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UNGHERIA: PETER MAGYAR “EUROPEISTA PER NECESSITÀ”, NON È GARANZIA PER GLI ANTIFA IN CARCERE
Vittoria elettorale schiacciante per Peter Magyar, leader del partito conservatore “del rispetto e della libertà – Tisza“, che con il 53,2% dei voti ottiene i due terzi dei seggi in parlamento e potrà quindi modificare la Costituzione; secondo classificato e grande sconfitto Viktor Orbán che, con la lista Fidesz-KDNP, riceve 55 seggi grazie al 38,2% dei voti. Terzo e ultimo partito ad entrare in parlamento è la destra radicale del “Movimento patria nostra”, che con il 5,8%, ottiene 6 seggi. Dentro le istituzioni ungheresi “nulla rimane della sinistra” della Coalizione Democratica di Klára Dobrev, che non ha superato il 5% di sbarramento previsto dalla legge elettorale. Escluso anche il Partito del Cane a Due Code (Mkkp). L’Ungheria si è recata alle urne mentra affronta “una grave crisi economica” ed è alle prese con un pesante deficit pubblico, pari a 9 miliardi di euro. Sono questi i fattori principali che hanno spinto il partito vincitore alle elezioni “Tisza”, quello “del rispetto e della libertà” di Peter Magyar, ad assumere un atteggiamento filo europeista. Per far fronte al pesante indebitamento del paese, il nuovo governo dovrà necessariamente riuscire a sbloccare i finanziamenti provenienti dall’Unione Europea, bloccati dalle strategie “veto non veto” messe in pratica per anni da Orbán. Da non dimenticare però che il leader Peter Magyar resta esponente della destra conservatrice, “un patriota che vuole fare gli interessi del suo paese, che in questo momento storico coincidono con quelli dell’Unione Europea”. Tutto da capire anche l’evolversi delle relazioni Ungheria-Russia, dato che il paese magiaro è restato, a livello energetico, fortemente dipendente dalla Russia. Nonostante le sanzioni imposte da Bruxelles infatti, Budapest continua ad importare “gas e petrolio per circa il 92% del proprio fabbisogno”. Abbiamo intervistato Aurora Floridia, senatrice dei Verdi del Sudtirolo – Alto Adige e osservatrice elettorale in Ungheria per il Consiglio d’Europa. Ascolta o scarica Altra analisi del voto con Simona Nicolosi docente di storia delle relazioni internazionali e dottoranda per l’Università di Seghedino, in Ungheria. Ascolta o scarica Quali cambiamenti reali possiamo attenderci? Si apriranno spazi di agibilità nuovi per la sinistra e per gli e le antifascisti ungheresi? Le riflessioni di Elia Rosati, ricercatore di Storia contemporanea alla Statale di Milano, studioso delle destre europee e nostro collaboratore Ascolta o scarica In contemporanea alla sconfitta di Orban, arriva la parola fine sulla vicenda giudiziaria che vede imputata a Budapest l’eurodeputata di Avs Ilaria Salis. Il tribunale ungherese le ha comunicato l’archiviazione del processo a suo carico. “Questa archiviazione avviene a seguito del voto sull’immunità e non da un cambio di orientamento dei giudici”, chiarisce la campagna Free All Antifas. “Nulla è cambiato quindi per i processati in tutta Europa, per Maja T in carcere da oltre 600 giorni e per le richieste di estradizione di Gino e Zaid. Paradossalmente, aggiungono compagne e compagni, “il fatto che Magyar sia più gradito all’UE potrebbe rendere più facili le estradizioni”. Per questo, prosegue il comunicato, oggi è “ancora più importante rilanciare il percorso di solidarietà per tutte le persone coinvolte a partire dall’udienza di mercoledì 15 aprile a Parigi”. In conclusione, “la notte è ancora lunga”, come titola un articolo pubblicato dal blog Free All Antifas, di cui fa parte anche un compagno che ci espone la loro analisi sulla sorte di antifasciste e antifascisti rinchiusi nelle carceri ungheresi ed europee e rilancia con le prossime iniziative di piazza. Ascolta o scarica  
April 13, 2026
Radio Onda d`Urto
FREE ALL ANTIFA: LIBERTA’ VIGILATA PER GINO, ALMENO FINO ALL’UDIENZA DEL 28 GENNAIO
