Claudiano / Prima che tutto sia deserto
Da Persefone nel mito greco alla poesia latina di Claudiano all’epoca del
disfacimento imperiale. Milo De Angelis affronta e si confronta con la storia
intricata delle tradizioni orali che – come ben spiega nell’Introduzione al bel
volume della collana l’Airone – già in Omero e Esiodo vi sono tracce che
trascinano direttamente alle “vivacissime tinte” di una Sicilia il cui rigoglio
porta, nel racconto, Proserpina “fra le braccia di Plutone”. La nascita egiziana
di Claudiano è l’inizio di una formazione che lo condurrà da Alessandria a Roma
e immergendosi nella lingua latina. È intorno al 395 che appare il De raptu
Proserpinae, poemetto di tre canti, dichiaratamente incompiuto poiché ne era
previsto un quarto.
La fanciulla Proserpina forse viene rapita da chi la addenta senza contenersi
più che per slancio di lussuria, lei evocando le altre che l’hanno anticipata
nell’evento. Poi sposerà Plutone, e molte cose belle rifiorirono sulla terra.
Sono le descrizioni del mondo, luminose e terse, nell’opera di Claudiano ad
affascinare De Angelis, e noi con lui, tanto da assicurarci agevoli scivolamenti
dentro il “bel canto” che ha impressionato gli artisti dell’Italia del Sud
dell’epoca imperiale.
De Angelis ci accompagna col suo guardare la scrittura di Claudiano senza
confondere lo sguardo, anzi sembra che a ogni pagina la visione diventi sempre
più nostra, in condivisione con quanto gli dèi vedono ma togliendo loro la
facoltà di troppo governarci. Emergono suoni siciliani dalle fioriture che
abbeverano ciò che noi moderni abbiamo perduto del tutto incapaci di coltivare
nuovi germogli, nuova civiltà – se non facili decalcomanie. Oggi le iridescenze
somigliano sempre più a deleteri effetti fisici e psichici di squinternati
distruttori di mondi. Null’altro. Per questo l’effetto materno e benefico di
questa edizione va ben al di là di facili coinvolgimenti emotivi. Lambiscono il
meglio di un Ottocento shelleyano e un Novecento pavesiano, quel carattere
propulsivo che la stessa opera poetica di De Angelis si è legata al
pellegrinaggio nelle epoche. Non per imitazione, ma per associarsi a vicende e
poetiche lontane nello spazio e nel tempo. Prima che il continente sia
definitivamente deserto, occorre tornare a questi luoghi, facciamo luce nella
(definitiva?) caverna della mente.
L'articolo Claudiano / Prima che tutto sia deserto proviene da Pulp Magazine.