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Le fonti dei media sull’Iran? Le Ong finanziate dagli USA
Mentre le città iraniane sono in fiamme a causa di rivolte mortali, i media occidentali ignorano la sconvolgente ondata di violenza, rivolgendosi invece alle ONG finanziate dal governo statunitense per reperire dati. Questa rappresentazione unilaterale ha contribuito a spingere Trump sull’orlo di autorizzare nuovi attacchi statunitensi. I media occidentali hanno […] L'articolo Le fonti dei media sull’Iran? Le Ong finanziate dagli USA su Contropiano.
Processo per il naufragio di Cutro rinviato al 30 gennaio
La prima udienza del processo penale sul naufragio di Cutro, svoltasi oggi, 14 gennaio, è stata immediatamente rinviata al 30 gennaio 2026, dopo la formalizzazione dell’assegnazione del procedimento a un nuovo collegio giudicante. Pur trattandosi di un rinvio limitato a… Sea Watch
Alberto Trentin non è un santo e nemmeno un eroe
Negli ultimi anni il Venezuela è diventato il centro di uno scontro geopolitico di prim’ordine. La fase culminata con l’operazione statunitense contro il governo di Caracas non nasce dal nulla e non è questione di pochi mesi: si inserisce in una strategia di pressione di lunga durata, iniziata già ai […] L'articolo Alberto Trentin non è un santo e nemmeno un eroe su Contropiano.
Non spegniamo i riflettori sulla Palestina
Con una lunga corrispondenza, diamo un aggiornamento sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania, commentando tra l'atro il diniego imposto da Israele a tutta la cooperazione internazionale di operare in Palestina; mentre gli occhi del mondo sono ormai rivolti altrove e a fronte di una situazione sul campo sempre più drammatica, nel silenzio ufficiale dei governi, Israele ha deciso di eliminare completamente gli aiuti e la solidarietà internazionale, isolando e invisibilizzando la popolazione palestinese. Particolarmente esposti, i campi profughi e i villaggi più isolati della Cisgiordania, che vengono fatti oggetto dei violenti attacchi dei coloni e dell'IDF e che sono destinati alla completa cancellazione. In questo contesto, è stata recentemente organizzata da Israele, con voli a pagamento, un'evacuazione "volontaria" da Gaza per diverse famiglie palestinesi, che sono state condotte in regioni diverse dell'Asia o in Sud Africa; a questo scopo, è stata appositamente creata da Israele una nuova ONG. Nonostante tutto ciò, si continua da molte parti a lavorare "dal basso" per portare aiuti in Palestina e ad organizzare mobilitazioni e campagne di sensibilizzazione.
53 ONG: “le misure di Israele ostacolano l’azione umanitaria”
Le organizzazioni umanitarie internazionali operanti nel Territorio Palestinese Occupato avvertono che le recenti misure di registrazione introdotte da Israele rischiano di fermare le operazioni delle ONG internazionali proprio mentre i civili affrontano bisogni umanitari acuti e diffusi, nonostante il cessate il fuoco a Gaza. Il 30 dicembre, 37 ONG internazionali […] L'articolo 53 ONG: “le misure di Israele ostacolano l’azione umanitaria” su Contropiano.
MSF: “La minaccia di Israele di negare la registrazione alle ONG è un grave attacco all’aiuto umanitario a Gaza e in Cisgiordania”
La minaccia di Israele di negare la registrazione a Medici Senza Frontiere (MSF) e ad altre organizzazioni non governative internazionali è un tentativo cinico e calcolato di impedire a queste organizzazioni di fornire assistenza a Gaza e in Cisgiordania, violando gli obblighi di Israele stabiliti dal diritto internazionale umanitario. Negare l’assistenza medica ai civili è inaccettabile in qualsiasi circostanza ed è scandaloso utilizzare gli aiuti umanitari come strumento politico o punizione collettiva. È ora di agire. Israele sta intensificando il suo grave attacco alla risposta umanitaria, minacciando direttamente l’assistenza medica e gli aiuti umanitari ai civili. MSF rifiuta inequivocabilmente le accuse mosse dalle autorità israeliane nei giorni scorsi. MSF non assumerebbe mai consapevolmente persone coinvolte in attività militari, in quanto ciò è in contrasto con i nostri valori fondamentali e la nostra etica. Se la descrizione di ciò che i nostri team vedono con i propri occhi a Gaza – morte, distruzione e le conseguenze sulla popolazione della violenza genocida – è sgradevole per alcuni, la colpa è di chi commette queste atrocità, non di chi ne parla. MSF nutre legittime preoccupazioni in merito all’obbligo di registrazione che impone di condividere le informazioni personali del nostro personale palestinese con le autorità israeliane, preoccupazioni aggravate dal fatto che 15 membri dello staff di MSF sono stati uccisi dalle forze israeliane. In qualsiasi contesto, specialmente uno in cui gli operatori medici e umanitari sono stati intimiditi, arbitrariamente detenuti, attaccati e uccisi in gran numero, richiedere gli elenchi del personale come condizione per