Tag - basi USA in Italia

Per una ricognizione sulle basi straniere in Italia
di Carlo Tombola (ripreso da gliasinirivista.org). A seguire «C’è poco da ridere eppure…», una breve nota della “bottega” Disegno di Armin Greder tratto da Noi e loro (Else edizioni 2019) Questo articolo è stato realizzato con la collaborazione di The Weapon Watch, osservatorio sulle armi nei porti europei e del Mediterraneo che ha sede a Genova (www.weaponwatch.net, mail info@weaponwatch.net). Si serve infatti
Camp Darby, Rifondazione si mobilita
Riportiamo di seguito la dichiarazione che ci ha rilasciato Daniele Iannello, Segretario provinciale della federazione di Pisa di Rifondazione Comunista. Durante la conferenza stampa/presidio a Camp Darby abbiamo denunciato la risoluzione di maggioranza approvata alla Camera giovedì 5 marzo, risoluzione che esplicitava “la piena operatività delle installazioni militari statunitensi presenti sul territorio nazionale nel quadro degli accordi NATO e bilaterali con gli Stati Uniti.” In questo scenario le basi statunitensi presenti in Italia assumono un ruolo sempre più centrale e strategico. Tra queste c’è Camp Darby, uno dei principali siti di stoccaggio e smistamento di armamenti dell’esercito statunitense in Europa (molti sostengono che dentro la base ci siano anche testate nucleari). Da questa base transitano armamenti destinati ai teatri di guerra in Europa, Medio Oriente e Africa, attraverso il porto di Livorno, le infrastrutture ferroviarie e la rete logistica militare presente sul territorio. La notizia dell’innalzamento dei livelli di sicurezza e di controllo attorno alla base conferma ciò che denunciamo da anni: la presenza di questa infrastruttura militare espone il nostro territorio alle conseguenze dirette delle tensioni e dei conflitti internazionali. Pisa è uno snodo fondamentale di questo sistema militare: nel raggio di pochi chilometri si concentrano l’aeroporto militare “Galilei”, la Brigata Paracadutisti Folgore e Camp Darby. La base americana, che doveva essere gradualmente dismessa, è stata invece potenziata. Ciò avviene tramite il rinnovamento della banchina di Tombolo, approvato dal Governo Gentiloni; i lavori per la navigabilità dei canali dei Navicelli, promossi dalla Regione Toscana e dal Comune di Pisa e l’investimento USA per il ponte girevole per raccordarsi con le ferrovie italiane, i cui lavori hanno bloccato la circolazione civile anche negli scorsi mesi. Tutti questi interventi rendono Camp Darby sempre più centrale nelle strategie coloniali “stelle e strisce”. In più da alcuni anni si parla della costruzione di una mega cittadella militare dei reparti speciali dei carabinieri da mezzo miliardo di euro all’interno del parco naturale di San Rossore, nell’area CISAM a San Piero a Grado, di nuovo vicino a Camp Darby. Questa concentrazione di infrastrutture militari trasforma progressivamente il territorio toscano in un nodo strategico della proiezione militare della NATO e degli Stati Uniti, aumentando i rischi per la sicurezza delle popolazioni e sottraendo risorse e spazi a usi civili. Di fronte a questo scenario riteniamo necessario invertire radicalmente la rotta. L’Italia deve applicare l’articolo 11 della Costituzione, ripudiando la guerra e lavorando per la de-escalation e la soluzione diplomatica dei conflitti. Per questo rilanciamo con forza una richiesta chiara: la chiusura della base di Camp Darby e la riconversione dell’area a usi civili, sociali e ambientali, una presa di posizione chiara da parte del Comune di Pisa, che dovrebbe negare la disponibilità all’utilizzo delle infrastrutture logistiche comunali per usi militari, imponendo così finalmente un piano di sicurezza pubblico per tutelare l’intera cittadinanza. L’accelerazione di questa tremenda escalation di guerra impone una grande mobilitazione sociale; per questo motivo parteciperemo e organizzeremo la mobilitazione per la grande manifestazione per la pace del 28 marzo a Roma organizzata dalla rete NO KINGS. Prossime iniziative: domenica 15 assemblea cittadina a Pisa con la partecipazione degli attivisti del Global Movement to Gaza, dei lavoratori ex-GKN, della rete Stop Ream Europe e di altre realtà di movimento. La mobilitazione non si fermerà. Ray Man
March 9, 2026
Pressenza
Cortina 26: meno ghiacciai ma arriva ICE
