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Borioni: «La difesa della Groenlandia è rendere un attacco USA politicamente infame»
Le minacce sempre più impellenti dell'amministrazione Trump stanno preparando il terreno per una escalation militare, mentre popolazione inuit e Danimarca riaffermano la loro opposizione. Ne abbiamo parlato con Paolo Borioni, professore de La Sapienza ed esperto in studi artici L'articolo Borioni: «La difesa della Groenlandia è rendere un attacco USA politicamente infame» proviene da DINAMOpress.
SIRIA: DAMASCO ANNUNCIA L’INVASIONE DEL ROJAVA. LA RIVOLUZIONE CONFEDERALE È SOTTO ATTACCO. “RISE UP FOR ROJAVA” CHIAMA LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE
Il governo di transizione siriano annuncia la volontà di invadere il Rojava. La Rivoluzione confederale della Siria del nord-est è sotto attacco. La campagna internazionale Rise up 4 Rojava chiama la mobilitazione in tutto il mondo. A Brescia, oggi, martedì 13 gennaio, presidio alle ore 18.30 in Piazza Rovetta/Largo Formentone. Nell'articolo l'intervento di Giuseppe del centro sociale Magazzino 47
L'”America”, uno stato canaglia
La classe dirigente degli Stati Uniti, separata da un universo basato sui fatti e accecata dall’idiozia, dall’avidità e dall’arroganza, ha immolato i meccanismi interni che impediscono la dittatura e i meccanismi esterni progettati per proteggere da un mondo senza legge di colonialismo e diplomazia delle cannoniere. Le nostre istituzioni democratiche […] L'articolo L'”America”, uno stato canaglia su Contropiano.
Attacco al Venezuela, la reazione dei Brics
Russia Alla notizia del sequestro di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi, la Russia ha reagito con una condanna immediata e durissima, definendo l’operazione un atto di “aggressione armata“. Ecco i punti principali della posizione ufficiale di Mosca: Condanna dell’aggressione militare. Il Ministero degli Esteri russo ha rilasciato diverse […] L'articolo Attacco al Venezuela, la reazione dei Brics su Contropiano.
La storia non è una notifica
Perché l’assuefazione è il vero ordine del presente. Stamattina mi sono alzato con gli Stati Uniti che bombardano Caracas. Non ho fatto nulla. Come tutti. Ho acceso lo schermo. Ho letto. Ho assorbito. Poi il caffè, le notifiche. L’unico sussulto: ho scritto un articoletto militante. Un fatto enorme, trattato come […] L'articolo La storia non è una notifica su Contropiano.
Delcy Rodriguez presidente ad interim, la Rivoluzione bolivariana resiste
Il Venezuela, il giorno dopo il rapimento del suo legittimo presidente eletto, Nicolàs Maduro, prova ad andare avanti come un ordine democratico e costituzionale deve fare. La Corte Suprema di Giustizia, riunita d’urgenza, ha ordinato alla vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez di assumere ed esercitare “in qualità di incaricata” i poteri, […] L'articolo Delcy Rodriguez presidente ad interim, la Rivoluzione bolivariana resiste su Contropiano.
