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Convegno a Rufina: “L’invisibile e la sua forza. Il Crinale di Croce a Mori”
Sabato 4 luglio 2026 alle ore 17.00 alla Villa Poggio Reale nel Comune di Rufina FI, si terrà un Convegno dal titolo L’invisibile e la sua forza. Il Crinale di Croce a Mori, corridoio ecologico soggetto di diritto a rischio di industrializzazione eolica organizzato dalla Coalizione ambientale Tess, l’Osservatorio Biodiversità, Italia Nostra Consiglio Regione Toscana e Firenze, l’Associazione Attoprimo e il Comitato Crinali Liberi Londa. Il crinale di Croce a Mori è una spettacolare dorsale appenninica situata nel comune di Londa, ai confini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Offre ampi panorami sul Mugello e sul Casentino ed è un’importante area di biodiversità, costituendo uno dei paesaggi più rappresentativi dell’Appennino tosco-romagnolo e un patrimonio naturale e paesaggistico di grande valore. Il crinale, il cui cielo è privo di inquinamento luminoso, è noto per le iniziative di Osservazione astronomica promosse dal Parco, per la fitta vegetazione, per l’alternarsi di foreste e pascoli affacciati su vasti orizzonti. Il crinale di Croce a Mori offre la massima concentrazione di terpeni, sostanze naturali emesse dagli alberi, rendendolo un’area ideale per i Percorsi di Terapia forestale promossi nel territorio. Dal valico e dal sentiero di crinale si diramano percorsi storici e naturalistici del CAI che collegano Londa a Pallereta e al Monte Falterona da un lato, al Gualdo, alla Consuma dall’altro, percorsi molto frequentati da escursionisti, camminatori e ciclisti provenienti da tutta Italia. Partendo da Londa, la strada statale in salita è molto apprezzata dal ciclismo professionistico e dall’Appennino Bike Tour. L’importante e insostituibile corridoio ecologico di Croce a Mori, che collega il “Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi” alla Consuma, alle aree protette Natura 2000di Vallombrosa e del Pratomagno, è a rischio di trasformazione industriale a causa di un progetto eolico con torri alte 200 metri, equivalenti a un edificio di circa 65 piani, visibili dalla vetta del Falterona, dal Santuario della Verna, dal Castello di Poppi, dal Castello di Romena e da altri siti di grande pregio paesaggistico e culturale. Si tratta di un collegamento fondamentale per gli spostamenti della fauna selvatica e avifauna tra le principali aree protette dell’Appennino, indispensabile per mantenere la continuità ecologica e la diversità genetica delle popolazioni animali. Per questo motivo il crinale di Croce a Mori è al centro di una grande mobilitazione informativa di associazioni nazionali, regionali e locali, comitati e cittadini, unita a iniziative di difesa dei crinali volte a proteggere l’Appennino della Montagna Fiorentina dall’installazione di mega-impianti eolici industriali e a favorire l’ampliamento dei confini del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, per promuovere un modello di sviluppo che valorizzi il turismo lento, la tutela della biodiversità, il paesaggio e le economie locali, nella convinzione che la transizione energetica, per essere ecologica e sostenibile, debba procedere senza compromettere i territori di maggior pregio naturalistico. Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Osservatorio Biodiversità Italia Nostra Firenze Italia Nostra Consiglio Regionale Toscana Associazione Attoprimo Comitato Crinali liberi Londa Redazione Toscana
July 1, 2026
Pressenza
La Coalizione ambientale TESS scrive al Presidente della Repubblica
La Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione, 160 Associazioni e Comitati, ha inviato una Lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al Presidente di Federparchi e della Comunità del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Luca Santini per chiedere che si riconosca in ordine alla Strategia Nazionale della Biodiversita’ l’alto valore ecologico del crinale di Croce a Mori nel Comune di Londa che collega il Parco Nazionale con la Consuma, Vallombrosa e il Pratomagno. Londa é Comune del Parco Nazionale, Porta di accesso al Parco e Montagna Fiorentina insieme a San Godenzo. Gli 11 Sindaci della Comunità del Parco hanno espresso parere contrario alla trasformazione dei crinali di questo prezioso corridoio ecologico in siti industriali eolici con torri alte 200 metri visibili dal Monte Falterona. Al link il Comunicato del Parco https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.parcoforestecasentinesi.it% 2Fit%2Fnews%2Fcomunicato-parco-eolico-comune-di-londa%3Ffbclid% 3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwNXVibktQUWJ5NEplS1IwQnNydGMGYXBw X2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR59XciBGtzJqGXVt8PoBvVhB6PfsGfMWJskUIM0uD_ 78eFDv29aeOfMWlfsqQ_aem_SG51xpZEapb8mhhZp0NGxg&h=AUBwrCYwebxgKXH2CA4WL45tiWXE3x A4AEZdH5XemYSld1Xf6J7eF6GhezxANsJG3MDVWHwrXLBQm6K2Po6td- 2PGLs5RY8xm8VxdTxl4Yef6zBSEiZ3JSm6oYkEi6rNgcqSiuf2LyKhv8Ap&__tn__=-UK-R&c[0]= AUD2A793R28d776WGOvxDhXq2Fi0xstxhia2lJHMtLCoJ1EvW_jd5rMo-LE9yqHlkisZQYGwbf- lhjHCAjqjzuQjMMh3ZLDYMpxcilp0bCeQcaxp54urd3RZOKS6jR5vvq9ZDao _s7ZHz9VZHKQLA10koTRfP4dGXfM-mvhzMaieZOU5Dw Si sono espressi contrari contrari al Progetto eolico Londa anche il Consiglio dell’Ente Parco, i Comuni di San Godenzo, Premilcuore, Rufina, Pelago, Reggello. Si tratta di un’area che deve essere tutelata proprio per evitare quella frammentazione che tanto danneggerebbe la biodiversità, la crescita e lo sviluppo di un Comune del Parco Nazionale al fine di attuare le indicazioni della Strategia Nazionale della Biodiversità che entro il 2030 deve raggiungere il 30% di aree protette. Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente di Federparchi, Signor Presidente della Regione Toscana, Abbiamo letto con attenzione le parole pronunciate dal Presidente Mattarella in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità il 22 maggio 2026 e le successive dichiarazioni del Presidente di Federparchi, Luca Santini. Sono parole che richiamano tutti noi, cittadini, amministratori, istituzioni, a una maggiore consapevolezza e una maggiore responsabilità nella tutela dell’ambiente e della biodiversità. Quando il Presidente Mattarella ricorda che non dobbiamo consegnare ai giovani un pianeta compromesso e che occorre una maggiore consapevolezza per la cura dell’ambiente, richiama principi che racchiudono l’essenza stessa dell’impegno della Coalizione ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione e senza consumo di suolo. Quando il Presidente Santini afferma che il sistema delle aree protette italiane è in prima linea per la conservazione della natura e per uno sviluppo sostenibile, nell’interesse dei territori e delle comunità, e che è necessario uno sforzo maggiore per raggiungere gli obiettivi europei di tutela della biodiversità, esprime una visione che sentiamo profondamente nostra. Proprio per questo, desideriamo condividere una riflessione che riguarda il futuro imminente dei crinali appenninici tra Mugello, Valdisieve e il Casentino, il corridoio ecologico tra il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna e il Pratomagno, Vallombrosa e Foresta di Sant’Antonio. Lungo questo corridoio naturale, tra l’area protetta del Parco Nazionale e il Pratomagno, è in corso il procedimento autorizzativo di un progetto industriale eolico che prevede l’installazione di 6 aerogeneratori alti 200 metri. Questo crinale, che digrada ai piedi del Falterona e si affaccia sui castelli casentinesi e sulle foreste sacre di Camaldoli e La Verna, è parte integrante di un paesaggio identitario e irripetibile che rischia di essere per sempre snaturato. Attraversato dal sentiero CAI 00 che ripercorre la viabilità antica degli Etruschi, viabilità che nel corso dei secoli ha permesso scambi e incontri tra i popoli della montagna, questo crinale rappresenta non solo la continuità ecologica dell’area protetta del Parco Nazionale, ma anche la sua estensione naturale per il conseguimento degli obiettivi della Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna è stato insignito di diversi riconoscimenti nazionali e internazionali per le sue foreste e le sue faggete vetuste, entrate a far parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO nel 2017. Il riconoscimento riguarda in particolar modo la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino (la più antica d’Italia, istituita nel 1959) e le estese foreste biogenetiche. Entrambe tutelano alcuni degli ecosistemi boschivi più antichi e preziosi d’Europa. Eppure, in questo paesaggio decantato da Dante nella Divina Commedia, in questi luoghi cruciali per la connettività ecologica e l’equilibrio dell’ecosistema dal quale dipendiamo, in luogo di misure di tutela e prevenzione, si progetta un intervento industriale devastante e irreversibile. Tutto questo ci porta a riflettere su quali valori devono guidare le decisioni pubbliche per non consegnare ai giovani un pianeta compromesso. Non si tratta di una contrapposizione ideologica alle energie rinnovabili, ma di scelte responsabili: gli impianti eolici si fanno dove c’è vento sufficiente ad attivarli (la ventosità sugli Appennini è inadeguata per quantità e qualità) e, per ridurre gli impatti ambientali, si scelgono aree già compromesse e in prossimità dei luoghi di consumo energetico, così da minimizzare anche la dispersione di materia nel trasporto e il ricorso a ulteriori impianti industriali di accumulo. I crinali appenninici invece sono luoghi sacri che abbiamo il dovere di rispettare e consegnare integri alle future generazioni. Ricordiamo che il vero obiettivo della transizione energetica è la sopravvivenza del pianeta e delle sue creature, sopravvivenza imprescindibile dalla protezione dell’ambiente e degli ecosistemi, compreso quello umano. Per questo è necessario evitare la frammentazione di aree protette riconoscendo i corridoi che le connettono quali siti protetti, inidonei all’industrializzazione. Ci chiediamo come sia possibile cancellare l’anima di paesaggi