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Genova: la 1242ª ora per la pace con i Ferrovieri Contro la Guerra e Mauro Armanino
Mercoledì scorso nel capoluogo ligure si è svolta, come costantemente dal 1983, l’iniziativa promossa dai suoi praticanti, le persone che una volta alla settimana si radunano nel centro della città manifestando il ‘silenzio per la pace’. Dopo la prima ‘ora in silenzio’ che il collettivo francese Artisans de paix ha praticato nel 1982, la prassi si è diffusa anche in Italia, di recente – come illustra la mappa online dall’estate scorsa sul repertorio italiano di Pressenza (sul sito nella colonna a destra della videata) in moltissime città e località di tutta la Penisola e di Sardegna e Sicilia. A Genova la settimanale ‘ora contro la guerra’ è praticata dal 1983, quando il gruppo ligure di Amici dell’Arca, collegato alla Comunità Gandhiana Internazionale dell’Arca, ha iniziato a manifestare nella città mentre la biennale Fiera del Mare vi presentava una ‘mostra navale bellica’… … e il 18 marzo 2026 i promotori dell’iniziativa svolta ogni mercoledì pomeriggio, dalle 18 alle 19, in piazza Ferrari, sulla gradinata di Palazzo Ducale, un edificio storico cittadino dove vengono allestite mostre d’arte e rassegne e tenuti eventi culturali, in cui ha sede la Fondazione per la Cultura e sulla cui facciata è esposto lo striscione R1PUD1A, hanno dedicato la 1242ª ora contro la guerra in solidarietà con la Rete Sanitari per Gaza e con il  collettivo Ferrovieri Contro la Guerra, contemporaneamente mobilitato alla stazione ferroviaria ‘Centrale’ di La Spezia e di cui hanno diffuso il comunicato: > Il 12 marzo 2026 una protesta di movimenti antimilitaristi ha bloccato un > treno carico di armi nella stazione di Pisa Centrale. > Già dalla mattina il sindacato USB ha individuato il transito del convoglio, > proclamato sciopero nelle aziende coinvolte e organizzato un presidio a > Livorno Calambrone. In conseguenza di questa azione il treno è stato deviato > dalle Ferrovie sulla linea Vada-Collesalvetti-Pisa. > Parallelamente nella stazione di Pisa Centrale, centinaia di manifestanti > chiamati a raccolta dal Movimento “No Base nè a Coltano nè altrove” hanno > occupato il binario 3 costringendo RFI a interrompere la circolazione. > Sappiamo che il treno è poi ripartito per Palmanova, ma la mobilitazione > combinata ha certamente danneggiato programmi e tempi del trasporto. > Siamo consapevoli che non basta fermare un convoglio per mettere in crisi la > logistica di guerra, ma tali azioni possono concretamente risvegliare > l’opinione pubblica, la protesta e la solidarietà. > Quindi ben venga anche un solo treno bloccato! > Come collettivo FCG ma soprattutto come Ferroviere e Ferrovieri, pur nella > attenzione necessaria, diciamo ai colleghi e alle colleghe di qualsiasi > divisione e categoria di non essere complici dei traffici di morte. Peraltro > non avendo cognizione della destinazione finale di tali convogli, ossia se > destinati a spostamenti interni o realmente a teatri di guerra, riteniamo > potenzialmente letale ogni carico militare > Quando ci viene comandato la manovra, la formazione/verifica o la > condotta/scorta di un trasporto di materiale militare, la lavorazione > infrastrutturalea uno scalo che svolgera funzioni belliche, la regolazione > della circolazione dobbiamo chiederci se queste tipologie di trasporto siano > solo una semplice lavorazione, oppure no. > Non disponiamo ad oggi di una normativa nazionale che ci consenta di praticare > l’obiezione di coscienza antimilitarista sul posto di lavoro, senza rischi di > sanzione, ma della nostra coscienza ne abbiamo piena facoltà. In un contesto > dove i fondi illimitati destinati alla guerra vengono tolti alla sicurezza del > trasporto e ai nostri salari. La guerra non è colpa nostra, sia chiaro. Ma > possiamo contribuire almeno a incepparla. > II blocco di ieri ci fa capire quanto sia importante la sinergia tra realtà > antimilitariste, categorie di lavoro e collettività. La loro unione è > fondamentale e ha bisogno di coordinamento tra gli oppositori alla guerra. > Perchè non ci sono solo