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ÈQUA LA FESTA 2026, il costo nascosto
Sabato 29 e domenica 30 agosto 2026 Parco Boschetto, Germignaga (Varese) Evento di GIM – Terre di Lago Quest’anno abbiamo scelto di parlare di costi nascosti e forse proprio le torride settimane appena trascorse, con la natura, le coltivazioni e il livello dei laghi in sofferenza per la siccità prolungata offrono un buon punto di partenza. Non è un caso, non è un fenomeno che accade ciclicamente – come dice qualcuno – ma è una progressione sempre più marcata verso il riscaldamento globale ed eventi atmosferici estremi. Era stato previsto, calcolato, annunciato e completamente ignorato dalla politica e probabilmente dalla maggior parte di noi. Perché non abbiamo fatto e non facciamo niente per contrastarlo? Semplicemente perché “non si vede” il legame tra le nostre scelte e le loro conseguenze, non è così immediato mettere in relazione la nostra produzione di CO2 con questi fenomeni. In altre parole, il cambiamento climatico è un costo nascosto, qualcosa che paghiamo (in questo caso tutti pagano) senza rendercene conto. Ci sono tanti altri costi nascosti dietro alle nostre scelte ed abitudini, molte volte pagati da persone lontane da noi, depredando risorse o producendo inquinamento in luoghi che non sapremmo neanche indicare sulla cartina geografica. Però… sono persone come noi, luoghi appartenenti al nostro stesso pianeta… Ecco allora la nostra ennesima sfida: fare una festa sul costo nascosto! Mangiare, bere, ballare, stare insieme, ma allo stesso tempo favorire una riflessione comune sulle ricadute che i nostri consumi, a volte apparentemente a buon mercato, hanno a livello ambientale e sociale. Impatto ambientale nell’uso delle risorse, nei trasporti, nella quantità sempre maggiore di rifiuti da smaltire. Impatto sociale nello sfruttamento del lavoro, nella delocalizzazione che sposta le produzioni e non da ultimo nell’aridità di relazioni umane che si basano solo sul consumo. Nel pomeriggio di sabato ospiteremo due giornaliste della rivista Altreconomia, testata molto autorevole su questi temi. Parleranno prevalentemente del mondo del tessile, paradigma di uno stile di consumo vorace e legato non tanto al bisogno quanto a condizionamenti esterni. Diverse collaborazioni porteranno valore aggiunto alla festa: la cooperativa Ballafon con alcune iniziative pensate e realizzate dai minori stranieri ospiti della comunità di Castelveccana; il Tavolo per la Pace dell’Alto Verbano attraverso una mostra sul tema delle alternative alle spese militari, i Bimbi del Bosco e Carovana Giramondo realizzeranno laboratori per bambini, Spazio Baratto con uno swap party dove portare e scambiare capi di abbigliamento, coop. Eureka organizza una lezione aperta di yoga e una corsa inclusiva… oltre alle associazioni che porteranno i loro stand nella giornata di domenica. A noi del GIM non resta che preparare un ottimo menù che coniughi ingredienti equi e locali a ricette sia della tradizione sia etniche, accompagnate per chi vuole da una fresca birra artigianale alla spina. Ma non è tutto: avremo anche un gioco-laboratorio sul commercio equo e solidale, un laboratorio di cucito, musica dal vivo, danze popolari. Per partecipare al gioco-laboratorio sul commercio equo, al laboratorio di cucito ed a quello di percussione africane, è gradita la prenotazione (messaggio whatsapp al +39 328 462 8913 o via email a gim.terredilago@gmail.com). PROGRAMMA SABATO 29 AGOSTO · Ore 17:00 – CONOSCI QUELLO CHE INDOSSI? Aspetti sociali e ambientali della filiera tessile con Alessia Cesana e Martina Ferlisi (Altreconomia) e