Nuovo rapporto “Don’t Bank on the Bomb”: in aumento le istituzioni finanziarie che investono nei produttori di armi nucleariLa nuova edizione del Rapporto “Don’t Bank on the Bomb” (promosso da ICAN e PAX
e pubblicato ogni anno dal 2014 e dal titolo “Investing in the Arms Race”)
mostra che 301 istituzioni finanziarie nel mondo hanno una significativa
esposizione finanziaria verso aziende coinvolte nella produzione di armi
nucleari, un aumento del 15% rispetto ai risultati precedenti. Dopo un calo
costante a partire dal 2021, per la prima volta il numero di investitori torna a
crescere.
Sullo sfondo di tensioni globali crescenti e di livelli record di spesa
militare, il valore di borsa di molti grandi contractors della difesa è
aumentato sensibilmente. Si è inoltre intensificata la pressione dei governi (in
particolare europei) sugli investitori affinché abbandonino le restrizioni
etiche sugli investimenti nelle aziende del settore militare. Di fronte alla
minaccia della Russia e ai timori che gli Stati Uniti non possano più essere
considerati un alleato affidabile in un eventuale conflitto con Mosca, alcuni
governi hanno sostenuto che investire nel riarmo europeo non debba essere
limitato da considerazioni etiche, spingendosi persino ad affermare che si
tratti di un dovere morale.
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