Tag - prima udienza

Vendita di armi a Israele: prima udienza a trattazione scritta, decisione del giudice entro 30 giorni
Si è svolta in forma di trattazione scritta la prima udienza davanti al Tribunale civile di Roma nell’ambito dell’azione legale promossa da A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi e Un Ponte Per, con la partnership legale della Fondazione Hind Rajab e insieme a Hala Abulebdeh, cittadina palestinese, contro Leonardo S.p.A. e lo Stato italiano. L’azione chiede che vengano dichiarati nulli i contratti di fornitura militare tra Leonardo S.p.A. e lo Stato di Israele. Il giudice ha disposto che l’udienza si svolgesse in forma scritta, senza discussione orale in presenza. In questa fase, non è stata ancora emessa alcuna decisione: il giudice ha 30 giorni di tempo per pronunciarsi sui nodi preliminari della causa. Tra le possibili decisioni che potranno essere assunte vi sono le risposte a tutte le questioni procedurali sollevate da Leonardo e dallo Stato italiano, che condizionano il futuro del processo: dalla verifica della giurisdizione del giudice italiano e della legittimazione delle organizzazioni ricorrenti, alla eventuale chiamata in causa dello Stato di Israele. Il giudice potrebbe anche  ordinare a Leonardo S.p.A. – come richiesto dalle ricorrenti – l’esibizione dei contratti oggetto del ricorso, attualmente non accessibili. Solo a seguito di questo primo provvedimento sarà possibile comprendere con maggiore chiarezza il percorso che la causa seguirà. L’azione legale rappresenta un passaggio importante per affermare il rispetto della Costituzione italiana e dei principi del diritto internazionale in materia di commercio di armamenti, in un contesto segnato dalla prosecuzione delle operazioni militari nella Striscia di Gaza e dalle gravi conseguenze sulla popolazione civile. Le organizzazioni promotrici continueranno a sostenere questa iniziativa anche attraverso una raccolta fondi per coprire i costi del procedimento.     Redazione Italia
April 1, 2026
Pressenza
Prima Udienza TAR Brescia sui ricorsi contro i depuratori gardesani nel Fiume Chiese
Pubblichiamo il comunicato stampa della Federazione del Chiese sulla Prima Udienza del TAR Brescia sui vari ricorsi contro i depuratori gardesani nel Fiume Chiese. Giovedì 4 dicembre 2025 al TAR Brescia ha avuto luogo la prima Udienza sui ricorsi presentati, in fasi separate, dalla scrivente Federazione del Chiese, dai vari Comuni bresciani ricorrenti e dai quattro Comuni mantovani ricorrenti per opporsi al progetto dei due Mega depuratori gardesani che varie volontà gardesane ed altre più nell’ombra, ma neanche troppo, vorrebbero realizzare a Gavardo e Montichiari oppure a Esenta di Lonato per sversare il 40% della depurazione gardesana nel corpo idrico del Chiese; l’udienza iniziata alle ore 12:15, molto lunga, è terminata alle ore 13:30 e finalmente ha portato in chiaro, in particolare, due aspetti che dimostrano che queste intenzioni di trasferire “nell’estraneo” corpo idrico del Chiese, rispetto al bacino “Sarca-Garda-Mincio” non sono motivate da ragioni “tecniche e trasparenti”, ma nascondono finalità recondite, che vengono portate avanti con una tale malizia di sfregio dell’etica sulla gestione della spesa pubblica che rasenta la presa in giro di talune istituzioni verso la cittadinanza nel complesso e in particolare verso l’uso parsimonioso dei sacrifici dei contribuenti. Questa la sintesi di quello che è successo ieri mattina all’Udienza del TAR: 1. a domanda precisa del Consigliere relatore, del Collegio del TAR, se la dichiarazione prefettizia di “superamento” del progetto degli impianti a “Gavardo e Montichiari” fosse da prendere