Francesca Di Gangi (sarta) · Ore 19:30 – CENA equa-etnica-locale · Ore 21:00 – MUSICA DAL VIVO con THE VASKERS – Storie e musiche dal mondo a km0 DOMENICA 30 AGOSTO · Ore 9:00 – RUN FOR FUN · Ore 10:00 – YOGA CON MANU · Dalle ore 10:00 – MERCATINO delle associazioni e SWAP PARTY: scambio di vestiti per tutte le età a cura di SPAZIO BARATTO · Ore 10:30 – IL VIAGGIO DEL CAFFÈ: GIOCO LABORATORIO SUL COMMERCIO EQUO a cura di Coop. GIM-TerreDiLago (gradita la prenotazione) · Ore 12:30 – PRANZO equo-etnico-locale · Ore 15:00 – LABORATORIO DI CUCITO Conoscere i tessuti, leggere le etichette, rammendare e mettere un bottone. Con Francesca Di Gangi (gradita la prenotazione) · Ore 15:30 – LABORATORI PER BAMBINI dai 3 agli 11 anni A cura de I BIMBI DEL BOSCO e CAROVANA GIRAMONDO GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA e DELL’ADOLOSCENZA 2026 Presenta Giorgia Quadri, interviene Erika Papa · Ore 16:30 – LABORATORIO DI PERCUSSIONI AFRICANE a cura di Coop. Ballafon (gradita la prenotazione) · Ore 17:30 – PICCOLO SPETTACOLO DI PERCUSSIONI con Ballafon Band · Ore 18:00 – APERITIVO con musica dal vivo e danze popolari Link alla pagina Facebook dell’evento per saperne di più sul programma e rimanere aggiornati. Redazione Varese
August 25, 2026
Pressenza
Earth Overshoot Day, si aggrava lo stato del pianeta
Il benemerito Global Footprint Network (la rete mondiale sull’impronta ecologica) ogni anno calcola e annuncia l’Earth Overshoot Day. È il giorno dell’anno nel quale le risorse che l’umanità consuma superano la capacità di rigenerazione delle stesse risorse da parte del pianeta Terra. Vale a dire, da quel giorno si supersfrutta, si crea ulteriore debito ecologico, si aggrava lo stato del pianeta. Per il 2026 questo giorno è il giovedì 30 luglio. Da qui al 31 dicembre si compie lo scempio, il saccheggio, solo che ciò non viene considerato alla stessa stregua da governi, élite dominanti, capitalisti, finanza, complessi militar-industriali, giornalisti e intellettuali al loro servizio ecc. Esistono naturalmente movimenti, studiosi, organismi, media che prendono sul serio la cosa e si comportano coerentemente. Sorprendentemente, ma non troppo, tuttavia molta sinistra non è di questo avviso. Centro-sinistra sicuramente, ma anche settori di sinistra alternativa, affetti da industrialismo e da sviluppismo. Per alcuni, malattie inguaribili. Naturalmente la parola e la nozione “umanità” è generalizzazione. È la solita media. C’è chi gozzoviglia e c’è chi vive sobriamente. O perché costretta dalle condizioni materiali di esistenza o perché sceglie deliberatamente di rispettare natura e ambiente (e, importante, rispettare l’intera società). La metafora che abbiamo spesso usata è quella del Titanic. Prima che affondasse, la nave rispecchiava la stratificazione sociale della divisione in classi nella terraferma. La prima classe era costituita da esponenti della classe dominante soprattutto statunitense, la seconda classe da turisti e borghesi in generale, la terza classe da poveri migranti in cerca di fortuna negli Usa. Infine, molto in basso, i fuochisti, i lavoratori manovali che a turno dovevano costantemente alimentare con palate di carbone le macchine a vapore. A salvarsi naturalmente con le scialuppe di salvataggio furono soprattutto componenti delle prime due classi. Va da sé. Allora ricapitoliamo. Se l’intera umanità consumasse e sfruttasse come uno statunitense occorrerebbero 5,1 pianeti terra, se tedesco e italiano da 2,8 a 3,2 pianeti, se indiano 0,7-0,8, se cinese 2,3-2,4. Con il necessario rilievo che il cinese produce anche per il consumo occidentale e che comunque sono