millenari che costituiscono il più grande patrimonio collettivo in nome di una transizione energetica che non ha niente di ecologico. È questa la sostenibilità? Ci chiediamo come possano tradursi in azioni concrete i principi della tutela della biodiversità quando un’infrastruttura industriale viene proposta a ridosso di un Parco Nazionale. Ci chiediamo perché la transizione energetica che ci viene narrata debba trasformarsi in una nuova forma di sfruttamento dei territori montani e delle aree interne che da generazioni custodiscono foreste, sorgenti, habitat, paesaggi e biodiversità. Ci chiediamo come si realizza quello sviluppo sostenibile nell’interesse delle comunità di cui parla il Presidente di Federparchi, quando le comunità locali hanno un ruolo pressoché nullo nei processi decisionali che riguardano il loro futuro, eludendo sistematicamente la Convenzione di Aarhus. Queste domande non riguardano soltanto Londa, che è Comune del Parco Nazionale, e non riguardano solo gli altri dieci Comuni della Comunità del Parco che hanno espresso parere contrario al progetto eolico di Londa.  Riguardano tutto il crinale appenninico italiano e il significato stesso delle politiche di tutela della natura nel nostro Paese. I Parchi non sono perimetri tracciati su una carta: sono ecosistemi complessi, paesaggi culturali, corridoi ecologici, identità collettive e patrimoni costruiti nel tempo, dalla relazione tra uomo e natura. La loro tutela non può fermarsi al confine amministrativo dell’area protetta ma deve coinvolgere necessariamente il contesto in cui essa è inserita, che ne garantisce equilibrio e integrità. Come Coalizione nata per difendere i crinali e la natura dall’industrializzazione, Vi chiediamo di fermare l’assedio industriale al Parco Nazione Foreste Casentinesi ed ogni attacco ai crinali appenninici e ai paesaggi identitari del nostro Paese. Le parole pronunciate in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità rappresentano per noi un motivo di speranza. Confidiamo che possano tradursi in un impegno concreto affinché la tutela della natura non resti un principio astratto. Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente della Repubblica e al Presidente di Federparchi, affinché i principi condivisi di tutela e salvaguardia si traducano in scelte concrete; affinché i decisori pubblici, a qualsiasi livello, siano guidati dal rispetto di questi principi condivisi che, altrimenti, rimarranno belle parole vuote di significato. Ci rivolgiamo a Lei, Sig. Presidente della Repubblica e al Presidente di Federparchi, perché crediamo che nessuna transizione energetica possa calpestare un principio fondamentale della Costituzione italiana: la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Con rispetto Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
June 11, 2026
Pressenza
Non siamo in vendita! territori e comunità uniti per la pace contro il riarmo energetico
Sabato 9 maggio e domenica 10 maggio hanno avuto luogo a Londa due giorni di Mobilitazione per i crinali dell’Appennino Mugellano e della Montagna Fiorentina liberi dalla loro trasformazione in siti industriali di grandi opere mega eoliche che impattano sulla valle del Mugello e la valle del Casentino.  La Marcia del 9 maggio si è svolta da Contea a Londa, Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, dove la Società Hergo Renewables, ENI, ha presentato un Progetto di 6 torri eoliche alte 200 metri ai confini del Parco Nazionale di fronte al Monte Falterona, sul corridoio ecologico che connette il Parco Nazionale alla Consuma e al Pratomagno. L’iniziativa è stata organizzata dalla Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione, da Progetto Confluenza, dalle Associazioni del territorio, da Italia Nostra e Atto primo salute ambiente e cultura, dal Comitato Crinali Liberi Londa insieme ai Comitati territoriali uniti dell’Appennino Mugellano.  La Marcia con le insegne delle Associazioni e dei Comitati è arrivata fino alla Piazza del Comune di Londa dove si è svolta la prevista Assemblea pubblica. I numerosi interventi hanno evidenziato l’aspetto speculativo della colonizzazione industriale eolica in territori che vivono essenzialmente della bellezza naturale dell’ambiente e del paesaggio e consumano pochissima energia.  La Transizione energetica deve essere ecologica, altrimenti non è transizione, non risolve alcun problema e li aggrava tutti in modo irreversibile. La guerra richiede sempre più energia così come i server dell’intelligenza artificiale.  Le alternative ci sono, senza consumo di suolo e senza devastare ambiente, paesaggio e biodiversità che, come afferma la Costituzione, vanno invece tutelati e protetti, come il diritto alla pace.  Durante la Marcia e all’Assemblea è emersa la ferma determinazione a difendere i territori e le comunità dal degrado industriale causato dalla deforestazione dei crinali, dalla realizzazione di ampie strade per i mezzi eccezionali di trasporto delle pale sui Sentieri CAI 00 di crinale, memoria e identità storica dei popoli della montagna, dalla cementificazione e consumo di suolo forestale.  