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LIBANO: ISRAELE AMMASSA TRUPPE AL CONFINE. TEL AVIV: “FAREMO COME A GAZA”. CORRISPONDENZA DA BEIRUT
Israele colpisce senza sosta il Libano. 23 morti solo nelle prime ore di sabato 14 marzo per i raid incessanti di Tel Aviv in aree abitate da migliaia di civili, mentre la stessa Tel Aviv ammassa migliaia di riservisti alla frontiera; possibile un’ampia aggressione militare via terra nelle prossime ore. Intanto colpita un’altra base Unifil, a sud, dove Tel Aviv rende sempre più esplicita la volontà di conquistare in maniera stabile l’intera area a sud del fiume Litani, che corre a una trentina di chilometri dall’attuale border. “Faremo quello che abbiamo fatto a Gaza“, ha dichiarato un alto funzionario israeliano ad alcuni giornalisti e media di Tel Aviv. L’operazione militare terrestre programmata da Israele potrebbe costituire la “più grande invasione terrestre” di questo Paese in territorio libanese dal 2006, anno della guerra con Hezbollah, finita non benissimo per Tel Aviv. Il tutto mentre sono oltre 700 le vittime già provocate dagli attacchi ripresi su larga scala il 2 marzo. Circa 2.000 i feriti, mentre un libanese su quattro – circa 1 milione di persone – risulta sfollata, in particolare da sud verso nord, mettendo il fragile equilibrio del Paese ancora una volta ben oltre il livello d’allarme. La corrispondenza su Radio Onda d’Urto da Beirut  con David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per, ong presente in Libano dal 1997 e che ha attivato in questi giorni (clicca qui) una campagna di raccolta fondi straordinaria per sostenere le gigantesche esigenze umanitarie della popolazione libanese. Ascolta o scarica  
March 14, 2026
Radio Onda d`Urto
LIBANO: “SITUAZIONE DEGLI SFOLLATI SEMPRE PIÙ DRAMMATICA, IL GOVERNO USA LE SCUOLE COME RIFUGI”
“Entro la fine di questa settimana gli sfollati potrebbero diventare un milione“, il che rappresenta un quarto della popolazione totale del paese. Il governo ha quindi deciso di usare le scuole come rifugi per gli sfollati, misura che tuttavia risulta insufficiente. Così il nostro corrispondente da Beirut David Ruggini, in linea con quanto denunciato oggi da Oxfam, che parla di “situazione umanitaria prossima al collasso”. A soli dieci giorni dall’inizio dell’ennesima offensiva su larga scala dell’esercito israliano, le vittime sono oltre 634, i feriti circa 1400. Per di più le tensioni con Israele potrebbero contribuire ad esacerbare gli animi e far riemergere le tensioni interne. Non si segnalano per ora aumenti importanti dei prezzi o penuria di beni di largo consumo. Per quanto riguarda la cronaca, la notte scorsa un drone israeliano ha bombardato il lungo mare Ramlet al-Baida della capitale Beirut uccidendo otto sfollati che dormivano nelle tende allestite lungo la banchina. Un altro raid, sul villaggio di Aramoun, ha ucciso tre persone e ferito un bambino. Le forze di occupazione israeliane tentano di avanzare anche via terra nel sud e a est, nella valle della Bekaa, dove sono in corso da giorni pesanti scontri con il movimento sciita Hezbollah. Gli aggiornamenti da Beirut con David Ruggini dell’ong Un Ponte Per, presente in Libano dal 1997 con interventi nei campi profughi palestinesi, per garantire diritto allo studio e alla salute. Ascolta o scarica
March 12, 2026
Radio Onda d`Urto
NON SOLO IRAN: ISRAELE FA 500 MORTI IN LIBANO, MENTRE IN PALESTINA AMMAZZATA UN’ALTRA GIORNALISTA A GAZA