impressionanti i dati attuali cinesi sulla transizione ecologica, sull’uso dell’energia verde ecc. Malgrado ciò i soliti progressisti, “democratici”, perbenisti Pd ecc. stigmatizzano sempre la Cina. Un unico esempio: la guerrafondaia Tonia Mastrobuoni, corrispondente da Berlino per il giornale “Repubblica”, considera eguali Usa e Cina nell’inquinamento e nello sfruttamento ambientali. Solo che la nostra prode “democratica” mette sullo stesso piano i 349 milioni di abitanti degli Usa con i 1.412 milioni della Cina. Come insegnano le procedure delle istituzioni di ricerca l’impatto ambientale e climatico si calcola sempre pro-capite. Un’ultima osservazione. Le diseguaglianze caratterizzano il capitalismo storico all’interno di ogni singolo Paese e nella scala mondiale tra aree e regioni, tra centri e periferie, tra Nord Globale e Sud Globale. All’inizio degli anni Ottanta esisteva una piramide mondiale, dal lato del consumo di energia. Energia in senso complessivo, comprendente quindi anche l’energia spesa per produrre merci e per assicurare i servizi ecc. Questa piramide costituisce una gerarchia mondiale, sul piano materiale e sul piano del potere. Uno statunitense consumava tanta energia quanta l’energia consumata da 2 tedeschi, da 3 svizzeri, da 4 italiani, da 60 indiani, da 160 tanzaniani, da 1.100 ruandesi. Oggi questa gerarchia è sicuramente attenuata nel rapporto tra aree dell’Occidente collettivo ed entro i Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) e tuttavia è aggravata in rapporto al resto del mondo. Un solo richiamo finale a proposito del rapporto tra centri e periferie. È difficile per un occidentale, anche di sinistra, concepire che i popoli delle periferie rivendichino il debito coloniale, per i 4-5 secoli di rapina e di trasferimento di risorse a causa del colonialismo e dell’imperialismo. E che parallelamente rivendichino il debito ecologico, a causa delle emissioni di gas serra e della distruzione ambientale operate per lo sviluppo dei centri capitalistici. Tuttavia ciò è ineludibile. Giustizia sociale, giustizia ecologico-climatica, giustizia colonial-imperialistica, pace e fine delle guerre si intrecciano e non sono separabili. “Nel capitalismo tutto si tiene”, elementare verità.               Giorgio Riolo
July 30, 2026
Pressenza
Note al rapporto Censis 2025 – di Gianni Giovannelli
L’età selvaggia, del ferro e del fuoco (prima e seconda parte del rapporto)   I sat upon the shore Fisching, with the arid plain behind me Shall I at least set my lands in order? (Sedetti sulla riva Pescando, con l’arida pianura alle spalle: Riuscirò infine a mettere ordine nella mia terra?) Thomas Stearns [...]
April 20, 2026
Effimera
Abiti Puliti: campagne, appuntamenti e libri
Quel che possiamo fare noi. C’è una domanda che ci sentiamo fare spesso: “Ma comprare di seconda mano è sufficiente?” È una domanda onesta, e merita una risposta onesta. Ce la offre un report di Südwind — partner tedesco della Clean Clothes Campaign — che abbiamo trovato così utile da volerlo condividere. Si intitola «Swipe, Sell, Sustain? What Second-Hand Fashion Can
Le famiglie italiane tirano la cinghia, continuano gli allarmi sul carrello della spesa
Su questo giornale abbiamo seguito assiduamente i rapporti Istat riguardanti l’inflazione e l’andamento dei prezzi, sottolineando il nodo preoccupante per cui, a dispetto di una riduzione nel costo di tanti beni, quelli su cui le classi popolari spendono la maggior parte dei propri redditi hanno sempre continuato a tenersi sopra […] L'articolo Le famiglie italiane tirano la cinghia, continuano gli allarmi sul carrello della spesa su Contropiano.