l’accesso al territorio è uno sconfinamento scandaloso. Tale richiesta mina l’indipendenza e la neutralità umanitaria ed è resa ancora più pericolosa dall’assenza di chiarezza su come tali dati sensibili saranno utilizzati, conservati o condivisi. Tuttavia, invece di dialogare con MSF per ascoltare le nostre preoccupazioni, il ministero responsabile del processo di registrazione ha ignorato le nostre ripetute richieste di incontro e ci accusa sui media di ospitare consapevolmente presunti terroristi. Le forze israeliane hanno ucciso e ferito centinaia di migliaia di civili, hanno distrutto deliberatamente infrastrutture essenziali e hanno preso di mira il personale medico, gli operatori umanitari e i giornalisti. Israele ha preso il controllo di oltre la metà della Striscia di Gaza, costringendo la popolazione in un’area sempre più ristretta in cui le condizioni di vita sono disumane e ha provocato una carenza di beni di prima necessità bloccando e ritardando l’ingresso di beni essenziali, comprese le forniture mediche. Attualmente, MSF sostiene 1 letto su 5 negli ospedali di Gaza e assiste 1 madre su 3 durante il parto. Il sostegno che forniamo non è affatto sufficiente a soddisfare le esigenze dei palestinesi, ma la sua sospensione avrebbe un costo terribile. Il fatto che Israele impedisca a MSF e a decine di altre organizzazioni di fornire servizi ai palestinesi, dopo che le forze israeliane hanno distrutto il sistema sanitario di Gaza, rappresenta un’intensificazione degli attacchi compiuti contro i palestinesi negli ultimi due anni. I servizi disponibili per la popolazione di Gaza sono ora molto inferiori al fabbisogno, proprio a causa dei blocchi e delle restrizioni imposti da Israele. Per il terzo inverno consecutivo, la Striscia di Gaza è stata colpita da un abbassamento delle temperature, piogge torrenziali e forti venti. Le condizioni meteorologiche hanno distrutto e allagato i rifugi di fortuna in cui vive la popolazione, mentre Israele continua a bloccare l’ingresso di forniture come tende, teloni e alloggi temporanei. Ora il governo israeliano cerca di vietare anche i pochi aiuti e servizi esistenti. MSF continua a cercare il dialogo con le autorità israeliane per poter mantenere le nostre attività essenziali e sostenere il sistema sanitario di Gaza, ormai decimato. Consentire l’aiuto umanitario non è un favore. È un obbligo previsto dal diritto internazionale. Oggi più che mai, i palestinesi hanno bisogno di più servizi, non di meno.   Medecins sans Frontieres
Israele, nuova legge contro l’UNRWA
“Il voto del Parlamento israeliano su una nuova legge contro l’UNRWA è scandaloso. Questa legge interrompe l’erogazione di acqua, elettricità, carburante e comunicazioni all’UNRWA. Concede inoltre al governo israeliano il potere di confiscare i beni delle Nazioni Unite a Gerusalemme, tra cui la sede centrale dell’UNRWA e il suo principale centro di formazione professionale,” ha denunciato il Commissario Philippe Lazzarini. Dopo l’ONU, Israele sospenderà dal 1° gennaio 2026 le attività di circa 37 Ong a Gaza, tra cui Medici Senza Frontiere, ActionAid e Oxfam. Nel contesto di una grave crisi umanitaria nel territorio palestinese, devastato dall’aggressione militare israeliana, ancora privo di acqua corrente ed elettricità, la decisione rischia di rendere l’emergenza irrecuperabile per la già tormentata popolazione civile. ANBAMED
I dati o la vita. Cala la scure di Israele su chi aiuta a Gaza
La logica genocida di Israele è totalitaria. Nessuno deve aiutare i palestinesi, né occuparsi della loro sorte, né testimoniare del loro massacro. Per questo a Gaza non ci devono essere giornalisti e, da domani, neanche più operatori umanitari di organizzazioni internazionali riconosciute dall’Onu e persino all’Occidente euro-atlantico. In questo modo […] L'articolo I dati o la vita. Cala la scure di Israele su chi aiuta a Gaza su Contropiano.
Israele, profilo di un paese suprematista. Pena di morte, censure e divieti a Ong e media
A una settimana dall’inizio del 2026, può essere utile fare il punto sul profilo delle forme di organizzazione politica che ha assunto Israele negli ultimi due anni, in concomitanza con l’aver messo allo scoperto il suo intento genocidiario. Prima la pulizia etnica avveniva più “silenziosamente”, ma ora il sionismo è […] L'articolo Israele, profilo di un paese suprematista. Pena di morte, censure e divieti a Ong e media su Contropiano.
La rotta nascosta di Tel Aviv per l’«emigrazione» da Gaza
Sulla pagina Facebook dell’organizzazione Al Majid, con sedi a Gerusalemme e in Germania, è apparso questo avviso: «Attenzione abbiamo ricevuto segnalazioni di persone che si spacciano per rappresentanti dell’organizzazione. Si tratta di truffatori che non hanno alcun legame con noi». Parole che non hanno convinto nessuno. Resta forte il sospetto […] L'articolo La rotta nascosta di Tel Aviv per l’«emigrazione» da Gaza su Contropiano.