articoli di Luca Pisapia e di Gianni Gatti. L’appello di Utima Generazione. E «Oro Colato», il nuovo libro di Altreconomia. A seguire link.   Cortina 26: per le emissioni spariscono neve e ghiacciai Secondo una ricerca scientifica, Milano Cortina 2026 porterà alla perdita di 5,5 km² di neve e 34 milioni di tonnellate di ghiaccio. di Luca Pisapia (*) Milano
January 28, 2026
La Bottega del Barbieri
Pontedera: il binario 4 va alla guerra
Con il volantino, diffuso da oggi alla stazione ferroviaria della cittadina, il CAL / Coordinamento Antimilitarista Livornese e il collettivo “Ferrovieri contro la guerra” sollecitano l’attenzione dei viaggiatori sui rischi incombenti per effetto della realizzazione dell’adattamento della linea Firenze-Pisa, che collega le due città e i porti di Livorno e La Spezia, per il ‘passaggio’ di treni merci per uso anche civile, ma soprattutto militare. IL CONFLITTO PARTE ANCHE DA QUI, FERMIAMOLO! La militarizzazione dell’infrastruttura ferroviaria italiana prosegue vergognosamente, senza sosta e senza informare la collettività. L’Unione europea, nell’ambito dei “progetti di trasporto dell’MCE (meccanismi per collegare l’Europa) completati nell’ambito della dotazione per la mobilità militare” ha infatti finanziato con 3˙875˙000 di euro l’ampliamento del binario 4 della stazione di Pontedera (Pisa) e dei binari 1-2-3-4 della stazione di Palmanova (Udine), adattando i sistemi di sicurezza, segnalazione e trazione elettrica. La finalità del progetto è quella di consentire la manovra dei treni lunghi 740 metri per il duplice uso civile-militare. Avere quindi da un lato un trasporto merci efficace, ma dall’altro lato incentivare una mobilità militare per finalità di addestramento e difesa, consentendo così il duplice utilizzo, militare e civile, delle linee ferroviarie Firenze-Pisa e Udine-Cervignano. Un’escalation militare e guerrafondaia che si catapulta in stazioni civili come quella di Pontedera, dove quotidianamente si registra un grande afflusso di viaggiatori. Viaggiatori che, mentre aspetteranno il proprio treno, potranno trovarsi in mezzo a treni militarizzati trasportanti esplosivi, carri armati, mezzi militari, soldati e così via. Una situazione pericolosissima dove la sicurezza è messa fortemente a rischio a causa dell’intreccio tra il materiale bellico trasportato ed eventuali incidenti ferroviari. Si tratta anche di una strategia di condizionamento psicologico: abituare i cittadini alla presenza diffusa di armi e militari (come già accade nelle stazioni con la scusa della sicurezza), per abituarli alla quotidianità della guerra. Il “Coordinamento Antimilitarista Livornese” e il collettivo “Ferrovieri contro la guerra” denunciano e l’uso dell’infrastruttura ferroviaria italiana e del personale ferroviario civile in attività militari e si oppongono a questi progetti. Come già accaduto in una nostra iniziativa di denuncia inerente la sospensione della circolazione ferroviaria avvenuta a giugno tra Pisa e Livorno per favorire l’ultimazione dello scalo militare del triangolo Tombolo-Canale Navicelli-Camp Darby (il più grande arsenale USA fuori dal suolo statunitense), anche in questa occasione intendiamo riportare l’attenzione generale su cosa effettivamente sta succedendo sul fronte dell’allargamento del conflitto mondiale. L’uso militare della linea ferroviaria Firenze-Pisa infatti collegherà Firenze, il centro urbano di Pisa e i porti di Livorno e La Spezia con il corridoio della rete centrale scandinavo-mediterraneo. SOSTENIAMO UNA CIRCOLAZIONE FERROVIARIA CIVILE E SICURA CONTRASTIAMO L’USO DELLA RETE FERROVIARIA A SCOPO BELLICO * Coordinamento Antimilitarista Livornese (contatti: no_missioni_livorno@anche.no) * Ferrovieri contro la guerra Nel frattempo, Pontedera si prepara al passaggio del Viaggio della Fiamma Olimpica & Paraolimpica Milano Cortina 2026: giovedì 11 dicembre dalle 14:30 il percorso della fiaccola e dei tedofori attraverso la città inizierà in via De Gasperi, proseguirà in via della Stazione Vecchia, viale Risorgimento, piazza Garibaldi, via della Misericordia, via Dante, piazza Unità d’Italia, via Brigate Partigiane, via XXIV Maggio, via Pisana, via Primo Maggio, corso Matteotti, piazza Martiri della Libertà, corso Matteotti (ponte Napoleonico) e viale Italia e si concluderà in piazza Cordificio Billeri. Redazione Italia
December 9, 2025
Pressenza