La Transizione energetica deve avvenire non sulla testa della popolazione, ma deve essere fondata sulla partecipazione dei cittadini alle scelte energetiche adeguate alla specificità del territorio. Aziende agricole, strutture recettive, agriturismi, produttori locali, hanno sostenuto la Marcia e la Mobilitazione dei due giorni offrendo accoglienza, ospitalità e visite nei luoghi incontaminati e ricchi di biodiversità che subirebbero un danno irripristinabile dalle opere industriali.  L’appello forte rivolto alle Amministrazioni è la richiesta a loro rivolta di esprimere ferma e decisa contrarietà al Progetto eolico Londa, Comune del Parco e Montagna Fiorentina e a quei Progetti eolici nell’Appennino Mugellano che vanno a compromettere e a distruggere gli ultimi ecosistemi naturali meglio conservati, un bene comune in nessun modo compensabile, per le future generazioni.   Comitato crinali liberi Londa Comitati territoriali uniti dell’Appennino Mugellano Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
May 13, 2026
Pressenza
9-10 Maggio mobilitazione popolare per la difesa dei crinali dell’Appennino Mugellano
La transizione energetica deve essere ecologica: senza consumo di suolo, abbattimento di ettari di foreste sui crinali, senza cementificazione di suolo forestale. Migliaia di Km quadrati già cementificati sono disponibili per le rinnovabili e giacciono inutilizzati a causa della speculazione senza pianificazione. L’assedio industriale al Parco Nazionale Foreste Casentinesi non è transizione ecologica, è devastazione ambientale, sociale ed economica. Causa la perdita di attrattiva dei territori, di svalutazione e degrado industriale irripristinabile, in luoghi naturali ricchi di biodiversità tra i meglio conservati perché sui confini di un Parco Nazionale. Una vera transizione ecologica deve essere democratica, sostenibile e solidale, non calata e imposta dall’alto. Invitiamo Amministratori, Comitati, Associazioni, cittadini alla Marcia Popolare di sabato 9 maggio con partenza alle ore 13 dalla stazione di Contea-Londa (Fi) e arrivo in Piazza del Comune di Londa, dove si terrà l’Assemblea Pubblica dalle 16 alle 18. Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore la difesa dei territori, amano la montagna, il Mugello, il Casentino e il Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna ad aderire alla due giorni organizzata dai Comitati dei Crinali Liberi dell’Appennino Mugellano, Progetto Confluenza, dalla Coalizione ambientale TESS, dall’Associazione Italia Nostra Firenze e dalla Comunità Le Piagge a Londa, Comune del Parco Nazionale, sua porta di accesso e Montagna Fiorentina insieme al Comune di San Godenzo. La sera di sabato 9 maggio si invita chi vuole continuare insieme la due giorni a una salita collettiva per una cena condivisa e pernottamento in colonica sul crinale di Croce a Mori e ridiscesa il giorno dopo con sosta e accoglienza presso un’azienda agricola e una struttura ricettiva che hanno presentato Osservazioni al Progetto eolico Londa della Società Hergo Renewables, ENI. Invitiamo a compilare il FORM per permetterci di organizzare al meglio l’accoglienza per chi intende fermarsi anche la domenica 10 maggio per il prosieguo della mobilitazione. https://forms.gle/UhJDBrk3j5PJ3CVR7 Adesione e INFO per il programma dettagliato all’indirizzo crinali.liberi.londa@gmail.com Comitato Crinali Liberi Londa Comitati territoriali uniti Crinali Liberi dell’Appennino Mugellano TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Toscana
May 6, 2026
Pressenza
Alta Valle del Tevere e Montefeltro: tutela del paesaggio, dei beni culturali e scelte energetiche responsabili
Negli ultimi anni la dorsale appenninica è interessata da una crescente proliferazione di progetti di impianti eolici industriali. Un fenomeno che impone una riflessione seria, equilibrata e lungimirante. La transizione energetica è senza dubbio necessaria, ma non può e non deve avvenire a scapito di ciò che rende unico e irripetibile il nostro territorio. L’Alto Tevere e il Montefeltro, al confine tra Romagna, Toscana e Marche, rappresentano uno dei contesti più ricchi e stratificati dal punto di vista storico, artistico e paesaggistico dell’intero Appennino. Qui, in un equilibrio costruito nei secoli tra uomo e natura, si trovano emergenze culturali di straordinario valore: dai centri storici di Sansepolcro, Casteldelci, Pennabilli, Sant’Agata Feltria fino ai percorsi legati a Piero della Francesca, senza dimenticare la vicinanza a sistemi ambientali di rilievo nazionale come la riserva dell’Alpe della Luna e il Parco del Sasso Simone e Simoncello. Questi territori non sono semplicemente luoghi da attraversare: sono depositari di memoria, identità e relazioni profonde tra paesaggio naturale e presenza umana. Chiese, borghi, pievi, emergenze archeologiche e paesaggi storici costituiscono un patrimonio diffuso che non può essere considerato marginale nelle scelte