i treni militarizzati ma esistono anche realtà > lavorative infrastrutturali come quelle da noi già denunciate (Tombolo, La > Spezia, Genova Sampierdarena) che vanno bloccate. > II 18 marzo saremo alla stazione di La Spezia Centrale insieme al > Coordinamento Restiamo Umani > – Riconvertiamo Seafuture, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e i > pendolari sui soldi “rubati al trasporto pubblico” e destinati in funzione > militare allo scalo di La Spezia Marittima. > Infine la solidarietà: dovrà sicuramente essere messa al centro della nostra > attenzione. La pioggia di denunce mandate dal governo per i blocchi > dell’autunno scorso e quelle che potrebbero esserci ancora devono vedere tutte > e tutti noi protagonisti nell’affermare un concetto inderogabile: nessuno e > nessuna deve restare sola. Si parte insieme, e si torna insieme. Alla 1242ª ora in silenzio per la pace del gruppo ha partecipato anche Mauro Armanino, che era stato presente all’iniziativa svolta a Genova il 12 novembre scorso e recentemente partecipante al silenzio per pace che dal 22 settembre 2025 viene praticato ogni lunedì sera, dalle 19 alle 20, in un luogo molto suggestivo ed emblematico, la Baia del Silenzio di Sestri Levante.   La mappa che indica sulla carta geografica le attività praticate continuativamente, ogni anno, mese, settimana o giorno, dai gruppi pacifisti italiani è anche visualizzabile mediante il sistema di geolocalizzazione Google Earth: Maddalena Brunasti
March 20, 2026
Pressenza
1231° ora in silenzio per la pace: “Fino a prova contraria…”
Alla consueta iniziativa settimanale svolta nel capoluogo ligure ogni mercoledì pomeriggio dal settembre 2001, nel 2026 da un quarto ddi secolo, l’attenzione verrà rivolta al ‘caso’ del palestinese con cittadinanza giordana che da 40 anni risiede in Italia, a Genova. FINO A PROVA CONTRARIA… … Mohamed Hanoun, col quale abbiamo consiviso decine di piazze e di iniziative, è INNOCENTE, anche se a diverse forze politiche sioniste fa comodo etichettarlo come terrorista. Ed etichettare con lui come terrorista chiunque abbia manifestato solidarietà con il popolo palestinese. E colpire con forza diverse manifestazioni solidali e nonviolente di piazza. … Hamas, un’organizzazione lontanissima dal nostro modo di vedere le cose, è stata legittimamente eletta dai palestinesi di Gaza  per rappresentarli. Così come,  con sistemi elettorali e partecipazioni discutibili,  gli statunitensi hanno eletto Trump, ahinoi. E gli italiani hanno eletto Giorgia Meloni, ahinoi. … gli aiuti destinati Gaza devono passare attraverso il governo che questo popolo, oppresso e vittima di genocidio, si è dato. … il popolo palestinese non è riuscito ad ottenere lo status internazionale cui avrebbe diritto, e che la maggior parte delle nazioni civili gli riconoscono. USA e Italia NON sono tra queste nazioni civili. Netanyahu e Gallant sono stati condannati  il 21 novembre 2024 dalla a corte internazionale internazionale per crimini di guerra; e nonostante uesto l’Italia continua  a fare affari con Israele … il governo genocida e criminale di Israele impedisce agli aiuti internazionali di raggiungere il popolo palestinese;   che continua a colpire con le bombe, ad affamare, ad esporre alle intemperie, a privare di medici e di medicine. … gli aiuti portati dalla Global Sumud Flotilla sono stati sequestrati dal governo genocida e criminale di Israele. E chi portava gli aiuti è stato illegalmente arrestato in acque internazionali; e gli aiuti non hanno mai raggiunto il popolo palestinese … le accuse a carico di Mohamed Hanoun non sono state fornite da un’inchiesta indipendente della magistratura italiana, ma dal Mossad. Che non si è mai fatto scrupoli di sorta. FINO A PROVA CONTRARIA… … PROVA vuol dire PROVA, non insinuazione di un governo genocida e senza scrupoli. Pacifisti e pacifiste dell’ora in silenzio per la pace www.orainsilenzioperlapace.org 1231° ORA IN SILENZIO PER LA PACE – Genova, piazza Ferrari (gradinate di Palazzo Ducale) Redazione Genova
December 30, 2025
Pressenza
Il “presepe sulle macerie”, a Genova, con la 1230ª Ora in silenzio per la pace
