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Piombino, 24 ottobre: dibattito contro il ritorno della leva militare
SABATO 24 OTTOBRE ORE 16.30 SALA DI QUARTIERE DI SALIVOLI (LUNGOMARE MARCONI 280) PIOMBINO I ricchi vogliono la guerra, i giovani vogliono il futuro! Il 24 ottobre a Piombino ci sarà un momento di dibattito e confronto tra diverse realtà giovanili e studentesche contro il ritorno della leva militare. Interverranno: Serena Tusini, docente e membro dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; Opposizione Studentesca d’Alternativa Roma; Collettivo Scuola di Carta Livorno; Giovani Comunisti di Piombino. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Germania. Migliaia di studenti manifestano contro la reintroduzione della leva militare
La scorsa settimana migliaia di studenti tedeschi sono scesi nuovamente nelle piazze in un centinaio di città contro la reintroduzione della leva militare. La scintilla delle proteste è scoccata quando alcuni 18enni di Kiel e Flensburg hanno ricevuto convocazioni ufficiali per l’esame medico nonostante avessero indicato chiaramente di non essere […] L'articolo Germania. Migliaia di studenti manifestano contro la reintroduzione della leva militare su Contropiano.
October 3, 2026
Contropiano
Report dalle mobilitazioni contro l’esercitazione NATO militare-civile di Amburgo
Ogni qualche ora un’autocisterna nera e verde scuro, che decisamente non si mimetizza sullo sfondo cittadino, scorre nel traffico. Non si sa cosa trasporta, probabilmente è vuota vista l’occasione, ma i simboli che porta sono chiari. Due sono tecnici: un fuoco e un pesce morto stilizzato sotto un albero anch’esso morto e stilizzato segnalano qualche migliaio di litri di qualcosa di infiammabile e altamente nocivo per l’ambiente. Ma il terzo è anche più pericoloso: una “croce di ferro” delle Bundeswehr, le Forze Armate tedesche. Siamo ad Amburgo, dove dal 24 al 26 settembre si sta tenendo Red Storm Charlie, un’operazione NATO di esercitazione militare-civile su scala cittadina, e interpretare questa terza immagine è più difficile, perché la simmetria della croce è vecchia di centinaia di anni. Arriva, senza soluzione di continuità, fino al 1191 a Gerusalemme, quando apparse per la prima volta come stemma dei cavalieri dell’Ordine Teutonico durante la terza “guerra santa”. Non importano un nazifascimo, due guerre mondiali, un genocidio e colonie e guerre sante o giuste o di difesa. Nonostante tutto, le Forze Armate tedesche mantengono ancora la croce, e scrivono con orgoglio: “Wir. Dienen. Deutschland.” sui loro veicoli… Poi ci sono le sirene delle ambulanze, che continuano a attraversare la città a destra e a manca. Forse anch’esse vuote, perché le strutture sanitarie sono una delle parti civili coinvolte nell’esercitazione. E non solo in quella, visto la possibilità della legge tedesche di obbligare, in casi di “emergenza nazionale”, i lavoratori del comparto sanitario a lavorare secondo le necessità del momento. Sembra il corrispettivo sanitario (e tutto civile) dell’obbligo di leva. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vediamo in questa situazione una possibilità di declinare l’obiezione di coscienza totale che pratichiamo quando ci rifiutiamo di partecipare ai progetti scolastici con le forze armate e che praticano i portuali o i lavoratori e le lavoratrici della logistica quando si rifiutano di trasportare armi. Sebbene il discorso sull’obiezione di coscienza in Germania sia a nostro avviso meno diffuso che non in Italia, mobilitazioni di lavoratori e lavoratrici della sanità sono presenti anche là. Un altro effetto di questa prova di guerra è l’attività dei trasporti su ferro e nei magazzini di Edeka, grande catena di supermercati. Un segnale che, se la stampa mainstream non fosse funzionale alla propaganda di guerra, avrebbe di che preoccupare la popolazione. Perché il coinvolgimento dei grandi supermercati, mentre il conflitto russo-ucraino si avvicina ad entrare nel suo quinto inverno, è chiaro: le nuove guerre sono di trincea e logoramento, e per sostenerle occorrono anche essere in grado di approvvigionare, mese dopo mese, la popolazione di leva mandata al fronte. Così la NATO si esercita. A mobilitare truppe, armi, cibo e materiali; a far funzionare le imprese anche in caso di blackout; a rendere normale che due elicotteri militari da combattimento ogni primo pomeriggio sorvolino la città e a gestire: una grossa fuoriuscita di ammoniaca che ha ferito gravemente due persone, un drone esplosivo e un vagone di un treno merci che esplode. Che merci? Se è come accade in questi mesi a Ravenna, non ci è dato saperlo. Anche se potremmo morire mentre ci camminiamo accanto alla fermata, visto che siamo in città. Il tutto con il supporto in back office dei reparti cibernetici dell’esercito, che applicano costantemente le tecniche della guerra cognitiva. «È necessario difendersi» dicono i dirigenti politici e militari. Ma nessuno di loro si sta impegnando né a rendere meno forte quel “necessario”, perché la guerra è del tutto evitabile, né a difenderci dalla guerra invece che dall’idea di Nemico che loro stessi contribuiscono a costruire. Un esempio di guerra cognitiva? L’algoritmo che su Instagram alle ore 17:22 del 24 settembre ci propone un post del giornale NDR in cui Andy Grote, senatore per SPD (centro-sinistra) afferma: «Il piccolo drone che avete visto e che è stato neutralizzato era praticamente una replica fedele del drone di Lipsia. Si tratta esattamente dello stesso tipo di drone, dotato dello stesso ordigno esplosivo, che abbiamo avuto a Lipsia.» E infine ci sono le sirene della Polizei. Ma queste non sono tutte per finta. Perché in città in questi giorni ci sono stati anche molti e multiformi atti di resistenza alla guerra! Qualche giorno fa è arrivata la notizia che il governo tedesco ha deciso di anticipare la visita medica prevista per aprile a questo autunno. E di farla sostenere anche a chi aveva espresso ZERO come indice di interesse a prestare servizio militare nel precedente questionario. Questa visita medica è la seconda parte, dopo il questionario, del processo di schedatura che come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università abbiamo individuato in una delle possibili tecniche per incrementare le fila degli eserciti europei. A nostro avviso, tutto ciò è in progettazione anche anche in Italia, visto lo schema di ddl di giugno in cui si anticipava di voler aumentare gli organici delle forze armate di 40.000 soldati (vedi qui). In Germania il primo passaggio, grazie alla proteste studentesche, è stato un flop e il fronte antimilitarista appare determinato a impedire anche i prossimi passaggi. Poi ci sono stati un concerto per la pace, un presidio intersindacale, conferenze e conferenze stampa, un imbrattamento di un’azienda produttrice di armi, una manifestazione di tremila persone sabato 26 pomeriggio e un fallito tentativo di bloccare, nella notte del 25, un convoglio militare che ha attraversato di gran carriera la città (settanta veicoli, con tanto di cecchini sui tetti lungo il percorso). Una forte organizzazione contro la guerra ha visto convergere attivisti e attiviste da tutta la Germania, ospitati nelle case di compagni e compagne di lotta amburghesi e contribuire ai tendoni dell’accampamento di Rheinmetall Entwaffnen in un parco in centro città. Qui l’obiettivo era la sensibilizzazione, perché non è normale spiegare ai propri bambini perché, mentre giocano al giardino botanico il venerdì pomeriggio, di colpo passano volando elicotteri da guerra. Infine, venerdì 26 Ende Gelände [ndr: analoga tedesca di Ultima Generazione e Extinction Rebellion], è riuscita a bloccare i binari di Moorburg. Quelli che dal porto militare si caricano di armi per poi trasportarle in tutta la “Fortezza Europa” e oltre. Quelle di cui si vantano Rheinmetall, Leonardo S.p.A. e i grandi detentori di interessi economici e le stesse che han permesso l’esercito ucraino, in nome della democrazia, di compiere 12.615 attacchi su infrastrutture civili russe dall’inizio del conflitto nel 2022. Il blocco è durato diverse ore e si è concluso con l’espressione di uno dei volti del sistema in cui ci troviamo: la violenza della polizia sui corpi di chi sta rifiutando la guerra in modo nonviolento. Un attacco alla società, comandato dai dirigenti e acriticamente obbedito più in basso. Alcuni dei ragazzi e delle ragazze di Ende Gelände sono finite in ospedale, gli altri in questura per poi essere rilasciati nel pomeriggio, con la minaccia farlocca di ripercussione se “ci fosse stato sostegno ad attenderli una volta fuori”. E noi si era là ad attendere e sostenere. Con i panini preparati al campo di Rheinmetall Entwaffnen visto che non mangiavano né bevevano da ore. Quello ad Amburgo è stata un atto forte di rifiuto della guerra, della NATO e della militarizzazione del mondo civile. Determinato, perché entrare nei binari non sarà stato facile. Ma i binari ci ricordano che anche in Italia quando diverse realtà si uniscono e cooperano ognuna con le sue forme di lotta i risultati ci sono. E mentre rientriamo a casa, ci viene alla mente uno dei cori della piana di Venaus, liberata dal TAV nel 2005, e poi altro… Che riportiamo, un’altra pluralità di voci e unione d’intenti. «Mia nonna partigiana me l’ha insegnato tagliare le reti non è reato». «C’hanno insegnato la meraviglia contro la gente che ruba il pane ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame». «Giove certo non fu, chi a me le impose, né la giustizia agl’Inferi compagna codeste leggi fissò mai fra gli uomini». > Accampamento di Rheinmetall Entwaffnen al Parco del Vecchio Elba. > «Armi ovunque, giustizia in nessun luogo». > Uno dei veicoli militari nel traffico cittadino. > «Chi vuole la guerra, la prepara! Noi restiamo inabili alla guerra». > Untauglich, “non in forma”, è il termine militare opposto a tauglich, “idoneo” > o “abile”] alla guerra, usato storicamente nella visita di leva. > Mappa al campo di Rheinmetall Entwaffnen, con tutte le mobilitazioni e gli > eventi che via via andavano accadendo durante la settimana. > «Rifiutare, disertare, bloccare, sabotare». > Militari in viaggio nelle stazioni di tutta la Germania domenica 27 settembre. > «Disarmare Rheinmetall. Contro la guerra – costruire la pace». > > Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! 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Il riarmo della Germania e la nuova leva volontaria
La Germania, sempre più preoccupata per un eventuale attacco da parte della Russia in Europa, si sta armando e sta progettando un aumento delle sue capacità complessive. Il primo gennaio 2026 il Bundestag tedesco ha approvato il Military Service Modernisation Act. L’intento della legge è quello di allinearsi agli obiettivi della NATO. Entro il 2035 l’esercito dovrebbe avere 260.000 soldati attivi e 200.000 riservisti. Dal 2026 ai e alle diciottenni viene chiesto di compilare un questionario sull’idoneità al servizio militare. Per i ragazzi è stato reso obbligatorio, mentre invece per le ragazze è volontario. Inoltre, dal primo luglio 2027 per gli uomini sarà obbligatoria la visita medica e chi sarà idoneo potrà fare il servizio militare come volontario. Se non ci saranno abbastanza volontari il Bundeswehr, ovvero le Forze Armate tedesche, potrà sorteggiare le potenziali reclute per decidere chi entrerà nell’esercito. Dopo il servizio i ragazzi che saranno stati addestrati diventeranno riservisti. Nel caso in cui la situazione della sicurezza nazionale dovesse peggiorare, il servizio militare passerebbe da volontario ad obbligatorio su richiesta del Governo federale. A luglio il governo tedesco ha approvato un disegno di legge che obbliga i riservisti ad addestrarsi per rafforzare le capacità delle truppe in vista di un eventuale conflitto con la Russia. Inoltre, è stato tolto l’obbligo di consenso sia da parte del riservista che del datore di lavoro in caso di chiamata alle armi. Il tentativo della Germania di rendere attrattivo il servizio militare è risultato fallimentare. Su 300.000 questionari inviati solo un ragazzo su quattro si è mostrato interessato. ALLA FINE, DEI 1.500 RAGAZZI CHE SI SONO SOTTOPOSTI ALLE SELEZIONI SONO RISULTATI IDONEI 530, PARI ALLO 0,7% DELL’OBIETTIVO DI RECLUTAMENTO. Secondo quanto riportato dal Suddeutsche Zeitung, almeno 5.862 giovani intervistati hanno affermato che rifiuterebbero categoricamente di prestare servizio militare, anche nel caso in cui diventasse obbligatorio. È evidente il fallimentare tentativo da parte della Germania di rendere appetibile la professione del soldato: i giovani tedeschi non hanno intenzione di prestare il servizio militare come dimostrato anche dalle numerose proteste da parte degli studenti. Tuttavia i giovani tedeschi rischiano il ritorno della leva militare obbligatoria e continuano nell’organizzazione per riuscire a respingerla. Come Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e università siamo contrari e contrarie al piano di riarmo e alla propaganda che la Germania sta portando avanti. Nei prossimi anni la Germania sarà impegnata ad assumere il ruolo di leader in Europa a livello militare; non sarà una sorpresa, quindi, se anche in Italia si intensificherà il dibattito pubblico riguardo alla leva. Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La Francia reintroduce il servizio militare per i giovani, per ora su base volontaria
In Francia, da settembre 2026, viene reintrodotto il servizio militare anche se per ora a carattere volontario. Si tratta di una leva su base volontaria (dunque non obbligatoria) aperta a giovani di 18 e 19 anni, sia uomini che donne, che abbiano la cittadinanza francese. La leva durerà in totale […] L'articolo La Francia reintroduce il servizio militare per i giovani, per ora su base volontaria su Contropiano.
September 4, 2026
Contropiano
3. EFFETTO REFUGIO: SPEZZIAMO LA CATENA DELLA GUERRA
Le serate di giovedì 30 luglio e del 1 agosto nella programmazione di Effetto rifugio, il festival alternativo alla Kermesse organizzata nel quartiere Venezia di Livorno, sono state dedicate alla guerra e alla militirazzazione. Come assemblea Corpi e Terra, che ha partecipato con un banchino a sostegno del Rifugio Agripunk sotto sfratto, abbiamo seguito e registrato anche questi incontri per pubblicarli nello spazio di TRANSfemmINonda nel sito di radio Sonar. Il 30 il titolo dell’incontro è stato “Spezziamo la catena della guerra: dalle mobilitazioni per la Palestina alla lotta contro la guerra e la militarizzazione dei territori” a cura di NO BASE Qui potete ascoltare la presentazione e gli interventi di No Base e la presentazione del bollettino HUB con persone della redazione del primo e secondo numero. HUB è un bollettino di informazione, inchiesta, approfondimento e scambio sulla militarizzazione dei territori nato nel campeggio NO BASE del 5,6,7 settembre 2025 nell’assemblea dedicata alla costruzione di alleanze tra i territori investiti dalla trasformazione in nodi strategici strategici della guerra. È una rivista digitale e cartacea. https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/08/1.-prima-giornata.mp3 Sabato 1 agosto “Non siamo carne da macello: contro la reintroduzione della leva militare e le politiche di riarmo” con Scuola di Carta e l’osservatorio contro la militarizzazione di scuole e università Abbiamo registrato la presentazione https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/08/2-presentazione-leva-2-giorno.mp3 gli interventi di student3 del collettivo Scuola di Carta che abbiamo raggruppato in un solo audio https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/08/3.-student3-di-scuola-di-carta.mp3 l’intervento dell’osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e coordinamento antimilitarista https://radiosonar.net/wp-content/uploads/2026/08/4.-osservatorio.mp3
August 5, 2026
RadioSonar.Net
Umanità Nova: No alla leva militare!
DI PATRIZIA NESTI SU UMANITÀ NOVA DEL 12 MAGGIO 2026 Ospitiamo volentieri l’articolo che Patrizia Nesti ha scritto per il settimanale anarchico Umanità Nova in merito alla possibile reintroduzione del servizio di leva obbligatorio a livello internazionale. In un contesto di guerra generalizzata è urgente coordinarsi intorno all’obiettivo comune di decisa opposizione ad ogni forma di reclutamento e alla commistione della sfera civile con quella militare, dove la prima diventa complementare alla seconda. Dunque raccogliamo e rilanciamo l’invito che chiude il testo in questione: « Sulla questione si muove l’antimilitarismo più radicale, si muove l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, si muovono alcuni settori e collettivi studenteschi, che non perdono occasione per denunciare il pericolo di reintroduzione del sistema della leva militare. […] A fronte di una militarizzazione sempre più pesante e pervasiva, la risposta deve essere ancora una volta caratterizzata dalla ferma opposizione al militarismo, al nazionalismo, alla retorica della patria e della difesa. Per una società senza militari, ma anche senza militarismi mascherati in varie fogge. Costruiamo una campagna contro la leva militare. Incrociamo le nostre lotte con quelle delle giovani generazioni che non vogliono essere carne da macello…continua a leggere su www.umanitanova.org. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Firenze, 28 maggio, Università al bivio: agente di guerra o ingranaggio di guerra?
FIRENZE, 28 MAGGIO ORE 14 AULA 327, 3° PIANO, C. DIDATTICO MORGAGNI Seminari per la Palestina organizza un incontro per riflettere su militarizzazione, leva obbligatoria e riarmo. Con la penetrazione dell’industria delle armi negli atenei e le collaborazioni con partner militari, con i fondi europei per il riarmo e i percorsi formativi orientati alla difesa l’università rischia di diventare una fabbrica di tecnologie per la guerra. Come resistere a questa deriva? Interverranno: L. Rondi – Altreconomia Collettivo CORDA O. Costantini – La conoscenza non marcia C. Buonaiuti – IRES S. Virgilii – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Sciopero della scuola. Cinquanta manifestazioni in tutto il paese. Una mobilitazione riuscita contro il governo
Piazze piene in oltre 50 città d’Italia. Si sta rivelando un successo lo sciopero della formazione promosso da Cambiare Rotta, OSA, l’USB e le altre organizzazioni studentesche e sindacali contro il governo Meloni. Questa nuova giornata di lotta guidata da studenti e lavoratori vince la sfida e porta scuole e […] L'articolo Sciopero della scuola. Cinquanta manifestazioni in tutto il paese. Una mobilitazione riuscita contro il governo su Contropiano.
May 7, 2026
Contropiano
Lezioni dal 25 aprile di quest’anno
Il 25 aprile 2026 è stato un successo in quanto a partecipazione numerica ma anche in termini di chiarezza politica: migliaia di antifasciste e antifascisti in piazza in tutta Italia – e non solo nelle mobilitazioni istituzionali – e diversi veli che sono stati squarciati da una giornata incisiva. 1) […] L'articolo Lezioni dal 25 aprile di quest’anno su Contropiano.
April 27, 2026
Contropiano