di pianificazione energetica. La presenza capillare di beni culturali e aree protette rende evidente l’incompatibilità tra impianti eolici industriali di grande scala e la tutela del contesto paesaggistico e identitario. L’inserimento di tali infrastrutture comporterebbe una trasformazione radicale e irreversibile di questi luoghi. Il danno che verrebbe imposto sarebbe enorme: un territorio massacrato e ridotto a periferia industriale, con conseguenze pesantissime per la biodiversità e per l’economia locale, a partire proprio da quelle attività turistiche e culturali che oggi rappresentano una delle principali risorse di sviluppo sostenibile. Non possiamo non rilevare come il concetto stesso di sostenibilità e di transizione energetica, spesso richiamati per giustificare tali interventi, rischino di svuotarsi del loro significato, riducendosi a slogan utili a legittimare forme di speculazione e di pressione sui territori che nulla hanno a che vedere con una visione equilibrata e lungimirante. Siamo purtroppo di fronte a una condizione di inganno concettuale in cui diviene possibile una contrapposizione elettiva tra il Bene e la Bellezza, una distinzione astratta e strumentale tra l’ambiente e il paesaggio, tra idealismo delle istanze estetiche/paesaggistiche e realismo delle necessità economiche. La narrazione corrente parla infatti di “sacrificio necessario”. Il sacrificio della Bellezza. Ma questo sacrificio non è necessario. Esistono alternative concrete. Studi e analisi, tra cui quelli dell’ISPRA, indicano chiaramente come gli obiettivi imposti dall’Unione Europea possano essere raggiunti attraverso l’utilizzo delle coperture degli edifici, delle aree già urbanizzate, evitando così di intervenire in contesti integri e di alto valore storico e ambientale. A questo si aggiunge un elemento che merita maggiore trasparenza: la sostenibilità economica di questi impianti. L’eolico industriale, soprattutto in aree interne e complesse come quelle appenniniche, si sostiene grazie a incentivi pubblici. Negli ultimi quindici anni in Italia sono stati destinati oltre 140 miliardi di euro di incentivi alle fonti rinnovabili, con un costo che si aggira intorno ai 10 miliardi di euro all’anno. Costi scaricati direttamente sulla bolletta dell’energia elettrica. Un impegno economico enorme, che impone una riflessione attenta sull’efficacia di queste scelte, soprattutto quando esistono soluzioni meno impattanti e più coerenti con le caratteristiche dei territori. In questo quadro è doveroso richiamare i principi fondamentali della nostra Costituzione. L’Articolo 9 afferma che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Non è un principio negoziabile né subordinabile alle urgenze delle società energetiche. Crediamo che l’inestimabile patrimonio comune del nostro Paese non debba vivere sotto una minaccia costante. È necessario che chi ha responsabilità decisionali si fermi e rifletta. È indispensabile che la voce dei cittadini, delle comunità locali, di chi vive quotidianamente questi territori, venga finalmente ascoltata e rispettata, e non ignorata o, peggio, derisa. La vera sfida non è sacrificare ciò che siamo stati per inseguire ciò che potrebbe essere, ma costruire un futuro che tenga insieme energia, ambiente, cultura e identità. *** Elenco dei progetti di impianti eolici industriali che insistono nell’Alto Tevere e Montefeltro (10 progetti con 60 pale eoliche altre dai 180 ai 200 m): Cactus Wind, Scirocco Energy, Poggio Tre Vescovi, Badia del Vento, Maestrale Energy, Sestino, Poggio delle Campane, La Fonte, Poggio dell’Aquila, Monte Petralta. *** Italia Nostra Valmarecchia        Italia Nostra Arezzo         I Cammini di Francesco in Toscana Massimo Bottini                             Sandra Marraghini          Giovanni Tricca  TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione Redazione Italia
April 22, 2026
Pressenza
In Mugello piovono pale
Nella giornata del 14 aprile, a Piancaldoli (comune di Firenzuola, FI), una pala eolica di circa 3,5 metri si è staccata da una turbina; un grosso frammento è stato rinvenuto sulla strada statale. L’incidente fortunatamente è avvenuto senza coinvolgere persone o mezzi, tuttavia, data la pericolosità delle componenti delle resine epossidiche delle pale (bisfenolo A e PFAS, i cosiddetti “inquinanti eterni” banditi dall’UE fatte salve le componenti tecnologiche), l’area dovrà essere bonificata. L’impianto – di vecchia generazione e proporzioni limitate – si trova nelle vicinanze di un sito interessato da un nuovo progetto di mega eolico (“Monte La Fine e Monte Pratolungo”), sul quale si è recentemente espressa contrariamente la Regione Toscana. L’episodio riporta con forza all’attenzione dell’opinione pubblica l’inadeguatezza della normativa italiana sulle distanze di sicurezza degli aerogeneratori, dimostrando quanto da tempo l’associazione Amici della Terra e studi legali dotati di tecnici esperti vanno affermando a proposito della necessità di riparametrare i calcoli su gittata e distanze