Ancora una volta i pacifisti e le pacifiste di Genova allestiranno il “presepe sulle macerie”. Lo faranno sui gradini del palazzo Ducale (piazza De Ferrari – Genova) mercoledì 24 dicembre, nel corso della 1230ª Ora in silenzio per la pace, dalle 18 alle 19. Il bambino Gesù sarà raffigurato in mezzo alle case, strade e strutture che possono essere sia di Gaza, sia della Palestina Cisgiordana, sia di tutti i luoghi del mondo insanguinati dalle oltre 50 guerre in corso. E le cui vittime sono in prevalenza civili. Se osservassimo un minuto di silenzio per ciascuno dei 70˙000 assassinati a Gaza dovremmo restare in silenzio per più di 70˙000 minuti. Più di 1˙166 ore, oltre un mese e mezzo. Ma non ci risulta che durante nessun evento pubblico culturale o sportivo sia mai stato osservato il silenzio per i Palestinesi assassinati a Gaza e nella Palestina Cisgiordana da Israele. Né per le migliaia di vittime delle guerre “dimenticate” dai media, ma che produttori e commercianti di armi ricordano benissimo I nostri governanti usano il presepe come pretesto blasfemo: nessuna persona ragionevole atea, agnostica o di qualsiasi religione potrebbe sentirsi offesa dalla rappresentazione della nascita di Gesù  (ebreo, palestinese, provvisoriamente senzatetto, figlio di madre nubile, futuro rivoluzionario, futura vittima di repressione statale e di “ragion di stato”) Così il “presepe sulle macerie” che esporremo rappresenterà  tutti i bambini, tutte le bambine e tutte le vittime di guerra del mondo, senza alcuna distinzione. E anche la nostra ferma condanna della produzione ed al commercio di armamenti. Mentre bambini e bambine di ogni colore vengono uccisi e soffrono la fame ed il freddo i profitti delle industrie belliche ed i compensi dei loro dirigenti si impennano. Norma Bertullacelli pacifista praticante la settimanale ORA IN SILENZIO CONTRO LA GUERRA (PER LA PACE) 1230ª Ora in silenzio per la pace – Da tre anni in preparazione del Natale allestiamo in piazza questo presepe in cui il bambino Gesù non è nella capanna o nella grotta, come nella tradizionale raffigurazione, ma in mezzo alle macerie. Che possono essere sia di Gaza che della Palestina Cisgiordana, che di tutti i luoghi del mondo insanguinate dalle ltre 50 guerre in corso. E le cui vittime sono in prevalenza civili. Abbiamo fatto questo nel primo anno in cui a Betleem, per la prima volta nella storia, nella Basilica della Natività non veniva celebrata la Messa del Natale. Oggi, nel momento in cui il genocidio accelerato a Gaza e nella Palestina Cisgiordana dall’8 ottobre 2023, che in realtà è incominciato nel 1948, ha esteso la portata fino ad assumere quella di una vera e propria ristrutturazione mediorientale, ci troviamo ancora una volta a fare un percorso laico di avvicinamento al Natale, un po’ come avviene nelle chiese cattoliche. Un percorso di coscienza in cui ci troviamo nelle condizioni di rovesciare la tradizione dei presepi viventi inaugurata nel Medioevo da frate Francesco. Un percorso di coscienza incominciato con questa simbolica invasione della piazza immersa nell’ubriacatura consumista del periodo natalizio. Mentre il mercato diventa sempre più una religione e sono ormai più di 20mila i bambini assassinati1 a Gaza vogliamo ricordare la nascita del Bambino ambientandola fra le macerie di Gaza distrutte dall’esercito israeliano occupante e dei villaggi devastati dai coloni proprio nella zona in cui nacque 2025 anni fa. Abbiamo deciso di dedicare ogni mercoledì senza eccezioni a ricordare che il nostro paese e soprattutto il mondo in cui viviamo è in guerra e che la pace è progressivamente sparita dagli obiettivi dei capi di stato di quello che chiamiamo Occidente. Quando abbiamo incominciato erano in pochi a pensare che la guerra si stava progressivamente avvicinando a noi. Non eravamo consapevoli che avrebbe cambiato le nostre vite e i destini. Oggi sappiamo che le nuove generazioni sono condannate a un futuro di guerra, mentre gli sprechi e le sfavillanti illuminazioni accompagnano assurdamente la celebrazione della nascita di un bambino nato nella quasi totale indigenza. Redazione Italia
December 23, 2025
Pressenza