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SIRIA: L’INTEGRAZIONE DELLE SDF “È L’ALTERNATIVA AL GENOCIDIO DEI CURDI SIRIANI. ORA DECISIVA LA LOTTA POLITICA”
Le Forze democratiche siriane (Sdf) hanno annunciato la completa integrazione nell’esercito siriano. Dal palazzo presidenziale di Damasco, il comandante in capo delle Sdf, Mazlum Abdi, ha confermato così l’implementazione di uno dei punti centrali dell’accordo siglato il 29 gennaio 2026, dopo alcune settimane di scontri armati, dal governo di transizione siriano retto dall'”ex”-jihadista Ahmed al-Sharaa e dall’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est. Prosegue anche l’integrazione nello stato siriano delle istituzioni politiche del Rojava. Sul piano militare, i combattenti delle forze militari del confederalismo democratico entreranno nell’esercito siriano “in blocco”, formeranno quattro brigate incaricate di difendere le aree a maggioranza curda, cioè il Rojava, e manterranno la propria catena di comando. Sul piano politico, Mazlum Abdi è stato nominato da al-Sharaa “consigliere presidenziale per gli affari curdi”, mentre Ilham Ahmed, di fatto la co-ministra degli esteri dell’Amministrazione autonoma a guida curda, avrà un ruolo nel comitato che elaborerà la nuova costituzione siriana. “I curdi, in Siria, non sono più un blocco politico marginale, l’integrazione apre alla possibilità (ovviamente sarà una lotta dura) di diventare un attore politico attivo su tutto il territorio siriano, con i propri partiti, le proprie associazioni e la propria proposta ideologica”, commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto Mattia Berera, esponente dell’Accademia della modernità democratica. “Questo processo di integrazione, gemello del processo di integrazione in Turchia con lo scioglimento del Pkk, va visto, dal punto di vista storico, come una necessità“, aggiunge Berera. “Oggi – spiega l’esponente di Adm – la ristrutturazione del Medio Oriente portata avanti dagli Usa e dalle forze della Nato ha messo in chiaro che combatterà con qualsiasi mezzo necessario i soggetti politici non-statali armati. Le potenze regionali e mondiali sono disposte ad arrivare al genocidio. La scelta per le Sdf, quindi, era tra il martirio del proprio popolo, opzione possibile dal momento che questo era pronto a combattere fino all’ultima goccia di sangue, e quello che invece è accaduto con la resistenza armata sul terreno e con l’intervento di Abdullah Öcalan dall’isola di Imrali. Il leader del movimento curdo ha detto ad Ankara che se non fosse stata interrotta la linea del genocidio del popolo curdo in Siria sarebbe saltato il processo di pace in Turchia”. Il processo di integrazione non riguarda solo le Sdf. Sempre per quanto riguarda il piano militare, sembrerebbe ancora oggetto di negoziati il futuro delle Ypj, le Unità di protezione delle donne, struttura autonoma rispetto alle Sdf e invisa al governo islamista di al-Sharaa. Secondo alcune indiscrezioni, 1.500 combattenti donne dovrebbero essere integrate nell’esercito siriano come unità speciale anti-terrorismo operativa nelle aree a maggioranza curda. Nelle trattative tra Damasco e Daanes è stato poi stabilito che i funzionari pubblici del Rojava manterranno i loro posti nelle strutture burocratiche e amministrative. Il loro stipendio, però, sarà ora pagato dal governo centrale. Un decreto presidenziale di al-Sharaa, infine, ha riconosciuto il curdo come una delle lingue ufficiali dello stato siriano e il Newroz (capodanno curdo e persiano) come festa nazionale siriana. Questi aspetti, però, sono assenti, al momento, dalla bozza di nuova costituzione dello stato siriano. Il ruolo istituzionale affidato a Ilham Ahmed dovrebbe servire da contrappeso proprio in questo senso. In ogni caso, l’accordo rappresenta una mediazione che, in quanto tale, non accontenta del tutto nessuna delle due parti. Oltre all’autonomia istituzionale e militare, infatti, con questa intesa la rivoluzione confederale del Rojava – che a gennaio ha perso una parte consistente dei territori sotto il proprio controllo – cede il controllo dei giacimenti petroliferi della Siria nordorientale e la gestione dei valichi di frontiera con l’Iraq. “Il movimento curdo afferma che grazie a decenni di guerriglia sulle montagne, di resistenza e lotta in Rojava, l’esistenza del popolo curdo è stata dimostrata e oggi gli stati del Medio Oriente, così come le potenze internazionali, devono fare i conti col fatto che il popolo curdo ha le sue forme politiche e la sua volontà”, continua Mattia Berera su Radio Onda d’Urto. “Lo stesso movimento di liberazione curdo – spiega il nostro ospite – si rende conto che oggi non può andare più in là di così con la lotta armata, che non riesce a costruire il socialismo con la guerra di guerriglia e decide, in questa fase, di adottare altri metodi, quelli che Ocalan chiama ‘politica democratica’, facendo esplicito riferimento a scioperi, mobilitazioni di massa e lotta culturale, non solo alla politica parlamentare”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Mattia Berera, esponente dell’Accademia della Modernità Democratica. Ascolta o scarica.