September 15, 2025
Contropiano
Da ‘bubble-car’ a tank il passo è breve (dentro ai SUV come fossimo in guerra)
In principio fu il binomio maschilista ‘donne e motori’, su cui il marketing delle case automobilistiche puntò velocemente una volta affermatasi l’auto come feticcio consumistico. Feticcio che sempre di più misurava, con le sue prestazioni crescenti, l’affermazione sociale e la … Leggi tutto L'articolo Da ‘bubble-car’ a tank il passo è breve (dentro ai SUV come fossimo in guerra) sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
L’Agroalimentare si conferma in buona salute. I dati del Rapporto ISMEA
Le prime stime dell’Istat per l’anno 2024 indicano un incremento in volume sia della produzione sia del valore aggiunto dell’agricoltura. Una crescita della produzione che ha riguardato sia le coltivazioni, sia il comparto zootecnico, sia le attività secondarie. Risultano invece in calo le attività dei servizi agricoli. L’annata è stata favorevole per frutta, ortaggi freschi e vino, mentre è stata in flessione per cereali, olio d’oliva e foraggi. Sul fronte economico, l’andamento dei prezzi dei mezzi correnti di produzione conferma una riduzione nel 2024, con un -3,7% del valore medio dell’indice Ismea rispetto al 2023. I prezzi dei prodotti agricoli hanno guadagnato lo 0,9% sul livello medio del 2023. La produzione dell’industria alimentare, secondo l’indice elaborato dall’Istat, nel 2024 è aumentata dell’1,8% rispetto all’analogo periodo del 2023, a fronte di una riduzione del 3,7% di quella del manifatturiero nel complesso. Sono aumentate anche le esportazioni italiane di alimenti e bevande nel 2024: più 7,5% rispetto al livello del 2023 sfiorando il record di 70 miliardi di euro, con una performance migliore rispetto alle esportazioni complessive che sono rimaste per lo più ferme sul livello del 2023. Le importazioni agroalimentari nel 2024 sono aumentate del 7,2% (-3,9% le importazioni totali nazionali). Queste dinamiche hanno determinato un ulteriore miglioramento della bilancia commerciale agroalimentare rispetto al 2023, con un surplus di circa un miliardo di euro. Sono i dati del nuovo Rapporto ISMEA, che anche quest’anno ha svolto un’indagine di approfondimento presso le imprese per monitorare il ricorso e le condizioni di accesso al credito per il settore agroalimentare. “L’indagine ha confermato, si legge nel Rapporto, che le imprese dell’industria alimentare sono maggiormente orientate al credito rispetto a quelle agricole intervistate; infatti, circa 30% delle prime ha fatto richiesta di un finanziamento nel corso del 2024, contro il 25% delle seconde. Nel dettaglio, nel corso del 2024 il 26% degli operatori dell’industria alimentare ha fatto richiesta e ha ottenuto un prestito dalle banche, il 2% ha fatto richiesta ma ha ottenuto un rifiuto o ha rinunciato per le condizioni proibitive proposte, e un altro 2% era in attesa di conoscere l’esito a dicembre, mentre il 70% ha dichiarato di non aver fatto richiesta non avendone bisogno. Tra quelli che hanno ottenuto un credito, la maggior parte (59%) si è rivolto alla banca per un finanziamento a medio-lungo termine (oltre 18 mesi), soprattutto per l’acquisto di macchinari e attrezzature (per il 47%) e per la costruzione/ristrutturazione di fabbricati e/o impianti (12%). La maggior parte di coloro che si sono rivolti alla banca per un prestito a breve termine (12-18 mesi) ha sfruttato il finanziamento soprattutto per pagare i fornitori (47%). La scelta dell’istituto bancario a cui rivolgersi dipende ovviamente dalle condizioni offerte e dai tassi di interesse (per il 44% degli intervistati) e dal rapporto consolidato nel tempo con la banca (28%)”. Quanto alla situazione di liquidità, il 15% degli operatori dell’industria alimentare ha dichiarato di avere qualche problema, una quota di poco inferiore rispetto a quella degli imprenditori agricoli intervistati (il 20%). In entrambi i settori, per la maggior parte dei rispondenti (il 61% per l’agricoltura, il 43% per l’industria) la situazione deriva in larga misura dal calo delle vendite e dalla dilazione dei pagamenti. I rispondenti dell’industria alimentare con problemi di liquidità hanno denunciato anche il problema dell’insolvenza dei debitori (18%) e le scadenze sfalsate delle fatture a credito e a debito (14%). Per quanto riguarda, invece, i consumi, secondo i dati dell’Osservatorio sui consumi alimentari Ismea-NielsenIQ, nel 2024 il carrello della spesa per i prodotti alimentari da consumare in casa è costato agli italiani lo 0,9% in più rispetto al 2023. Nel quarto trimestre dell’anno i prodotti del “largo consumo confezionato” hanno fatto registrare una crescita dei fatturati nei canali retail di circa il 3%, grazie alla ripresa dei volumi e a un progressivo rientro del fenomeno inflattivo. La dinamica dei volumi nel carrello differisce tra i vari comparti: ritrovano slancio ortofrutta e bevande, mentre si riducono i prodotti proteici di origine animale (in controtendenza solo le uova). Crescono gli acquisti in volume dei prodotti legati a salute e benessere, e di quelli con tempi di preparazione ridotti (es. zuppe e piatti pronti). Qui per scaricare il Rapporto ISMEA “LA CONGIUNTURA AGROALIMENTARE DEL QUARTO TRIMESTRE 2024”: https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13461 Giovanni Caprio
May 4, 2025
Pressenza