Un nuovo internazionalismo contro l’aggressione statunitense in Venezuela
Durante la notte del 3 gennaio, le forze militari degli Stati uniti d’America hanno attaccato la capitale venezuelana con missili, incursioni aeree e “commando” militari aereo trasportati. Un atto di guerra illegale, avvenuto dopo mesi di escalation da parte del presidente Donald Trump, che l’ha giustificato come una presunta “guerra alla droga” per difendere gli Stati uniti: secondo questa teoria mai provata, il presidente venezuelano Nicolas Maduro sarebbe il presunto capo del “Cartel de los soles”, una organizzazione criminale dedita al narco-traffico. Allo stato attuale non si registrano nuovi attacchi, mentre Nicolas Maduro risulta essere stato rapito dall’esercito statunitense, insieme a sua moglie, e portato via dal Paese. > Con questa folle decisione, il commander-in-chief Donald Trump continua la > distruzione del diritto internazionale. L’attacco al Venezuela e il rapimento del suo presidente sono in diretta continuità con il bombardamento in Iran avvenuto a giugno scorso, i recenti bombardamenti in Siria e Nigeria, ma anche con il suo incrollabile sostegno al genocidio del popolo palestinese per mano del governo israeliano. Un modus operandi fondato non sulla ricerca di un consenso internazionale per la risoluzione pacifica dei conflitti, ma piuttosto sul rapporto di forza e sulla minaccia. L’attacco al Venezuela è infatti solo una conseguenza delle pesanti ingerenze di Trump nelle ultime elezioni latino americane. Proprio pochi mesi fa, per esempio, ha minacciato l’Argentina di ritorsioni economiche nel caso in cui Milei non avesse vinto la tornata elettorale di metà mandato. In altre parole, lì dove Trump non riesce a far passare la sua politica influenzando il gioco democratico, picchia con il bastone “democratico” dello zio Sam per ristabilire il suo dominio nel “cortile di casa”, e ovunque i suoi interessi lo richiedano. Ricordando l’esito fallimentare delle strategie omicide neo-coloniali ipocritamente denominate “export della democrazia” (Afghanistan docet), è chiaro che l’atto bellico di queste ultime ore non ha niente a che fare con la costruzione della democrazia. > Quella di Trump è, senza dubbio, una aggressione imperialista mirata > unicamente ad accrescere la sfera d’influenza statunitense nel continente > sud-americano e a rimettere le mani sui giacimenti petroliferi venezuelani. Davanti a questo nuovo capitolo di guerra che sta affrontando il mondo il nostro pensiero va alla popolazione aggredita, che subisce le conseguenze nefaste dei conflitti. È necessario rivendicare e ribadire il principio di autodeterminazione dei popoli, il ripudio della guerra e la fine della logica di potenza come motore della competizione internazionale, con l’ambizione di costruire dal basso un internazionalismo che abbia al centro l’universalismo dei diritti, la giustizia sociale e l’eguaglianza. Quanto è successo in Venezuela è un precedente molto pericoloso, che arriva dopo un attacco continuo (e forse definitivo) alle istituzioni multilaterali nate dalle ceneri del secondo conflitto mondiale: Israele, Stati Uniti, Russia e i fascismi d’Occidente hanno la chiara intenzione di riscrivere l’ordine mondiale, normalizzando attacchi come quelli al Venezuela (come testimonia il comunicato di Palazzo Crigi che difende l’operato yankee). Ai movimenti e alle convergenze delle lotte l’arduo compito di provare a essere all’altezza della sfida, rifuggendo dai campismi, cioè credere che sia internazionalismo schierarsi con Putin o con Xi o con Trump “pacifista”, che già troppi danni hanno causato negli ultimi anni. ¡QUE VIVA EL PUEBLO LIBRE! La copertina è tratta da un video circolato su internet dopo gli attacchi SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Un nuovo internazionalismo contro l’aggressione statunitense in Venezuela proviene da DINAMOpress.
Contro l’aggressione statunitense al Venezuela!
Sono iniziati i bombardamenti statunitensi sul Venezuela che nel mentre scriviamo hanno colpito la periferia della capitale. Gli USA hanno deciso di fare un vero e proprio salto di qualità nell’escalation bellica nel Caribe, trasformandola in una zona di guerra ed attaccando con dei bombardamenti a tappeto i quartieri popolari […] L'articolo Contro l’aggressione statunitense al Venezuela! su Contropiano.
Attacco statunitense contro Caracas
Intorno alle 2 del mattino (ore 7 in Italia) alcune esplosioni si sono verificate nella capitale del Venezuela mentre il rombo di alcuni aerei veniva avvertito in tutta la città. Sui social network sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo nella parte sud e est della capitale. […] L'articolo Attacco statunitense contro Caracas su Contropiano.