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Sociale: Armi contro scuola: cosa prevede la manovra economica
Per ogni euro in più investito nella scuola e della formazione, lo Stato assegna ben 1,45 euro in più alle spese militari. La spesa militare netta registra un incremento diretto di 4,5 miliardi di euro che sale a un'espansione potenziale fino a 8 miliardi con la clausola di salvaguardia europea.
October 21, 2026
PeaceLink
Sociale: Più scuola e meno armi
Gli studenti hanno evidenziato le condizioni strutturali degli edifici scolastici, la riduzione dei fondi destinati al diritto allo studio e il costante aumento degli investimenti pubblici nel settore della difesa e della produzione di armamenti.
October 17, 2026
PeaceLink
In Italia il diritto all’assistenza continua a dipendere dal luogo in cui si vive
La spesa dei Comuni per i servizi sociali e socio-educativi nel 2023 è stata di 9,4 miliardi di euro a cui si aggiungono 1,3 miliardi di euro del Servizio Sanitario Nazionale e 862 milioni dalla compartecipazione degli utenti per un totale di 11,6 miliardi di euro. Un volume di risorse, che conferma l’importanza degli enti locali nel difficile ruolo di provare a garantire protezione sociale a milioni di persone, ma l’impegno risulta spesso del tutto inadeguato rispetto ai bisogni crescenti della popolazione. Inoltre, dietro alla spesa complessiva si nasconde un Paese profondamente diseguale, dove il diritto all’assistenza continua a dipendere dal luogo in cui si vive. E’ quanto dimostra l’analisi elaborata dall’Area Stato Sociale e Diritti della CGIL sui dati ISTAT, dal titolo: “La spesa dei comuni per i servizi sociali”, che aggiorna al 2023 i dati già pubblicati con il Report dello scorso luglio (https://www.pressenza.com/it/2026/08/le-macroscopiche-disparita-territoriali-nella-spesa-dei-comuni-per-i-servizi-sociali/). Il rapporto mostra come la spesa sociale comunale media sia pari a 160 euro per abitante, ma varia dai 215 euro delle regioni del Nord-Est ai soli 89 euro del Mezzogiorno. Le differenze diventano ancora più evidenti guardando ai singoli territori: si passa dai 639 euro pro capite della Provincia autonoma di Bolzano ai 56 euro della Calabria, con ampie distanze anche tra province e tra comuni di diversa dimensione demografica. La quota più consistente delle risorse è destinata a famiglie e minori, con 3,5 miliardi di euro, seguiti da 2,7 miliardi per le persone con disabilità e 1,4 miliardi per gli anziani. Complessivamente i servizi e gli interventi sociali dei Comuni hanno raggiunto oltre 9,3 milioni di utenti. Negli ultimi dieci anni sono cresciuti in particolare gli interventi rivolti alla disabilità e al contrasto della povertà, mentre diminuisce l’utenza dei servizi per anziani, segnale di un welfare che fatica a rispondere adeguatamente all’invecchiamento della popolazione e alla crescente domanda di assistenza per la non autosufficienza. > “Divari rilevanti, si sottolinea nel Rapporto, si registrano anche tra i > singoli comuni che aumentano in relazione anche alla dimensione demografica > con una spesa media che da 196 euro nei comuni con oltre 50 mila abitanti, > scende fino a 116 euro nei comuni con meno di 2 mila abitanti. Divari si > registrano anche tra i comuni delle aree centrali e quelli delle aree interne. > L’intervento di regioni e province autonome determina una spesa aggiuntiva > media di 4 euro per abitante”. Il rapporto evidenzia inoltre come oltre la metà della spesa sociale sia sostenuta attraverso risorse proprie dei Comuni. Un modello che, in assenza di un adeguato riequilibrio nazionale, tende a rafforzare le disuguaglianze territoriali: i territori con maggiori disponibilità finanziarie riescono a garantire più servizi, mentre quelli con minori capacità fiscali restano indietro. Come già evidenziato nel report di luglio, per la CGIL la risposta passa dal pieno finanziamento dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), indispensabili per rendere effettivi e uniformi i diritti sociali su tutto il territorio nazionale. La definizione dei livelli essenziali, sottolinea il sindacato, non può rimanere un mero esercizio normativo: servono risorse strutturali, il rafforzamento dei fondi nazionali per il sociale, la programmazione dei servizi e una forte azione di contrattazione territoriale per garantire a tutte le persone, indipendentemente dal luogo di residenza, un accesso equo ai servizi di welfare. Il report restituisce così la fotografia di un sistema che, pur registrando una crescita degli investimenti, continua a essere segnato da profonde disparità. Una sfida che riguarda non solo la qualità dei servizi sociali, ma la concreta attuazione del principio costituzionale di uguaglianza e l’esigibilità dei diritti fondamentali delle persone. > “Se l’articolo 3 della Costituzione, si legge nelle conclusioni del Rapporto, > assicura il principio di uguaglianza sostanziale, i bilanci dei comuni > italiani raccontano un’altra storia. I dati sulla spesa sociale dimostrano che > il sistema attuale, eccessivamente basato sulle risorse proprie degli enti > locali, sta allargando la forbice delle diseguaglianze nel Paese, lasciando > indietro chi ha più bisogno di protezione: non solo persone povere, > marginalizzate, disabili, anziane, non autosufficienti, migranti, minori e > famiglie fragili ma sempre più spesso anche chi ha bisogno di lavorare per > vivere e un lavoro lo ha. I livelli essenziali delle prestazioni sociali > rappresentano l’unico argine a questa deriva delle disuguaglianze, > specialmente di fronte alle incognite del regionalismo differenziato. > Tuttavia, determinare nominalmente i LEPS senza stanziare risorse adeguate è > un esercizio di ipocrisia istituzionale che questo sindacato respinge al > mittente”. Intanto, la cosiddetta Autonomia differenziata va avanti: in piena estate sono state approvate dal Senato e dalla Camera gli schemi di intese preliminari con le regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto che riguardano “forme e condizioni particolari di autonomia” per le materie: “Protezione civile”, “Professioni”, “Previdenza complementare e integrativa”, “Tutela della salute” relativamente a Coordinamento della finanza pubblica”. Alla conclusione dell’iter avviato potranno diventare materie di esclusiva potestà legislativa regionale delle 4 regioni del Nord. Si tratta di preintese che non rispettano la sentenza della Corte Costituzionale del 12 novembre 2024 e che fanno un altro pericoloso passo in avanti verso lo “Spacca Italia”. Anna Maria Bianchi su https://www.carteinregola.it/ fa il punto della situazione e propone un efficace videoclip: https://www.youtube.com/watch?v=hAdqaFsPbk4&t=26s. Qui il report dall’Area Stato Sociale e Diritti della CGIL: “La spesa dei comuni per i servizi sociali”: https://files.cgil.it/version/c:MDAzMWY4ZTktNzdhZS00:N2I5NjkyOGMtMDY1NC00/Report%20Spesa%20sociale%20Comuni%20-%202023.pdf, Giovanni Caprio
October 12, 2026
Pressenza
PADOVA: RILASCIATI CON OBBLIGO DI DIMORA I 4 COMPAGNI DEL CS PEDRO AGGREDITI DAI CARABINIERI
[Aggiornamento sera – giovedì 16 aprile]: i 4 compagni del Cs Pedro sono stati rilasciati con obbligo di dimora. Ad accoglierli fuori dal Tribunale il presidio solidale di compagne e compagni] [Aggiornamento mattina – giovedì 16 aprile] Arresto per 4 compagni fermati dai carabinieri a Padova nella tarda serata di mercoledì. Il processo per direttissima è stato fissato per giovedì ore 13.30. In concomitanza solidali del CS Pedro e di altre realtà cittadine, si ritroveranno in presidio davanti al Tribunale. Tutto è iniziato con un “controllo ordinario” a poche decine di metri dal centro sociale, “zona rossa” a Padova. Da poco si era conclusa un’assemblea per organizzare la festa del 25 aprile. Un’auto con a bordo “un paio di persone” che avevano partecipato all’assemblea, si ferma in un tabaccaio in via Annibale da Bassano quando immediatamente sopraggiungono due pattuglie dei carabinieri che “aprono violentemente le porte della macchina e intimano l’identificazione” dei presenti, che non resistono e forniscono i documenti. I carabinieri decidono di procedere con una perquisizione personale e all’auto, senza rilevare alcunché. In seguito gli animi si scaldano e i carabinieri “strattonano bruscamente un compagno bloccandolo a terra e schiacciandolo fisicamente”, in puro stile “George Floyd”, come ha raccontato ai nostri microfoni Nando, giunto dal vicino Pedro in quegli istanti. Con lui arrivano diversi altri compagni e compagne che non avevano ancora lasciato il centro sociale. Tanti i testimoni già presenti sul posto, in una strada particolarmente frequentata e che avevano notato la situazione. Dopo aver “schiacciato la faccia a terra”, il compagno fermato viene caricato su una volante e portato via da altri carabinieri giunti sucessivamente sul posto, “in totale erano quattordici”. Le persone solidali intervengono e si mettono in mezzo alla strada per placare la situazione che però “degenera”: i carabinieri picchiano con pugni e calci, usano spray al peperoncino. Infine procedono con il fermo di altri tre compagni senza rilasciare per tutta la notte alcuna comunicazione ai legali. Soltanto questa mattina è arrivata la notizia della convaldida dell’arresto e del processo per direttissima. “Non è il primo episodio del genere nella zona rossa”, non solo contro attivisti e attiviste, ma anche verso altre persone. Con il presidio di questo pomeriggio si chiede “il rilascio immediato” dei compagni arrestati e “di iniziare una campagna contro gli abusi in divisa dei carabinieri di Padova”. La testimonianza di Nando, compagno del centro sociale Pedro. Ascolta o scarica
April 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Sociale: Vittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.
March 23, 2026
PeaceLink
Milano, 7 marzo: Conflitti e mondo: quali sentieri possibili? Incontro di arteterapia sociale
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università promuove un laboratorio di arteterapia sociale che si svolgerà sabato 7 marzo 2026 dalle 15.00 alle 17.00 presso la sede di Casapace in via D’Agrate, 11 a Milano (M3) e sarà condotto da Elena Abate, attivista dell’Osservatorio. L’obbiettivo del laboratorio creativo  è quello di sensibilizzare cittadinanza, docenti, lavoratori e famiglie su quanto sta avvenendo nel nostro paese riguardo la militarizzazione e i venti di guerra utilizzando il linguaggio proprio dell’arte del disegno e del collage di diversi materiali. I prodotti artistici di ognuno/a alla fine del laboratorio saranno la base collettiva del lavoro svolto. Per prenotazioni scrivere a osservatorionomili@gmail.com con oggetto LABORATORIO ARTETERAPIA SOCIALE. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Per un NO sociale al referendum contro il governo. Il 14 marzo manifestazione nazionale a Roma
Il referendum del 22/23 marzo sulla controriforma costituzionale sulla giustizia varata dal governo Meloni è diventato una sfida politica e democratica a tutto campo. A tale scopo intendiamo dare vita ad un “Comitato nazionale per il NO sociale” nella scadenza referendaria. Siamo quelli che hanno animato le piazze di questi […] L'articolo Per un NO sociale al referendum contro il governo. Il 14 marzo manifestazione nazionale a Roma su Contropiano.
February 12, 2026
Contropiano