September 1, 2026
Radio Onda d`Urto
“SUI TUOI OCCHI. RACCONTI DELLA RIVOLUZIONE DEL ROJAVA”, INTERVISTA ALL’AUTRICE DANIELA GALIÈ
“Raccontare il Rojava è sempre un esercizio rischioso. Il rischio è quello di proiettare categorie familiari su una realtà che familiare non è; di cercare una rivoluzione leggibile, coerente, lineare, capace di rientrare dentro schemi politici già noti. Fortunatamente la realtà del Nord-Est della Siria raramente si lascia disporre in questo modo. Resiste alle sintesi troppo nette, alle definizioni definitive, alle letture che pretendono di fissarla una volta per tutte”. Scrive così, Tiziano Saccucci, nella prefazione al nuovo libro di Daniela Galiè, “Sui tuoi occhi. Racconti della rivoluzione del Rojava”, pubblicato lo scorso 26 giugno da Momo edizioni. “Nel Nord-Est della Siria – si legge nella quarta di copertina del volume – tra città ferite, check-point improvvisati e assemblee popolari, il Rojava continua a esistere come esperienza politica, sociale e umana sospesa tra autodifesa e desiderio di futuro. Questo libro attraversa i territori della rivoluzione curda raccogliendo voci, incontri e frammenti di quotidianità: combattenti delle Ypj, famiglie sfollate, insegnanti, attiviste, giovani cresciuti all’ombra della guerra e donne che hanno trasformato la sopravvivenza in pratica collettiva. Sui tuoi occhi non racconta soltanto il conflitto contro l’Isis o la resistenza di Kobanê. Racconta ciò che viene dopo: la fatica della ricostruzione, le contraddizioni dell’autogoverno, i sogni politici di una società che prova a reinventarsi mentre tutto intorno continua a minacciarne l’esistenza”. “Ho provato a raccontare le storie che ho raccolto nel corso della mia permanenza in nord-est Siria con un linguaggio accessibile. Forse i destinatari e le destinatarie di quello che ho scritto sono principalmente persone che del Rojava sanno poco o nulla, tant’è che l’idea del libro era nata dalla necessità che avevo di provare a raccontare dove fossi stata ai miei alunni e alle mie alunne”, spiega a Radio Onda d’Urto Daniela Galiè. “L’idea era quella di costruire un piccolo ponte tra mondi apparentemente distanti”, prosegue l’autrice.  “Non ho però voluto sacrificare tutto quello che è la ricostruzione storica, politica, militare – precisa Galiè – Ho provato però ad arrivarci tramite le storie delle persone che avevo davanti”.  Daniela Galiè ha deciso di devolvere il 50% del ricavato della vendita del suo libro a “Jinwar”, il villaggio delle donne nella Siria del nord-est, Rojava. Radio Onda d’Urto ha intervistato Daniela Galiè, scrittrice, attivista, insegnante e redattrice di Dinamo Press, per presentare il suo libro “Sui tuoi occhi. Racconti della rivoluzione del Rojava”. Ascolta o scarica.  
July 7, 2026
Radio Onda d`Urto
«Favole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione»
Daniele Barbieri sul libro di Stefania Consigliere (*). A seguire cinque lunghe citazioni che da sole meriterebbero un bel po’ di riflessioni collettive. E’ uscito nel dicembre del 2024 e da allora ha avuto pochissime recensioni. Si tratta invece di una delle letture più appassionanti degli ultimi anni che si aggira – come spiega il sottotitolo – fra «molteplicità, immaginario,
Per un’immaginazione femminista anticoloniale: intrecciare le …
… le radici contro capitalismo e patriarcato Riprendiamo, per gentile concessione di autrice e direttore, un interessante “saggio” di Alice Salimbeni da Machina  C’è una rimozione che attraversa l’Europa – e l’Italia – come una ferita mal cicatrizzata: l’idea di essere «oltre» il colonialismo, di averlo relegato altrove, in un tempo e, soprattutto, in uno spazio che non ci riguarda
S’Atobiu: Incontrarsi e ascoltarsi sono già atti di ribellione
Gianluca Carmosino su Comuneinfo.net Incontrarsi e ascoltarsi sono già atti di ribellione I margini sono da sempre al tempo stesso luoghi di repressione ma anche spazi di creazione di possibilità. Per bell hooks il margine è “un luogo capace di offrirci la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi… in cui ritroviamo noi stessi
Terra e memoria della terra: S’Atobiu 2026
Festival dell’editoria indipendente a Selargius (8, 9 e 10 maggio) e Tertenia (29 e 30 maggio) : “Per immaginare un percorso di transizione dal capitalismo” S’Atobiu, prima parte, Selargius (CA) 8, 9 e 10 maggio 2026 “S’Atobiu” (L’Incontro, in Iingua sarda), è il festival della piccola editoria indipendente, nato nel novembre del 2022 dall’esigenza di costruire uno spazio di confronto
