Considerazioni dalla sessantunesima sessione del Consiglio dei diritti umani all’ONU
Trascrizione dell’intervento di Zaira Zafarana alla 211° Presenza di Pace di
Torino del 14 marzo 2026
Ciao a tutti
So che lì piove, anche qui a Ginevra piove, ma la cosa più importante, come si
sta facendo ogni sabato mattina, è quello di ricordare tutte le vittime di tutte
le guerre in giro per il mondo, in particolare di denunciare questo spaventoso
incremento del numero di azioni militari unilaterali in totale violazione del
diritto internazionale.
Qualche tempo fa dalla piazza parlavamo di bullismo internazionale. In realtà
questo non è più bullismo internazionale, ma è proprio crimine internazionale
È notizia di ieri che l’Islanda si è unita al Sudafrica nell’azione alla Corte
Penale Internazionale che accusa Israele di genocidio, quindi aumenta il numero
dei paesi che stanno prendendo una posizione netta rispetto alle guerre che sono
al momento in corso e mi riferisco in particolare a ciò che sta succedendo in
Medio Oriente.
Non perché sia più importante, ma perché è una nuova escalation che mostra molto
chiaramente che l’intento e l’intenzione di Stati Uniti, Israele e altre potenze
mondiali non è la stabilizzazione e la pace per tutti i popoli, ma è
l’accaparramento di risorse naturali, di rotte commerciali e di supremazia di
potenza. Cose che pensavamo di avere più o meno superato dopo la Seconda Guerra
Mondiale, nonostante gli altri numerosi scontri armati che ci sono comunque
stati dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi, molti dei quali sono ancora in
corso.
Ricordo brevemente alcune iniziative.
Il 21 marzo tutta la Gran Bretagna si mobiliterà nuovamente, dopo la
mobilitazione della scorsa settimana che ha interessato oltre 30 mila persone,
per chiedere al governo britannico di non sostenere la guerra di aggressione in
Iran, perché così si definisce secondo il diritto internazionale, e soprattutto
per chiedere che il governo britannico smetta di concedere l’utilizzo delle basi
in suolo britannico per far operare i caccia americano per i bombardamenti.
Questo è molto importante, perché noi abbiamo numerose basi militari americane
sul suolo italiano che vengono utilizzate per gli interventi armati.
In particolare, ricordo anche la base di Sigonella e il MUOS, che costituisce
uno dei più grandi centri nevralgici per le telecomunicazioni e per il
coordinamento delle azioni militari nel Mediterraneo e nel Medio Oriente.
L’Italia così diventa un target, ma la cosa più grave è che l’Italia diviene
così una sostenitrice delle guerre di aggressione che gli Stati Uniti stanno
facendo nella regione.
Sto partecipando alla sessantunesima sessione del Consiglio dei diritti umani
all’ONU qui a Ginevra: come potete immaginare sono molto tesi i toni dei
rappresentanti dei vari Paesi vittime di aggressioni degli Stati Uniti, dal
Venezuela, all’Iran e anche dei Paesi del Golfo, che comunque stanno vedendo
sulla loro pelle quelle che sono le conseguenze della destabilizzazione della
regione.
Ricordiamo naturalmente che anche l’Iran ha le sue colpe, continua a bombardare
i Paesi vicini nella regione e soprattutto in Iran c’è un regime autoritario che
è complice di numerosi crimini e violazioni di diritti umani. Come si è però
sempre detto e come tantissimi giuristi in questi ultimi giorni stanno
nuovamente sottolineando la giustizia privata è stata abolita dal diritto e
quindi avere anche degli attacchi mirati per uccidere, assassinare leader
politici che sicuramente sono colpevoli di crimini si chiama giustizia privata,
che è un illecito, quindi coloro che lo commettono stanno commettendo degli
illeciti e parlando del nostro governo italiano anche questa è un’altra
complicità molto grave; dire di non avere elementi per potersi esprimere su
questa guerra in Iran significa essere totalmente ipocriti, ma soprattutto
significa sostenere guerre di aggressione e la violazione del diritto,
considerando, tra l’altro, che il nostro Ministro degli Esteri ha pubblicamente
dichiarato che il diritto internazionale funziona solo fino a un certo punto,
quindi queste sono delle dichiarazioni gravissime considerando che ci sono
dittatori in tantissimi altri paesi che nessuno si sogna di attaccare perché ci
sono degli accordi commerciali e degli interessi economici finanziari che
prevalgono sulla vita e i diritti dei cittadini.
Questo dovrebbe essere detto, ripetuto e denunciato perché questa è la realtà
delle relazioni internazionali in questo momento. Ricordo anche l’azione
importante che ha fatto Sanchez; in questo momento la Spagna risulta essere lo
Stato europeo che prende una posizione più forte a favore del diritto
internazionale.
Sanchez, la Spagna, ha ritirato la propria ambasciatrice da Israele allineandosi
in questo modo a Brasile, Colombia e altri paesi del resto del mondo, che spesso
è un resto del mondo invisibile agli europei e che sta denunciando quanto sta
accadendo.