e di monitorare la corretta applicazione delle Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti FER (D.M. 10-9-2010). Da tempo Amici della Terra denuncia la carenza dei parametri di autorizzazione degli impianti eolici vigente in Italia, avvertendo dei gravi rischi per la sicurezza e l’incolumità delle persone. Si consideri che l’Italia è il paese europeo con la più bassa distanza minima delle turbine dalle case (Italia 200 m / media europea 900 m). L’incidente inoltre attesta un punto di vulnerabilità: il controllo periodico sugli aerogeneratori. Non ci è noto se la turbina fosse adeguatamente monitorata; sono molti i soggetti preposti – il titolare dell’impianto e diversi enti pubblici. In ogni caso, che si tratti di una falla nel sistema dei controlli, di un errore o di incuria umana, o che l’incidente sia avvenuto nonostante tutti i controlli fossero stati eseguiti correttamente, l’evento dimostra che la presenza di aerogeneratori in prossimità di aree frequentate costituisce sempre una minaccia per la sicurezza e la salute dell’ambiente e delle persone. Se non verranno corretti i parametri e rispettate le Linee Guida, neanche la più evoluta tecnologia eolica potrà tutelare dai rischi a cui ci espongono le suddette eventualità. Anzi, anche qualora le nuove turbine risultassero tecnicamente più affidabili, l’aumento esponenziale delle dimensioni, con pale che raggiungono gli 80–100 metri rispetto ai 3,5 metri del caso in esame, comporta un incremento proporzionale del danno potenziale in caso di incidente. E anche se, statisticamente il rischio appare basso (ma i rapporti dei Vigili del fuoco correggerebbero l’impressione), il suo potenziale è comunque letale. Un’ultima considerazione: Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione si accetta la proliferazione di impianti industriali pur in presenza di gravi fattori di rischio. Tuttavia, le stesse Amministrazioni che sostengono questa scelta, da anni conducono campagne di abbattimento di alberature –anche sane – per il timore che possano arrecare danni a persone o cose, privando la collettività dei loro fondamentali benefici ecosistemici. Non è una contraddizione?   Coalizione Ambientale TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione coalizionetess@gmail.com   Redazione Toscana
April 15, 2026
Pressenza
Una domenica per la difesa dei crinali
In tanti all’incontro alla grande quercia di Poggio Nato Costato per dire sì all’ampliamento dei confini del Parco Nazionale e no all’industrializzazione eolica del crinale di Croce a Mori di Londa. Una domenica, quella appena trascorsa del 15 marzo, per la difesa dei Crinali di Londa che ha visto confluire dai diversi versanti del Casentino, del Mugello e della Consuma Pratomagno tanti amanti dei territori sui confini del Parco Nazionale Casentinesi minacciati dall’assedio del mega eolico industriale. Sono proprio questi i territori che da subito vanno riconosciuti aree protette in ordine alla Strategia Nazionale per la Biodiversità che deve vedere entro il 2030 il raddoppio delle aree protette in Toscana. Il Consiglio dell’Ente Parco, la Comunità degli 11 Sindaci del Parco Nazionale, l’Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve hanno infatti unitariamente espresso contrarietà all’impianto di mega eolico industriale del Progetto Londa. I partecipanti si sono radunati presso la quercia di Poggio Nato Costato, dove si vorrebbe realizzare una delle 6 torri eoliche alte 200 metri, per dichiarare il valore unico, storico, culturale, ecologico e sociale di questi habitat naturali attraversati dai Sentieri CAI di crinale e per chiedere al Comune di Londa di esercitare le competenze che gli spettano pienamente. E’ competenza del Comune infatti esprimere Delibera di parere contrario al Progetto eolico come Contributo alla VIA Regione Toscana, inviare alla Regione Osservazioni per la VIA come Comune di Londa interessato a tutte e 6 le torri eoliche, deliberare ampliamento dei confini del Parco Nazionale, così come San Godenzo che è Montagna Fiorentina insieme a Londa. Tutto ciò è ancora assente ed è della massima importanza ai fini della VIA, Valutazione di Impatto Ambientale, che è di competenza della Regione Toscana. L’Associazione Italia Nostra, le Associazioni e i Comitati della Coalizione Ambientale TESS che hanno promosso l’iniziativa del 15 marzo, invitano tutti a prendere visione delle Osservazioni pubbliche che sono state fatte al Progetto eolico Londa e delle criticità del Progetto presenti al link della Regione Toscana. Condividiamo la bellezza del luogo con una poesia e una foto dell’iniziativa. La grande quercia La quercia in vetta guarda alla città della pace è di guardia al crinale la quercia di Nano Costato sentinella fra i mondi alleata fedele forza di saggezza e unione albero sacro dove si riuniscono i difensori della terra i pensieri più belli dissolvono il nulla vero e giusto smascherano false promesse arte e natura sorelle una grande famiglia diversa, fraterna, unita. Comitato Crinali Liberi Londa Comitati territoriali Uniti Crinali Liberi Coalizione Ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione   Redazione Toscana