Non solo Iran. L’aggressione militare Usa – Israele scatenata su Teheran a partire dall’ultimo scampolo di febbraio 2026 sta travolgendo sempre più anche il Libano, dove Tel Aviv ha invaso via cielo e terra anche l’est del Paese, vicino al confine con la Siria. Pesanti scontri in corso con Hezbollah, che rivendica abbattimento di un elicottero israeliano. Tel Aviv continua poi i propri crimini di guerra con raid a tappeto sulla periferia sud di Beirut. Almeno 16 morti e 40 feriti oggi, con il totale in una settimana arriva a ben 486 vittime, oltre a 1.300 feriti. Tra i morti per le bombe di Tel Aviv anche il franscescano Pierre El Raii, parroco di Qlayaa, 50 anni. Non solo: Human Rights Watch denuncia come Israele ha utilizzato fosforo bianco almeno una volta in maniera accertata, il 3 marzo a Yohmor, nel Libano meridionale, parzialmente e nuovamente occupato. Il governo di Beirut chiede a Israele “negoziati immediati” e accusa Hezbollah di volere “fare collassare il Paese”, mentre Parigi ha chiesto un Consiglio urgente di Sicurezza Onu. Dal Libano su Radio Onda d’Urto l’aggiornamento di lunedì 9 marzo con David Ruggini, capomissione dell’ong “Un Ponte Per” a Beirut, che ha lanciato (clicca qui) una campagna straordinaria di raccolta fondi a sostegno della popolazione civile libanese. Ascolta o scarica C’è poi la Palestina, dove proprio ieri sera – 8 marzo – Israele ha ucciso l’ennesima giornalista donna, Amal Shamali, corrispondente di Qatar Radio dalla Striscia di Gaza, dove nelle ultime 24 ore ci sono almeno 7 morti a Gaza City per mano israeliana, oltre a 17 feriti. Il bilancio delle vittime del genocidio israeliano sulla Striscia in due anni e mezzo è salito a 72.133 morti e 172mila feriti, oltre a migliaia di persone sotto le macerie o…evaporate per gli attacchi di Tel Aviv. A poche ore dalla fine del quinto mese di cessate il fuoco Tel Aviv ha ammazzato 648 palestinesi, ferendo 18mila, e impedendo a migliaia di persone ferite di lasciare la Striscia. Da quando è iniziata l’aggressione sull’Iran, Israele ha infatti nuovamente chiuso i valichi praticamente a chiunque, compresi i feriti, nonostante gli accordi di ottobre 2025. Scenario non troppo dissimile in Cisgiordania, dove sono migliaia i check point, cancelli, barriere che Israele tiene più o meno sempre chiuse per strangolare l’economia e la società palestinese. Liberi di muoversi i coloni fascisti, che fanno il lavoro sporco di sponda con Netanyahu: oggi raid e attacchi a Tubas, Qalqylia, nella Valle del Giordano. E ancora: persone ferite, terre e animali rubati, oltre ai rapimenti dell’esercito, 24 in 24 ore tra Jenin, Nablus, Hebron e Gerusalemme, dove il ministro fascista israeliano della polizia, Ben Gvir, ha annunciato il porto d’armi automatico per i 300mila israeliani che vivono in città. La corrispondenza da Gerusalemme con il giornalista Michele Giorgio, corrispondente del quotidiano Il Manifesto, direttore di Pagine Esteri e nostro collaboratore. Ascolta o scarica
March 9, 2026
Radio Onda d`Urto
Leonardo-armi: il 27 marzo a processo
di Marco Bersani (Attac Italia). A seguire i nostri link. Mentre la guerra, con l’unilaterale attacco all’Iran da parte di Israele e Usa in totale violazione del diritto internazionale, fa un drammatico salto di qualità, diventando dimensione pervasiva delle nostre vite e della nostra società, un piccolo ma importante granello di sabbia prova a incepparne gli ingranaggi. Si terrà il
Con la Palestina nel cuore e nelle lotte
articoli di  Indice. da Anbamed del 23 e 24 gennaio – ultime notizie dalla newsletter di Radio Onda d’Urto – ultime notizie sul Board of Peace dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca una analisi sul “Board of Peace” da Diario Prevenzione sulla maternità a Gaza da Altreconomia su Cnr di Faenza ed Israele da Pressenza assemblea
January 24, 2026
La Bottega del Barbieri