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Run for AIRC (Pisa), 17 maggio: corsa per sostenere la ricerca sul cancro… Con l’Esercito Italiano
A Pisa, il 17 maggio, si terrà la Run for AIRC, una corsa per le vie della città per sostenere la ricerca sul cancro. Fin qua niente di strano. Se non fosse che sulla locandina dell’evento compare, in posizione centrale, lo stemma dell’Esercito Italiano… La spesa militare globale è in continua crescita da almeno 11 anni avendo raggiunto nel 2025, stando ai dati Sipri, la cifra astronomica di 2.887 miliardi di dollari. Inutile chiedersi quanti ospedali o scuole avremmo potuto costruire e attrezzare con questi soldi, quanti interventi sociali avremmo potuto realizzare con una minima parte di queste incredibili risorse. La riflessione è d’obbligo se pensiamo alla ricerca in campo medico, alle tante, troppe malattie, non ancora debellate per gli scarsi finanziamenti ricevuti, ai ricercatori precari che sempre più frequentemente accettano offerte provenienti dall’estero a causa delle borse di studio o stipendi miserrime con le quali non riescono a vivere in Italia. Ma addirittura la ricerca medica, dimenticata o sminuita nel depotenziamento dei centri nazionali di ricerca, diventa talvolta occasione di propaganda politica: è il caso dell’attività podistica Run for AIRC presentata al Comune di Pisa con il patrocinio dell’ormai onnipresente assessora Frida Scarpa. L’avevamo lasciata pochi giorni addietro sul palco della Giornata della Solidarietà per ritrovarla alla conferenza stampa di presentazione della seconda edizione della Run for AIRC, manifestazione ludico-motoria non competitiva organizzata dalla Fondazione AIRC – Comitato Toscana in collaborazione con il Pisa Road Runners Club, l’Uisp e il supporto del Comune di Pisa, dell’Opera della Primaziale e… dell’Esercito. Leggiamo testualmente a proposito del ruolo dell’Esercito nella Run for AIRC Pisa del 17 maggio 2026 () > «Grande protagonista di questa edizione sarà anche l’Esercito Italiano. Oltre > a garantire il supporto logistico lungo il percorso con i paracadutisti del > Reggimento Logistico ‘Folgore’, l’Esercito sarà presente al Village con un > Info Point sui concorsi per l’arruolamento. All’arrivo, i partecipanti > potranno inoltre degustare la celebre ‘cioccolata militare‘, parte storica > della razione K dei soldati italiani.» All’assessora Scarpa, la cui presenza al fianco dell’esercito è ormai una costante, vorremmo ricordare che la ricerca non ha affatto bisogno di alcuna propaganda militarista. Al contrario servirebbe un concreto aiuto magari mettendo a disposizione dei giovani ricercatori e delle giovani ricercatrici dei posti letto a prezzi calmierati visti gli elevati costi delle locazioni in città. Ci direte che la nostra posizione è desueta e polemica, fuorviante perchè induce all’odio verso le forze armate. Possiamo rassicurare che il nostro intento è semplicemente fornire una visione critica verso questi eventi vetrina utili a trasmettere messaggi rassicuranti sul ruolo dell’esercito. Sarebbe infatti il caso di cominciare a porsi qualche seria domanda sulla presenza dilagante di uomini in divisa in ogni momento della vita sociale pisana, dalla Giornata della Solidarietà alle iniziative a sostegno della ricerca. Ci chiediamo, infatti quale coerenza ci possa essere nel cogliere occasioni come questa per fare propaganda per l’arruolamento nell’esercito, mentre al contrario ci aspetteremmo in un contesto del genere che le istituzioni, da quelle locali alle nazionali, offrissero borse di studio o assunzioni stabili per giovani ricercatori e ricercatrici. A beneficiare dell’aumento delle spese di guerra sono infatti sempre più i settori militari al contrario della ricerca, altro che cioccolata del militare. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lotta al cancro e spese militari: intervista a Chiara Mozzetta
Lotta al cancro e spese militari, domenica 11 Maggio AIRC in piazza per le azalee con i ricercatori in prima linea. Intervista a Chiara Mozzetta. In un mondo che vede l’Essere Umano come valore fondamentale, le risorse degli stati dovrebbero essere spese per il benessere e per i diritti umani fondamentali, come la salute. Ne parliamo con Chiara Mozzetta, ricercatrice presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” dell’Università La Sapienza di Roma, che per testimoniare l’importanza della ricerca scientifica, ha deciso di mettersi in prima persona nelle piazze insieme a migliaia di altri volontari in tutta Italia per raccogliere donazioni necessarie a finanziare gli studi contro il cancro, distribuendo 600 mila piante di azalea per AIRC. Chiara, le piazza colorate di azalee sono ormai da anni un simbolo di speranza nella cura delle malattie tumorali. Riprendendo un vecchio slogan di AIRC, quando potremmo cancellare la parola incurabile davanti al nome della malattia? Rispondo citando a mia volta una classica riflessione di AIRC: il cancro non è una sola malattia, ma un insieme di malattie molto diverse tra loro. Proprio per questo, trovare una cura definitiva richiede uno sforzo corale da parte di tutta la comunità scientifica, medica e sociale. Solo la ricerca può condurci a quel traguardo. E mai come in questi ultimi anni siamo stati così vicini a scoperte che permettono di curare un numero sempre maggiore di tumori. Pensiamo ai successi già ottenuti: molte leucemie infantili, le leucemie mieloidi croniche, diversi tumori al seno o i linfomi di Hodgkin oggi sono curabili. Per altre forme, i progressi ci sono e sono costanti, anche se a volte più lenti. La vera svolta, oggi, è nella conoscenza: comprendiamo sempre meglio i tumori e questo ci permette di sviluppare terapie più efficaci e sempre più personalizzate. Non possiamo ancora dire quando cancelleremo del tutto la parola “incurabile”, ma siamo certamente sulla strada giusta. È molto interessante quando professionisti come te, che nell’immaginario collettivo sono esseri speciali in ambienti asettici avvolti in camici bianchi, guanti e mascherine decidono di scendere in piazza a spiegare direttamente la necessità di sostenere la ricerca scientifica. Spiegaci perché hai deciso di farlo Ogni anno AIRC coinvolge i ricercatori dei progetti finanziati per affiancare i volontari in piazza: un’occasione preziosa per avvicinare i cittadini al mondo della ricerca e dimostrare quanto concreto sia il loro supporto. Quest’anno mi piaceva l’idea di dare un contributo diretto alla raccolta fondi, così come fanno anche tanti altri miei colleghi. Mi ha spinto inoltre il supporto e la passione delle mie amiche più care, con cui ho deciso di condividere questa esperienza di solidarietà. E soprattutto vorrei far vivere ai nostri figli, che spero ci accompagneranno, il valore di donare tempo e impegno per gli altri, con lo scopo di fargli capire che fare del bene non richiede nulla in cambio, se non la volontà di costruire qualcosa di buono insieme Rivolgiamoci un attimo a coloro che sono scettici sulle donazioni. I soldi arrivano davvero? Per chi è scettico sulle donazioni, posso dire con esperienza diretta che i fondi di AIRC arrivano davvero nei laboratori di ricerca. Nel mio laboratorio abbiamo ottenuto due importanti finanziamenti che hanno reso possibile portare avanti uno studio su un raro sarcoma pediatrico del tessuto muscolare, individuando nuovi potenziali bersagli farmacologici. Questi finanziamenti non coprono solo reagenti e materiali, ma anche i contratti del personale: negli ultimi anni AIRC ha sostenuto due ricercatori senior per durate di 3 e 5 anni e un dottorando, figure senza le quali il progetto non sarebbe andato avanti. Inoltre, il rigore del processo di selezione – con panel internazionali che valutano scientificamente ogni proposta – assicura che vengano finanziati solo i progetti più promettenti e innovativi. La partecipazione attiva dei cittadini è una cosa bellissima, e iniziative come questa la alimentano e contrastano la distanza sociale. Ma ricordiamoci che l’investimento in alcuni settori come sanità e ricerca in ogni caso dovrebbero essere a carico della finanza pubblica. Concordo pienamente: il finanziamento pubblico alla sanità e alla ricerca dovrebbe essere la norma. In Italia, purtroppo, i fondi strutturali sono ancora troppo frammentati e soggetti a cicli politici che limitano la programmazione a lungo termine. La ricerca richiede orizzonti temporali che superano la durata di un singolo governo, e perciò i risultati faticano a trasformarsi in consenso elettorale. Un intervento efficace dovrebbe prevedere stanziamenti stabili e continui, senza dover attendere anni per nuovi bandi ministeriali. Il PNRR ha rappresentato un’importante iniezione di risorse, ma resta un’operazione una tantum: quando il “boost” finirà, rischiamo di tornare allo schema precedente, incapace di sostenere progetti di ampio respiro. C’è una bellissima frase che dice che “Sarà un grande giorno quello in cui medici, studiosi e insegnanti prenderanno dallo Stato tutti i soldi di cui hanno bisogno, e i generali dovranno organizzare una vendita di piante per comprare bombardieri e armi”. Sembra che la spesa militare aumenterà a scapito di tutto il resto. Che ne pensi? Questa citazione mette perfettamente in luce le nostre priorità: salute, istruzione e ricerca dovrebbero ricevere finanziamenti senza compromessi. Oggi, con l’aumento della spesa militare sul tavolo, c’è il rischio concreto che risorse preziose vengano dirottate altrove. Al di là delle opinioni sul riarmo, è fondamentale che l’Italia – e più in generale l’Europa, che ha fatto della ricerca un punto di forza – mantenga gli impegni presi nel settore scientifico e sanitario. Solo così potremo continuare a innovare e garantire cure sempre migliori, senza dover sacrificare il progresso sui tavoli della politica e del bilancio. Le piazze delle azalee di AIRC si possono trovare sul sito https://azaleadellaricerca.airc.it/ dal quale è anche possibile fare una donazione online. Giuliano Santoboni
May 4, 2025
Pressenza