March 18, 2026
Pressenza
Camminata in difesa dei Crinali Liberi
Domenica 15 Marzo 2026 dal Mugello, dal Casentino, dalla Valdisieve, dalla Montagna Fiorentina appuntamento dai diversi versanti per una Camminata in difesa dei Crinali Liberi di Croce a Mori, Crocione, Gualdo, Consuma interessati al Progetto industriale eolico Londa. A che punto siamo? Da fine agosto ad oggi molta strada è già stata percorsa per la difesa dei crinali di Londa, Montagna Fiorentina e Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Il Consiglio dell’Ente Parco si è espresso con parere unanime contrario al Progetto eolico Londa, compreso il Comune di Londa. Anche la Comunità del Parco Nazionale composta da 11 Sindaci, tra cui il Sindaco del Comune di Londa, si è espressa con parere unanime contrario al Progetto eolico Londa. La maggioranza dell’Unione dei Comuni ha espresso parere contrario al Progetto eolico Londa con Delibera Comunale. Dei 6 Comuni dell’Unione dei Comuni Valdarno Valdisieve, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina e San Godenzo, 4 comuni: San Godenzo, Rufina, Pelago e Reggello hanno espresso parere contrario al Progetto con Delibera Comunale. Rufina è Comune direttamente interessato all’opera. Il Comune di Stia Pratovecchio, Comune interessato all’opera, ha espresso tramite Osservazioni inviate alla Regione Toscana e pubblicate sul sito della VIA, parere contrario al progetto eolico Londa. Il 15 febbraio a Londa, si è tenuto un Convegno molto partecipato presso la Sala Polifunzionale dell’Unione dei Comuni a Rincine, in cui Italia Nostra, con la collaborazione della Coalizione ambientale TESS e i Comitati Territoriali Uniti, tra cui il Comitato Crinali Liberi Londa, ha esposto i contenuti delle Osservazioni al Progetto eolico Londa inviate a tutti i Comuni interessati e alla Regione Toscana in cui emergono criticità rilevanti ai fini dell’autorizzazione della Valutazione di Impatto Ambientale. L’Avvocato Michele Greco nel suo intervento ha chiarito che il tema delle  Compensazioni in questa parte del procedimento non ha alcuna fondatezza giuridica. Al link la Registrazione degli interventi del Convegno a Londa del 15 Febbraio 2026 https://www.youtube.com/playlist… In questo  attuale quadro, alla difesa dei crinali di Londa sulla zona buffer del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, a nostro avviso manca come Contributo alla VIA una Delibera Comunale del Comune di Londa che esprima parere contrario al Progetto eolico Londa, sono assenti Osservazioni del Comune di Londa inviate alla Regione Toscana per la Valutazione di Impatto Ambientale e manca una Delibera  del Comune di Londa all’ampliamento dei confini del Parco Nazionale con la procedura già avviata mediante Assemblee cittadine dal Comune di San Godenzo, che è Montagna Fiorentina insieme a Londa. Vi aspettiamo dunque numerosi all’Incontro alla Grande Quercia di Poggio Nato Costato per mostrarvi i luoghi dove il Progetto eolico Londa, se venisse autorizzato, prevede la realizzazione di  torri eoliche alte 200 metri di fronte al Monte Falterona, visibili dal Santuario della Verna, dalla valle del Casentino e dal Mugello. Al link la Petizione per i Crinali Liberi di Londa https://www.openpetition.eu/…/per-la-difesa… DOMENICA 15 MARZO 2026 CRINALI LIBERI DALL’INDUSTRIALIZZAZIONE EOLICA Incontro alla Grande Quercia di Poggio Nato Costato (Londa – Fi) A PIEDI Ore 8,45 dal cimitero della Consuma con Ecomuseo Montagna Fiorentina (3358051553) Ore 9,00 dal maneggio Il Gualdo con Guida GAE Altertrek M. Signi (WA 320 0676766) Ore 9,00 da Passo Croce a Mori con Guide GAE InQuiete e C. Gori (WA 348 7375680) Ore 9,30 dal pratone di Vierle (Chiesa) con Guida GAE C. Visca (WA 348 7375663) IN E-BIKE Ore 9,30 dal cimitero della Consuma con Casentino EBike (339 6467966, possibilità di noleggio) A CAVALLO Ore 9,30 dal Maneggio Il Gualdo con cavalli propri (331 4645799) CONFLUENZA PARTECIPERA’ ALL’INIZIATIVA IN DIFESA DELL’APPENNINO PRENOTAZIONI SU WA PARTECIPAZIONE GRATUITA – PRANZO AL SACCO – RIENTRI ORE 16 ca GRADITO UN LIBERO CONTRIBUTO PER LA DIFESA LEGALE DEI CRINALI Comitato Crinali Liberi Londa Comitati Territoriali Uniti Crinali Liberi Coalizione Ambientale TESS Transizione Energetica Senza Speculazione   Redazione Toscana
March 10, 2026
Pressenza
Rincine: convegno sull’eolico industriale
