La Coalizione ambientale TESS scrive al Presidente della RepubblicaLa Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione, 160
Associazioni e Comitati, ha inviato una Lettera al Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella, al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al
Presidente di Federparchi e della Comunità del Parco Nazionale Foreste
Casentinesi Luca Santini per chiedere che si riconosca in ordine alla Strategia
Nazionale della Biodiversita’ l’alto valore ecologico del crinale di Croce a
Mori nel Comune di Londa che collega il Parco Nazionale con la Consuma,
Vallombrosa e il Pratomagno.
Londa é Comune del Parco Nazionale, Porta di accesso al Parco e Montagna
Fiorentina insieme a San Godenzo.
Gli 11 Sindaci della Comunità del Parco hanno espresso parere contrario alla
trasformazione dei crinali di questo prezioso corridoio ecologico in siti
industriali eolici con torri alte 200 metri visibili dal Monte Falterona.
Al link il Comunicato del Parco
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Si sono espressi contrari contrari al Progetto eolico Londa anche il Consiglio
dell’Ente Parco, i Comuni di San Godenzo, Premilcuore, Rufina, Pelago, Reggello.
Si tratta di un’area che deve essere tutelata proprio per evitare quella
frammentazione che tanto danneggerebbe la biodiversità, la crescita e lo
sviluppo di un Comune del Parco Nazionale al fine di attuare le indicazioni
della Strategia Nazionale della Biodiversità che entro il 2030 deve raggiungere
il 30% di aree protette.
Signor Presidente della Repubblica,
Signor Presidente di Federparchi,
Signor Presidente della Regione Toscana,
Abbiamo letto con attenzione le parole pronunciate dal Presidente Mattarella in
occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità il 22 maggio 2026 e le
successive dichiarazioni del Presidente di Federparchi, Luca Santini. Sono
parole che richiamano tutti noi, cittadini, amministratori, istituzioni, a una
maggiore consapevolezza e una maggiore responsabilità nella tutela dell’ambiente
e della biodiversità.
Quando il Presidente Mattarella ricorda che non dobbiamo consegnare ai giovani
un pianeta compromesso e che occorre una maggiore consapevolezza per la cura
dell’ambiente, richiama principi che racchiudono l’essenza stessa dell’impegno
della Coalizione ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione e
senza consumo di suolo.
Quando il Presidente Santini afferma che il sistema delle aree protette italiane
è in prima linea per la conservazione della natura e per uno sviluppo
sostenibile, nell’interesse dei territori e delle comunità, e che è necessario
uno sforzo maggiore per raggiungere gli obiettivi europei di tutela della
biodiversità, esprime una visione che sentiamo profondamente nostra.
Proprio per questo, desideriamo condividere una riflessione che riguarda il
futuro imminente dei crinali appenninici tra Mugello, Valdisieve e il Casentino,
il corridoio ecologico tra il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte
Falterona e Campigna e il Pratomagno, Vallombrosa e Foresta di Sant’Antonio.
Lungo questo corridoio naturale, tra l’area protetta del Parco Nazionale e il
Pratomagno, è in corso il procedimento autorizzativo di un progetto industriale
eolico che prevede l’installazione di 6 aerogeneratori alti 200 metri.
Questo crinale, che digrada ai piedi del Falterona e si affaccia sui castelli
casentinesi e sulle foreste sacre di Camaldoli e La Verna, è parte integrante di
un paesaggio identitario e irripetibile che rischia di essere per sempre
snaturato.
Attraversato dal sentiero CAI 00 che ripercorre la viabilità antica degli
Etruschi, viabilità che nel corso dei secoli ha permesso scambi e incontri tra i
popoli della montagna, questo crinale rappresenta non solo la continuità
ecologica dell’area protetta del Parco Nazionale, ma anche la sua estensione
naturale per il conseguimento degli obiettivi della Strategia dell’UE sulla
biodiversità per il 2030. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte
Falterona e Campigna è stato insignito di diversi riconoscimenti nazionali e
internazionali per le sue foreste e le sue faggete vetuste, entrate a far parte
del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO nel 2017. Il riconoscimento riguarda
in particolar modo la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino (la più antica
d’Italia, istituita nel 1959) e le estese foreste biogenetiche. Entrambe
tutelano alcuni degli ecosistemi boschivi più antichi e preziosi d’Europa.