come abbandono definitivo del progetto stesso, la risposta dell’avvocato dello Stato è stata al condizionale, evasiva. Poi l’Avvocatessa di Acque Bresciane ha ammesso che al nuovo “piano” di Esenta di Lonato ci stanno lavorando ma per ora non ci sono ancora atti ufficiali. Quindi il Presidente del TAR ha proposto una sospensiva fino a giugno-luglio 2026 per vedere cosa matura in merito al “progetto del nuovo mega impianto a Esenta di Lonato”. Ma i due Avvocati di cui sopra hanno insistentemente chiesto che il TAR si pronunci sulla inammissibilità ricorsi, asserendo che il “progetto Gavardo-Montichiari” è stato abbandonato e che quindi non ci sono più i motivi per voler andare verso un pronunciamento. A questo punto, visto che le parti in sostanza sono in disaccordo, il TAR verbalizza il tutto e si esprimerà nei prossimi giorni. L’avvocato dei Comuni ricorrenti ha lamentato con forza il mancato coinvolgimento delle Amministrazioni, chiedendo che il TAR nel sentenziare “obbligasse” in qualche modo Acque Bresciane a fare ciò. Con toni concilianti il Presidente ha chiesto all’Avvocatessa di Acque Bresciane se da parte loro ci fossero problemi ad avere “osservatori “ dei ricorrenti, parte in causa nella fase di elaborazione del nuovo progetto dell’impianto a Esenta di Lonato. Ma l’Avvocatessa di Acque Bresciane, visibilmente innervosita, ha reagito sostenendo che non è possibile fare questo e che Acque bresciane sta procedendo nella progettazione e che quando ci saranno degli step concreti verranno resi noti; sostanzialmente ha mostrato fastidio all’ipotesi che le fasi progettuali potessero avere degli osservatori delle controparti. Il nostro Avvocato ha argomentato sulla linea di cui la scrivente Federazione è convintissima: finché non ci sono “atti” precisi che devono scaturire da nuova conferenza di servizi, l’unico progetto che rimane in piedi è quello di due impianti a “Gavardo e Montichiari”, per i quali hanno già preparato un progetto con una spesa di 5,3 milioni di euro di Denaro pubblico; quindi il nostro Avvocato s’è espresso pienamente d’accordo con proposta di sospensiva del giudizio fino a che non saranno “chiare” le intenzioni di Acque Bresciane e di tutti coloro che stanno da anni inventando varie motivazioni per riuscire a sversare nel corpo idrico del Chiese il 40% della depurazione gardesana. 2. tra l’altro, oltre a questi primi passaggi presso il TAR, la nostra Federazione del Chiese ha compiuto un accesso agli atti nel Comune di Lonato, ed abbiamo scoperto che a tutt’oggi NON c’è neanche una riga di alcun genere che faccia riferimento all’ipotesi di un mega depuratore gardesano a Esenta di Lonato. 3. pertanto, da questi primi passaggi in Tribunale emerge che il nostro sospetto che Acque bresciane e coloro che collaborano per riuscire a scaricare “nell’estraneo corpo idrico del Chiese” quella depurazione dei reflui gardesani stiano “giocando col denaro pubblico e con il rispetto dei cittadini, tenendo i piedi in varie scarpe per cercare di riuscire a realizzare quel trasferimento di opere primarie che invece sono una competenza e quindi un dovere morale e concreto dei Comuni gardesani dove quei reflui vengono prodotti. La strada sarà lunga, lo sapevamo e lo sappiamo ancora meglio, e noi Federazione del Chiese siamo fermamente determinati a difendere la salute e la dignità dell’intero corpo idrico del Chiese. E ieri, in Tribunale, s’è dimostrato che i 21 Comuni bresciani ricorrenti, insieme alla scrivente Federazione ed ai quattro Comuni mantovani del Chiese sono uniti nell’opposizione a questa assurda intenzione gardesana. Federazione del Fiume Chiese Redazione Sebino Franciacorta
December 12, 2025
Pressenza