Ecco come l’Europa ferma i migranti nel Mediterraneo. Report di SOS Mediterranee
Nuova analisi sulla trasparenza del programma SIBMMIL, il più importante
strumento di collaborazione tra Italia e Libia: quasi la metà del budget
stanziato non è tracciabile.
Ormai da anni la collaborazione tra Italia e Libia per fermare i migranti in
arrivo dal Mediterraneo centrale è una realtà consolidata, rafforzata dal
Memorandum di Intesa firmato nel 2017 tra i due Paesi, con il sostegno
dell’Unione Europea. Il programma decennale più importante di questa
collaborazione è SIBMMIL – Support to Integrated Border and Migration
Managementin Libya – che si è concluso lo scorso anno.
Grazie alla collaborazione con IrpiMedia, SOS MEDITERRANEE ha analizzato la
destinazione e l’utilizzo dei 61,2 milioni di euro stanziati per SIBMMIL.
Il tracciamento è stato possibile solo per poco più di 34 milioni. Non si hanno
informazioni pubbliche e accessibili per gli altri 27,1 milioni, pari al 44%
circa del budget.
Il programma SIBMMIL è anche il programma con cui l’Europa ha finanziato diverse
autorità di Tripoli, tra cui la Guardia Costiera libica. La stessa Guardia
Costiera che negli anni ha portato avanti un trend di violenza crescente sia
verso le navi umanitarie sia verso le persone migranti: almeno 24 attacchi alle
navi umanitarie tra il 2021 e il settembre del 2025. Anche la nave Ocean Viking
è stata oggetto degli spari della Guardia Costiera libica nell’agosto 2025. A
compiere questo attacco, che ad oggi rimane impunito, è stata la motovedetta
della Guardia Costiera libica Houn 664: una imbarcazione donata dall’Italia nel
giugno 2023 proprio nell’ambito di SIBMMIL, grazie a un bando da 3,3 milioni di
euro per questa e una seconda motovedetta. IrpiMedia ha ricostruito i movimenti
della Houn, che opera tra Tripoli, Al Khoms – porto ad est della capitale
libica, con forte presenza turca – e Misurata: oggi sappiamo che in quest’area
la motovedetta ha intercettato almeno 321 migranti e il suo equipaggio ha
compiuto svariati altri episodi di intimidazione e violenza.
“L’Europa finanzia la Libia sapendo e accettando il rischio che con le
attrezzature fornite e con le conoscenze acquisite compirà azioni illegali,
violente e discriminatorie contro le persone migranti, ma anche contro le navi
del soccorso civile – dichiara Valeria Taurino, Direttrice di SOS MEDITERRANEE.
“Nonostante questo, il commissario alla migrazione dell’UE Magnus Brunner ha
detto “non abbiamo alternative” al collaborare con le autorità libiche, come se
questa fosse una necessità inevitabile invece di una scelta politica precisa,
che normalizza la violenza e la violazione del diritto pur di tenere le persone
lontane dall’Europa. Inoltre, denunciamo la scarsa tracciabilità dei fondi
spesi per finanziare la Libia: i cittadini europei hanno il diritto di sapere
come vengono utilizzate risorse pubbliche destinate a sostenere attori coinvolti
in gravi e documentate violazioni dei diritti umani”.
Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta alla Camera lunedì 16
marzo, l’organizzazione ha chiesto un’indagine piena, indipendente e trasparente
sull’attacco contro la nave Ocean Viking, per accertare i fatti e garantire che
i responsabili diretti degli spari e la relativa catena di comando siano
chiamati a rispondere ai sensi del diritto nazionale e internazionale.
“Chiediamo inoltre” prosegue Taurino “il rafforzamento dei meccanismi
di monitoraggio degli accordi di cooperazione in materia migratoria e di
gestione delle frontiere conclusi con Paesi terzi, con particolare riferimento
alla cooperazione Italia-Libia. Chiediamo l’accesso alla documentazione
rilevante e una valutazione periodica del loro impatto sui diritti
fondamentali.”
Il report è scaricabile qui.
Redazione Italia