Spesso si utilizza la parola dual use per parlare di tecnologie civili che
vengono poi utilizzate anche nel sistema bellico; c’è anche un dual use che
riguarda anche il diritto internazionale, il diritto umanitario e che riguarda
proprio quanto il diritto venga fatto prevalere in alcuni paesi e non in altri
paesi.
Faccio solo un breve esempio, vi ricordate il presidente del Brasile, Bolsonaro
che ha fatto esattamente la stessa cosa che Donald Trump ha fatto quando c’è
stato l’assalto a Capitol Hill? Bolsonaro in questo momento si trova in carcere
accusato di tentato colpo di Stato, sappiamo benissimo negli Stati Uniti cosa è
successo, il responsabile di un tentato colpo di Stato è il capo di Stato
attuale e quando gli è stato chiesto come sta procedendo la guerra le risposte
sono delle risposte irresponsabili, “concluderò questa guerra quando pare a me”.
Prima abbiamo detto che c’è una giustizia privata illegale esercitata dagli
Stati Uniti, questo è di nuovo un esercizio privato dell’uso della guerra che è
un crimine contro l’umanità, queste sono alcune delle cose che sono state
denunciate alle Nazioni Unite.
Per concludere vorrei parlare brevemente di coloro che si rifiutano di sostenere
le guerre, degli obiettori di coscienza; questa settimana la commissione di
inchiesta su ciò che sta succedendo in Ucraina durante questa guerra ha
denunciato i crimini delle autorità occupanti russe in territorio ucraino, così
come ha anche finalmente denunciato le violazioni contro gli obiettori di
coscienza al servizio militare che in Ucraina e nei territori occupati vengono
forzatamente portati al fronte, spesso vengono anche torturati, mentre nel
territorio sotto controllo ucraino il diritto all’obiezione di coscienza è di
fatto sospeso totalmente, obiettori di coscienza vengono imprigionati,
incriminati e non è possibile per loro poter esercitare il proprio diritto
umano. Sono tanti gli obiettori che scappano dalla Russia, che scappano
dall’Ucraina e arrivano in Europa dove purtroppo è molto difficile ottenere
asilo perché questi Stati ignorando tutti i report delle Nazioni Unite, tutte le
testimonianze, le documentazioni, che arrivano dalla società civile, anche dei
paesi di origine, ritengono che queste persone, obiettori di coscienza possono
tornare nei propri paesi di origine senza alcun rischio, questo è totalmente
falso e viene continuamente denunciato.
Ho avuto l’opportunità di prendere la parola presso le Nazioni Unite nella
plenaria davanti a tutti gli Stati membri per denunciare questo, ad esempio
riguardo alla Bielorussia, proprio due giorni fa qui a Ginevra. Un’altra notizia
recente è che i difensori dei diritti umani bielorussi che sono all’estero, che
sono ormai la maggioranza, sono vittime di repressioni transnazionali, questo è
un nuovo fenomeno che è stato denunciato dal gruppo di esperti delle Nazioni
Unite sulla Bielorussia proprio due giorni fa e Our House che è l’organizzazione
di Olga Karatch che ha trovato rifugio temporaneo, temporaneo perché non ha
ottenuto l’asilo in Lituania, sta denunciando il de-banking ovvero le pratiche
che bloccano l’accesso ai propri conti bancari e quindi poter operare con le
proprie carte di credito, quindi in questo momento Olga Karatch, la sua
organizzazione e tantissimi difensori di diritti umani bielorussi sono bloccati
anche nel loro lavoro operativo di sostegno di coloro i cui diritti umani sono
violati.
Con questo volevo concludere ricordando ciò che è successo anche ieri a Pisa e
Livorno, perché in Italia c’è un ottima, bellissima e grande risposta della
società civile contro la guerra che va sostenuta, ma la cosa più importante è
che questa resistenza alla guerra deve essere nonviolenta, perché nel momento in
cui i toni si alzano e si permettono le azioni violente, si è al pari di chi usa
le armi contro chi ha nazionalità diverse e quindi il sostegno va ai portuali
che continuano a rifiutarsi di caricare i cargo con materiale bellico e a tutti
i giovani e meno giovani che in Toscana ieri hanno bloccato le ferrovie, vi
ricordo che adesso è un crimine in Italia, per impedire il passaggio di treni
carichi di materiale bellico.
Un appuntamento interessante su questi temi sarà martedì 31 marzo alle 18.30 al
Centro Studi Sereno Regis, un evento del Mir che ospita in Italia un obiettore
di coscienza e avvocato militare russo che racconterà tutto ciò che sta
succedendo in Russia, tutto ciò che riguarda la diaspora russa in Europa che sta
lavorando per i diritti umani; sarà accompagnato da obiettori di coscienza anche
di Israele e dall’intervento di Yurii Sheliazhenko dall’Ucraina, durante gli
eventi previsti a Ivrea il 30 e a Vicenza l’1 aprile. Quindi vi aspettiamo per
questo approfondimento su questi temi.
Grazie a tutti e buona Presenza di Pace!
Coordinamento AGiTe