Domenica 15 febbraio, presso la Sala Polifunzionale di Rincine nel Comune di Londa, FI, a partire dalle ore 15.00 si svolgerà il Convegno ” Londa, Comune del Parco. Osservazioni al progetto eolico Londa”. Promotori di questa iniziativa sono: Italia Nostra – Sezione di Firenze e Consiglio Regionale Toscana – con la collaborazione della Coalizione ambientale TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) e del Comitato Crinali Liberi Londa insieme alle seguenti Associazioni ambientaliste: Amici della terra, Mountain Wilderness, Altura OdV, Attoprimo Salute Ambiente Cultura, Osservatorio della Biodiversità e il Comitato No Eolico Firenzuola. Obiettivo del convegno: la restituzione pubblica, ai cittadini, agli amministratori ed ai portatori di interesse, delle osservazioni, dei contributi tecnici e delle valutazioni, emerse nel corso del Procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale relativo al Progetto. Le osservazioni – pubblicate sulla pagina web VIA della Regione Toscana e liberamente consultabili – sono state predisposte con il contributo di autorevoli consulenti tecnici e dimostrano in modo inequivocabile che il progetto presenta criticità strutturali, ambientali e paesaggistiche tali da renderlo radicalmente incompatibile con il territorio interessato. Particolare rilievo assume l’analisi dell’impatto paesaggistico e visivo, condotta mediante foto inserimenti tridimensionali e rendering di elevato rigore scientifico, che restituiscono con assoluta evidenza l’effetto devastante degli aerogeneratori sui crinali appenninici e su un paesaggio di eccezionale valore storico, culturale, naturalistico e percettivo, in prossimità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Gravissime risultano anche le criticità geologiche, geomorfologiche e idrogeologiche. Le osservazioni evidenziano inoltre rischi inaccettabili per la salute e la sicurezza: impatti acustici, gittata degli elementi rotanti, interferenze con il servizio di elisoccorso regionale, navigazione aerea e violazione dei criteri distanziali minimi. A ciò si aggiunge un impatto su fauna, habitat protetti e reti ecologiche, ampiamente sottovalutato. A conferma della fondatezza delle contestazioni, osservazioni critiche sono state presentate anche da proprietari e gestori di casali di straordinario valore storico, da strutture ricettive situate a poche centinaia di metri dall’area di progetto, dall’Ente Parco, dalle Soprintendenze della Toscana e dell’Emilia-Romagna e da altre amministrazioni pubbliche. Il convegno offre quindi l’opportunità di conoscere realmente quali effetti e quali ricadute concrete il progetto avrebbe sul territorio interessato, contribuendo così, nel rispetto della trasparenza e della partecipazione, alla salvaguardia di un patrimonio collettivo che non è riproducibile. La transizione energetica non può trasformarsi in una nuova stagione di consumo del suolo, di compromissione di ecosistemi naturali ai confini delle aree protette e sfiguramento del paesaggio in un Comune del Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Redazione Toscana
February 12, 2026
Pressenza
La Comunità del Parco contro la realizzazione dell’eolico industriale a Londa
La Comunità del Parco ha votato all’unanimità contro la realizzazione dell’impianto industriale eolico a Londa, prossimo all’area protetta: parere contrario fondamentale anche in vista degli imminenti impegni che il Parco sarà chiamato ad affrontare riguardo alla Strategia europea per la Biodiversità.  Come apprendiamo dal quotidiano La Nazione di sabato 31 gennaio: “Entro il 2030 siamo chiamati – afferma Santini – ad arrivare nelle varie nazioni ad un 30% del territorio costituito da aree protette. In Italia attualmente siamo al 21% e l’unica possibilità per centrare l’obiettivo è quella di allargare i confini delle aree protette già esistenti. E un impianto eolico così vicino brucerebbe questa strategia”.  Anche il Consiglio direttivo dell’Ente Parco delle Foreste Casentinesi, di cui il Comune di Londa fa parte, ha espresso parere negativo unanime alla realizzazione del Progetto di impianto industriale eolico nel Comune di Londa perché la realizzazione di un impianto industriale eolico nelle sue immediate vicinanze “Non è coerente alle finalità di tutela e valorizzazione ambientale degli aspetti ecologici, ambientali, paesaggistici e socioeconomici del Parco. E questo anche in considerazione che tutti i Comuni del Parco stanno valutando la possibilità di ampliare i confini dell’area protetta anche per raggiungere gli obiettivi della Strategia europea e nazionale per la Biodiversità al 2030.” I Consiglieri hanno affermato di non essere contrari alle fonti di energie rinnovabili ma hanno dichiarato che “L’ambiente e il paesaggio del Parco e delle aree limitrofe, quale risorsa primaria, necessita di essere salvaguardata da modifiche permanenti ed irreversibili del territorio che possono interferire ed intaccarne il valore.”   Invitiamo adesso il Sindaco ad esprimere con chiarezza nel prossimo Consiglio comunale di Londa (con Delibera consiliare) parere contrario all’impianto, coerentemente con quanto da lui stesso espresso nel Consiglio Direttivo dell’Ente e nella Comunità del Parco e come già ha deliberato il Sindaco del Comune di San Godenzo, Emanuele Piani, dato che entrambi i Comuni sono insieme P orte fiorentine dell’area protetta e Montagna Fiorentina. Comitato Crinali Liberi Londa – Comitati territoriali Riuniti – Coalizione ambientale TESS Transizione Energetica senza Speculazione Redazione Toscana
February 4, 2026
Pressenza