Eppure, in questo paesaggio decantato da Dante nella Divina Commedia, in questi
luoghi cruciali per la connettività ecologica e l’equilibrio dell’ecosistema dal
quale dipendiamo, in luogo di misure di tutela e prevenzione, si progetta un
intervento industriale devastante e irreversibile.
Tutto questo ci porta a riflettere su quali valori devono guidare le decisioni
pubbliche per non consegnare ai giovani un pianeta compromesso. Non si tratta di
una contrapposizione ideologica alle energie rinnovabili, ma di scelte
responsabili: gli impianti eolici si fanno dove c’è vento sufficiente ad
attivarli (la ventosità sugli Appennini è inadeguata per quantità e qualità) e,
per ridurre gli impatti ambientali, si scelgono aree già compromesse e in
prossimità dei luoghi di consumo energetico, così da minimizzare anche la
dispersione di materia nel trasporto e il ricorso a ulteriori impianti
industriali di accumulo. I crinali appenninici invece sono luoghi sacri che
abbiamo il dovere di rispettare e consegnare integri alle future generazioni.
Ricordiamo che il vero obiettivo della transizione energetica è la sopravvivenza
del pianeta e delle sue creature, sopravvivenza imprescindibile dalla protezione
dell’ambiente e degli ecosistemi, compreso quello umano. Per questo è necessario
evitare la frammentazione di aree protette riconoscendo i corridoi che le
connettono quali siti protetti, inidonei all’industrializzazione.
Ci chiediamo come sia possibile cancellare l’anima di paesaggi millenari che
costituiscono il più grande patrimonio collettivo in nome di una transizione
energetica che non ha niente di ecologico. È questa la sostenibilità?
Ci chiediamo come possano tradursi in azioni concrete i principi della tutela
della biodiversità quando un’infrastruttura industriale viene proposta a ridosso
di un Parco Nazionale.
Ci chiediamo perché la transizione energetica che ci viene narrata debba
trasformarsi in una nuova forma di sfruttamento dei territori montani e delle
aree interne che da generazioni custodiscono foreste, sorgenti, habitat,
paesaggi e biodiversità.
Ci chiediamo come si realizza quello sviluppo sostenibile nell’interesse delle
comunità di cui parla il Presidente di Federparchi, quando le comunità locali
hanno un ruolo pressoché nullo nei processi decisionali che riguardano il loro
futuro, eludendo sistematicamente la Convenzione di Aarhus.
Queste domande non riguardano soltanto Londa, che è Comune del Parco Nazionale,
e non riguardano solo gli altri dieci Comuni della Comunità del Parco che hanno
espresso parere contrario al progetto eolico di Londa. Riguardano tutto il
crinale appenninico italiano e il significato stesso delle politiche di tutela
della natura nel nostro Paese.
I Parchi non sono perimetri tracciati su una carta: sono ecosistemi complessi,
paesaggi culturali, corridoi ecologici, identità collettive e patrimoni
costruiti nel tempo, dalla relazione tra uomo e natura. La loro tutela non può
fermarsi al confine amministrativo dell’area protetta ma deve coinvolgere
necessariamente il contesto in cui essa è inserita, che ne garantisce equilibrio
e integrità.
Come Coalizione nata per difendere i crinali e la natura
dall’industrializzazione, Vi chiediamo di fermare l’assedio industriale al Parco
Nazione Foreste Casentinesi ed ogni attacco ai crinali appenninici e ai paesaggi
identitari del nostro Paese.
Le parole pronunciate in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità
rappresentano per noi un motivo di speranza. Confidiamo che possano tradursi in
un impegno concreto affinché la tutela della natura non resti un principio
astratto.
Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente della Repubblica e al Presidente di
Federparchi, affinché i principi condivisi di tutela e salvaguardia si traducano
in scelte concrete; affinché i decisori pubblici, a qualsiasi livello, siano
guidati dal rispetto di questi principi condivisi che, altrimenti, rimarranno
belle parole vuote di significato.
Ci rivolgiamo a Lei, Sig. Presidente della Repubblica e al Presidente di
Federparchi, perché crediamo che nessuna transizione energetica possa calpestare
un principio fondamentale della Costituzione italiana: la Repubblica tutela
l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future
generazioni.
Con rispetto
Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione
Redazione Toscana