Curdi: appuntamenti a Torino e a Cagliari
Riprendiamo due appuntamenti su lla storia e le lotte del popolo curdo programmati questa fine settimana a Torino e a Cagliari   TORINO I curdi sono spesso visti attraverso una lente problematica: talvolta (dall’Occidente) come un popolo “buono” che, unito e coeso, è implicito di incarnare valori superiori a quelli degli altri (in particolare in Medio Oriente). In altri casi
“THE KURDISTAN FREEDOM MOVEMENT AT A CROSSROADS”: DUE GIORNI DI CONFERENZA ALL’UNIVERSITÀ DI TORINO
Giovedì 26 e venerdì 27 marzo 2026, al Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino, si svolgerà la conferenza accademica “The Kurdistan freedom movement at a crossroads. Historical roots, ideological shifts and reconfiguration processes” (cioè “Il movimento di liberazione (o per la libertà, ndr) del Kurdistan a un bivio. Radici storiche, cambi ideologici e processi di riorganizzazione”). L’evento è organizzato dalla Rete Italiana di Studi Curdi (RISC), una rete interdisciplinare di studiosi con sede in Italia che si occupano di studi curdi in diversi campi scientifici, insieme – tra gli altri – all’Università di Kobane, all’Università del Rojava, all’Università di Garmian (Kurdistan iracheno) e alla rivista online The Amargi. Sulle frequenze di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’appuntamento di studio e approfondimento insieme a Davide Grasso, ricercatore dell’Università di Torino al dipartimento Culture, Politica e Società, tra gli organizzatori e i relatori del convegno. Ascolta o scarica. A questo link potete consultare il programma completo della conferenza.        
March 24, 2026
Radio Onda d`Urto
LUNEDÌ 30 MARZO: PRESENTAZIONE DEL LIBRO “L’ARTE DELLA LIBERTÀ” CON HAVIN GUNESER AL CSA MAGAZZINO 47 DI BRESCIA
Lunedì 30 marzo 2026, alle ore 18.30, il centro sociale Magazzino 47 (via Industriale 10, Brescia) ospiterà la presentazione del libro L’arte della libertà. Breve storia del movimento di liberazione curdo (Meltemi, 2025) di Havin Guneser. Sarà presente l’autrice, Havin Guneser, ingegnera, giornalista e cofondatrice di The Academy of Social Science, già ospite di Radio Onda d’Urto per alcune interviste rilasciate alla nostra emittente. Dialogherà con lei Anna Clara Basilicò,  traduttrice e curatrice dell’edizione italiana del libro. Lo spot per pubblicizzare l’iniziativa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto: Ascolta o scarica. Dai canali social del CSA Magazzino 47: “Lunedì 30 marzo 2026, ore 18.30 al C.S.A. Magazzino 47 – Via Industriale 10 Brescia Presentazione del libro “L’arte della libertà – Breve storia del movimento di liberazione curdo” con l’autrice Havin Guneser (Cofondatrice di Academy of Social Science) In dialogo con Anna Clara Basilicò traduttrice e curatrice del libro. IL LIBRO: Jin, jiyan, azadî: “donna, vita, libertà”. Queste tre parole risuonano nelle piazze di tutto il mondo, animando le lotte di milioni di donne, dal Medio Oriente all’Europa, dall’Iran all’Italia. Nato in una regione liminale tra quattro Stati – Iran, Iraq, Siria e Turchia – questo grido libertario è espressione di una rivoluzione femminista, ecologista e democratica che da dieci anni fiorisce in Kurdistan, tentando di riportare luce in una parte del mondo oscurata da ingiustizie e violenze. Ma cosa alimenta questa rivoluzione che sta scuotendo la società globale? Attraverso le parole di Havin Guneser conosciamo il movimento che ha ispirato decine di attivisti/e italiani/e: da Lorenzo Orsetti, caduto combattendo contro lo Stato islamico, a Maria Edgarda Marcucci, protagonista delle forze di autodifesa femminili e perseguitata in patria. Un saggio che si configura come una lettura imprescindibile per chi crede che la libertà, la democrazia e il cambiamento profondo siano ancora possibili e che, nel mondo di oggi, solo una rivoluzione che metta al centro le donne e il pianeta possa spezzare le catene del capitalismo. L’AUTRICE: Havin Guneser Ingegnera, giornalista e attivista per i diritti delle donne. Da anni è portavoce della rivoluzione in Rojava e contribuisce a diffondere il pensiero di Abdullah Öcalan, di cui ha tradotto numerosi libri. È parte attiva dell’iniziativa internazionale “Libertà per Abdullah Öcalan – Pace in Kurdistan” e fondatrice dell’Academy of Social Science. Il suo impegno per la libertà e la giustizia ha fatto di lei una figura centrale del movimento di liberazione. Durante l’iniziativa saranno disponibili le copie del libro.”
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto