Un anno dal cessate il fuoco: la situazione umanitaria si aggrava
A un anno dall’annuncio del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, centinaia
di migliaia di persone vivono ancora in tende o rifugi di fortuna, con accesso
limitato ad acqua potabile, cure mediche e beni essenziali. Gli attacchi
continuano a causare vittime e feriti, mentre l’ingresso degli aiuti umanitari
resta insufficiente.
EMERGENCY è presente nella Striscia di Gaza con due cliniche di assistenza
primaria ad al-Qarara e al-Mawasi, nell’area di Khan Younis, dove ogni giorno
vengono visitati complessivamente tra i 400 e i 600 pazienti. La maggior parte
sono donne in gravidanza e bambini. Le patologie più frequenti sono infezioni
respiratorie e gastrointestinali, malattie della pelle e patologie croniche come
diabete e ipertensione.
“Qualche giorno fa siamo dovuti rimanere tre quarti d’ora in più all’interno
della clinica prima di rientrare a casa perché nel tragitto c’era appena stata
un’esplosione con morti e feriti – racconta Giulia Folci, ostetrica di EMERGENCY
a Gaza –. Sono diminuite le esplosioni, ma lo stato di ansia e di emergenza è
ancora presente.”
Secondo le stime più recenti, dall’annuncio del cessate il fuoco sarebbero oltre
1.400 le vittime e più di 4.700 i feriti.[1] Gli aiuti umanitari, tra cui
farmaci e dispositivi medici, continuano a incontrare forti difficoltà
all’ingresso, anche a causa delle limitazioni nell’entrata di materiali e beni
dal valico di Kerem Shalom. Tutto ciò si ripercuote sulla salute dei gazawi,
specialmente di donne e bambini.
“Lottiamo ogni giorno per fornire ai nostri pazienti le medicine necessarie –
prosegue Folci –. Tagliamo le garze per far fronte alle ferite che arrivano.
Alle donne in gravidanza che visito non posso dare il ferro, una delle terapie
essenziali per ridurre il rischio di anemia, di parto prematuro, di basso peso
alla nascita e di complicanze che possono mettere in pericolo la vita della
madre e del bambino. A donne con il diabete gestazionale o malnutrizione è
impossibile dare consigli alimentari realistici. Il dato ufficiale dei morti per
bombardamenti in questi tre anni è di oltre 73.000, ma esclude coloro che non
sono riusciti a sopravvivere per la mancanza di terapie di cui avrebbero avuto
bisogno e questo è drammatico.”
I prezzi di cibo e beni essenziali sono aumentati in media del 207% rispetto a
prima della guerra, mentre molte famiglie hanno visto ridursi drasticamente il
proprio potere d’acquisto. L’ingresso di beni commerciali continua, infatti, a
essere privilegiato rispetto agli aiuti umanitari. Secondo gli ultimi dati
riportati dalle Nazioni Unite il numero di camion di aiuti umanitari
effettivamente scaricati nella Striscia è sceso dal 77% al 70%. Parallelamente,
una parte significativa delle merci commerciali in ingresso continua a essere
composta da beni non essenziali.[2]
La tipologia di alimenti disponibili, in particolare, è inadeguata per garantire
alle persone l’apporto nutrizionale di cui hanno bisogno. Secondo l’IPC
(Integrated Food Security Phase Classification) entro dicembre 2026 saranno 1.4
milioni le persone in condizione di grave insicurezza alimentare.[3] Alla
scarsità di cibo si aggiunge la difficoltà di accesso all’acqua pulita, con
conseguenze dirette sulla salute della popolazione.
“Una cosa che come ostetrica mi tocca particolarmente è ad esempio la
preparazione del latte in polvere – aggiunge Folci –. Purtroppo, in alcuni casi
è necessario che il bambino lo prenda, e questo è molto difficile da preparare
con dell’acqua sporca ed espone i bambini ad altissimi rischi.”
Tra le categorie più esposte alle conseguenze della crisi umanitaria, infatti,
ci sono i bambini, che rappresentano quasi la metà della popolazione della
Striscia e che pagano il prezzo più alto della carenza di acqua pulita, cibo
adeguato, assistenza sanitaria e condizioni di vita precarie.
Centinaia di migliaia di gazawi vivono infatti ancora in tende o rifugi di
fortuna, e l’arrivo della stagione più fredda e piovosa contribuirà a rendere le
condizioni di vita della popolazione ancora più difficili.
“Le persone non sanno più dove rifugiarsi. Ci sono state le prime piogge della
stagione che hanno colto la maggior parte della popolazione in tende ormai
fatiscenti – prosegue Jacopo Intini, coordinatore programma EMERGENCY a Gaza –.
Periodicamente si verificano incendi perché le persone bruciano l’immondizia per
cucinare. Ci avviciniamo all’autunno e all’inverno, piogge e basse temperature
porteranno a una situazione di ulteriore sovraffollamento e di precarietà. È
ormai urgente che entrino i materiali necessari a riparare le tende o costruire
ripari più sicuri.”
A un anno dall’annuncio del cessate il fuoco, la popolazione civile di Gaza
continua a vivere senza adeguate condizioni di sicurezza, assistenza sanitaria e
accesso ai beni essenziali. EMERGENCY rinnova il proprio appello per un cessate
il fuoco permanente, la riapertura stabile di tutti i valichi affinché possano
entrare senza ostacoli aiuti umanitari, farmaci, materiale medico e beni
indispensabili per la sopravvivenza della popolazione e nel rispetto del diritto
internazionale umanitario.
“Il volto nascosto della guerra – conclude Silvia Professione, medico di
EMERGENCY a Gaza – è una ragazza che piange perché non trova in nessuna
farmacia l’insulina necessaria a curare il suo diabete; è una bambina di 9 mesi
con una malformazione al cuore che aspetta il permesso di andare all’estero per
essere curata; è un bambino che pesa molti chili in meno rispetto alla norma per
la sua età; è un uomo con le coronarie malate e la consapevolezza che non ci
sono più le attrezzature necessarie a salvargli la vita. Senza un accesso
regolare agli aiuti e una reale protezione dei civili l’emergenza umanitaria
nella Striscia è destinata ad aggravarsi tragicamente nei prossimi mesi.”
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[1] OCHA, Humanitarian Situation Report, 18 September 2026,
https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-report-18-september-2026
[2] Secondo gli stessi dati OCHA il 33% dei carichi commerciali entrati
trasportava articoli non essenziali.
[3]IPC Global Initiative – Special Snapshot, https://www.ipcinfo.org/
fileadmin/user_upload/ipcinfo/docs/IPC_Gaza_Strip_Acute_
Food_Insecurity_Malnutrition_Apr_Dec2026_Special_Snapshot.pdf
Emergency