Libano, Amnesty International: “Urgente proteggere i civili dall’escalation di attacchi israeliani”
Commentando l’odierna escalation senza precedenti in Libano dell’esercito
israeliano, che ha dichiarato di aver portato a termine “la più grande ondata
coordinata di attacchi” contro 100 obiettivi nel giro di dieci minuti, uccidendo
e ferendo centinaia di persone, la direttrice di Amnesty International per il
Medio Oriente e l’Africa del Nord, Heba Morayef, ha dichiarato:
“Appena ore dopo che il mondo aveva accolto con cautela la notizia di un cessate
il fuoco tra Usa, Israele e Iran, l’incubo per la popolazione civile libanese è
diventato ancora più terrificante. Oggi è stato il giorno più mortale da quando,
il 2 marzo, sono iniziati gli attacchi israeliani nel sud del Libano, nella
valle della Bekaa e in aree densamente abitate dei quartieri centrali di Beirut,
molti dei quali senza preavviso. Gli ospedali hanno lanciato appelli a donare il
sangue, sopraffatti dal numero dei feriti”.
“Anche prima degli attacchi di oggi, che l’esercito israeliano ha denominato
‘Operazione oscurità eterna’, più di 1500 persone erano state uccise e oltre un
milione era stato costretto a lasciare le proprie case. La popolazione civile
libanese aveva già pagato un prezzo insopportabile e tra gli uccisi c’erano
stati anche bambini, giornalisti e operatori sanitari: gli ultimi attacchi non
faranno altro che accrescere queste devastanti perdite umane”.
“Ribadiamo l’urgente necessità che Israele rispetti i suoi obblighi ai sensi del
diritto internazionale umanitario e garantisca che i civili siano protetti.
Israele vanta un agghiacciante precedente di attacchi illegali in Libano e di
sprezzante disprezzo per la vita dei civili, alimentati dall’impunità di cui i
suoi militari sentono di beneficiare”.
“Il recente messaggio del portavoce dell’esercito israeliano, secondo il quale
Hezbollah ha riposizionato le proprie forze dai quartieri meridionali a quelli
settentrionali di Beirut e in zone miste della capitale, alimenta il timore di
nuovi attacchi contro aree civili. Le forze israeliane sono obbligate a
distinguere tra obiettivi civili e obiettivi militari e a non compiere attacchi
diretti contro civili e obiettivi civili, attacchi indiscriminati e attacchi
sproporzionati. Devono prendere tutte le precauzioni possibili per ridurre al
minimo i danni ai civili e alle infrastrutture civili, evitando tra l’altro
l’impiego di armi esplosive con effetti di vasta portata per colpire aree
residenziali densamente popolate. Non rispettare tali obblighi costituisce una
grave violazione del diritto internazionale umanitario e mette in imminente
pericolo la popolazione civile”.
“Gli attacchi di oggi ci dicono ancora una volta che gli stati devono
immediatamente interrompere i trasferimenti di armi e di munizioni a Israele,
dato l’enorme rischio che saranno usati per commettere gravi violazioni del
diritto internazionale umanitario”.
Fatima, testimone oculare di uno degli attacchi che ha colpito un palazzo nel
quartiere di Salim Salam di Beirut, ha raccontato:
“Ho preso il mio computer e sono corsa in strada. Era l’apocalisse, c’erano
corpi in terra, sangue ovunque, non si riuscivano a contare gli adulti e i
bambini feriti. Mi sono spostata ma ovunque c’era la stessa scena. Non sapevo
dove andare. Camminavo senza una meta cercando di allontanarmi il più possibile.
Era un incubo”.
Ulteriori informazioni
L’8 aprile l’esercito israeliano ha emesso avvisi di evacuazione per i quartieri
meridionali di Beirut e la città di Tiro e ha rinnovato l’ordine di evacuazione
di massa verso il nord del fiume Zahrani.
Alle 14.30, nel giro di dieci minuti, l’esercito israeliano ha lanciato una
serie di attacchi contro almeno 48 luoghi diversi, compresi quartieri densamente
abitati e infrastrutture civili nel nord e nel sud del Libano, nella zona del
Monte Libano, nella valle della Bekaa, nella periferia e nel centro di Beirut.
Secondo l’esercito israeliano, gli attacchi coordinati hanno colpito “100 centri
di comando e siti militari di Hezbollah” situati “nel cuore della popolazione
civile”. Si è trattato, nelle parole del ministro della Difesa israeliano Israel
Katz, “del più grande colpo coordinato contro Hezbollah dai tempi
dell’operazione contro i cercapersone”.
A partire dal 2024 Amnesty International ha documentato l’uso, da parte
dell’esercito israeliano, del fosforo bianco e di esplosioni indiscriminate di
massa contro congegni elettronici. Le operazioni militari israeliane in Libano
hanno causato grandi perdite civili e hanno compreso attacchi aerei illegali
contro zone residenziali così come attacchi a giornalisti, strutture sanitarie,
ambulanze e personale medico.
Amnesty International ha anche denunciato distruzioni e danni massicci a
infrastrutture civili e terreni agricoli nel sud del Libano dal 1° ottobre 2024
al 26 gennaio 2025, ben oltre il cessate il fuoco del novembre 2024.
Amnesty International ha anche denunciato azioni illegali da parte di Hezbollah,
come i lanci di razzi privi di guida contro centri abitati di Israele, che hanno
causato morti, feriti e la distruzione di abitazioni civili.
Amnesty International