale Nazionale
(CNE)
In tutto l’articolo di The Guardian e in tutta la propaganda occidentale
anti-chiavista sul Venezuela, emerge la narrazione secondo cui non è possibile
credere ai dati del Consiglio Elettorale Nazionale (CNE), informandoci che è
“controllato” da un “uomo forte”. Mentre dice al mondo occidentale di non
credere ai dati di un organo istituzionale di un legittimo Stato sovrano, The
Guardian avalla acriticamente l’opinione del Dipartimento di Stato USA quando si
tratta del Venezuela. Il Dipartimento di Stato ha trascorso un quarto di secolo
cercando di rovesciare i governi bolivariani di Hugo Chavez e Nicolas Maduro, e
nel farlo ha mentito costantemente.
Nessun giornalista che si rispetti darebbe per scontato quello che il
Dipartimento di Stato USA vuole che si sappia. E invece The Guardian è in grado
di esprimere scetticismo solo sulle affermazioni dei funzionari governativi
venezuelani e non sui funzionari governativi statunitensi.
In tutto ciò risulta strano che sulla stampa occidentale non sia apparsa la
notizia, grave, del tentativo di hackeraggio al sito web del Consiglio
Elettorale Nazionale (CNE) – chiuso la notte delle elezioni presidenziali 2024
– su cui la procura di Caracas aveva avviato indagini. Il tentativo di
hackeraggio, nonostante sia stato prontamente bloccato, è stato celebrato dai
sostenitori dell’opposizione.
7. Gli USA hanno riconosciuto e poi disconosciuto Gonzalez
Come da prassi golpista, anche il regime di Washington, ha sostenuto
l’oppsizione di Machado. Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha
dichiarato che Washington nutre “serie preoccupazioni” sul fatto che i risultati
delle elezioni presidenziali del Venezuela “non riflettono la volontà o i voti
del popolo venezuelano”. In seguito gli Stati Uniti hanno ritirato le loro
rivendicazioni su Gonzalez, e l’amministrazione Biden ha chiarito di non aver
riconosciuto Gonzalez come vincitore: “Non è un passo che abbiamo fatto”, ha
detto il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller, quando gli è stato
chiesto direttamente. Quindi non si prendono nemmeno le loro responsabilità in
merito. D’altronde più di 40 Paesi hanno riconosciuto l’esito delle elezioni e
Maduro vincitore – ovvero più di dieci volte il numero di nazioni che hanno
riconosciuto Gonzalez.
(1) Come noto, il Procuratore Generale della Repubblica, Tarek William Saab, ha
emesso mandati di arresto contro Yon Goicochea, Juan Guaidó, Julio Borges,
Andrés Izarra, David Smolanski, Carlos Vecchio, Léster Toledo, Savoi Jandon
Wright, Leopoldo López e Rafael Ramírez , identificati come operatori
all’estero. https://www.cubainformazione.it/?p=86516
(Si ringrazia Comitato Italia – Venezuela Bolivariano per gli spunti)
Ulteriori info:
https://www.blog-lavoroesalute.org/wp-content/uploads/2024/09/SPECIALE-VENEZUELA.pdf
> Elezioni in Venezuela: voto regolare, vittoria di Maduro
> Osservatori internazionali per le elezioni presidenziali in Venezuela del 28
> luglio
> La conferma (anche) giudiziaria della vittoria di Nicolás Maduro alle elezioni
> presidenziali in Venezuela
> Contro il Venezuela, le “tre C” della propaganda di guerra
> Sulla regolarità e la trasparenza delle elezioni nella Repubblica Bolivariana
> del Venezuela
Lorenzo Poli