Non cè pace a Gaza: Presidio a Firenze il 15-12-025
In occasione del prossimo Consiglio Comunale, Firenze per la Palestina chiama
ad un nuovo Presidio per Gaza davanti a Palazzo Vecchio.
Non c’è pace né tregua a Gaza e il piano di Trump è un nuovo piano coloniale
israeliano.
Con questo comunicato stampa è stato chiamato il presidio:
Firenze, 09.12.2025
Comunicato Stampa – presidio di lunedì 15 dicembre (ore 15:00 sotto al Palazzo
Comunale)
Il piano Trump per la pace a Gaza è servito ad aprire una nuova fase del
colonialismo israeliano in Palestina.
Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco sono oltre 400 i civili uccisi
dall’IDF e decine sono le nuove occupazioni dei villaggi palestinesi da parte
dei coloni in Cisgiordania. Solo pochi giorni fa Ahed al-Biyouk, una bambina di
tre anni, è stata uccisa con un colpo alla testa dall’esercito israeliano
perché, avvicinandosi alla cosiddetta “linea gialla”, rappresentava un “pericolo
imminente” per questo potente esercito.
Il perpetrarsi del genocidio in Palestina, seppur a bassa intensità, è reso
possibile dalla complicità dei governi “democratici”, come quello italiano.
Invece di applicare sanzioni verso lo Stato d’Israele, come richiesto dalla
normativa internazionale, mantiene con esso ogni tipo di relazione commerciale,
scientifica e politica.
Nonostante la confusione alimentata ad arte dagli organi d’informazione e le
bugie dei rappresentanti politici che parlano di pace ma costruiscono la guerra
(nel mondo ci sono circa 42 guerre in corso che vendono coinvolti un centinaio
di paesi) sono tutt’altro che cessate le manifestazioni in solidarietà alla
Palestina e contro la guerra. E’ vero che il numero dei partecipanti alle
manifestazioni è diminuito rispetto a quelle che ci sono state nei giorni in cui
la Global Sumud Flitilla si stava avvicinandosi alle coste di Gaza, ma tutt’oggi
continuano i numerosi cortei nelle principali città del paese e non esiste
comune e piccolo borgo dove non venga organizzata qualche assemblea per parlare
di Gaza, di lotta al riarmo e di opposizione alla guerra. In questo scenario,
pur volendole nascondere, anche i media sono costretti a parlare delle atrocità
che quotidianamente avvengono in Palestina; la Resistenza del popolo palestinese
contro occupazione e genocidio non è vinta.
Oggi più che mai servono azioni reali, concrete, in grado di isolare Israele
facendo pressione sulle amministrazioni comunali e sugli esponenti politici di
entrambi gli schieramenti. Rispetto a questo il comune di Firenze non può
continuare a tirarsi indietro, evitando di prendersi la responsabilità politica
di scegliere da che parte stare.
C’è una proposta del consigliere d’opposizione Dmitrj Palagi, approvata dal
consiglio comunale, che prevede l’interruzione dei rapporti istituzionali con
Israele e la verifica di “eventuali relazioni economiche del Comune con aziende
e società che hanno sede in Israele ed eventuali loro sostegni al Governo, o
all’Esercito, di Israele”.
La sindaca e la Giunta, invitate ad applicare questa disposizione, non
rispondono da oltre due mesi.
È necessario tornare a fare sentire la nostra voce e la nostra rabbia verso la
complicità di chi continua a fare scudo ai peggiori criminali della nostra
epoca, arrivando a pensare ad una legge per cui è reato criticare Israele, come
i ddl Gasparri e Delrio.
Pretendiamo serietà dall’Amministrazione Comunale: dichiararsi a favore della
causa palestinese e dei diritti umani richiede atti concreti, non generici
appelli alla pace.
Continuare a non agire contro Israele significa continuare a stare con chi
colonizza, uccide, stupra, tortura, massacra, devasta, nella più completa
impunità.
Per questo motivo ci rivolgiamo a tutti i cittadini, alle associazioni, ai
comitati popolari, ai Partiti politici, alle organizzazioni sindacali e alla
società civile invitandoli a far sentire la propria voce e a partecipare al
presidio che abbiamo organizzato per lunedì 15 dicembre alle ore 15:00 in via
dei Gondi (angolo Palazzo Vecchio). Ci opponiamo al concetto che Francesca
Albanese sia una figura divisiva: chi lavora per il rispetto dei diritti umani è
divisivo solo se si sta dalla parte di chi li viola ed esponiamo alla sindaca
Sara Funaro e alla giunta Comunale i seguenti punti:
– applicazione dell’ordine del giorno Palagi sull’interruzione rapporti con
Israele
– adesione alle campagne di boicottaggio BDS e rescissione degli accordi con le
aziende complici di genocidio come indicate nel rapporto di Francesca Albanese
– opposizione al ddl Gasparri e Delrio e ritiro dell’adesione alla definizione
IHRA da parte del comune.
– intervenire per rimuovere il console di Israele Carrai dalla Fondazione Meyer
Per adesioni scrivere a: firenzexlapalestina@gmail.com
Firenze per la Palestina
Redazione Toscana