Gino Rexhino Abazaj, il militante antifascista coinvolto nel processo agli antifascisti per i fatti di Budapest, ha ottenuto la libertà vigilata in Francia. Era stato arrestato qualche giorno fa dopo una richiesta di estradizione stavolta della Germania nel quadro di un mandato d’arresto europeo. La corte d’appello di Parigi ha deciso oggi di rimetterlo in libertà vigilata in attesa dell’udienza  fissata per il 28 gennaio.     Militante per il diritto alla casa, Gino viene accusato dall’Ungheria, insieme ad un’altra decina di persone, di aver picchiato dei neonazisti che avevano terrorizzato la capitale ungherese nel giorno dell’onore del febbraio 2023. Nel processo sono coinvolte anche tra cui Ilaria Salis e Maja T che si trova in carcere da due anni a Budapest. La vicenda è lunga: Gino era stato fermato a Parigi nel novembre 2024, è stato incarcerato, poi rimesso in libertà vigilata, il 26 marzo scorso. Ad aprile, aveva poi ottenuto la totale libertà prima di questo nuovo arresto a metà dicembre e ora nuovamente la libertà vigilata. La Francia, si era opposta alla sua estradizione a Budapest invocando “rischi di trattamento inumano”. Ora il suo legale,Youri Krassoulia dice di avere un timore: “Se Gino venisse consegnato alla Germania potrebbe poi essere consegnato all’Ungheria”, come accaduto – spiega – in casi simili. Ai nostri microfoni Eugenio Losco, legale che sta seguendo i fatti relativi al cosiddetto “Giorno dell’onore” e Nic del Comitato anti repressione di Milano. Ascolta o scarica
December 24, 2025
Radio Onda d`Urto
MILANO: “FREE GINO, FREE ALL ANTIFAS”. PRESIDIO SOLIDALE SOTTO IL CONSOLATO FRANCESE
Dopo l’arresto di ieri, oggi, giovedì 18 dicembre, la giustizia francese ha deciso di mandare nuovamente in prigione il compagno antifascista Rexhino “Gino” Abazaj. Resterà nel penitenziario di Fresnes per tutta la durata del procedimento durante il quale verrà deciso se eseguire o meno un nuovo mandato d’arresto europeo, questa volta emesso dalla Germania. Le autorità tedesche accusano Gino di aver partecipato alle presunte violenze avvenute a margine di una manifestazione neonazista a Budapest nel 2023, di cui sarebbero state vittime pure dei naziskin tedeschi. Se fosse consegnato alle autorità tedesche, nulla garantirebbe che non venga poi trasferito in Ungheria, dove rischierebbe di subire le stesse violazioni dei suoi diritti della compagna tedesca Maja, imprigionata da quasi due anni in condizioni che violano tutte le norme in materia di privazione della libertà. Per Gino, Maja e tutte le persone antifasciste braccate in mezza Europa da Orban e dai suoi sodali, oggi pomeriggio – a partire dalle ore 18,00 – presidio davanti al consolato francese di Milano. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi di Nick di Free All Antifas, in collegamento dal presidio sotto al consolato francese Ascolta o scarica
December 18, 2025
Radio Onda d`Urto
ANTIFASCISMO: REXHINO ‘GINO’ ABAZAJ ARRESTATO PER LA SECONDA VOLTA A PARIGI. RISCHIA L’ESTRADIZIONE IN GERMANIA
Rexhino “Gino” Abazaj, compagno antifascista, è stato arrestato per la seconda volta ieri sera, martedì 16 dicembre 2025, a Parigi. Gino era stato arrestato per la prima volta a novembre 2024 a Parigi, dove si era rifugiato dopo essere riuscito a sfuggire all’estradizione in Finlandia, paese in cui viveva dal 2015. È accusato nel processo intentato da Budapest contro compagne e compagni che, nel febbraio 2023, parteciparono alle manifestazioni contro i neonazisti giunti da tutta Europa per il cosiddetto “Giorno dell’onore” nella capitale ungherese. La novità, stavolta, risiede nel fatto che l’estradizione non è stata chiesta direttamente da Budapest, ma dalla Germania: “questa è una novità che ci è giunta ieri sera e il motivo è semplice: a quanto pare, la Germania ha emesso questo mandato a maggio, perché due dei fascisti attaccati durante il ‘giorno dell’onore’ del 2023 erano di nazionalità tedesca”, spiega a Radio Onda d’Urto Luca del Comitato Antirepressione Milano. “In altre parole, Gino rischia l’estradizione verso la Germania, accusato di aver aggredito due neonazisti tedeschi“. Oggi, Gino sarà ascoltato dai giudici parigini, mentre fuori dal tribunale si terrà un presidio di solidarietà. Iniziativa di solidarietà anche a Milano dove l’appuntamento è giovedì 12 dicembre, dalle ore 18 davanti al Consolato Generale di Francia in Via Privata Cesare Mangili 1, Milano. Lo scorso marzo, 2025, gli stessi giudici della Corte d’Appello francese si erano espressi contro la richiesta d’estradizione avanzata da Budapest, decidendo per la liberazione di Gino. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, il collegamento con Luca del Comitato Antirepressione Milano. Ascolta o scarica.  
December 17, 2025
Radio Onda d`Urto