Tag - Giornata Mondiale della Solidarietà col popolo palestinese

A Milano corteo per la Palestina e non solo
E’ il 29 novembre 2025, Giornata Mondiale della Solidarietà col popolo palestinese e mi avvio a piedi da Piazza del Duomo a Piazza XXIV maggio in pieno quartiere Ticinese a Milano; arrivato in corso di Porta Ticinese mi rendo subito conto che la partecipazione al corteo è numerosa proprio come lo sventolio delle bandiere palestinesi ed i cartelli che gridano “Libertà per Marwan Barghouti”, l’unico palestinese veramente temuto dal governo d’Israele e dai capi di Hamas, perché in grado di mettere fine al genocidio in atto a Gaza ed ai crimini dei coloni appoggiati dall’esercito israeliano nei confronti delle famiglie palestinesi in Cisgiordania. Tanti gli striscioni e i cartelli per la liberazione dell’imam Shahin, attualmente prigioniero nel Cpr di Caltanissetta, che rischia di essere consegnato all’Egitto, con il quale il dialogo del nostro Paese continua a essere più che aperto, nonostante i pianti per l’assassinio di Giulio Regeni. Almeno in 15mila sfilano per le strade della città; non mancano numerose sigle dei sindacati di base, che oltre a gridare “Free Palestine” non tacciono sul governo Meloni e sulle condizioni sempre peggiori di lavoro, sulla precarietà, sui morti del lavoro, sulla schiavitù e sullo sfruttamento. Come ai vecchi tempi ricompaiono anche i “volantinatori” e di conseguenza i volantini fronte e retro scritti fitto fitto perché tutto stia su un foglio di carta. (avete letto bene …..di carta!). Uno di questi “piccolino nel formato” titola “Contro il piano di Trump su Gaza e i sacrifici per la guerra, per l’embargo a Israele e per buttare giù il governo Meloni con la piazza!” Su un altro volantino si legge “Contro lo sfruttamento e il riarmo! Per l’unità d’azione dei sindacati e dei lavoratori” ed io non posso che continuare a sperare che i sindacati facciano “pace con il cervello” e comincino a capire che prima dei loro piccoli interessi ci sono quelli degli sfruttati, dei poveri e della gente comune che chiede lavoro e dignità. L’unità d’azione sarebbe già un gran bel segnale! Redazione Milano
November 29, 2025
Pressenza
A Vibo Valentia lettura dei nomi dei bimbi palestinesi uccisi
Il 29 novembre è la Giornata Mondiale della Solidarietà col popolo palestinese. Ci sarà ben stato un motivo, per l’ONU, di istituire una giornata in cui “costringersi” (e costringerci) a ricordare le condizioni di questo popolo e la protervia contro cui si sono arenati tutti i pur blandi tentativi compiuti dalla comunità internazionale in favore della sua autodeterminazione. Questa ragione non ha perso di attualità, anzi; perché, se la violenza, la spoliazione, la distruzione che Israele porta avanti da decenni sono state accompagnate e coperte dal silenzio complice dell’Occidente, negli ultimi due anni è cresciuta l’attenzione dell’opinione pubblica per la barbarie a cui abbiamo assistito, spinta fino a integrare la fattispecie del genocidio. Questo livello di attenzione sembra essersi attenuato dopo la cosiddetta tregua imposta dal presidente americano; una tregua che ancora oggi vede civili palestinesi uccisi dagli attacchi dell’IDF e divieti frapposti all’ingresso degli aiuti umanitari, per un popolo che sopravvive in un deserto di macerie, con l’inverno già arrivato, in tende senza acqua, senza luce, senza un’assistenza sanitaria e senza cibo. Il 29 novembre contiene in sé, oggi, un’urgenza che non è più possibile ignorare, ed è quindi una data che non può passare sotto silenzio, nemmeno a Vibo Valentia. Qui il Comitato Provinciale Pro Palestina, con la partecipazione di molte associazioni e di numerosi cittadini, ha organizzato una giornata di lettura dei nomi dei 19.000 bambini palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023; non si tratta della prima giornata a ciò destinata, ma di una “maratona” da svolgersi in più luoghi e in più date, in una staffetta che porti in più piazze possibile la verità su quanto è avvenuto e avviene in Palestina. Anche quella di oggi è stata una giornata aperta alla partecipazione di tutti, concepita intorno a principi di umanità e giustizia condivisi. Molte le persone che si sono alternate nella lettura, molte quelle che hanno portato un pensiero e una riflessione; pronunciare il nome delle vittime non soltanto restituisce dignità ad ognuna di loro, ma rappresenta al contempo una richiesta di giustizia per un popolo cui da oltre ottant’anni si nega la vita. Francesca Romano
November 29, 2025
Pressenza